Cure e rimedi naturali

giovedì 13 dicembre 2012

Proprietà benefiche delle Mele



Secondo alcuni studi la mela sarebbe in grado di combattere l’asma. Una ricerca condotta su studenti americani, e pubblicata sulla rivista “Chest”, ha evidenziato come la carenza di vitamine e di altri nutrienti essenziali peggiora i sintomi legati all’asma. La mela rappresenta una fonte di queste sostanze molto importante. Un’altra ricerca condotta dagli studiosi del National Heart and Lung Institute, dipartimento della facoltà di medicina dell’Imperial College London ha sottolineato come le sostanze chimiche contenute nelle mele riescano a depurare le vie respiratorie. Nonostante non sia ancora stato confermato scientificamente l’importanza e l’efficacia di questo frutto nei confronti delle patologie asmatiche secondo i dati già documentati sono sempre più certe le proprietà curative della mela nei confronti dell’asma.

Le calorie della mela sono molto poche e per questo presenta proprietà utili per le persone in sovrappeso o affetti da obesità. Nei casi di ritenzione idrica, di patologie renali e cardiache gli specialisti prescrivono le cosiddette “diete di frutta”. Inoltre fornisce un senso di sazietà e un effetto prebiotico (regola la flora batterica intestinale) grazie al suo contenuto in fibre.

Le fibre contenute nella mela, come la pectina, aiutano a mantenere sotto controllo il colesterolo riducendone i livelli nel sangue, e diminuendo il rischio di ictus e cardiopatie. Inoltre questa sostanza aiuta anche a ridurre i livelli di glicemia nei pazienti diabetici.

La pectina contenuta nelle mele ha la capacità di risolvere i problemi di diarrea. Come? Questa sostanza viene trasformata, dai batteri intestinali, in una guaina protettiva per le pareti dell’intestino, che in caso di diarrea sono “irritate”.

Nei casi di stipsi la mela ha proprietà lassative. Secondo gli esperti consumare una mela cotta al giorno riesce a risolvere i problemi di stipsi in pochissimo tempo.

Secondo gli studi le mele ridurrebbero il rischio di patologie a livello intestinale come la diverticolosi del colon, delle vene, le varici, e alcuni tipi di tumore. Tutto ciò sarebbe possibile grazie all’effetto protettivo dei polifenoli contenuti nelle mele. Queste sostanze chimiche aiuterebbero, secondo uno studio italiano, anche a ridurre il rischio di tumori del cavo orale, dell’esofago, delle ovaie, della mammella, della prostata.

Il succo di mela fresco, unito al limone, ha la capacità di rassodare la pelle. Mentre una maschera preparata con pezzetti di mela cotta nel latte aiuterà ad attenuare le rughe. Per le pelli secche è utile una maschera costituita, invece, da mele grattugiate e yogurt.
http://www.tantasalute.it/articolo/le-7-proprieta-benefiche-della-mela/16311/

Peperoncino: antidoto contro i malanni da freddo


Le spezie, ad esempio sono ottimi additivi energetici contro l’arrivo dei primi freddi, e in particolare il peperoncino. Da spolverare sui cibi o sotto forma di olio, aiuta le digestioni un po’ laboriose grazie ad un’azione stimolante sui succhi gastrici. Non solo: secondo alcuni studi, consumare il peperoncino con regolarità stimola il cervello a rilasciare endorfine, ormoni che danno un senso di benessere e hanno effetto antidolorifico. Per queste sue caratteristiche, il peperoncino è indicato nella prevenzione di artriti e reumatismi.

Tonificante ed energetico, secondo la medicina indiana è indispensabile per affrontare l’arrivo dei rigori dell’inverno. E non è tutto: per la sua ricchezza di vitamina C, il peperoncino è indicato anche come rinforzante delle difese immunitarie e come antiossidante, mentre la capsaicina, sostanza che gli conferisce il caratteristico sapore piccante, contribuisce a regolare la pressione e ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre, fatevi massaggiare con cura con olio di peperoncino: è adattissimo per far passar ei dolori. Lombaggini e artriti traggono un gran giovamento dal suo utilizzo.


L’olio di peperoncino ha la proprietà di dissipare gli effetti negativi dell’umidità sulle ossa e sulle articolazioni. Si può preparare in casa, ponendo a sciogliere a bagnomaria 25 grammi di lanolina (la potete acquistare in farmacia) insieme a 125 grammi di olio di soia. Lasciate raffreddare e aggiungete olio essenziale di menta (5 gocce) e peperoncino in polvere (5 grammi), diluendo la consistenza del preparato con acqua distillata. Conservate il preparato in frigorifero e massaggiatene una piccola quantità sulle articolazioni dolenti, dopo il bagno della sera. Lo stesso unguento è valido anche come anticellulite. Due precauzioni: non usatelo se soffrite di fragilità capillare e lavate bene le mani dopo averlo usato, per evitare qualsiasi contatto con le mucose cutanee.
http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/3580/peperoncino-l-alleato-d-inverno.html

venerdì 7 dicembre 2012

La meditazione non ci fa ammalare

In un periodo in cui tutti cercano conferme sulla validità dei vaccini antinfluenzali, o nuove efficaci alternative per la prevenzione delle malattie invernali, ecco spuntare una ricerca che mette in luce l’efficacia della meditazione quale insolita arma preventiva.

I ricercatori statunitensi dell’University of Wisconsin-Madison, hanno infatti scoperto che la meditazione mindfulness è vincente quanto a prevenzione delle malattie respiratorie acute da raffreddamento – anche rispetto all’esercizio fisico.
Nello studio in questione, il professor Bruce Barrett e colleghi hanno coinvolto 154 ambosessi adulti (di cui 149 hanno terminato il trial) poi suddivisi a caso in tre gruppi. Il primo gruppo è stato avviato a un programma di meditazione mindfulness (o consapevolezza); il secondo gruppo a un programma di fitness come il camminare a passo svelto e infine il terzo gruppo che, fungendo da controllo, non ha fatto nulla. Il tutto per otto settimane.

Dopo questa prima fase, i ricercatori hanno seguito i partecipanti per tutto l’inverno: partendo dal mese di settembre fino al mese di maggio. L’osservazione prevedeva il controllo dei sintomi tipici del raffreddore o l’influenza come mal di gola, starnuti, naso che cola e così via. Finito il periodo di test delle otto settimane, i ricercatori non hanno tuttavia appurato se i partecipanti hanno continuato a praticare la meditazione mindfulness o lo jogging. I risultati hanno però subito mostrato che gli appartenenti al gruppo meditazione si è assentato dal lavoro per malattia il 76% in meno, rispetto al gruppo di controllo. Allo stesso modo, gli appartenenti al gruppo che aveva praticato l’esercizio fisico si erano assentati dal lavoro il 48% in meno, sempre rispetto al gruppo di controllo.

Ma non finisce qui: i risultati completi dello studio, pubblicati su Annals of Family Medicine, mostrano che la meditazione mindfulness ha ridotto fino al 50% le gravità delle infezioni respiratorie acute. L’esercizio fisico le ha ridotte fino al 40%.
Nel totale, poi, gli appartenenti al gruppo mindfulness hanno visto durare la malattia respiratoria 5 giorni in media, contro gli 8 giorni in media del gruppo di controllo. I test clinici condotti sulla presenza di anticorpi nell’organismo hanno infine confermato i risultati.

«Nulla è stato precedentemente dimostrato prevenire le infezioni respiratorie acute – spiega nella nota UWM il dottor Barrett – Molte precedenti informazioni hanno suggerito che la meditazione e l’esercizio fisico possono mostrare benefici di prevenzione, ma studi randomizzati e di alta qualità non sono mai stati condotti».
«I vaccini per l’influenza iniettabili sono parzialmente efficaci – prosegue Barrett – e funzionano solo per i tre ceppi di influenza ogni anno. L’evidente beneficio del 40-50% dovuto alla mindfulness è una scoperta molto importante, così come il vantaggio del 30-40% dell’allenamento. Se si tiene conto di questo nelle ricerche future, l’impatto potrebbe essere sostanziale».
Un risultato inaspettato dunque quello dell’effetto della meditazione mindfulness sulla prevenzione – e non solo – delle malattie respiratorie acute da virus.
Chissà? Possiamo magari provare ad aggiungere questa “forma di prevenzione” a quelle che avevamo già in programma e testarne personalmente i risultati. E se poi funziona davvero, tanto di guadagnato.
[lm&sdp]http://www.lastampa.it/

mercoledì 5 dicembre 2012

Mezzo bicchiere di spremuta di limone aiuta a combattere coliche e calcolosi.


Facile ma efficace: basta mezzo bicchiere di spremuta di limone al giorno per combattere i calcoli renali. E’ quello che afferma lo studio condotto negli Ospedali Riuniti di Bergamo in collaborazione con l’Istituto Mario Negri e il Consorzio del limone di Siracusa Igp.

Il limone contiene infatti 42,9 grammi di citrato per chilo ed è l'agrume più ricco di questa sostanza che previene la precipitazione del calcio nelle urine, alla base della formazione di calcoli.

Un rimedio naturale, che a differenza dei farmaci non ha controindicazioni. Ma attenzione ai problemi di gastrite o reflusso gastroesofageo: il limone potrebbe aumentare questi disturbi. E allora è preferibile diluirne il succo con acqua per attenuare il grado di acidità.

Il consumo di agrumi – primo fra tutti il limone – deve essere accompagnato da una dieta specifica. No ai cibi pronti e a troppe proteine animali che favoriscono l’aumento di acido urico nell'organismo; conteniamoci con il sale e preferiamo un'alimentazione sana con molta acqua e attività fisica moderata. La sedentarietà è un'alleata della calcolosi renale: se non viene stimolato il flusso sanguigno nei reni, si può aumentare il processo di infiammazione causa dei terribili dolori "da colica".
http://donna.libero.it/lifestyle/55941895/calcoli-renali-ko-con-il-limone

Dieta antigelo: i cibi giusti per far fronte al'inverno


Lo hanno chiamato Attila, il fronte gelido che sta provocando uno sbalzo termico fino ai dieci gradi, con maltempo e temperature da brivido. Per combattere questo "flagello di Dio" e non farci troppo sorprendere dai malanni da raffreddamento, dobbiamo prestare, come sempre in questi casi, una cura particolare all'alimentazione.
E' la Coldiretti a sottolineare che basta mettere in tavola i cibi giusto per fare il pieno di vitamine, di antiossidanti e di energia necessari a rinforzare il sistema immunitario e ad affrontare con le giuste armi l'ondata di freddo invernale. Quando fa freddo occorre infatti puntare su alimenti energetici e nutrienti, in grado di dare il giusto apporto di fibre, ferro, sali minerali per rafforzare le nostre difese contro influenza e malattie da raffreddamento.

