Cure e rimedi naturali

venerdì 30 settembre 2011

Regolarizzare l'intestino con le tisane

I succhi freschi di frutta e verdure crude sono preziosissime fonti di vitamine, minerali ed enzimi: i loro nutrienti entrano rapidamente nel circolo sanguigno perché non richiedono un lungo processo digestivo. Chi li assume regolarmente, senza aggiunta di zucchero o altri dolcificanti, aumenta l’energia vitale, ha la pelle più luminosa, i capelli più brillanti e una maggiore resistenza alle infezioni. Succhi, frullati e centrifugati, ma anche le tisane d’erbe, preparati con gli ingredienti giusti, possono essere di grande aiuto anche nella disintossicazione dell’organismo.

Per sfruttarne al massimo i benefici, occorre berli appena preparati. Sono indicati come spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio in sostituzione o come accompagnamento della frutta fresca di stagione.

Succo di carota al profumo di rosmarino per stimolare le funzioni del fegato
Passare nella centrifuga 3 carote e qualche fogliolina di rosmarino. Condire con una presa di pepe e bere subito. La carota é ricca di vitamine A, del gruppo B e C, di ferro, calcio e potassio, ha effetti antiossidanti e diuretici. Il suo effetto disintossicante è utile nel trattamento dei disturbi della pelle, dell’artrosi e della gotta. Consigliata anche in caso di colite e gastrite. Il pepe contiene piperina, una sostanza che stimola il metabolismo.
Bevanda ai cachi per disintossicare il fegato e regolarizzare le funzioni intestinali
Frullare 2 cachi, un pezzetto di radice di zenzero fresca e 2 cucchiai di succo di limone. Bere subito guarnendo con una scorza di limone.I cachi sono ricchi di carotenoidi antiossidanti, selenio e potassio, hanno un’azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali, depurativa, utile per eliminare le tossine che intasano il fegato.
Tisane su misura
Ecco cinque piacevoli tisane per la tua giornata disintossicante, da ripetere 3 volte a settimana per tutto il mese.

A metà mattina
•Per una scorta di antiossidanti e combattere la cellulite, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: karkadé, bacche di rosa canina, bardana e fiori di sambuco.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
Dopo pranzo
•Per migliorare la diuresi e la digestione, attenuare il senso di gonfiore e ottenere al contempo un effetto rilassante, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: rooibos, anice stellato, finocchio, menta.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 10 minuti.
 A metà pomeriggio
•Per purificare il fegato, stimolare il metabolismo dei grassi e calmare la fame nervosa, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: melissa, camomilla, tiglio, menta, salvia, lavanda.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
Dopo cena
•Per combattere una stitichezza cronica, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: malva e liquirizia.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5-7 minuti.

Prima di andare a dormire

•Per combattere gli effetti negativi dello stress, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: camomilla, tiglio, fiori di sambuco, verbena.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
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Via le rughe del collo con massaggi e olii

