Cure e rimedi naturali

giovedì 20 ottobre 2011

Il Sedano aiuta a prevenire il mal di gola

Il suo nome botanico è Apium graveolens ma a tutti è noto come sedano: questo ortaggio della famiglia delle Ombrellifere può essere a "costa" (è la varietà più diffusa), giallognolo o verde, oppure si può trattare del sedano rapa, una grande radice bianca e soda, dal sapore leggermente "piccante", che si consuma grattugiata. Esiste poi una varietà di sedano selvatico, diffuso in particolare sulle coste del Mediterraneo, e ci sono anche un sedano nero originario di Trevi, nel Lazio, e un parente violetto, che si coltiva in Piemonte. Il sedano, conosciuto nelle cucine di tutto il mondo, è particolarmente adatto alla dieta di settembre per la sua ricchezza in vitamine (in particolare A, gruppo B e C) e sali minerali (soprattutto calcio, selenio, sodio e potassio) preziosi per ritemprare l'organismo coinvolto dallo stress fisico e psichico della ripresa post vacanziera.

Tonifica il sistema nervoso, le ghiandole endocrine e in particolare le surrenali, e fa sentire meno lo stress

Migliora i processi digestivi, peggiorati dagli ultimi caldi e dall'ansia tipica del periodo di ripresa pre-autunnale.

Grazie all'abbondante contenuto di sodio, potassio e calcio, svolge un'azione rimineralizzante e rinforzante generale.

Per la presenza di nitrati, favorisce la depurazione del sangue ed è consigliato contro i reumatismi, le coliche renali e le affezioni respiratorie.

Il sedano rapa è un tipo di sedano la cui radice si ingrossa sotto terra fino ad arrivare a 15-20 cm di diametro. È una pianta con ciclo biennale che cresce nell'Italia settentrionale (e in particolare in Veneto) e si raccoglie da fine agosto sino alle prime gelate. È povero di calorie (solo 23 per etto) ma è una miniera di sali minerali disinfettanti: contiene infatti, oltre a sodio e potassio, anche zolfo e fosforo, vitamine B, C ed E e lecitina, che favoriscono il drenaggio polmonare ed epatico, con un'azione altamente rinforzante sugli anticorpi. Inoltre il sedano rapa normalizza le funzioni della tiroide e regola il metabolismo. È preferibile consumarlo fresco, grattugiato e condito con yogurt e olio extravergine d'oliva.

Succo di Sedano: il sedano è particolarmente indicato quando si sente che la gola inizia a "pizzicare". In questi casi, si consiglia di bere, mattina e sera, un centrifugato rinforzante preparato con mezzo bicchiere di succo d'uva, mezzo bicchiere di succo di mela trasparente e mezzo bicchiere di succo di sedano. http://www.riza.it/

Kamut: protegge pelle, articolazioni e digestione

Il kamut possiede un patrimonio proteico del 30% superiore rispetto al frumento comune. Il kamut è ricco anche di vitamine (soprattutto la E), di minerali (magnesio, zinco e selenio, fosforo e calcio) e di aminoacidi (il 65% in più rispetto al frumento), che ne fanno un alimento ideale per prevenire le malattie provocate da ossidazione cellulare. Facilmente digeribile, il kamut è consigliato in particolare a coloro che hanno lo "stomaco delicato" o soffrono di gastrite. Ha virtù disintossicanti e aiuta a prevenire l'artrite.

È un grano "bio" e privo di pesticidi

Grazie al suo inalterato patrimonio genetico che possiede da millenni, il kamut resiste molto bene a qualsiasi avversità atmosferica e inquinante: non necessita dunque di trattamenti fertilizzanti o pesticidi e quindi si rivela un alimento perfetto per la coltivazione biologica. Il suo chicco, tre volte più grande di quello del frumento, contiene poca umidità ed è poco "attaccato" dagli insetti. Oggi tutto il kamut in commercio proviene da coltivazioni biologiche e non OGM.

Ora il kamut non si coltiva solo in America

Dal 1990 il kamut è un marchio brevettato da un'azienda americana che lo coltiva tra Canada e Stati Uniti e che attualmente è l'unica che ha il diritto a utilizzare la denominazione "kamut". Tuttavia esistono oggi diverse coltivazioni di questo cereale - chiamato in altro modo -, anche al di fuori del territorio americano.