Coldiretti spiega che l'effetto delle basse temperature sull'organismo degli animali isotermici, tra cui l'uomo, va tenuto nella giusta considerazione. Il dispendio calorico richiesto per mantenere la temperatura corporea stabile alla temperatura media di 37 gradi è superiore al consueto, quando fuori fa freddo. Se il clima si fa rigido, occorre prestare particolare attenzione a garantirsi un buon apporto di vitamine, a cominciare dalla vitamina C, dalle proprietà antiossidanti e toccasana per il sistema immunitario: è presente soprattutto nella frutta fresca di stagione, come i nostri agrumi (arance, clementine, etc.) e i kiwi. Serve anche la vitamina A, presente in numerose verdure di stagione, oltretutto ricche anch'esse di vitamina C e sali minerali, come spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti; la vitamina B, che coadiuva l'organismo nel trasformare il cibo in energia, e si trova soprattutto in cereali integrali, avena, carne rossa, verdure a foglia verde (cavolfiori, broccoli, spinaci), tuorlo d'uovo e ceci. La vitamina D, invece, è un ottimo sostegno per il sistema immunitario e per l'umore: d'inverno, a causa della diminuita luce solare, deve essere assunta tramite i cibi che maggiormente la contengono, come pesce, fegato, latte e uova. Sì anche alla vitamina E, di cui sono ricchi  frutta secca e olio extra vergine di oliva. Per aiutare il fisico a combattere i malanni di stagione sono utili anche aglio e cipolla, soprattutto se ingeriti crudi, per il loro elevato potere antibatterico.

La dieta invernale deve apportare calore, energia e nutrimento, bilanciando cibi gustosi e sani. Tra gli alimenti amici dell'inverno c'è il miele, da usare anche come dolcificante, soprattutto a colazione, insieme al latte. Molto importanti sono  poi i legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché apportano molta energia, contengono ferro, sono ricchi delle fibre che aiutano l`organismo a smaltire i sovraccarichi e a migliorare le funzionalità intestinali, e contengono lecitina, fonte di fosforo ed immunizzante contro le infezioni batteriche. Sono assai gustosi e per questo costituiscono l'ingrediente base di molti piatti di stagione, come zuppe e minestroni, insieme a cereali come il riso, l'orzo o il farro. Proprio questi cereali, insieme ad altri come il miglio e la segale, meglio se integrali, sono fonte dei carboidrati complessi necessari a dare energia e calore.

Sempre di prima importanza sono le proteine, sia di pesce che di carne bianca e rossa.  L'ideale, spiega la Coldiretti, sarebbe consumare questi cibi il più possibile freschi, soprattutto frutta e verdura, e vicino al luogo di produzione, di modo da sfruttarne appieno le proprietà senza che vengano disperse o intaccate. Si tratta in ogni caso di alimenti presenti sia nel territorio che nella tradizione culinaria dell'Italia, e che possono, in modo semplice e sfizioso, rendere piacevole l'arrivo dell'inverno.
http://www.tgcom24.mediaset.it/perlei/articoli/1071664/alimentazione-contro-attila-la-dieta-antigelo.shtml

domenica 18 novembre 2012

Rimedi naturali per eliminare le occhiaie


Bevi molto, prediligi frutta (soprattutto quella ricca di vitamine C e K) e verdura e non dimenticare di idratare con cura la pelle del tuo viso facendo particolare attenzione al contorno occhi. È probabile, però, che tutto questo non basterà e allora potrai sperimentare uno o più di questi rimedi naturali.

I cetrioli. Un classico. Tagliali a rondelle, tieni le rondelle in freezer per alcuni minuti e poi posiziona le fette sugli occhi per un tempo compreso tra i cinque o dieci minuti. Il freddo aiuterà i micro capillari a decongestionarsi. In alternativa puoi usare dei cucchiaini.

La camomilla. Preparala nella maniera tradizionale e lasciala freddare, poi realizza degli impacchi con dei dischetti di ovatta. Se non hai molto tempo però puoi sempre applicare direttamente le bustine dopo averle fatte stare qualche minuto sotto l’acqua corrente molto fredda.

Rosmarino, malva e rosa. Tranquilla: non devi prepararlo, puoi acquistarlo in erboristeria! È un vero toccasana e poi ha un ottimo aroma!
http://donna.libero.it/bella_fuori/37853423/occhiaie-rimedi-naturali

giovedì 18 ottobre 2012

L’uva abbassa la pressione

uvaL'uva da tavola potrebbe ridurre le malattie cardiache e il diabete. Questo frutto ha infatti la capacità di abbassare la pressione sanguigna, migliorare la funzione cardiaca e ridurre altri fattori di rischio per malattie cardiovascolari e per sindrome metabolica. Almeno questo è quanto emerso da uno studio americano diffuso in occasione del convegno Experimental Biology in California.

Secondo i ricercatori, l'uva contiene delle sostanze fitochimiche, antiossidanti presenti in natura, che avrebbero un effetto benefico sulla nostra salute. Dopo aver eseguito test sugli animali, i ricercatori hanno scoperto che una dieta ricca di uva previene i fattori di rischio per la sindrome metabolica, una condizione che spesso è precursore del diabete di tipo 2. I ricercatori hanno confrontato i dati di due gruppi di topolini, uno che ha seguito una dieta ricca di uva verde, rossa e nera, e l'altro una dieta ricca di grassi e zuccheri. Dopo tre mesi, le cavie che avevano seguito una dieta a base di uva avevano una pressione sanguigna bassa e una migliore funzione cardiaca rispetto all'altro gruppo di topolini. Le cavie che hanno mangiato la frutta avevano anche livelli più bassi di trigliceridi e una migliore tolleranza al glucosio.

"La possibile motivazione che sta dietro alla diminuzione della sindrome metabolica”, ha detto Steven Bolling che ha coordinato lo studio, “è che le sostanze fitochimiche erano attive nel proteggere le cellule del cuore dagli effetti dannosi della sindrome metabolica. Nei topi, l'infiammazione del cuore e la funzione cardiaca si è mantenuta molto meglio. Anche se non c'è una correlazione diretta tra questo particolare studio e che cosa l'uomo deve fare, è molto interessante l'ipotesi che una dieta più ricca di frutta piena di sostanze fitochimiche, quali uva, può far bene agli esseri umani". http://staibene.libero.it

mercoledì 11 luglio 2012

Ciliege per prevenire le infezioni urinarie

(AGI) - Washington, 11 lug. - L'uso di prodotti contenenti ciliegie sembra essere associato alla prevenzione delle infezioni del tratto urinario, secondo uno studio del National Taiwan University Hospital e del National Taiwan University College of Medicine pubblicato sulla rivista "Archives of Internal Medicine". Le infezioni del tratto urinatio (Uti) sono comuni infezioni batteriche molto diffuse soprattutto fra le donne adulte. I prodotti contenenti ciliegie sono da tempo usati come rimedio popolare. "I prodotti contenenti ciliegie tendono a essere efficaci nelle donne con delle Uti ricorrenti, nei bambini, nei consumatori di succo di ciliegia e in chi, in generale, li consuma piu' di due volte al giorno", scrivono gli autori. Gli scienziati hanno effettuato 13 trial coinvolgendo 1616 individui nelle analisi qualitative, e 10 di questi trial, con 1494 individui, erano anche di tipo quantitativo. "In conclusione - scrivono gli studiosi - il consumo di prodotti contenenti ciliegie potrebbe proteggere contro le Uti. Ma occorrono ulteriori studi per confermare questa interpretazione con certezza". (AGI) .

Istruzioni per l'uso delle Creme Solari


Le creme solari sono di due tipologie: quelle che contengono filtri chimici che assorbono i raggi dannosi UltraVioletti (UV) e quelle che contengono schermi fisici, ossidi di minerali che riflettono i raggi UV. Per definire la potenza di una crema è stato identificato il fattore di protezione solare (SPF) espresso da un numero: tanto più alto è il numero, tanto il prodotto dovrebbe proteggerci dal rischio eritemi. Infatti il fattore SPF indica quanto a lungo possiamo esporci al sole senza incorrere in scottatura. Le creme solari in termini di godimento dell’estate sono considerate un passo avanti ma in termini di danneggiamento della cute devono essere considerate un passo indietro. Da poco si è capito infatti che le creme solari proteggono bene contro i raggi UVB, quelli delle scottature, ma poco contro i raggi UVA quelli che causano prima l’invecchiamento della pelle e poi i tumori. E’ un errore quindi utilizzare le creme solari per rimanere di più al sole.



Ogni esposizione viene registrata  

I raggi luminosi del sole sono energia elettromagnetica e la banda dei raggi UV danneggia il DNA presente nel nucleo delle cellule dell’epidermide. Si può immaginare il DNA come un contatore, un registratore di tutte le esposizioni solari; un’esposizione equivale ad un danneggiamento e rifacimento della catena del DNA. Ma le continue esposizioni portano al limite le possibilità di riparazione del patrimonio genetico della cellula. Ciò significa che c’è un limite, appunto, alle ore di esposizione al sole e tanto più risparmiamo l’esposizione in giovane età, tanto più avremo margini da adulti o da anziani. E’ una sorta di corsa al risparmio. Ecco perché, un tempo, i bambini venivano esposti solo per poche ore al giorno. Quanto detto vale anche per i raggi UV delle lampade solari abbronzanti.



Che valore dare al numero di SPF

Una crema con fattore di protezione “20” protegge per il 90%; mentre una crema a protezione “50” protegge per il 96% contro i raggi UVB. L’aumento di protezione quindi tra 20 e 50 è minimo e spesso non vale la pena di utilizzare creme con numeri alti perché queste contengono una quantità elevata di filtri chimici che la pelle potrebbe non tollerare. Ciò significa che i filtri medi sono più che sufficienti soprattutto per i bambini e che la vera discriminante (per scongiurare danni cutanei) è il tempo di esposizione. Un discorso analogo vale anche per chi vuole fare un viaggio nei paesi caldi: va bene una crema con protezione “20”, purché si limiti il tempo di esposizione.



Il numero di SPF fa confusione    

Il numero dato al fattore di protezione genera malintendimento poiché tutti pensano che 50 protegga il doppio di 25, cosa non vera. Oggi l’attività di protezione delle creme solari è definita con la dizione: bassa, media e alta protezione.
Il termine Protezione Totale è vietato perché non corrisponde a verità.

Il corretto utilizzo    

Le creme solari non sono fatte per sostituire gli altri mezzi di protezione come magliette, cappelli, occhiali e zone d’ombra. Le creme vanno utilizzate quando non sono possibili altri mezzi di protezione solare come ad esempio sul volto durante una passeggiata in montagna o una gita in barca.



Anche gli UVA sono pericolosi

Le creme con filtri chimici hanno scarsa protezione verso i raggi UVA, mentre hanno una buona protezione verso i raggi UVB. I tumori cutanei sono causati anche dall’esposizione ai raggi UVA, che hanno energia 100 volte inferiore rispetto ai raggi UVB ma sono presenti con la stessa intensità per tutta la giornata, dal mattino alla sera e oltrepassano i vetri dell’auto. I raggi UVA, come quelli delle lampade ultraviolette per abbronzatura, sono ben tollerati non provocando l’arrossamento tipico dei raggi UVB. Per questo motivo sono più insidiosi. Il risvolto pratico è che le mamme che portano al mare i bambini nelle prime ore del giorno o al pomeriggio, per non scottarli, li espongono tuttavia ai raggi UVA, i più pericolosi. Il consiglio è lo stesso, limitare le ore di esposizione.



