Cure e rimedi naturali

mercoledì 11 luglio 2012

Ciliege per prevenire le infezioni urinarie

(AGI) - Washington, 11 lug. - L'uso di prodotti contenenti ciliegie sembra essere associato alla prevenzione delle infezioni del tratto urinario, secondo uno studio del National Taiwan University Hospital e del National Taiwan University College of Medicine pubblicato sulla rivista "Archives of Internal Medicine". Le infezioni del tratto urinatio (Uti) sono comuni infezioni batteriche molto diffuse soprattutto fra le donne adulte. I prodotti contenenti ciliegie sono da tempo usati come rimedio popolare. "I prodotti contenenti ciliegie tendono a essere efficaci nelle donne con delle Uti ricorrenti, nei bambini, nei consumatori di succo di ciliegia e in chi, in generale, li consuma piu' di due volte al giorno", scrivono gli autori. Gli scienziati hanno effettuato 13 trial coinvolgendo 1616 individui nelle analisi qualitative, e 10 di questi trial, con 1494 individui, erano anche di tipo quantitativo. "In conclusione - scrivono gli studiosi - il consumo di prodotti contenenti ciliegie potrebbe proteggere contro le Uti. Ma occorrono ulteriori studi per confermare questa interpretazione con certezza". (AGI) .

Istruzioni per l'uso delle Creme Solari


Le creme solari sono di due tipologie: quelle che contengono filtri chimici che assorbono i raggi dannosi UltraVioletti (UV) e quelle che contengono schermi fisici, ossidi di minerali che riflettono i raggi UV. Per definire la potenza di una crema è stato identificato il fattore di protezione solare (SPF) espresso da un numero: tanto più alto è il numero, tanto il prodotto dovrebbe proteggerci dal rischio eritemi. Infatti il fattore SPF indica quanto a lungo possiamo esporci al sole senza incorrere in scottatura. Le creme solari in termini di godimento dell’estate sono considerate un passo avanti ma in termini di danneggiamento della cute devono essere considerate un passo indietro. Da poco si è capito infatti che le creme solari proteggono bene contro i raggi UVB, quelli delle scottature, ma poco contro i raggi UVA quelli che causano prima l’invecchiamento della pelle e poi i tumori. E’ un errore quindi utilizzare le creme solari per rimanere di più al sole.



Ogni esposizione viene registrata  

I raggi luminosi del sole sono energia elettromagnetica e la banda dei raggi UV danneggia il DNA presente nel nucleo delle cellule dell’epidermide. Si può immaginare il DNA come un contatore, un registratore di tutte le esposizioni solari; un’esposizione equivale ad un danneggiamento e rifacimento della catena del DNA. Ma le continue esposizioni portano al limite le possibilità di riparazione del patrimonio genetico della cellula. Ciò significa che c’è un limite, appunto, alle ore di esposizione al sole e tanto più risparmiamo l’esposizione in giovane età, tanto più avremo margini da adulti o da anziani. E’ una sorta di corsa al risparmio. Ecco perché, un tempo, i bambini venivano esposti solo per poche ore al giorno. Quanto detto vale anche per i raggi UV delle lampade solari abbronzanti.



Che valore dare al numero di SPF

Una crema con fattore di protezione “20” protegge per il 90%; mentre una crema a protezione “50” protegge per il 96% contro i raggi UVB. L’aumento di protezione quindi tra 20 e 50 è minimo e spesso non vale la pena di utilizzare creme con numeri alti perché queste contengono una quantità elevata di filtri chimici che la pelle potrebbe non tollerare. Ciò significa che i filtri medi sono più che sufficienti soprattutto per i bambini e che la vera discriminante (per scongiurare danni cutanei) è il tempo di esposizione. Un discorso analogo vale anche per chi vuole fare un viaggio nei paesi caldi: va bene una crema con protezione “20”, purché si limiti il tempo di esposizione.



Il numero di SPF fa confusione    

Il numero dato al fattore di protezione genera malintendimento poiché tutti pensano che 50 protegga il doppio di 25, cosa non vera. Oggi l’attività di protezione delle creme solari è definita con la dizione: bassa, media e alta protezione.
Il termine Protezione Totale è vietato perché non corrisponde a verità.

Il corretto utilizzo    

Le creme solari non sono fatte per sostituire gli altri mezzi di protezione come magliette, cappelli, occhiali e zone d’ombra. Le creme vanno utilizzate quando non sono possibili altri mezzi di protezione solare come ad esempio sul volto durante una passeggiata in montagna o una gita in barca.



Anche gli UVA sono pericolosi

Le creme con filtri chimici hanno scarsa protezione verso i raggi UVA, mentre hanno una buona protezione verso i raggi UVB. I tumori cutanei sono causati anche dall’esposizione ai raggi UVA, che hanno energia 100 volte inferiore rispetto ai raggi UVB ma sono presenti con la stessa intensità per tutta la giornata, dal mattino alla sera e oltrepassano i vetri dell’auto. I raggi UVA, come quelli delle lampade ultraviolette per abbronzatura, sono ben tollerati non provocando l’arrossamento tipico dei raggi UVB. Per questo motivo sono più insidiosi. Il risvolto pratico è che le mamme che portano al mare i bambini nelle prime ore del giorno o al pomeriggio, per non scottarli, li espongono tuttavia ai raggi UVA, i più pericolosi. Il consiglio è lo stesso, limitare le ore di esposizione.



Come utilizzare le creme solari

Le creme solari vanno applicate al momento dell’esposizione solare, nelle aree che intendiamo proteggere dagli arrossamenti, applicando il prodotto in strato omogeneo senza massaggiare. Il massaggio infatti favorisce la penetrazione del prodotto e diminuisce il fattore di protezione. Le creme solari hanno una durata media di protezione di due ore, dopodiché, se si rimane al sole, vanno riapplicate.



Creme solari e bambini

I bambini fino a 4 anni di età non vanno esposti alla luce diretta del sole e quindi non vanno trattati con creme solari.
Dai 5 anni in poi, è preferibile utilizzare creme contenenti schermi fisici piuttosto che filtri chimici. I primi non penetrano e interagiscono poco con la pelle. In età infantile vale ancor di più la regola di limitare le ore di esposizione solare e favorire l’utilizzo dei mezzi di protezione quali cappello, maglietta, occhiali e ombrellone.

Le creme solari sono sicure

Esistono molti dubbi sulla sicurezza delle Creme Solari. Sia quelle con filtri chimici sia quelle con schermi fisici possono reagire con la cute provocando ossidazioni pericolose. I filtri chimici poi vengono assorbiti e metabolizzati con effetti tossici ancora poco studiati.
La sospetta tossicità delle creme solari è un altro buon motivo per prediligere la fotoprotezione con indumenti.



Le regole in conclusione

Il sole non è solo luce e benessere ma anche energia. Questa energia viene sempre registrata dal contatore delle cellule ed è nostro dovere non esaurire il contatore prima del tempo con lunghe esposizione al sole o alle lampade UV. Le creme solari aiutano a non scottarci quando al sole proprio ci dobbiamo stare, ma è sbagliato utilizzarle per sostituire il cappello, la maglietta, l’ombrellone. Chi va in vacanza e vuole riposarsi è giusto che dedichi una parte della giornata al sole, ma deve dedicarne una parte all’ombra per esempio di una pineta, per ripararsi dalla luce diretta. In età pediatrica sono senz’altro da preferire gli indumenti di protezione rispetto alle creme solari.
http://www.dermaclub.it/EducationalSub.asp?ID=25

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