È depurativo

Grazie alla sinergia di fibre, crusca, vitamine e sali minerali, il kamut stimola l'intestino e l'espulsione delle scorie.


Tonifica lo stomaco

Leggero e facile da digerire, questo antico cereale viene subito assimilato e non crea fermentazioni.

È un ottimo antiage

L'associazione tra vitamina E e selenio favorisce il rinnovamento cellulare e rallenta i processi di invecchiamento.

Non usarlo se....

Evitalo se sei intollerante al glutine Visto che contiene glutine, il kamut non deve essere mai consumato dai celiaci e dagli intolleranti a questa proteina. Tuttavia il kamut è meno allergizzante perché la percentuale di glutine è più bassa rispetto a quella degli altri cereali.

Come si consuma il kamut

Consigliato ai bambini, agli adolescenti e agli sportivi, il kamut ha un contenuto in lipidi e carboidrati a lunga assimilazione che garantisce un apporto energetico continuativo nell'arco della giornata. Tanti sono i modi per gustarlo.

- A colazione: insieme al latte di soia il kamut in fiocchi forma un'ottima accoppiata ricostituente, oppure si abbina bene con muesli e yogurt.

- A pranzo e a cena: il kamut si gusta sotto forma di pasta e pane o in grani, aggiunti una volta lessati alle zuppe.

- Il kamut si trova anche come ingrediente di cracker, grissini, biscotti, merendine; con la farina di kamut si preparano torte e gnocchi.
http://www.riza.it

lunedì 17 ottobre 2011

Mangiare "verde" protegge il sistema immunitario dell'intestino

Mangiare "verde" protegge il sistema immunitario dell'intestino: secondo uno studio pubblicato su Cell broccoli, rape e altre crucifere contengono un principio attivo da cui dipende la presenza di una particolare classe di cellule del sistema immunitario - i linfociti intraepiteliali - nella parete dell'intestino. Marc Veldhoen del Babraham Institute di Cambridge (Regno Unito), coordinatore della ricerca, spiega che alimentare i topi con una dieta priva di questo principio attivo riduce infatti il numero dei linfociti intraepiteliali del 70-80%. Questo effetto è dovuto, a sua volta, alla riduzione dell'attività di una molecola sulla superficie delle cellule, l'aryl hydrocarbon receptor. E le conseguenze, per gli animaletti, sono piuttosto gravi: oltre a perdere il controllo dei batteri che vivono nell'intestino diventano anche più sensibili alle ferite inferte alla parete intestinale, che viene riparata meno efficientemente. Questi risultati, spiegano i ricercatori, potrebbero essere utili anche per capire cosa succede nei pazienti che soffrono di malattie infiammatorie dell'intestino. http://notizie.tiscali.it/

giovedì 13 ottobre 2011

Aiuto al colesterolo dalle scorze degli agrumi

Gli agrumi ci aiutano a partire con più sprint la mattina, ad affrontare con una marcia in più la giornata. Ma gli effetti benefici delle arance non si esauriscono in un bicchiere di spremuta. La scorza, per esempio, come quella dei mandarini, mandarini contiene sostanze in grado di abbassare i livelli colesterolo “cattivo” (Ldl), che potrebbero essere utilizzate per ridurre il rischio cardiovascolare con risultati anche migliori rispetto ai rimedi tradizionali.

Lo rivela uno studio americano-canadese pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. I primi esperimenti sui criceti dimostrano, infatti, che i composti contenuti nella buccia degli agrumi (flavoni polimetossilati o PMFs) non influenzano le concentrazioni di colesterolo “buono” (Hdl) e non hanno effetti collaterali. Secondo gli autori, sembrano quindi preferibili alle statine e ad altri farmaci anti-colesterolo, che possono danneggiare fegato e muscoli.

Elzbieta Kurowska della società KGK Synergize, in collaborazione con il Citrus and Subtropical Products Laboratory dell'US Department of Agriculture di Winter Haven, ha analizzato gli effetti di due dei principali PMFs presenti in arance e mandarini, la tangeretina e la nobiletina. I dati raccolti suggeriscono ai ricercatori che “questi PMFs hanno un potente effetto anti-colesterolo, forse anche superiore a quello dei farmaci”. Abbassano i livelli del colesterolo del 32-40%, probabilmente inibendo la sintesi di grassi (colesterolo e trigliceridi) nel fegato.
Kurowska spiega che i PMFs sono presenti anche nel succo degli agrumi, ma in concentrazioni molto basse: per riuscire ad assumerne quantità terapeutiche sarebbe necessario berne più di venti bicchieri al giorno. Negli Usa tangeretina e nobiletina sono già in commercio come integratori alimentari.