Come utilizzare le creme solari

Le creme solari vanno applicate al momento dell’esposizione solare, nelle aree che intendiamo proteggere dagli arrossamenti, applicando il prodotto in strato omogeneo senza massaggiare. Il massaggio infatti favorisce la penetrazione del prodotto e diminuisce il fattore di protezione. Le creme solari hanno una durata media di protezione di due ore, dopodiché, se si rimane al sole, vanno riapplicate.



Creme solari e bambini

I bambini fino a 4 anni di età non vanno esposti alla luce diretta del sole e quindi non vanno trattati con creme solari.
Dai 5 anni in poi, è preferibile utilizzare creme contenenti schermi fisici piuttosto che filtri chimici. I primi non penetrano e interagiscono poco con la pelle. In età infantile vale ancor di più la regola di limitare le ore di esposizione solare e favorire l’utilizzo dei mezzi di protezione quali cappello, maglietta, occhiali e ombrellone.

Le creme solari sono sicure

Esistono molti dubbi sulla sicurezza delle Creme Solari. Sia quelle con filtri chimici sia quelle con schermi fisici possono reagire con la cute provocando ossidazioni pericolose. I filtri chimici poi vengono assorbiti e metabolizzati con effetti tossici ancora poco studiati.
La sospetta tossicità delle creme solari è un altro buon motivo per prediligere la fotoprotezione con indumenti.



Le regole in conclusione

Il sole non è solo luce e benessere ma anche energia. Questa energia viene sempre registrata dal contatore delle cellule ed è nostro dovere non esaurire il contatore prima del tempo con lunghe esposizione al sole o alle lampade UV. Le creme solari aiutano a non scottarci quando al sole proprio ci dobbiamo stare, ma è sbagliato utilizzarle per sostituire il cappello, la maglietta, l’ombrellone. Chi va in vacanza e vuole riposarsi è giusto che dedichi una parte della giornata al sole, ma deve dedicarne una parte all’ombra per esempio di una pineta, per ripararsi dalla luce diretta. In età pediatrica sono senz’altro da preferire gli indumenti di protezione rispetto alle creme solari.
http://www.dermaclub.it/EducationalSub.asp?ID=25

venerdì 25 maggio 2012

La curcuma fa bene alla salute

curcuma

La curcuma  è un genere di piante da cui si ricava una polvere giallo-ocra acceso, che, miscelata con altri ingredienti, crea il delizioso Curry: una polvere di spezie molto apprezzata per insaporire e profumare i piatti della cucina del Sud Asiatico. In Occidente abbiamo imparato ad assaporarne il gusto rivisitando le nostre ricette, ed ora forse avremo un motivo in più per aggiungerne un pizzico alle pietanze: la curcumina infatti, sostanza attiva che si trova nella curcuma, è stata collegata a diversi potenziali benefici per la salute.
In particolare, questa sostanza potrebbe avere un’importante attività antitumorale, e agire anche contro malattie come la demenza o l’ictus; per verificare gli incredibili benefici di questa spezia, è stato avviato un apposito studio da un team di scienziati britannici degli ospedali di Leicester. Lo studio cercherà di confermare le sue ipotesi osservano gli effetti della curcuma sulle cellule tumorali del cancro dell’intestino; si valuterà così la possibile combinazione della curcumina con i trattamenti chemioterapici. Per la ricerca, si inviteranno 40 volontari affetti da cancro intestinale ad assumere sette giorni prima del trattamento standard di chemioterapia delle pillole a base di curcumina: se le ipotesi degli scienziati sono giuste, le pillole dovrebbero aumentare la sensibilità delle cellule tumorali alla chemioterapia, con la conseguente possibilità di diminuire le dosi dei farmaci, che come si sa hanno spesso effetti collaterali dolorosi.
Il cancro intestinale in particolare è molto difficile da curare, proprio perché le conseguenze della chemioterapia possono stremare i pazienti impedendo loro di concludere il trattamento. In precedenza sono stati condotti test su modello animale, che hanno mostrato buoni risultati: la speranza è che sia lo stesso per gli esseri umani.

http://donna.libero.it/un_post_a_tavola/48671028/il-tumore-si-previene-con-la-curcuma

giovedì 24 maggio 2012

Erbe aromatiche al posto del sale per stare meglio in salute

Riscoprire l'uso in cucina delle erbe aromatiche al posto del sale per insaporire il cibo aiuta a difendere la salute senza rinunciare al gusto a tavola. E' quanto suggerisce la Coldiretti, che di fronte all'allarme lanciato dal Congresso dell'Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri, sui rischi di infarto e ictus provocati dall'eccessivo consumo di sale, consiglia di recuperare le tradizioni delle nonne che facevano un sapiente uso delle erbe.
Le piante aromatiche - precisa la Coldiretti - non solo insaporiscono i cibi ma hanno anche importanti proprieta'. Le foglie del prezzemolo hanno azione diuretica e stimolano la digestione. Mentre - continua la Coldiretti - il rosmarino aumenta l'appetito. Ed ancora la mentuccia rinfrescante, la salvia e' un ottimo digestivo e tranquillante ed acuisce la memoria e - prosegue la Coldiretti - la maggiorana combatte tosse e catarro bronchiale, e' antispasmodica per mestruazioni dolorose, calmante e utile per emicranie e spasmi intestinali.
Oggi peraltro - sottolinea la Coldiretti - in molti coltivano le piante aromatiche direttamente nella propria casa sul balcone o in giardino secondo una tendenza che si sta consolidando nel tempo. La possibilita' di utilizzare le piante aromatiche fresche in cucina e' offerta anche dal moltiplicarsi dei mercati degli agricoltori di campagna amica nelle citta' dove in molti casi e' possibile trovare aromi dimenticati. Un esempio - spiega la Coldiretti - e' l'ortica che puo' essere impiegata in cucina per zuppe, frittate, torte salate, ripieni per pasta fresca e risotti, anche se la ricetta che piu' ne esalta il gusto e' quella degli gnocchi verdi. Per realizzarli - conclude la Coldiretti - occorre semplicemente aggiungere alle patate dell'impasto classico della buona ortica precedentemente lessata e tritata, uova e farina. (AGI) Pgi

Ceci e cavolfiore anti stipsi

Ceci e cavolfiore anti stipsi 250 kcal
Ingredienti (per 4 persone)
un cavolfiore medio
una cipolla
250 g di ceci secchi
un litro di brodo vegetale
un cucchiaio di olio extravergine di oliva
4 cucchiai di formaggi grattugiato
3 foglie di salvia
2 rametti di rosmarino
mezzo cucchiaino di curcuma
un pizzico di peperoncino
Preparazione
Monda e affetta la cipolla, lava e dividi in cimette il cavolfiore; lessa i ceci con salvia e rosmarino. In una pentola a pressione rosola la cipolla, unisci le cimette, aggiungi 2 bicchieri di brodo, chiudi la pentola e porta a cottura. Versa l’altro brodo e i ceci lessati, cuoci per 2 minuti e aggiungi la curcuma e il peperoncino. Servi con del grana grattugiato.
http://www.riza.it/dieta-e-salute/

Rimedi naturali contro la meteoropatia

Qualcuno lo chiama mal di tempo, altri meteoropatia, altri ancora parlano di meteorosensibilità: sono solo modi diversi di indicare lo stesso fenomeno, ovvero il complesso di disturbi, come irritabilità, mal di testa, insonnia o il riacutizzarsi di disturbi preesistenti, che colpiscono alcuni soggetti quando cambiano le condizione del tempo. Secondo i dati elaborati dal CNR di Firenze il problema coinvolge quasi 15 milioni di italiani.

Una volta le lamentele di chi soffriva di dolori vari o di sonnolenza e sbalzi di umore con l’arrivo della primavera venivano liquidate come mali immaginari, ma oggi si sa che l’instabilità del tempo, più accentuata con il cambio di stagione, comporta dei veri e propri mali fisici, e non solo di natura psicologica e psicosomatica, comuni a moltissime persone di tutte le categorie. Gli esperti spiegano infatti che "la meteoropatia è una malattia a tutti gli effetti e ogni anno colpisce un italiano su quattro". Per combattere questi disturbi, per fortuna, non è necessario ricorrere ai farmaci, ma ci sono molti rimedi naturali, come riferisce il mensile Airone, diretto da Andrea Biavardi, che ha coinvolto esperti e ricercatori per svelare i segreti del “mal di tempo”. Tra gli alleati contro i piccoli e grandi mali legati al meteo ci sono aglio, ginseng, propoli e soprattutto il relax.



Secondo i medici, in molti casi è opportuno parlare più che altro di meteorosensibilità, ovvero quando i disturbi sono lievi e per lo più di natura psicologica e psicosomatica (insonnia, propensione all'irritabilità o cambiamenti di umore): Si può parlare poi di meteoropatie primarie, ad esempio in caso di mal di testa o di schiena, o secondarie quando sono presenti sintomi come l'acuirsi dei dolori reumatici o il peggioramento di stati patologici preesistenti. I rimedi? Nessuna medicina, ma relax e cure naturali per "superare le crisi". I fenomeni atmosferici caratterizzati da brusche variazioni di temperatura, vortici freddi, zone di bassa pressione e correnti a getto in quota, possono causare una caduta delle difese immunitarie dell'organismo e un aumento della virulenza di funghi, batteri e virus.

Ma tutto questo è ancora solo una teoria, anche perché, come spiega Martina Petralli, ricercatrice del Centro di bioclimatologia dell'Università di Firenze, "indagare sulle cause precise delle meteoropatie è molto difficile: chi ne soffre non si rivolge quasi mai agli ospedali e mancano quindi dati certi sui disturbi".



Buona regola è, come sempre, evitare il "fai da te". Esistono però dei rimedi naturali che aiutano a controllare i sintomi. Uno dei malesseri più diffusi, ovvero la "sindrome da temporale", cioè il mal di testa che preannuncia l'arrivo una perturbazione o un temporale e che colpisce di preferenza persone stressate, stanche o ansiose, si controlla con passeggiate all'aria aperta ed evitando cibi come vino, cioccolata e superalcolici. Il migliore rimedio è invece l'aglio, che favorisce la circolazione e attenua il mal di testa.

Contro il malessere generato dagli sbalzi di temperatura, umidità o pressione, che portano con sé sbalzi d'umore o crisi d'ansia sono utili tisane e infusi di camomilla, malva, biancospino, ulivo e melissa più efficaci negli orari pomeridiani. Ai soggetti depressi o con umore instabile sono consigliati i preparati a base di Ipericum perforatum, non adatti però a chi è particolarmente sensibile o eccitabili, o anche ginseng, pappa reale, propoli e miele, anche associati a sedativi vegetali oppure a balsamici come eucaliptolo e olio di mugo.

http://www.tgcom.mediaset.it/

Oli essenziali per affrontare il freddo

Fonte: LifeGate

Eucalipto, limone, timo, ginepro, lavanda, sandalo, niaouli, echinacea: olii essenziali e principi attivi dai poteri antisettici, disinfettanti e corroboranti che si possono rivelare di grande aiuto nell'affrontare il clima della stagione.