Le rughe, in particolare quelle che si concentrano sul collo, hanno vari significati: il cedimento di questa delicata zona epidermica rivela prima di tutto l’abitudine a tenere posture errate, con la testa troppo china, che favoriscono la formazione di pliche; l’altra cattiva abitudine è quella di esporsi al sole senza proteggere l’aerea del collo o con il capo flesso in avanti, che provoca l’antiestetica abbronzatura “zebrata”.
Infine, va ricordato che con l’avvicinarsi della menopausa le ghiandole surrenali secernono più cortisolo e la pelle avvizzisce più facilmente nelle aree dove è sollecitata da piegamenti e torsioni.
D’inverno è facile mascherare le rughe del collo con sciarpe, dolcevita e maglioni, ma quando arriva bel tempo come è possibile correre ai ripari? Applicando una buona crema nutriente mattina e sera ma anche intervenendo un paio di volte alla settimana con i trattamenti ristrutturanti naturali specifici.  
Rughe del collo: comincia dall’interno Per ridurre le zone di disidratazione del collo, utilizza l’olio di argan: ottimo cosmetico, può essere anche impiegato come integratore alimentare e come condimento al posto dell’olio di oliva. Spremuto a freddo dai frutti dell’Argania spinosa, che cresce solo in Marocco e in particolare nella regione del Souss, quest’olio è una miniera di acidi insaturi e vitamina E, la cui azione ripara le membrane cellulari dall’azione dannosa dei radicali liberi e ha un ottimo effetto antiage. Per un mese, usa allora l’olio di argan per condire e bevine un cucchiaino da tè alla mattina, prima di colazione. Ricorda di chiedere in erboristeria l’argan per uso alimentare, che non ha la medesima preparazione di quello usato per la cosmesi.  
Rughe del collo: il gommage L’esfoliazione è fondamentale per rimuovere le cellule morte e stimolare il rinnovamento cutaneo del collo. Fai così. Mescola un pugno di semola di grano (nutriente) con un cucchiaio di olio di calendula (ridà tono alla pelle), massaggialo sul collo umido e sciacqua con acqua tiepida. Anche se non fai lo scrub, detergi il collo ogni sera con acqua di rose e due gocce di olio essenziale di lavanda.  
Per rigenerare il collo già “danneggiato” Dopo l’esfoliazione e comunque ogni sera dopo la pulizia è fondamentale nutrire la pelle con un olio rivitalizzante preparato in casa. Ecco le dosi per la miscela veramente efficace contro le rughe. Fai così. Diluisci in un cucchiaio di olio di germe di grano, un cucchiaino di olio di jojoba e 5 gocce di olio essenziale di mirra. Massaggia finché l’unguento non è totalmente assorbito.  
Il massaggio per il collo che attiva il collagene Un ottimo rimedio per rendere meno evidenti le rughe del collo è l’impacco a base di oli riepitelizzanti. Da ripete due volte alla settimana: aumenta elastina e collagene. Fai così. Mescola un cucchiaio di olio di germe di grano e un olio di calendula: applica sul collo con un pennellino o un batuffolo, copri con un panno di cotone caldo e tieni per quindici minuti. Sciacqua con acqua tiepida e applica l’unguento di argan.
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giovedì 22 settembre 2011

Il Potassio per controllare la pressione

Uno degli elementi più importanti per il controllo della pressione è il potassio. Come mai?
«Questo minerale interviene nella regolazione dei meccanismi che portano alla contrazione e alla dilatazione delle fibre muscolari, comprese quelle minuscole che si trovano nella parete dei vasi sanguigni e che possono influenzare la pressione», dice Alberto Morganti, presidente della Società italiana per l'ipertensione arteriosa. «Molti studi hanno ormai dimostrato un effetto protettivo delle diete ricche di potassio nei confronti dell'apparato cardiocircolatorio».
Dove si trova questa sostanza? In frutta, verdura, carne, pesce (le acciughe sott'olio, per esempio, ne contengono 700 milligrammi ogni 100 grammi di prodotto). Le linee guida più recenti raccomandano circa 3.000-3.500 milligrammi di potassio al giorno, per prevenire e controllare l'ipertensione

STOCCAFISSO
1.500 milligrammi di potassio ogni 100 grammi 

ACCIUGA SOTT'OLIO
700 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


PAGELLO
690 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


ARACHIDI TOSTATE
680 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

SARDA FRESCA
630 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

PATATE ARROSTO
570 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

SPINACI CRUDI
530 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


BRESAOLA
505 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


POLLO SALTATO IN PADELLA
497 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

NOCCIOLE
466 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

KIWI
400 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

CASTAGNE
395 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

FINOCCHI CRUDI
394 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

CARCIOFI CRUDI
376 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

RIBES
370 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

BANANA
350 milligrammi di potassio ogni 100 grammi
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domenica 18 settembre 2011