Ma l’arancia e anche protagonista di trattamenti di bellezza soprattutto per le pelli stanche e devitalizzate. Emulsioni e gel a base di succo di questo frutto si applicano sul viso e si lasciano agire. In questo modo le sostanze a base di vitamina C agiranno sul viso lasciandolo immediatamente liscio e vellutato. Dall’arancia si ricava anche l’olio essenziale che può essere utilizzato per attenuare stati ansiosi, nervosismo, palpitazioni e spasmi cardiaci. http://staibene.libero.it/

domenica 9 ottobre 2011

Pressione sotto controllo con le patate

Le patate sono un vero toccasana per tenere sotto controllo la pressione sanguigna e l’ipertensione, evitandone pericolosi aumenti: a svelare l’effetto benefico del tubero, spesso additato come ipercalorico e poco salutare, è stato uno studio statunitense, che ha evidenziato le potenzialità delle patate, grazie al loro elevato contenuto di vitamine, antiossidanti e sostanze fitochimiche.
Secondo i risultati della sperimentazione a stelle e strisce, presentata a Denver, nel corso del meeting dell’American Chemical Society e condotto da un team di ricercatori dell’Università di Scranton, in Pennsylvania (Usa), le patate, consumate con regolarità, sono in grado di abbassare la pressione sanguigna del 3%-4%. In particolare, molto adatte allo scopo sembrano essere alcune particolari patate, quelle viola, che, se cucinate senza l’aggiunta di sale o condimenti grassi, si rivelerebbero preziosi alleati contro la pressione alta, senza causare aumento di peso.

La ricerca d’oltreoceano ha coinvolto 18 persone obese o in sovrappeso con problemi di ipertensione. Inserendo nel loro regime alimentare quotidiano, per circa quattro settimane, due porzioni di patate viola (6-8 patate di dimensioni ridotte), complete di buccia, gli esperti hanno registrato un effetto inaspettato sulla pressione sanguigna: la pressione diastolica media (la minima) era diminuita, mediamente, del 4,3% e quella sistolica (la massima) del 3,5%.

Patate sì, ma attenzione al metodo di lavorazione e di cottura, perché per non trasformarle da alleate a nemiche della salute, è importante cuocerle senza aggiunta di grassi, evitando le lavorazioni più elaborate e ricche di calorie, come le fritture.

“Le patate sono ritenute serbatoi di grassi e zuccheri, ma in realtà, quando vengono preparate non fritte e servite senza burro o margarina, una patata contiene 110 calorie e decine di sostanze fitochimiche salutari e vitamine. Speriamo che la nostra ricerca aiuti a ricostruire la vera immagine nutrizionale di questo ortaggio” ha osservato uno degli autori della ricerca.http://www.tantasalute.it

Rimedi per la cervicale

In tema di cervicale i sintomi dipendono essenzialmente dalle implicazioni che si vengono a determinare. Infatti bisogna ricordare che nel caso delle cervicali passeggere che sono rapportabili ad un trauma temporaneo i sintomi sono immediati e si manifestano in modo più brusco. Nel caso in cui invece è implicato il sistema nervoso con schiacciamenti vertebrali i sintomi compaiono lentamente.
Vediamo nel dettaglio quali possono essere i sintomi della cervicale:

mal di testa
dolore alla fronte e sopra gli occhi
cerchio alla testa
dolore al collo
scricchiolii nel torcere il collo
crampi
giramenti di testa
tendenza a perdere l’equilibrio
nausea
tachicardia
formicolii alle braccia
debolezza degli arti superiori
disturbi nella deglutizione
acidità di stomaco
rossori in volto
disturbi dell’udito

RIMEDI PER LA CERVICALE

I rimedi per la cervicale sono diversi a seconda anche delle cause che stanno alla base della patologia. Si può dire che non esiste un rimedio unico e valido in maniera generalizzata. Infatti ad ogni causa corrisponde uno specifico rimedio. Tuttavia è possibile mettere in atto alcuni consigli in vista del raggiungimento di un certo benessere.