Contro il RAFFREDDORE.
Spruzzare il fazzoletto con qualche goccia di olio essenziale di eucalipto, per favorire la respirazione e combattere le infezioni. Frizionare con la stessa essenza il petto il naso. Utili anche lavanda, zenzero, pino, rosmarino, garofano, cannella, limone.

Contro l'INFLUENZA.L'olio essenziale di lavanda aiuta a riequilibrare l'organismo indebolito dalla febbre. Il suo effetto, calmante e tonificante al tempo stesso, esercita un'azione antidepressiva e stimolante delle difese immunitarie. Utilizzarlo diluito in acqua e vaporizzato nella stanza dove soggiorna il malato, aggiunto all'acqua del bagno (20 gocce) oppure, diluito in olio vegetale, per frizionare tutto il corpo.

Per PREVENIRE…A livello preventivo per aumentare le difese immunitarie è utile usare la tintura madre di Echinacea, nella dose di 10-15 gocce al giorno, da aumentare fino a 30 per tre volte al giorno in caso di malattia. Esistono in commercio anche preparati per bambini a base di echinacea, spesso in associazione alla propoli, altro valido antibiotico naturale facilmente reperibile in farmacia, e alla vitamina C da cercare negli agrumi, kiwi e ortaggi a foglia verde.

Sonia Tarantola

Rimedi contro la pancia gonfia

Vi guardate allo specchio e non vi sentite in forma. Gli abiti "tirano" nei punti critici, e dopo i pasti sentite la pancia gonfia come un palloncino.
Non andate in bagno con regolarità e a fine giornata piedi e gambe sono gonfie: è tempo di trovare un rimedio. Fatta nel modo corretto una dieta disintossicante può giovare al corpo e alla mente. C’è infatti una componente psicologica nella pulizia, un po' come se schiacciassimo il tasto di reset nel nostro corpo, afferma la guru del wellness Alyacea Ungaro, amatissima dalle dive di Hollywood. Dieta e non solo: dai bagni di sale a metodi antichi come l'ayuveda o l'agopuntura, per sentirsi più leggere e pulite.


AGOPUNTURA
Questa pratica nata 5mila anni fa cura dai problemi della pelle alle indigestioni. Anche chi soffre di stitichezza e gonfiore può ritrovare rapidamente la propria regolarità. Gli agopuntori individuano la tossicità esaminando le lingue dei pazienti e in base al colore riescono a capire lo stato degli organi interni. In base a quello vengono inseriti dei sottili aghi in determinate zone del corpo a scopo di ristabilire gli equilibri energetici.

CARBONE
Per centinaia di anni i giapponesi hanno utilizzato il carbone derivato dalla combustione di legno bianco per assorbire diverse sostanza, dal veleno al reflusso di cibo che provoca l’imbarazzante problema dell’alito cattivo. I suoi pori, infatti, assorbono gas e tossine. Il carbone vegetale, in pastiglie o capsule, è ottimo per combattere il gonfiore addominale e il meteorismo, disturbi che si verificano dopo il pasto e si accentuano la sera specialmente dopo aver mangiato molto.

CAFFÈ
Se associate a una dieta corretta, il caffè (come il the) può fornire un valido aiuto per il dimagrimento, poiché in grado di stimolare il metabolismo basale. La caffeina è inoltre utilizzata nei cosmetici, dalle creme ai patch, per trattare le adiposità localizzate e l’odiosa buccia d’arancia. Ottimo per il drenaggio linfatico e per combattere la cellulite.

SALE
Il sale combatte le infiammazioni e produce ioni negativi, particelle disperse nell’aria in grado di regalarci benessere (ecco perché l’aria di mare fa bene). Un bagno di sale due-tre voltre alla settimana aiuta a combattere la cellulite ed eliminare le tossine, ammorbidisce la pelle. Va benissimo il sale da cucina raffinato, meglio ancora il sale marino integrale. Si scioglie il sale nella vasca da solo o con l’aggiunta di alghe e oli essenziali.

AYUVEDA
Quest’antichissima tecnica cura disturbi come l’acne, ultilizzando oli essenziali che purificano la pelle e la liberano dalle tossine. La mandola è ideale per restituire le sostanze nutritive del derma, l’aloe vera è uno dei vegetali più efficaci per curare questo antiestetico disturbo e rimuovere cicatrici. Anche il bergamotto è un toccasana, così come il legno di sandalo.

INFRAROSSI
Il calore prodotto da questi raggi è un alleato della salute fisica e psicologica. Si tratta di una tecnica utilizzata anche nelle strutture ospedaliere. Il calore penetra nella pelle riscaldando direttamente il corpo anziché l’aria circostante. I pori della pelle si aprono, liberandosi da cellule morte e tossine. Il battito cardiaco aumenta e i vasi sanguigni si dilatano. Perfette le cabine di legno, dove godere di un’atmosfera rigenerante.

Libero News

Rimedi naturali contro l’acne

Curare l’acne con l’aloe
Da tempo utilizzata per curare bruciature e problemi intestinali, l’aloe vera è anche un ottimo rimedio naturale per l’acne.
Basta applicare il gel di aloe vera sulla parte colpita dall’acne.
Curare l’acne col limone
Applicare succo di limone si è dimostrato spesso un buon metodo per ridurre l’acne.
Trattare l’acne usando le vitamine
Due tipi di vitamine, la A e la niacina, vengono utilizzate con successo per trattare l’acne. Prendere 100mg di Niacina o 50.000 unità di vitamina A, per tre volte al giorno.
Trattare l’acne usando lo zinco
Lo zinco si è dimostrato un rimedio molto efficace per combattere l’acne, anche in casi gravi. Si può prendere in dosi terapeutiche da 50mg, tre volte al giorno per un mese, per poi ridurre a 25mg. Lo zinco si trova sotto forma di pasticche (Zinfet da 200mg) o capsule (Ulseal da 220mg).
Trattare l’acne usando la buccia dell’arancia
Basta colpire la buccia d’arancia con una pietra e dell’acqua, e poi applicarla alle parti della pelle affette dall’acne.
Trattare l’acne usando l’aglio
Strofinare l’aglio crudo sull’acne, più volte al giorno. L’uso esterno di aglio aiuta a pulire la pelle da brufoli e punti neri. Anche ingerire tre semi di aglio crudo per una volta al giorno aiuta a purificare la circolazione sanguigna.
Trattare l’acne usando il cetriolo
Applicare delle fette di cetriolo sulle guance, sulla fronte e sugli occhi è sempre stato uno dei metodi più conosciuti: previene i punti neri e i brufoli.
Dieta dell’acne
La dieta “tutti-frutti” si è rivelata molto efficace per la cura dell’acne. Per tre settimane circa, mangiare tre volte al giorno dei pasti a base di frutta fresca. Usare limone e bere solo acqua. Assolutamente sconsigliato lo zucchero!
Altri rimedi naturali contro l’acne
Clistere di acqua calda
Durante la dieta “tutti-frutti”, utilizzare un clistere di acqua calda ogni giorno aiuta a pulire l’intestino in modo da favorire l’eliminazione di materiale inutile.
Esposizione al sole e all’aria
Esporre l’intero corpo sotto il sole o all’aria aperta, aiuta nella cura dell’acne.http://www.rimedio-naturale.it/acne.html

Combattiamo la cellulite con il cibo

La lotta contro la tanto odiata e diffusa cellulite inizia innanzitutto a tavola, seguendo alcuni piccoli ma utilissimi accorgimenti. Ecco un elenco dei più importanti:
- Diminuire la quantità di sale, perché accresce la ritenzione idrica, una tra le principali cause della formazione di cellulite;
- Bere almeno due litri di acqua al giorno;
- Inserire nella propria dieta il consumo di frutti di bosco (mirtilli, more e ribes) poiché riattivano la circolazione locale, favorendo lo smaltimento delle tossine. Vanno inoltre aggiunti alimenti come ananas, ciliegie e lattuga. Avendo una leggera azione diuretica, questi cibi aiutano infatti a eliminare i liquidi e a sgonfiarsi.
Per ottenere buoni risultati, questi accorgimenti vanno naturalmente accompagnati da uno stile di vita sano, che include, prima di ogni altra cosa, un'adeguata attività motoria. Chi non ama praticare sport, deve almeno dedicarsi a una camminata al giorno. L'ideale è percorrere due o tre chilometri a passo anche non sostenuto, esercizio che consente di riattivare la circolazione.
Va inoltre ricordato che non si devono indossare abiti eccessivamente attillati, soprattutto nella regione inguinale, per non compromettere il ritorno venoso, così come è bene eliminare l'abitudine al fumo, perché indurisce i vasi sanguigni e distrugge la loro elasticità. Per questo si crea una stasi venosa e una diminuita ossigenazione dei tessuti con sofferenza del tessuto adiposo.
*Nota per i lettori: il Professor Di Pietro è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Dermatologia. I trattamenti descritti in questo articolo sono pertanto consigliati solo sotto controllo di uno specialista di riferimento.
http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/professor-di-pietro/prevenire-la-cellulite-tavola-113216210.html

Lo yogurt è nutriente, disintossicante, ipocalorico

Lo yogurt - termine d'origine turca - è un alimento antichissimo che si ottiene da una trasformazione del latte, cui vengono aggiunti dei fermenti lattici, ottenendo una crema densa, di sapore acido ma gradevole, ricchissima di fermenti vivi: ogni grammo di yogurt contiene circa un miliardo di batteri lattici vivi.  Oltre ad avere un valore nutritivo pari a quello del latte, lo yogurt risulta più digeribile: inoltre ha poteri disintossicanti e serve come supporto per chi è sottoposto a terapia antibiotica.
A chi serve lo yogurt?
Per la leggerezza e le proprietà nutritive, lo yogurt è utile alle donne in gravidanza, ai bambini e agli anziani, che ne traggono giovamento come coadiuvante nella cura dell'osteoporosi.  Lo yogurt serve anche ai fumatori (e soprattutto a chi vuole smettere di fumare) come a chi vive in ambienti inquinati, perché agisce come potente depurativo. In particolare, è l'alimento ideale per chi desidera dimagrire. Vediamo insieme perché.
Un alleato per chi vuol perdere peso
Lo yogurt, prima di tutto, ci consente di risparmiare calorie: infatti la sua consistenza cremosa lo rende indispensabile per preparare salsine salate e creme dolci nelle quali abitualmente impiegheremmo maionese, burro o crema di latte. In questo modo, lo yogurt diventa un'utile alternativa a condimenti decisamente più grassi e dunque sconsigliabili in qualunque regime alimentare dimagrante.
Ottimo per sostituire la maionese
Ecco un esempio: possiamo sostituire la maionese (650 kcal per 100 grammi) con una salsina allo yogurt dieci volte meno calorica (100 grammi di yogurt corrispondono a 65 calorie). Basta prendere una vasetto di yogurt (da 125 gr), un uovo sodo morbido, 50 gr di tonno al naturale, 6 foglie di basilico fresco, 4 filetti di acciuga , un cucchiaio di capperi dissalati. Si frullano tutti gli ingredienti e si usa per condire al posto della maionese. Riducendo a un decimo l'apporto calorico complessivo.
Con lo yogurt puoi fare una crema dolce che premia la bilancia
Allo stesso modo, possiamo sostituire le creme dolci a base di panna, nocciole, cioccolato (tutte a elevatissimo apporto calorico: tra le 500 e le 600 kcal per 100 gr), personalizzando lo yogurt con un cucchiaino di miele o di marmellata, un pizzico di cannella, di vaniglia o di cacao amaro, una manciatina di uvetta o una grattugiata di buccia d'arancia. Queste basi cremose, di facile preparazione casalinga, possono essere usate per "guarnire" frutta al forno oppure macedonie fresche: l'apporto energetico di questi preparati (50-60 kcal ogni 100 gr) risulta dieci volte inferiore rispetto a quello delle creme dolci tradizionali, che normalmente vengono utilizzate per "saziare" le voglie di cibo pomeridiane o per soddisfare i desideri dettati dalla fame notturna.http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/2719/yogurt-a-ogni-ora-e-per-tutte-le-eta.html

giovedì 10 maggio 2012

Cibi anti cefalea

Le regole base

Una volta determinata la tipologia di cefalea, è utile adeguare la dieta al disturbo, eliminando i cibi che possono scatenare o peggiorare la sintomatologia. Si ragiona seguendo un criterio di similitudine: chi soffre di cefalea contrattiva dovrà evitare gli alimenti che creano costrizione dei vasi sanguigni; a chi, viceversa, soffre di cefalea espansiva sono sconsigliati quelli che causano dilatazione.