Le grandi qualità dell'uva

Un nuovo studio francese afferma che, i composti antiossidanti presenti nell’uva rossa, possono prevenire l’accumulo dei grassi nel tessuto muscolare ed hanno un’ influenza positiva sulla risposta insulinica dell’organismo. L’insulina è l’ormone responsabile del metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
Secondo i risultati dello studio, riportati sul British Journal of Nutrition, i topi che erano stati alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri, ma  con il supplemento di polifenoli dell’uva rossa, mostravano un minore accumulo di grassi nel tessuto muscolare.
I ricercatori dell’ Università di Montpellier, Francia, spiegano che le diete ricche di grassi saturati, provocano un peggioramento della resistenza insulinica, per cui le cellule non rispondono adeguatamente ai normali livelli di insulina prodotti dal corpo: questo dato è un indicatore dell’inizio di diabete. A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.http://www.radio24.ilsole24ore.com

domenica 11 settembre 2011

Acqua di Rose

Per acqua di rose s'intende una soluzione acquosa ottenuta dalla distillazione in corrente di vapore dei petali di rosa, durante il processo estrattivo dell'essenza. In genere, si utilizzano i petali di Rosa gallica, talvolta sostituiti da quelli di Rosa canina o Rosa damascena. In cosmesi, l'acqua di rose viene largamente impiegata come rinfrescante, tonificante, lenitivo ed astringente.
Nell'industria profumiera, l'acqua di rose viene utilizzata per la produzione di acque profumate. Spesse volte, l'acqua di rose viene arricchita con altri estratti acquosi, quali ad esempio l'essenza di echinacea (Echinacea purpurea, Echinacea pallida od Echinacea angustifolia) o mirto (Myrtus communis L.).