Sport e tecniche di rilassamento: possono rivelarsi fondamentali per alleviare tutte quelle tensioni che derivano dallo stress e che possono acuire il problema della cervicale, rendendolo acuto. Un rimedio che parte dal corpo, per coinvolgere anche le tensioni mentali.
Massaggi: ideali per rilassare i muscoli.

Interventi sulla postura: anche nella vita quotidiana, a casa o al lavoro, anche quando siamo seduti, possiamo intervenire, cercando di apportare delle modifiche alla nostra postura, pure per ciò che riguarda il nostro modo di camminare, in modo da evitare le conseguenze delle posture scorrette.
Cuscino cervicale: da usare soprattutto durante il riposo notturno, in modo da ridurre il carico sulla cervicale, permettendo che il collo assuma una posizione che eviti lo schiacciamento.
http://www.tantasalute.it/

Rimedi naturali per le contusioni

La prima cosa da fare è utilizzare la terapia del freddo: usando ghiaccio, acqua fresca o acqua corrente per 5-10 minuti.
Possono venire in aiuto: qualche foglia di CAVOLO, un POMODORO schiacciato, una PATATA cruda grattugiata da applicare freddi.
Utilissime le pomate di arnica o iperico e anche sotto forma omeopatica (ARNICA 30 CH o HYPERICUM 30 CH se il dolore è particolarmente intenso) mettendo subito sotto la lingua 2 o 3 granuli e lasciandoli sciogliere.  http://www.bimbonaturale.org/node/445

Rimedi naturali per il raffreddore nei bimbi

L'uomo è un vero e proprio organismo di calore, nel quale la digestione è la “stufa” e i recettori esterni e interni (nel nostro corpo esistono organi caldi – es. fegato – e organi freddi – es. polmoni – perciò, in caso di squilibri che colpiscano determinati organi, possiamo raffreddarci anche internamente) la “spia” che fa decidere di alzare o abbassare la temperatura interna.

Quando intervengono squilibri di svariato tipo (clima, umidità, cambiamento di routine, stress, difficoltà, alimentazione scorretta per questo particolare periodo, etc.) anche il nostro corpo deve “resettarsi” ed effettuare cambiamenti che ci permettano di mantenere l'equilibrio.

Nei bambini, in particolar modo, i raffreddamenti ripetuti possono essere dovuti a tre cause principali:

· scarso movimento

· abbigliamento inadeguato

· alimentazione scarsa di energia vitale e ricca di “collanti”

In questo periodo dell'anno i bambini hanno appena cominciato la scuola e stanno quindi cercando un nuovo equilibrio, i bambini che stanno a casa sentono comunque il cambiamento di clima e di routine (finisce il rilassamento dell'estate, comincia il laborioso autunno).

La congestione colpisce le vie respiratorie che sono proprio un organo di equilibrio, tra espirare e inspirare, tra ricevere e dare.

A questo punto cosa succede: gli organi interni esposti al freddo si riempiono di catarro, ovvero di scorie della digestione.

Il primo principio da seguire, quando i bambini si raffreddano spesso, è intervenire a livello di alimentazione, ecco alcuni accorgimenti:


1- evitate tutti i latticini (latte, formaggio di ogni tipo – anche grana – yogurt di ogni tipo, burro e anche alimenti che "nascondono" latticini: molte merendine, qualche tipo di pane, soprattutto confezionato, cioccolato e vari prodotti per bambini)) l'organismo umano non è fatto per assorbire il latte e periodicamente cerca di espellerlo, come può. Se proprio non riuscite, eliminatelo solo per 1 settimana o 2 sostituendolo con latte di soia o riso e formaggio o yogurt di soia. Il latte e il formaggio di capra possono essere una valida alternativa, anche se non eliminano del tutto il problema sono più facili da digerire. Evitate anche tutti gli zuccheri e gli alimenti raffinati – farina 00 – potete facilmente sostituirli con melassa o zucchero integrale (ma sarebbe ancora meglio non abituare i bambini allo zucchero) e con pasta di farro, integrale o di kamut, idem per il pane, evitate i dolciumi. Pensate solo a come un po' di farina raffinata mischiata ad acqua formi una vera e propria colla. Mangiare continuamente alimenti che la contengono significa “incollarci” dentro.