I “no” della cefalea contrattiva...

Se la cefalea è contrattiva, è bene evitare il sale, le uova, la pancetta, la carne, il pollo, il pesce e alcuni latticini (formaggi salati e a pasta dura, yogurt e ricotta).

… quelli della cefalea espansiva...

Al bando lo zucchero, i succhi di frutta, alcuni ortaggi (pomodori, lattuga e patate. Ma soprattutto, state alla larga dal caffè e dall’alcool, che causano una vasodilatazione importante.

... e per tutti, la dieta depurativa

Per tutti, disintossicare il fegato è determinante. L’obiettivo è facilmente raggiungibile consumando preferibilmente ortaggi e minestre (escludendo gli ortaggi eventualmente sconsigliati), cereali (riso, pane e pasta, meglio se integrali) e proteine vegetali (legumi e derivati della soia).

1. Cefalea espansiva – Gomasio e umeboshi, i rimedi pronto effetto

Come abbiamo visto, le cefalee espansive coincidono con le cefalee acute, quindi, spesso con l’ingestione di alimenti espansivi come l’alcool e i cibi molto zuccherati. In questo caso i rimedi sono il gomasio e l’Umeboshi, appropriati per due motivi: oltre ad essere contrattivi, tamponano l’acidità presente nei tessuti a causa dello stress e della cattiva alimentazione.

Gomasio (sale di sesamo)

È un condimento tipico della cucina macrobiotica. Puoi trovarlo già pronto nei negozi di alimentazione biologica o prepararlo in casa. La ricetta: procurati una tazza di semi di sesamo tostati. Tritali e aggiungi due cucchiai di sale marino.

Come usarlo: Porta con te uno scatolino con il gomasio e prendine un pizzico ai primi accenni di mal di testa. Puoi anche usare il gomasio come sostituto del sale, per insaporire le pietanze (insalate, verdure lesse, minestre).

Prugne umeboshi

Per la loro capacità di riequilibrare il fegato, sono tradizionalmente usate dalla medicina cinese nella cura della cefalea. Si tratta di una speciale varietà di prugne, messe sotto sale per un anno.

Come usarle: Mangiane un pezzetto come snack, oppure come rimedio di pronto soccorso quando avverti i primi sintomi.

Dalle Umeboshi si ricava anche un aceto, che puoi usare per condire le insalate. Tieni conto però che l’aceto di Umeboshi è già salato, quindi per completare il condimento è sufficiente aggiungere poco olio d’oliva.

2. Cefalea contrattivi: lo zenzero analgesico funziona in 30 minuti

Le cefalee contrattive coincidono prevalentemente con quelle croniche e quindi dipendono da stress, tensione, superlavoro ma, anche, da eccessiva ingestione di alimenti salati e carne e carenza di liquidi. I rimedi per queste cefalee consistono in sostanze fredde, liquide e dolci, quali:

Zenzero sulle pietanze

Per la medicina cinese, questa radice ha virtù espansive, proprio quello che ci vuole per contrastare la cefalea contrattiva. Una qualità confermata anche da una ricerca danese: secondo lo studio, lo zenzero blocca il dolore in 30 minuti. Preso con regolarità, è un buon alleato nella prevenzione.

Come consumarlo: Procurati la radice, puliscila e grattugiala. Usala al momento per insaporire le tue pietanze: carne, verdure lesse, frutta cotta. In alternativa, procurati in erboristeria le capsule di zenzero e bevine una al giorno per prevenire, tre per curare.

Succo di albicocca

Compensa la carenza di liquidi che spesso favorisce una cefalea contrattiva. In più, ha un buon effetto depurativo, capace di eliminare le tossine accumulate con una dieta iperproteica.

Come consumarlo: La scelta più azzeccata è prepararlo fresco con la centrifuga. In ogni caso, è possibile sfruttarne i benefici bevendone con costanza almeno quattro bicchieri al giorno: a colazione, a metà mattina, a merenda e dopo cena.

Il consiglio in più: bevanda anti-emicrania

Se il sintomo prevalente è l’emicrania, il disturbo in genere dipende da un sovraccarico del fegato. Da un punto di vista dietetico, sono validi i rimedi indicati per la cefalea contrattiva. In più, è indicata una speciale bevanda, da gustare tutti i giorni.

La ricetta: Mescola una tazza di tè al limone con un cucchiaino di sciroppo di acero. Aggiungi 1/2 cucchiaino di zenzero. Bevi caldo.

http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/3206/scopri-i-cibi-anti-cefalea.html

lunedì 7 maggio 2012

Aspirina vegetale

Aspirina vegetale

Ingredienti:

3 cucchiai di fiori di tiglio

3 cucchiai di fiori di sambuco

3 cucchiai di fiori di viola mammola

3 cucchiai di foglie di menta

Preparazione:

Con l’aiuto di un pestello miscelare bene le erbe

Mettere poi un cucchiaino da caffè di composto in una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per 10 minuti prima di filtrare

Prendere una tazza con poco miele e stare a letto coperti bene.

Ancora una volta le erbe ci vengono in soccorso per aiutarci a stare bene in modo naturale. http://www.alimentazione-benessere.it/categorie/curiosita-e-consigli/471-aspirina-vegetale-.html

giovedì 3 maggio 2012

Difendersi dalla stanchezza in maniera naturale

Con la primavera calano le difese immunitarie e sentiamo di più la stanchezza.

Un posto d’onore tra i rimedi naturali spetta senza dubbio al luppolo, conosciuto come ingrediente principe della birra, possiede innumerevoli virtù, che lo rendono un valido alleato della salute. Il luppolo, infatti, è una pianta aromatica che cresce in modo spontaneo, nota sin dai tempi dei Sumeri. E’ ricca, infatti, di tannini, oli essenziali, aldeidi, sali minerali e preziosi flavonoidi dall’azione antiossidante.
Il luppolo possiede proprietà antispasmodiche e sedative, che lo rendono utile nel trattamento degli stati di agitazione e di insonnia di origine nervosa, evenienze che durante la primavera possono presentarsi con una certa frequenza. Quando si riposa male e lo stress avanza è facile che le difese immunitarie diminuiscano. Per combattere la stanchezza tipica di questo periodo si può preparare in casa un infuso di coni di luppolo da bere alla sera, per 1 settimana. Si può potenziare con del miele di tiglio dall’azione rilassante. Si prepara versando su 5 grammi di coni di luppolo (si trovano in erboristeria) 250 ml di acqua bollente e si lascia riposare per una decina di minuti. Si filtra e si beve, sono consigliate 2 tazze al giorno (pomeriggio e sera) da consumare a digiuno. In alternativa si può preparare un altro tipo di infuso a base di luppolo e altre piante dall’azione calmante. Si miscelano 20 grammi di luppolo, 50 grammi di fiori di camomilla, 20 grammi di passiflora, e 10 petali di papavero selvatico, e si prendono 2 cucchiai su cui si versano 100 ml di acqua bollente. Si filtra e si beve, è consigliato la sera. Per dolcificare si può usare del miele, non più di 1 cucchiaino. Il luppolo si può assumere anche sotto forma di estratto secco, ne basta 1 opercolo prima di andare a letto. http://www.medicinalive.com/


Quando è la stanchezza psicofisica a smorzare ogni entusiasmo e voglia di fare, ci si può affidare al potere tonico, rinvigorente ed energetico del ginseng. Prendere 10 g di estratto secco sotto forma di compresse la mattina, a stomaco vuoto, aiuta ad affrontare la giornata con lo spirito giusto. Da usare fino a quando ci si sente meglio. Un altro albero importante alleato dell’umore, della memoria e della concentrazione è il ginkgo biloba, che ha proprietà antiossidanti, antidepressive e toniche. Una compressa di estratto secco (12g) ogni mattina, a stomaco vuoto, è l’ideale per ritrovare energia (da usare per il periodo necessario). Contro affaticamento e spossatezza, è utile il guaranà, psicostimolante e tonico: si consiglia di assumere una compressa di estratto secco (60 mg) la mattina, a stomaco vuoto, fino a miglioramento della situazione. Per combattere stress e stanchezza, è bene seguire qualche semplice regola: vietato farsi prendere dal panico, quando gli impegni sono troppi e non si riesce a gestire tutto, meglio fermarsi, fare un respiro e prendersi un’oretta di svago, poi sarà tutto più facile; imparare a dire di no, non si può fare tutto, meglio scegliere lavori e impegni non indispensabili; la vita non può essere solo dovere, bisogna anche ritargliarsi degli spazi per rilassarsi, ascoltare musica, uscire con gli amici, fare una passeggiata anche da soli. http://www.mondobenessereblog.com