Acqua di rose: distillazione in corrente di vapore
Come sappiamo, la distillazione in corrente di vapore è una metodologia estrattiva largamente utilizzata per estrarre principi attivi volatili e sensibili, quindi termolabili, delle piante officinali. In questo caso, la matrice ricca di principi attivi è rappresentata dai petali di rosa: al fine di non degradare gli attivi in essi contenuti, l'unico solvente in grado di estrarli è l'acqua, che rompe gli apparati vegetali dei petali di rosa grazie alla temperatura.  
Acqua di rose e peeling naturale Nel mondo della cosmesi naturale, l'acqua di rose è l'ingrediente principale per purificare e detergere la pelle del viso: mescolando zucchero, miele e acqua di rose in parti uguali si ottiene un prodotto naturale particolarmente adatto per il peeling del viso. Il composto, dopo essere stato applicato sulla pelle e massaggiato accuratamente, va sciacquato con acqua tiepida. 
Acqua di rose e dermatite seborroica Com'è noto, la dermatite seborroica è una malattia a decorso cronico-recidivante che interessa principalmente (ma non solo) il cuoio capelluto: la malattia si manifesta con prurito, fastidio, infiammazione/irritazione, comparsa di squame untuose e crosticine gialle. Al fine di alleggerire questa condizione notevolmente antiestetica, oltre che fastidiosa, l'applicazione di un tonico a base di acqua di rose (per purificare la pelle), associato a pomate mirate e specifiche per il disturbo, si rivela molto utile. La corretta pulizia del viso con un sapone delicato è fondamentale per “preparare” la pelle al trattamento contro la dermatite seborroica; dopodiché, è consigliato tamponare la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua di rose, purificante della pelle e tonificante. Da ultimo, si possono utilizzare dei prodotti erboristici mirati, formulati ad esempio con echinacea (Echinacea pallida), droga antibatterica ed antimicrobica, iperico (Hypericum perforatum), dalle proprietà cicatrizzanti-vulnerarie, ed olio di borragine (Borago officinalis), utile a placare il prurito. È bene precisare che, in caso di dermatite seborroica cronica o di media entità, il parere del medico risulta comunque indispensabile. In generale, l'acqua di rose è quindi largamente utilizzata per purificare la pelle prima di un trattamento contro affezioni cutanee; per riportare altri esempi, la cute può essere purificata con tonici a base di acqua di rose anche prima di cure contro l'eczema o la psoriasi.
Acqua di rose, occhiaie e acne Gli impacchi di acqua di rose, applicati direttamente sull'area periorbitale (attorno agli occhi) si rivelano particolarmente utili nel trattamento di occhiaie e couperose. Utilizzata sin dal passato, l'acqua di rose è utile anche contro le rughe. Per le note proprietà astringenti, l'acqua di rose, applicata localmente, sembra riportare ottimi risultati anche nel trattamento contro edemi ed acne. Si consiglia l'applicazione quotidiana di due dischetti di cotone imbevuti di acqua di rose (tempo di applicazione: 15 minuti). 
Acqua di rose: preparazione casalinga Non è difficile preparare l'acqua di rose: sono necessari circa 130-150 petali di rose (non trattate chimicamente) ed un litro d'acqua, preferibilmente distillata. Dopo aver portato ad ebollizione l'acqua, immergervi i petali per 15-30 minuti. Filtrare il tutto e conservare per 20-40 giorni in un recipiente richiudibile, preferibilmente con pareti scure (per impedire alla luce di degradare i componenti), ed in frigorifero. Variante: è consigliato riunire i petali di rosa in garze o sacchetti appositi, prima di immergerli nell'acqua bollente. L'acqua di rose può essere ottenuta anche tramite macerazione dei petali a freddo: dopo aver riunito tutti i petali in una garza sterile, immergerli in un recipiente con acqua demineralizzata (fredda), evitando che la garza tocchi il fondo del contenitore. Dopodiché, il recipiente viene chiuso ed i petali di rosa lasciati macerare un'intera notte. Per impreziosire ancor più il tonico e renderlo più profumato, è consigliabile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di rosa, oltre al talco, utile per assorbire l'olio. Dopo aver lasciato trascorrere un'altra notte, il liquido va filtrato e conservato in frigorifero. Questo seconda metodologia estrattiva - la macerazione a freddo - risulta più utile rispetto all'infusione, poiché in tal modo si ottiene un tonico impreziosito da moltissimi principi attivi astringenti. A tal proposito, l'acqua di rose ottenuta tramite la macerazione a freddo dei petali risulta particolarmente idonea alla detersione di pelli impure e grasse. È doveroso puntualizzare che l'acqua di rose è sì indicata per pelli delicate ed impure, ma i soggetti particolarmente sensibili devono prestare molta attenzione poiché il tonico potrebbe contenere composti potenzialmente allergizzanti, dunque poco tollerati, e causare reazioni allergiche inaspettate. 
Aceto e petali di rose Alcuni testi consigliano di sostituire l'acqua di macerazione per i petali di rosa con l'aceto bianco: questo “tonico” sembra essere particolarmente benefico per le pelli molto grasse. In tal caso, la macerazione dei petali di rosa deve protrarsi per un periodo più lungo (anche 15 gg).  
Petali di rose e bevanda Con i petali di rosa si può preparare anche un decotto da bere: in tal caso, le proprietà della rosa sono sfruttate come astringenti e toniche. Per ottenere un effetto disinfettante, si consiglia l'infuso di petali di rose: si ottiene così un'acqua di rosa particolarmente gradevole, aromatica e rinfrescante. L'acqua di rosa, sottoforma di infuso, viene utilizzata anche per diminuire i sintomi legati a mestruazioni abbondanti, gengive sanguinolente, diarrea, iperidrosi (sudorazione abbondante) e faringiti. L'infuso ottenuto con i petali di rosa canina si presenta come un ottimo sostituto del tè; inoltre, è stato osservato che l'utilizzo abituale (1 o 2 volte al giorno) di acqua di rose (infuso) aiuta a sciogliere i calcoli renali in quei pazienti che ne sono affetti [tratto da La medicina dei semplici, di A. Formenti].
Acqua di rose e tradizione In Afghanistan le rose e i loro petali vengono ampliamente sfruttati per la produzione di oli di rose e acqua di rose, grazie al loro elevato valore sul mercato internazionale. Tuttavia, le rose ed i loro prodotti appartengono alla tradizione afgana, oltre che alla vita quotidiana. Secondo alcune fonti, l'acqua di rose è un blando antidepressivo in grado di regalare ottimismo, cacciare l'ansia e liberare il dolore mentale: ad ogni modo, queste proprietà non sono state propriamente dimostrate.
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Come usare gli oli essenziali