2-fateli muovere molto, uscite spesso di casa, cambiate spesso l'aria in casa. Evitate completamente se possibile la TV, i cartoni animati e qualsiasi occupazione li faccia stare troppo tempo immobili e in stato di trance.

3- vestiteli adeguatamente, che significa sia non coprirli troppo poco come anche non coprirli troppo. E soprattutto usate fibre il più possibile naturali (cotono, lana, seta) le fibre sintetiche (realizzate a partire dal petrolio, per intenderci) non permettono al corpo di regolare adeguatamente la temperatura e sono responsabili di molti raffreddori. Ottima la pelle di pecora o la lana di pecora curativa.

4- se l'aria è secca, umidificate. Usate aerosol solo con soluzione di acqua di mare (non usate farmaci) oppure fate scorrere l'acqua calda della doccia e tenete il bambino per una mezzora in bagno a respirare l'aria umida e calda.

5- per chi ha seguito un corso di massaggio del bambino, esistono delle sequenza apposite per il raffreddore, massaggiando la schiena verso l'alto (per far fuoriuscire il catarro) e il viso dagli occhi alla bocca per aiutare soprattutto quei bimbi che ancora non sanno soffiare il naso.

A volte lo squilibrio è talmente grande che il corpo deve intervenire con la febbre. La malattia è spesso accompagnata da variazioni di temperatura. La temperatura può alzarsi per svariati motivi, ma teniamo presente che porta SEMPRE rafforzamento del fisico laddove è debole.

Dove c'e' qualcosa da trasformare il nostro corpo fa nascere infiammazione. Il bambino dopo la febbre sembra un altro nell'aspetto e nel comportamento perché si è messo in atto un vero laboratorio biochimico nel suo corpo. Per questo motivo lasciamo fare alla febbre il suo corso, se vogliamo davvero aiutare il nostro bambino. So che può essere difficile per un genitore lasciare che la malattia faccia il suo corso senza intervenire, ma è proprio questo che ci viene richiesto, se vogliamo dei bambini sani e forti. In caso siate preoccupati sentite il pediatra, che in genere è il primo a dire di non abbassare mai la temperatura, se sotto ai 38° e mezzo. Anche al di sopra di questa temperatura la febbre non da grandi effetti collaterali se non a bambini predisposti. In caso di febbre che superi i 40° rivolgersi al pediatra o al pronto soccorso. Prossimamente vi elencherò i tipi di febbre, per poter modulare il nostro intervento in base alla temperatura del bambino. http://www.bimbonaturale.org/node/315

venerdì 7 ottobre 2011

Ecco i benefici dell’alga Kombu!

È ricca di iodio che stimola il metabolismo e aiuta a bruciare calorie.
Contiene inoltre molte vitamine ed altri preziosi oligoelementi, in particolare vitamina A, B1, B2, C, calcio, potassio, magnesio e fosforo.
Contiene acido alginico, un alimento non digeribile che però aiuta a depurare l’intestino.
È ricca di acido glutammico, il precursore naturale dei dadi da cucina. È utile quindi per insaporire i piatti in modo sano e naturale.
È un prezioso alleato in una dieta contro il colesterolo.
Favorisce la circolazione sanguigna stimolando il drenaggio dei liquidi e la disintossicazione dell’organismo.

Ma come va consumata? Ecco alcuni consigli per l’uso dell’alga Kombu nelle vostre ricette!

Innanzitutto dovete sapere dove acquistarla: l’alga Kombu si trova facilmente nei negozi di alimentari giapponesi o nei negozi di prodotti biologici. Per usarla in cucina compratela secca e a strisce.
Prima dell’uso lasciatela a bagno in acqua per una decina di minuti.
Utilizzatela per preparare gustosi piatti giapponesi, come il sushi che va tanto di moda, ma anche per insaporire brodi e minestre e per la cottura dei legumi. L’alga Kombu rende infatti i legumi più morbidi e più digeribili.
Attenzione però a non esagerare: l’iperdosaggio dell’alga Kombu ha effetti collaterali: può causare infatti ipertiroidismo, ipertensione, tachicardia, irritabilità e insonnia. Il consumo di alga Kombu è da evitare anche durante la gravidanza, l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.

Articolo scritto da Laura Citterio http://www.donnaclick.it

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