La stanchezza tipica della primavera è tuttavia un fenomeno normalissimo che colpisce chiunque. Molti avvertono calo di energie sia fisiche che mentali ed è forte la tendenza a voler dormire continuamente. I capelli si indeboliscono e cadono più facilmente, mentre i reni sono sovraccaricati e lavorano di più. Tutto ciò sfianca il sistema nervoso e il benessere psicofisico sembra venir meno. Tuttavia, questo nervosismo è paradossalmente frutto di un eccessivo livello di energia che colpisce l’organismo, che raggiunge proprio in primavera il suo picco. Per evitare che ciò comprometta troppo l’organismo, bisogna agire cercando di depurarlo e drenarlo e, soprattutto, facendo sì che gli organi più sollecitati vengano messi in condizioni ottimali. È indispensabile depurare i reni che, filtrando i liquidi del nostro corpo, eliminano le scorie attraverso l’urina. Allo stesso modo, vanno salvaguardate uretra e vescica, anch’esse coinvolte nel processo di eliminazione delle scorie dal corpo. Infine, bisogna depurare il sistema linfatico e sanguigno, specialmente per controllare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. Per depurare e drenare reni, vescica, uretra e sistema linfatico e sanguigno bisogna seguire alcune accortezze alimentari. ad esempio, sarebbe opportuno eliminare il sale, che fa male ai reni, e cominciare a bere di più del solito. Bisogna diminuire il consumo di proteine e carni, evitare cibi che contengono additivi e conservanti e privilegiare cibi freschi, specialmente frutta e verdura. Inoltre, anche i formaggi andrebbero evitati. Per favorire il drenaggio bisogna affidarsi ad alcuni tipi di tisane. La linfa di betulla, da procurare in erboristeria, aiuta a eliminare l’acido urico dai reni. Il faggio è un importante drenante in grado di curare l’affaticamento dei reni e di rigenerarli. Il mirtillo rosso, antiinfiammatorio e antimicrobico, aiuta a eliminare i germi. Il castagno, infine, drenando il sistema periferico, aiuta a non avvertire il senso di pesantezza alle gambe. Per combattere l’insonnia, ideale sarebbe fare un bagno aromatico la sera: la vaniglia aiuta a sciogliere lo stress e l’affaticamento; il sandalo aiuta a distendere la mente; la mirra toglie l’infiammazione alla pelle ed elimina le impurità. Il miglio permetterà di rinforzare capelli e unghie; si tratta di un cereale che contiene vitamine A e B, ferro, calcio, acido folico, magnesio e zinco. Infine, per almeno tre giorni bisogna seguire una dieta depurativa. Nell’alimentazione bisogna introdurre pesce e verdure fresche, in particolare porri e cipolle da mangiare in insalata. A questo, aggiungere le già citate tisane drenanti. http://www.diredonna.it

martedì 17 aprile 2012

La pianta del Fico contro gastriti, stipsi, acne

La pianta cresce in modo spontaneo in tutta la zona mediterranea, soprattutto nel Sud dell'Italia, in Grecia e in Tunisia.


Le sue proprietà 
I suoi frutti sono molto diffusi e in erboristeria potete trovarli sotto forma di macerato glicerico.
I fichi sono ricchi di potassio e magnesio, due sali minerali con proprietà  antitumorali. Se consumati freschi hanno la proprietà  la secrezione gastroduodenale: contengono sostanze gelatinose, dette mucillaggini, che nella mucosa dello stomaco contrastano la motilità  e l'iperacidità . Inoltre, hanno una buona capacità  cicatrizzante, perché gli zuccheri che contengono (in quantità ), sottraggono ai tessuti l'acqua indispensabile ai germi per proliferare.
Il lattice di fico, infine, è utile contro porri, calli e verruche: contiene sostanze, le proteasi che hanno la capacità  di ridurre le escrescenze della pelle.

Ricette e altri utilizzi
Per cicatrizzare una ferita
Fate un impacco di tre strati: a contatto con la ferita mettete una garza; sopra, dopo aver tagliato un fico in due, appoggiate la metà  dalla parte della polpa ; infine un altro strato di garza.

Per evitare l'acidità  di stomaco
Versate 20-30 gocce di macerato glicemico in un bicchiere d'acqua.
http://staibene.libero.it/benessere/fitoterapia/single_news/article/fico/

lunedì 16 aprile 2012

Massaggi e Musica contro lo stress

Dopo una lunga giornata all’insegna dei numerosi impegni quotidiani o dopo aver affrontato situazioni difficili che generano stress, non c’è niente di meglio che rilassarsi magari con un bel massaggio. Ma ci sono anche altre strategie che si possono mettere in atto per difendersi dalla stanchezza e tutte si rivelano ugualmente valide. Fra questi sistemi per rilassarsi molto utile è ascoltare la propria musica preferita, il cui apporto benefico è stato dimostrato da una ricerca condotta dagli studiosi del Group Health Research Insitute di Seattle. In seguito a questo studio si è potuto appurare che i benefici contro lo stress e contro l’ansia che possono derivare dai massaggi non sono superiori a quelli che si possono ricavare dall’ascolto della musica.

In sostanza basta mettersi in una stanza al buio, ascoltando come sottofondo il brano che si preferisce e in poco tempo si possono ottenere importanti vantaggi che hanno il potere di combattere l’ansia. I ricercatori hanno dimostrato tutto ciò con uno specifico esperimento. Hanno coinvolto un gruppo di persone che si sono sottoposte, a gruppi più piccoli, a tre diversi trattamenti rilassanti.

Il primo ha usufruito di massaggi, il secondo di un periodo di termoterapia, il terzo di una tecnica di rilassamento ottenuta per mezzo della musica. Si è visto che tutti i soggetti dimostravano una notevole riduzione dei sintomi e degli effetti legati all’ansia e allo stress, indipendentemente dal trattamento seguito.

Per ritrovare il nostro benessere mentale sarebbe opportuno dunque provare a vedere l’effetto conseguito con un sistema di rilassamento a base di musica.

http://www.tantasalute.it/articolo/stress-difendersi-con-i-massaggi-e-la-musica/13703/

martedì 13 marzo 2012

Le arance rosse combattono l’obesità

Un'aranciata ti snellisce la vita. O almeno il giro-vita, secondo alcuni ricercatori inglesi ed italiani, che hanno scoperto come le arance rosse contribuiscano a ridurre i grassi e quindi siano un'efficace contrasto alla obesità.

aranciata-senza-arance

Il problema è che le arance rosse non sono le favorite dai consumatori che preferiscono le bionde (arance) che però non hanno le stesse qualità salutari. Ora i ricercatori del John Innes Centre di Norwich, Gran Bretagna, e del Centro di Ricerca per l'Agrumicoltura e le Colture Mediterranee di Acireale, sta cercando il modo di modificare geneticamente le arance standard per incorporare gli effetti benefici delle loro cugine meno popolari. Un progetto che, assicurano gli scienziati, sarà a basso costo e darà una risposta efficace alle carenze nutrizionali dannose.

Ma al di là delle 'bionde' modificate, sembra che le arance rosse migliori siano quelle siciliane, ricche di antocianine, potenti antiossidanti che pongono questi frutti al vertice di una sana alimentazione. Il team di ricercatori, che lavora nell'ambito del Progetto europeo Athena, ha identificato il gene responsabile dell'alto contenuto di antocianine delle arance rosse e hanno scoperto come questi geni interagiscono con il clima caratteristico della Sicilia per creare frutti così colorati e soprattutto salutari.

Le arance rosse sviluppano il loro alto contenuto di antocianine, e quindi il colore peculiare, solo in determinate condizioni ambientali. Hanno bisogno di giorni caldi e notti fredde, queste ultime necessarie soprattutto durante la fase della maturazione. In assenza di queste condizioni climatiche, i frutti non riescono a produrre una quantità sufficiente di antocianine e finiscono per somigliare molto alle comuni varietà di arance bionde. Proprio il clima tipico dell'area del monte Etna è quello ideale per il loro corretto sviluppo.

I ricercatori italiani e britannici hanno puntato la lente sulle caratteristiche genetiche responsabili di questo fenomeno. Hanno così identificato un gene, a cui è stato dato il nome di ''Ruby'', responsabile dell'attivazione della produzione di antocianine. Ma questo gene è presente sia nelle arance rosse che in quelle bionde. Allora perché' il colore rosso è tipico soltanto di una specie e solo a determinate condizioni climatiche?

La risposta viene da un'altra caratteristica del gene Ruby presente nelle arance rosse, capace di influenzarne l'attività. ''Questa parte, spiega Eugenio Butelli, primo autore dello studio, appartiene alla categoria di sequenze del DNA chiamate retrotrasposoni. Quello identificato da noi è inserito accanto al gene Ruby e controlla la sua attività. In pratica, questo particolare retrotrasposone è responsabile della cascata che porta alla produzione di antocianine''.

''Il retrotrasposone che abbiamo identificato - continua Butelli - è presente anche nelle arance bionde ma solo in quelle rosse è inserito al posto giusto per agire come un interruttore capace di attivare il gene Ruby quando la pianta è esposta a temperature piuttosto fredde''.

''Al fine di ottenere autentiche arance rosse, dice Cathie Martin del John Innes Centre e coordinatore del Progetto Athena, questo specifico retrotrasposone e le temperature fredde sono entrambi elementi indispensabili. Diversi studi hanno dimostrato che un consumo di succo di arance rosse riduce lo stress ossidativo nei pazienti diabetici, protegge il DNA dal danno ossidativo e puo' ridurre i fattori di rischio cardiovascolari nella stessa misura in cui avviene con altri cibi ricchi di antocianine.

"E' chiaro quindi che le arance rosse rappresentano una risorsa importante per la salute e la prevenzione delle malattie. Una migliore conoscenza delle basi genetiche e molecolari della produzione di antocianine in questi frutti puo' spianare la strada, attraverso l'ingegneria genetica, verso varieta' di arance rosse che possano essere coltivate anche in climi piu' caldi. In questo modo sarebbe possibile allargare la coltivazione e contribuire ad una maggiore disponibilita' di questo particolare tipo di agrumi''.

''L'effetto immediato della nostra ricerca, commenta Giuseppe Reforgiato Recupero, del Centro di Ricerca per l'Agrumicoltura e le Colture Mediterranee, e' che ora abbiamo un marker genetico che ci permette una selezione veloce. In passato bisognava aspettare che la pianta si sviluppasse interamente (il che richiedeva anni) prima di sapere se avremmo ottenuto arance rosse. Invece ora possiamo selezionare solo quelle piante che hanno questo marchio genetico di distinzione''.

La ricerca del progetto Athena ha anche una implicazione storica. Gli scienziati hanno infatti esaminato le origini delle arance rosse, usando tecniche genetiche ma anche consultando antichi libri e le pitture di Bartolomeo Bimbi, un artista fiorentino autore della collezione Medici Citrus risalente al 18esimo secolo. I loro risultati dimostrano che, mentre esiste tutt'ora una varieta' di arance rosse in Cina, quelle di Sicilia si sono originate a seguito di una mutazione indipendente, che probabilmente e' avvenuta una volta che l'arancia dolce e' stata portata nelle aree del Mediterraneo proprio dalla lontana Cina.

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Unarancia-rossa-ti-snellisce-la-vita-e-fa-bene-a-cuore-e-diabete_313082283466.html

Il Prezzemolo: ricostituente e utile contro l’anemia

II prezzemolo è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Pur avendo origini orientali, già i latini e i greci apprezzavano le virtù medicinali del Petroselinum crispum (questo il nome botanico del prezzemolo), da non confondere con la cicuta maggiore, che ha una certa somiglianza con il prezzemolo ma è una pianta assai velenosa e addirittura mortale se viene ingerita.

prezzemolo

Il prezzemolo regola la pressione e riduce le allergie

In medicina cinese il prezzemolo viene utilizzato contro l’ipertensione arteriosa per le sue proprietà diuretiche, e per curare le disfunzioni tiroidee. Inoltre sembra che il prezzemolo abbia una notevole efficacia contro la febbre da fieno e l’orticaria, poiché si ritiene che agisca come inibitore dell’istamina, la molecola responsabile di tutte le reazioni allergiche. In questi casi, basta abituarsi ad aggiungere un battuto di prezzemolo fresco a pasta, riso, contorni e pesce al forno.