L'olio essenziale viene diffuso nell'aria e tramite la respirazione arriva nei polmoni, quindi nel sangue. E' il modo più dolce di assumere gli oli essenziali, non c'è nessuna controindicazione e l'effetto è buono, anche se un po' meno immediato. Contemporaneamente si profuma anche l'ambiente. La quantità di olio essenziale da aggiungere all'acqua del diffusore dipende dalla grandezza dell'ambiente e dalla concentrazione di profumo che vogliamo ottenere, e va dalle 2 alle 10 gocce. Per non bruciare l'olio essenziale, e cosi diminuirne l'effetto, bisogna prestare attenzione che l'acqua nel diffusore non si scaldi troppo (ideali sono circa 60 °C).

Per inalazione

Qualche goccia dell'olio essenziale viene messa in acqua calda ed inalata. Adatto per le malattie delle vie respiratorie ecc. Si ottiene un effetto più forte rispetto all'uso nel diffusore.

Applicazione sulla pelle

Gli oli essenziali vengono facilmente e velocemente assorbiti dalla pelle. Si applicano 1-5 gocce sulla pelle tramite un leggero massaggio. Si ottiene un buon effetto senza i rischi che ci possono essere nell'assunzione per via orale. Se si desidera un assorbimento più lento e duraturo gli oli essenziali possono essere veicolati in un buon olio vegetale (una parte di olio essenziale in 4-5 parti di olio vegetale).

Per via orale

L'assunzione per via orale procura effetti potenti, però va eseguita solo in casi particolari, con molta cautela e sotto la guida di un esperto. Si prendono da 1 a 5 gocce diluite in miele, zucchero od olio vegetale, non prima di aver effettuato una prova di allergia sulla pelle (vedi Precauzioni).

Altre possibilità di utilizzo

Si possono utilizzare gli oli essenziali in tante occasioni, vogliamo citare qui qualche esempio:
  • qualche goccia sulla pelle come profumo personale
  • nella cucina per aromatizzare pietanze. Nell'impasto di dolci si possono mettere gli oli di limone, arancio, anice o cannella, il bergamotto nel tè, gli oli aromatici a fine cotture.
  • nell'acqua da bagno, nell'idromassaggio o nella sauna qualche goccia per un'effetto rilassante, tonificante ecc.
  • nella vaschetta del termosifone quando non è disponibile un diffusore
  • negli umidificatori
  • mescolati con oli vegetali per creare oli per massaggio
  • contro le malattie delle piante vanno molto bene cipresso e timo
  • per allontanare insetti si usano citronella, lavanda, cedro; anche negli armadi per tenere lontane le tarme
  • nell'acqua di risciacquo per profumare la biancheria sono adatti gli oli forti con buona persistenza come patchouli e vetiver.
Gli oli essenziali si prestano molto bene alla miscelazione e possono creare forti sinergie tra loro.
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Aromaterapia: effetti e proprietà

