Cure e rimedi naturali

lunedì 18 febbraio 2013

Eliminare la ritenzione idrica

Frutta e yogurt tonificano il fegato

Per stimolare una regolare attività epatica, vanno consumati ogni giorno frutta (soprattutto banane, ananas, anguria, fichi d'india), verdure (ravanelli, rape, patate, fave, melanzane), yogurt. Curano anche la stipsi.

No a fritti e caffè: causano ritenzione

Tra gli alimenti che affaticano il fegato e nel contempo intasano l’intestino ci sono dolci, burro, fritture, caffè e bevande calde, cibi caldi in generale, aglio, cipolle, spezie. Vanno ridotti o eliminati.

Ventre piatto con Lycopodium

Le spore del fungo Lycopodium o “erba sulfurea” sono ricche di zolfo, l’elemento che in natura si trova allo stato puro nei vulcani. A questo aspetto si può fare risalire l’indicazione per le intense attività addominali viscerali che provocano ulteriore dilatazione in chi ha la pancetta “bassa”.

Di Lycopodium omeopatico si assumono 5 granuli alla 15 CH ogni quindici giorni come cura-base e 5 granuli alla 5 CH per 1-2 volte al giorno  nelle crisi acute di gonfiore.

Olio e tisana di rosmarino ti asciugano

L’olio essenziale di rosmarino è un eccellente stimolatore epatico e riduce il gonfiore che si manifesta nella zona bassa dell’addome. Ne bastano 3-4 gocce sciolte in un cucchiaio di olio di mandorle dolci da massaggiare mattina e sera sulla pancia. È utile anche bere ogni sera dopo cena una tazza di tisana al rosmarino, preparata mettendo in infusione per 10 minuti un rametto fresco della pianta. 

I risultati

- Migliori la funzionalità epatica e digerisci meglio, riducendo anche la fame di dolciumi

- Vinci la stitichezza, elimini più in fretta la scorie e automaticamente ti sgonfi

- Assottigli il girovita e riduci gradualmente i “rotolini”

 

Riza Salute

mercoledì 6 febbraio 2013

La Passiflora ha proprietà ansiolitiche

passiflora

La Passiflora deve il suo nome alla forma del fiore, che ricorderebbe appunto la corona di spine della Passione di Cristo, ma è conosciuta in particolare come pianta rampicante ornamentale. La Passiflora è originaria dell'America centrosettentrionale, ampiamente coltivata a scopo ornamentale e medicinale.

Tempo balsamico: la pianta si recide, poco sopra il terreno, quando i frutti sono maturi.

Attività principali e impiego terapeutico

In medicina tradizionale si utilizzano proprio le sommità fiorite (presenti anche in Farmacopea Ufficiale) per infusi. I preparati di Passiflora sono impiegati come sedativi nell'ansia e nell'insonnia, nei disturbi nervosi soprattutto dei bambini.

Conoscenze scientifiche

I costituenti chimici presenti sono in particolare Flavonoidi (iperoside, vitexina ecc.), alcaloidi, maltolo, crisina (5,7 diidrossiflavone), olio essenziale e cumarine In Fitoterapia estratti di Passiflora vengono utilizzati comunemente come sedativo del Sistema Nervoso. Le sue azioni farmacologiche sono dovute soprattutto ai flavonoidi contenuti nelle parti aeree della pianta. Studi clinici e sperimentali hanno dimostrato l'attività ansiolitica, e la conclusione è che la migliore attività sedativa si ottiene con l'uso di estratti totali e non con i principi attivi isolati. Indicata per calmare gli stati di eccitazione nervosa (angoscia, isteria, palpitazioni, disturbi nervosi della menopausa, gastralgie, colon irritabile ecc.). La Passiflora presenta inoltre una buona attività antispastica sulla muscolatura liscia, studiata in vitro sull'intestino di coniglio e confermata in clinica. Indicata nelle varie forme di somatizzazione ansiosa viscerale: spasmi gastrici, colon irritabile ecc. E' presente anche in numerose specialità medicinali.

Avvertenze

La Passiflora può interagire con i barbiturici (prolunga il tempo di sonno)e con i sedativi (può aumentare l'effetto sedativo di farmaci o di altre piante).

Livelli di tossicità: considerata relativamente innocua se assunta in quantità appropriate per brevi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: la pianta non è mai stato associato ad aborti, ma la prudenza suggerisce alle donne gravide di evitarne l'assunzione per la presenza nel fitocomplesso di stimolanti uterini. E' sconsigliata l'assunzione sia nel periodo della maternità che dell'allattamento, i pericoli superano qualunque possibile beneficio.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.

http://www.universonline.it

Piante officinali

Una volta introdotte in un organismo le piante officinali svolgono un'azione farmacologica, anche blanda. Achillea millefolium, Artemisa genipi Weber, Gentiana Lutea L.,Thymus vulgaris sono solo alcuni dei nomi latini delle più conosciute piante officinali. Collocate tra scienza e tradizione, le piante officinali dovrebbero essere utilizzate seguendo un classico aforisma greco: «Prima la parola, poi la pianta e solo in ultimo il coltello»; la fitoterapia, dopo il dialogo con il paziente, è un valido aiuto nel percorso della cura, perché fornisce ricette naturali, piuttosto antiche, lontane dall’industria farmaceutica o erboristica. Un decotto di timo, ad esempio, è un formidabile antisettico, mentre il cataplasma di fico favorisce la maturazione degli ascessi e la cicatrizzazione delle ferite, o gli impacchi a base di pungitopo, acerrimi nemici della cellulite. Passiflora o biancospino contro l'insonnia, salice e rosmarino contro i dolori reumatici e così via... http://www.cure-naturali.it

Una pianta medicinale, secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è un organismo vegetale che contiene in uno dei suoi organisostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi di specie farmaceutiche.

Tisana Rilassante

biancospino

Tisana rilassante

Ingredienti:

Gr 2 di fiori di biancospino

Gr 20 di fiori di arancio

Gr 20 di fiori di tiglio

Lasciare in infusione per 5’. Bere una tazzina al mattino, una al pomeriggio ed una la sera prima di andare a dormire. Questo per 3 settimane.

lunedì 4 febbraio 2013

Olio essenziale d limone

Nell'aromaterapia  viene indicato come rinfrescante, tonico, gengive infiammate, tonificante del sistema circolatorio: stimola la circolazione linfatica e venosa, rafforza i vasi sanguigni e fluidifica il sangue. Ottimo contro i disturbi dovuti a cattiva circolazione come gambe pesanti. Purificante: se utilizzato qualche goccia nella preparazione di maschere all’argilla, è utile in caso di  pelle grassa e impura. L’essenza di limone possiede inoltre proprietà schiarenti, promuove la formazione di nuove cellule dell’epidermide, combatte i processi d’invecchiamento cellulare, favorendo, al contempo, la cicatrizzazione. Per questa ragione è indicato alle pelli che presentano macchie solari o di vecchiaia, rughe e smagliature. Inoltre è un ottimo rinforzante per le unghie deboli o sottili. Antinfiammatorio: l’olio essenziale di limone possiede proprietà antiflogistiche in caso di reumatismi.
http://www.radio24

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