Ipotiroidismo: il prezzemolo vince fatica e anemia

L’uso alimentare del prezzemolo è consigliato a chi soffre di ipotiroidismo, poiché la sua ricchezza di vitamine, clorofilla e minerali (in particolare lo iodio) aiuta a combattere la stanchezza e l’anemia che spesso compaiono in persone colpite da tale patologia. L’ipotiroidismo è una patologia causata da carenza di ormoni tiroidei e che si manifesta con un rallentamento dei processi metabolici. I sintomi sono: sonnolenza, intolleranza al freddo, aumento del peso corporeo, pallore, anemia e stipsi.

Come condimento è un vero farmaco!

Da un punto di vista alimentare il prezzemolo si lega bene con moltissimi cibi, sia vegetali che animali. Contiene notevoli quantità di vitamine A, C, E e minerali quali calcio, iodio, zolfo, rame, fosforo. Per questa sua ricchezza viene aggiunto spesso a salse e a tanti tipi di pasta, sia calda che fredda; l’importante è che venga utilizzato il battuto a crudo, perché la cottura prolungata ne distrugge i principi terapeutici.http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/3121/tiroide-stanca-l-aiuta-il-prezzemolo.html

mercoledì 15 febbraio 2012

Le qualità della Pappa Reale

Insieme a miele, polline, propoli e cera, la pappa reale è uno dei cinque prodotti dell'alveare. È una sostanza dalla consistenza gelatinosa, bianca, dall'odore pungente e dal sapore lievemente acido. È composta da vari elementi: acqua (65%), proteine (12%), glucidi (15%), lipidi (5%) e altre sostanze.
Viene utilizzata per nutrire sia le larve durante i primi due giorni di vita, sia l'ape regina per tutta la sua vita. Infatti è nutrizionalmente molto ricca di proprietà, oggi comprovate da studi scientifici e sfruttate dalla nutriterapia per il benessere e la salute dell'uomo. Fino al 17° secolo queste virtù sono state ignorate: solo nel tardo 700 viene coniato il termine gelatina reale e osservato il suo utilizzo in campo nutrizionale e medico. La pappa reale:
-contrasta l'invecchiamento generale e soprattutto della pelle
-svolge un'attività disintossicante
-stimola le energie
-ottimizza la resistenza dell'organismo
-favorisce la ripresa dell'appetito
-alza la soglia di percezione del dolore
-potenzia le difese immunitarie.
È utile quindi nei casi di astenia, affaticamento fisico e mentale, dimagrimento. In particolare è stata registrata l'utilità nei bambini in età scolare e negli anziani che necessitano di un'azione corroborante e ricostituente, specialmente in situazioni di cambio di stagione e/o di convalescenza. La quantità giornaliera è di circa un grammo per adulti e adolescenti e mezzo grammo per i bambini. Va consumata di preferenza al mattino a digiuno, prima di colazione. Si fanno due o tre cicli di un mese all'anno.
Qualche consiglio per la corretta assunzione e conservazione. Essendo il suo pH compreso tra 3,7 e 5, un'assunzione troppo rapida comporta una forte degradazione dei suoi principi attivi, per l'azione dei fermenti digestivi gastrici. Per questo motivo si consiglia di tenerla sotto la lingua e deglutirla lentamente. Il mantenimento in frigorifero e al riparo da aria e luce, inoltre, è fondamentale. http://salute.it.msn.com/benessere/pappa-reale-per-un-inverno-in-forze

sabato 11 febbraio 2012

Fuchsia, un’essenza floreale californiana per le persone nervose e ipersensibili

Fuchsia Blooms

Con i loro splendidi boccioli a campanula di colore rosso-violetto, i fiori della fucsia sembrano  davvero il simbolo della “leggerezza” e della gioia di vivere. Con queste corolle si prepara Fuchsia, un’essenza floreale californiana utile alle persone spesso nervose, ipersensibili, che tendono a nascondere i loro sentimenti e a “somatizzarli” sul corpo con disturbi psicosomatici ricorrenti. Irregolarità del ciclo mestruale, dermatiti, gastriti, coliti o emicranie da preoccupazioni sono i malanni più frequenti, ma questi soggetti vanno anche incontro a esplosioni di emotività o “accessi” di pianto. L’essenza di Fuchsia svolge un’azione rasserenante, e trasmette una piacevole sensazione di leggerezza. Il rimedio aiuta anche chi fa fatica a rilassarsi durante il sonno e tende a digrignare i denti. Fuchsia si rivela un rimedio particolarmente utile per controllar e alcuni disturbi della menopausa, come gli sbalzi di umore, la facilità al pianto, la cefalea e le vampate.

Preparazione

Versa 4 gocce di Fuchsia in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua minerale naturale. Assumi 4 gocce della diluizione 4 volte al giorno, lontano dai pasti, per almeno 3 settimane.

Previene il “mal di scuola”

Certi bimbi hanno le “lacrime in tasca”. Basta un’osservazione, uno spavento, un rumore forte o qualche avversità per farli cadere in un pianto dirotto. Preoccupati dagli insuccessi scolastici, vanno spesso soggetti a disturbi intestinali, mal di pancia, nausea e vomito, specie in occasione di interrogazioni o esami. Fuchsia aiuta questi bimbi ipersensibili a diminuire la loro emotività e attenua la sintomatologia gastrointestinale.

Come fare: il dosaggio e la modalità di preparazione di Fuchsia sono le stesse che per gli adulti (4 gocce 4 volte al giorno), ma per i bambini può essere più comodo diluire le gocce in un bicchiere d’acqua o succo.http://www.riza.it/benessere/fiori-di-bach-e-floriterapia/3041/fuchsia-risolve-nausea-e-cefalea.html

domenica 5 febbraio 2012

Piante medicinali

La notizia che viene dall’Australia (Università di Adelaide) in questi giorni rischia di far esplodere la vecchia polemica sui metodi curativi delle medicine tradizionale e alternativa. Lo studio australiano ha infatti dimostrato come molte persone malate di cancro stiano gradualmente abbandonando la medicina tradizionale per curarsi con l’omeopatia, con la meditazione Yoga e con le piante medicinali.

E’ sempre un rischio enorme abbandonare le cure tradizionali per quelle naturali, anche se integrare le due medicine non è una cattiva scelta. La medicina tradizionale infatti riconosce e avalla i benefici di quella alternativa, purché essa non si sostituisca completamente alla prima. Insomma, la natura aiuta e integra, ma non guarisce completamente.

Lo spiega bene anche il professor Miller, dell’Orto Botanico di New York che ha studiato le piante medicinali per oltre 15 anni. Le piante, dalle cui proprietà di base vengono creati anche molti medicinali chimici, sono ancora tutte da scoprire … nel vero senso della parola. Ci sarebbero, secondo Miller, più di 500 proprietà curative delle piante che ancora non sono state individuate né applicate, e questo perché al mondo esistono circa 300.000 specie vegetali di cui soltanto 2.000 sono state usate, finora, per la scienza medica. L’incredibile vastità di questo panorama naturale potrebbe aprire ancora centinaia di strade nuove sia per la ricerca in generale che per le cure da applicare, anche a malattie gravi come il cancro. Il professor Miller si augura quindi una maggior attenzione all’ambiente: “Smettiamo di tagliare via foreste e cominciamo invece a studiare seriamente le piante di tutto il mondo!”

http://benessere.guidone.it/2011/12/16/natura-e-salute-quando-le-piante-curano/

sabato 4 febbraio 2012

I massaggi riducono l’infiammazione ai muscoli

Il massaggio usato come terapia attenua i dolori muscolari utilizzando gli stessi meccanismi biologici dei trattamenti tradizionali, riduce l'infiammazione e, in più, favorisce la crescita di nuovi mitocondri nel muscolo. Lo indica uno studio canadese della McMaster University (Ontario), pubblicato on line su Science Translational Medicine.

Gli scienziati hanno analizzato, attraverso la biopsia, i quadricipidi di 11 uomini, in buona salute, sottoposti ad un allenamento intenso con la cyclette. Su una delle gambe di ciascun volontario è stato praticato il massaggio che si è dimostrato, dalle successive analisi del muscolo, in grado di contrastare l'infiammazione. La capacità della manipolazione di attenuare il dolore è nota da tempo ma ora, spiegano gli scienziati canadesi, si cominciano a conoscere le basi molecolari di questo effetto.

I dati dello studio indicano che 10 minuti di trattamento sono sufficienti ad attivare i recettori biochimici che inviano le i segnali alle cellule muscolari per controllare l'infiammazione. La manipolazione accelera il recupero dei muscoli danneggiati e la guarigione delle persone con disturbi muscoloscheletrici. I ricercatori hanno anche stabilito, però, che il massaggio non aiuta a eliminare l'acido lattico nei muscoli affaticati.

http://lifestyle.tiscali.it/salute/feeds/12/02/02/t_16_ADN20120202130603.html?news

giovedì 2 febbraio 2012

Il miele cura le infezioni

Ci sono ferite o lesioni della pelle che guariscono in fretta; altre che fanno fatica o che non riescono proprio a guarire. In questo casi spesso si ricorre agli antibiotici che, tuttavia, non sono esenti da effetti indesiderati come, per esempio, la resistenza.
Poter dunque contare su un rimedio che possa essere efficace e al tempo privo di effetti collaterali potrebbe di certo essere la soluzione migliore. E, a quanto sembra, questa soluzione potrebbe trovarsi in un prodotto naturale come il miele – quello di Manuka, per la precisione.
Ad aver sperimentato l’efficacia di questo miele nel trattare lo Streptococcus pyogenes – un batterio che si trova normalmente nella pelle normale, il quale è però spesso associato alle lesioni croniche, che non guariscono – sono stati i ricercatori della Cardiff Metropolitan University (Uk) che hanno scoperto come il miele di Manuka fosse in grado di distruggere il biofilm creato dai batteri.
Il biofilm che si forma a seguito dell’aggregazione da parte dei batteri che infettano le ferite è il principale ostacolo alla guarigione poiché forma una barriera in grado di ostacolare l’azione dei farmaci, trasformando la lesione cutanea in una infezione cronica. Riuscrire dunque a disgregare questo biofilm è il primo passo per poter curare la lesione o ferita.
Il miele di Manuka si è così dimostrato attivo nel distruggere questa barriera anche quando del tutto formata e, in più, ha impedito ai batteri di iniziare a legarsi ai costruenti del tessuto della ferita.
Da tempo sono riconosciute le proprietà antibatteriche di questo tipo di miele che viene prodotto dalle api che raccolgono il nettare dalle piante dell’albero di Manuka che cresce spontaneo in Nuova Zelanda e Australia. Si ritiene sia attivo contro oltre 80 specie di batteri, sebbene gli scienziati abbiano ancora del tutto compreso il suo meccanismo di azione. Qualcosa in più tuttavia ora si sa, e questo grazie alla dottoressa Sarah Maddocks, che ha coordinato questo nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Microbiology.
«Le molecole sulla superficie dei batteri si attaccano alla fibronectina umana, ancorando i batteri alla cella. In questo modo l’infezione avanza e il biofilm si sviluppa – spiega Maddocks – Abbiamo scoperto che il miele ha ridotto l’espressione di queste proteine di superficie dei batteri, inibendo il legame alla fibronectina umana, rendendo meno probabile la formazione del biofilm. Si tratta di un meccanismo realizzabile mediante il quale il miele di manuka minimizza l'avvio di infezioni della ferita acuta e anche l’instaurarsi di infezioni croniche».
I risultati incoraggianti hanno fatto sì che i ricercatori puntassero l’attenzione anche al trattamento dell’infezione causata da altri tipi di batteri come lo Pseudomonas aeruginosa e lo Staphylococcus aureus meticillina-resistente (MRSA). Se anche questi test confermeranno l’attività antimicrobica del miele, si aprono nuove prospettive nella cura in modo naturale delle lesioni e ferite, sia acute che croniche.

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/salute/articolo/lstp/440826/

Rimedi naturali per curare il raffreddore

Naso chiuso, catarro, occhi che lacrimano, stanchezza e difficoltà a respirare. Chi non riconosce i sintomi del raffreddore?

Per guarire ci vuole, in media, una settimana e non esiste una cura vera e propria. Nell’attesa qualche rimedio casalingo potrà aiutare a mantenere un atteggiamento positivo rafforzando le difese immunitarie: è noto, infatti, che la depressione indebolisce e allontana la guarigione.

Bere molti liquidi: i liquidi aiutano a espellere i muchi e a combattere la disidratazione ed è bene evitare alcolici che, viceversa, possono causare disidratazione. L’ideale è una tazza di tè al quale si possono aggiungere erbe e spezie aromatiche che hanno riconosciute proprietà antivirali come lo zenzero, l’achillea, la menta, il timo, la melissa, l'erba gatta, l'aglio, la cipolla o la senape.

Riposare e stare al caldo: il riposo aiuta a sentirsi meglio ed evita ulteriori contagi.

Utilizzare un vaporizzatore: il vapore scioglie il muco e aiuta a respirare meglio. Lo stesso effetto si ottiene con un asciugamano attorno alla testa mentre si respira il vapore che sprigiona una pentola di acqua bollente. Una buona abitudine in casa è l’umidificatore che rende l’aria umida e aiuta a mantenere umido anche il tessuto nasale, rendendolo più difficilmente attaccabile dai virus.

Smettere di fumare: i fumatori guariscono dopo, anzi fumando quando sono raffreddati rischiano addirittura ulteriori complicazioni polmonari. E’ dimostrato che oltre ad irritare la gola e bronchi, il fumo danneggia il sistema immunitario.

Brodo di pollo: sull’onda della tradizione familiare, il brodo di pollo è di facile assorbimento e si può considerare l’alimento ideale in queste occasioni. In realtà ha vere proprietà terapeutiche, caldo e fumante aiuta a decongestionare le mucose nasali e a fluidificare il muco, in più contiene un aminoacido, la cisteina, che combatte l’eccesso di muco e le infezioni delle prime vie respiratorie.

Miele: un ottimo sciroppo per la tosse si ottiene con ¼ di una tazza di miele e un ¼ di aceto di mele. Conservato in un barattolo a chiusura ermetica da agitare prima dell’uso, di questo sciroppo sarà sufficiente un cucchiaio ogni 4 ore.

Sale: è dimostrato che il sale può ridurre in maniera significativa l’infiammazione e il gonfiore del naso. Utilissimo lo spray con acqua e sale (1/4 di cucchiaino in un bicchiere d’acqua) da spruzzare più volte in ogni narice 5-6 volte al giorno. Anche i gargarismi con acqua salata alleviano il mal di gola, il sale infatti è un astringente e riduce l’infiammazione.

Olio di sesamo e peperoni: per evitare la secchezza delle mucose nasali l’olio di sesamo si è rivelato particolarmente indicato, da strofinare quindi all’interno delle narici ma mai da inalare; i peperoni contengono capsaicina, una sostanza capace di alleviare i dolori muscolari e produrre calore. In generale i cibi caldi e speziati riducono il muco e liberano il naso chiuso.

Vitamine e non solo: la vitamina C rafforza il sistema immunitario e, in caso di raffreddore, aiuta a ridurre la durata e la gravità dei sintomi. Attenzione però a non assumere quantità eccessive di vitamina C perché può essere dannoso, sarebbe consigliabile consultare un medico per valutare la dose giusta. Lo zinco in compresse si può assumere per diversi giorni quando comincia l’inverno. Così l’echinacea che, grazie alle sue proprietà immunostimolanti e antinfiammatorie, oltre a essere utile nella prevenzione delle malattie da raffreddamento ne riduce sensibilmente la durata.

http://news.paginemediche.it/it/231/la-mela-del-giorno/malattie-infettive/detail_165529_raffreddore-9-rimedi-naturali-e-casalinghi.aspx?c1=41

sabato 28 gennaio 2012

Prevenire il dolore alla cervicale


Il mal di testa è diventato un vero e proprio tormentone ai giorni nostri: la tendenza di molti di prendere mille impegni e convivere con innumerevoli preoccupazioni, influisce in modo significativo sul benessere fisico e psichico. Lo stress che si accumula in tali casi si scarica completamente sulla zona cervicale, portando a dolori lancinanti e a malumori connessi. La prevenzione in questi casi è un toccasana infallibile: cercare di rilassarsi deve diventare un imperativo per ognuno di noi, lasciarsi alle spalle qualche obbligo di troppo sembra impossibile, ma in alcuni casi diventa indispensabile.

Oltre a questo, si possono fare degli esercizi molto efficaci per prevenire e in alcuni casi lenire i dolori di cervicali. Inclinare la testa a destra e a sinistra con estrema dolcezza per 8 volte. Poi volgere il capo prima da un lato, allineando il mento con la spalla, e poi dall'altro. Infine, compiere un mezzo giro del capo, passando dalla spalla destra, al centro dove il mento sfiora il petto, fino ad arrivare all'altra spalla. Dopo questi primi momenti, prendiamo la testa la incliniamo da un lato e premiamo un po' con la mano, respirando profondamente e mantenendo la posizione per 1/2 minuti circa: mentre buttiamo fuori l'aria la sensazione che potremmo avvertire è di dolore intenso perché i muscoli sono contratti e noi stiamo applicando una distensione; poi cambiamo lato e utilizziamo lo stesso procedimento.

Bisogna ripetere la sequenza almeno tre volte, se siete molto contratti anche più volte. Finito questo, incrociate le mani dietro la testa, con le spalle bene aperte: contrapponete la forza delle mani a quella della testa che spingono in direzioni opposte (la testa verso dietro e le mani verso avanti), sempre accompagnato da respirazione lunga e profonda; poi cambiate, chiudete i gomiti in avanti, portate la testa tutta giù e le mani che applicano una leggera pressione verso il basso. Alternate questi due esercizi per almeno tre volte.

Gli esercizi appena descritti si possono fare a casa, davanti al televisore o appena alzati. Portano via solo pochi minuti e danno un senso di rilassatezza immediato. Inoltre, potrebbero rappresentare dei minuti preziosi che dedicate a voi, al vostro corpo e alla vostra psiche. Il vostro benessere deve venire al primo posto, non dimenticatevene mai!!!http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/Prevenzione%20malattie/dolore-cervicale--consigli-per-prevenirlo-ODkz

Cervicale: cure e rimedi naturali


Il collo è il punto del nostro corpo dove avvengono una quantità di scambi , è un ponte che collega la testa col resto del corpo e senza questo non potrebbero esistere ne l’una ne l’altro.
Qui vengono scaricate tutte le nostre tensioni: se ci rifletti per un attimo quando ti arrabbi, discuti, ti spaventi ….. il collo è la prima parte che cominci a sentire dolente, e quando arriva il primo freddo è la parte da coprire immediatamente per non incorrere in colpi d’aria che creano torcicollo e infiammazioni di vario genere come appunto la cervicale.
Dal punto di vista emotivo la cervicale si infiamma se si vive perennemente contratti, in attesa che accada qualcosa, sempre allerta. Alla lunga questo comportamento crea stati ansiosi con uno squilibrio del sistema neurovegetativo che si manifesta poi con dolori, tachicardia e infiammazioni muscolari.

Di pari passo al dolore cervicale troviamo anche il manifestarsi di mal di testa muscolo tensivo, causato proprio dallo sforzo prolungato di mantenere sempre lo stato vigile e di attenzione.

La cervicale non si infiamma solo per il sostegno meccanico alla testa, ma anche per i pensieri e l’attività mentale: quando rimugini troppo senza mai staccare la spina, per esempio.

Quando ci si trova in uno stato di rigidità il collo perde la sua naturale funzione di morbido movimento e ci si ritrova come se a sostenere la testa ci sia un ferro! Sai qual è il significato psicosomatico di questa rigidità? La difficoltà a mettere in relazione tra loro pensieri ed emozioni!

Cambiare stile di vita, lasciare da parte per un po’ le regole che fanno parte della nostra quotidianità aiuta a ritrovare la flessibilità persa a livello del collo e a ridurre così i dolori che provoca la cervicale. Inoltre riduci la lista degli impegni, impara a delegare qualche compito e farti sostenere quando necessario da chi ti sta vicino. Svuota la mente con attività meditativa, yoga o uno sport che ti permetta di staccare la spina.

La sera, quando torni a casa, concediti una doccia tiepida e dirigi il getto dell’acqua calda prima sulla testa e poi falla scorrere per qualche minuto sul collo e le spalle. Ricorda che l’acqua porta via tutte le emozioni negative e la pesantezza di una giornata di lavoro. Al termine della doccia massaggia collo e spalle con dell’olio all’ arnica per sfiammare la muscolatura contratta.

In caso di dolore intenso ed improvviso assumi estratto secco di Artiglio del diavolo per lenire l’infiammazione e sbloccare la zona cervicale. Utilizzo per un mese. Aggiungi Melissa in tintura madre prima di andare a letto per lavorare sullo stress dovuto alle tensioni accumulate durante la giornata, che creano anche stati ansiosi e pesantezza a carico di testa, spalle e schiena.


Ricorda anche di non assumere cibi che acidificano il ph dell’organismo e peggiorerebbero l’infiammazione!
http://www.benesserevillage.it/browse/for/Salute/Malattie/dolore-cervicale-cause-e-rimedi-MTM1MA


Vale la pena anche tentare con il massaggio massofisioterapico o l'agopuntura, consigliata soprattutto quando i dolori fanno la loro comparsa durante il ciclo mestruale.

Tra i fiori di Bach, quello che più si addice al malato di cervicalgia cronica, in genere un soggetto iperattivo, vulcanico e pieno di idee, è Vervain.

E quando il dolore si fa sentire, assumete dell'arpagofito (Harpagophytum procumbens).

Tra i rimedi della nonna: un'applicazione di mezz'ora di foglie di cavolo bollite, grasso di bue oppure grappa schietta da spalmare massaggiando delicatamente.http://rimedinaturali.blogosfere.it/2011/02/rimedi-naturali-contro-il-dolore-cervicale.html

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