L'uso degli oli essenziali e la conoscenza delle tecniche di distillazione sono molto antichi perché risalgono, forse, a 4000 anni fa. Oli essenziali: effetti e proprietà degli oli essenzialiMa è solo dal 1700 che un piccolo gruppo di resine e di oli essenziali sono impiegati con sistematicità nella cura delle malattie dell'uomo. Da allora il loro numero è progressivamente aumentato, fino a raggiungere gli oltre cento oli essenziali oggi disponibili, sebbene in terapia se ne utilizzino da 30 a 40. Gli oli essenziali esercitano delle attività terapeutiche polivalenti, i cui meccanismi d'azione, per la loro complessità, ma anche per la scarsità di studiosi che si dedicano a questo ramo della ricerca, non sono sempre chiari ed univocamente individuati. Tuttavia si può dire che i prodotti odorosi delle piante aromatiche influenzano tutti i sistemi organici, con un'azione di potenziamento delle funzioni vitali; ma accanto a questa attività aspecifica di riequilibrio metabolico ve ne sono altre, caratteristiche per un loro tropismo specifico verso un organo, un sistema od un apparato. Se gli oli essenziali agiscono sulle funzioni biologiche non lasciano certamente intatte quelle psichiche. In realtà essi producono degli effetti somatopsichici che saranno meglio illustrati in seguito, perché agiscono sia sul soma che sulle facoltà della mente.
Qui verranno descritte alcune delle più importanti azioni farmacoterapeutiche degli oli essenziali, tuttavia bisogna tener presente che queste sono sempre integrate, mai isolate o limitate ad una funzione o ad un organo, come potrebbe apparire dalla seguente schematizzazione, adottata al solo fine di raggiungere una certa chiarezza espositiva.
I costituenti chimici delle essenze, il loro odore, il loro sapore, agendo singolarmente o in sinergia, determinano sempre un'azione globale che coinvolge l'unità psicosomatica dell'uomo.
Azione sull'apparato digerente: il tubo gastroenterico e le ghiandole annesse sono nettamente influenzati dagli oli essenziali. Le proprietà più appariscenti di questi miscugli aromatici, il loro odore e sapore, stimolano per via riflessa, attraverso la sollecitazione delle terminazioni nervose dei recettori gustativi (palato e lingua) e olfattivi (mucosa nasale), le secrezioni salivare, gastrica ed enterica, migliorando il processo della digestione. Quando sono somministrati per via interna essi agiscono anche con un meccanismo ghiandolare, a seguito di una stimolazione diretta delle ghiandole gastriche secernenti.
Ma altre azioni sono di notevole importanza:
quella antispasmodica sulla muscolatura liscia (Basilico, Bergamotto, Camomilla, Cannella, Cardamomo, Finocchio, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Menta piperita, Rosmarino, Salvia), quella antifermentativa, quella antiacida (Chiodi di Garofano) e quella carminativa.
Alcuni oli essenziali si caratterizzano per un singolare tropismo sul pacreas endocrino (Eucalipto, Geranio, Ginepro) e sul fegato (Rosmarino, Ginepro, Lavanda, Camomilla, Menta, Cipresso). 
Azione sull'apparato cardiocircolatorio: anche il cuore e i vasi sono sensibili alle proprietà degli oli essenziali. La Canfora stimola il muscolo cardiaco mentre Melissa, Arancio fiori, Lavanda, Rosmarino e Ylang-Ylang rallentano la frequenza cardiaca esagerata, come si verifica nelle palpitazioni. Il diametro dei vasi può essere modificato provocando ipotensione (Issopo, Lavanda, Maggiorana, Aglio, Melissa, Salvia, Ylang-Ylang) o ipertensione (Canfora, Rosmarino, Cipresso, Timo) con meccanismi muscolari e/o nervosi.
Azione sul sistema nervoso: molti oli esenziali manifestano un chiaro neurotropismo sia verso il sistema nervoso centrale (S.N.C.), sia verso quello autonomo. L'Origano, il Rosmarino, la Verbena ed il Garofano esercitano un'azione parasimpaticomimetica, il Timo, il Serpillo, l'Issopo, il Cipresso e l'Estragone una attività parasimpaticolitica; la Lavanda, l'Angelica e l'Ylang-Ylang possiedono una azione simpaticolitica, mentre la Santoreggia, il Basilico, il Pino e il Limone hanno un'azione simpaticomimetica. In rapporto al S.N.C., alcuni autori classificano gli oli essenziali in quattro classi fondamentali: oli essenziali convulsivanti (Salvia, Tanaceto, Thuja, Assenzio, Anice), eccito-stupefacenti, stupefacenti (Noce moscata, Menta) e anticonvulsivanti (Calamo, Salvia sclarea, Lavanda). Il gruppo degli oli essenziali eccito-stupefacenti è a sua volta suddiviso in essenze prevalentemente stimolanti (Basilico, Finocchio, Limone, Menta, Salvia, Timo) ed essenze prevalentemente calmanti o sedative (Camomilla, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Verbena). Si deve tuttavia ricordare che i confini tra l'azione sedativa e quella stimolante non sono mai netti, tanto che molti oli essenziali mostrano un'attività calmante in piccole dosi ed una eccitante per dosi maggiori. Se gli oli essenziali influenzano il S.N. e lo stato psichico per via umorale, un pari effetto può essere raggiunto mediante l'olfatto, sfruttando l'odore che promanano. La porzione superiore della cavità nasale è tappezzata dalle terminazioni nervose delle cellule olfattive bipolari immerse nella mucosa. L'energia chimica connessa con lo stimolo odoroso viene convertita dai chemiorecettori in un impulso elettrico che, confluendo nel nervo olfattivo, va a stimolare i centri olfattivi del talamo, del bulbo e del telencefalo. In questo modo il semplice odore degli oli essenziali è in grado di condizionare lo stato timico, cioè le oscillazioni dell'umore, e il sistema nervoso. Alcuni autori hanno sottolineato l'influenza delle caratteristiche odorose delle essenze sul sistema nervoso, verificando le loro proprietà neurocalmanti (oli essenziali ansiolitici) e neurostimolanti (oli essenziali antidepressivi) anche quando sono somministrate per inalazione o per aspirazione olfattiva (annusamento). Si tratta, in questo caso, di una vera e propria riflesso-terapia endonasale, fondata sulla stimolazione di chemiorecettori olfattivi da parte delle sostanze odorose contenute negli oli essenziali. azione sul sistema endocrino: gli oli essenziali, a prescindere dal contenuto in sostanze ormono simili, caratteristico di alcuni di essi, si comportano come degli ormoni vegetali (fito-ormoni). Presenti nel torrente circolatorio in concentrazioni sempre molto ridotte (la dose media per bocca è di 2-5 gocce, che diluita in 5 litri di sangue dà una concentrazione ematica di 10-5M), essi giungono ai tessuti specifici regolandone l'attività metabolica e la crescita, quindi comportandosi come fattori importanti di regolazione. La loro azione stimolante o inibente su alcune ghiandole endocrine è chiaramente dimostrata: Basilico, Pino, Santoreggia, Timo, Geranio e Rosmarino stimolano la corteccia surrenale, mentre la Menta e il Gelsomino attivano la secrezione degli ormoni ipofisari. Per altre ghiandole non vi sono evidenze sperimentali, tuttavia l'osservazione clinica porta a dire che tutte le ghiandole endocrine sono influenzate dagli oli essenziali attraverso la loro attività ormono-simile. In definitiva si può affermare che la loro capacità di modulare lo stato funzionale del sistema neuro-endocrino, cardine della regolazione omeostatica, fa degli oli essenziali uno dei più potenti strumenti con i quali è possibile giungere al riequilibrio organico.
Azione sul sistema immunitario: le malattie ad eziologia batterica che colpiscono l'uomo sono divenute assai numerose e cresce sempre più l'elenco dei batteri catalogati dai microbiologi perché ritenuti colpevoli di essere la causa di qualche nuova affezione morbosa. Tuttavia la malattia batterica non è mai l'effetto immediato della patogeneicità di un batterio, quanto la risultante di due termini mutuamente interagenti tra loro: le naturali difese immunologiche proprie di ciascuno di noi e la virulenza del microbo. Quest'affermazione è perfettamente in accordo col fatto che non tutti soccombono di fronte ad un0epidemia.
Per quanto non se ne conosca il meccanismo d'azione, alcuni oli essenziali (Bergamotto, Lavanda, Camomilla, Timo, Pino, Sandalo) hanno la facoltà di stimolare la produzione di linfociti immunitari, rendendo l'organismo più pronto a respingere le aggressioni batteriche.
Azione sull'apparato polmonare: gran parte degli oli essenziali sono eliminati, in quantità maggiore o minore, attraverso l'albero respiratorio a livello del quale esercitano un'azione antisettica, antispastica (Finocchio, Menta piperita, Timo, Salvia, Eucalipto, Lavanda), espettorante (Aglio, Canfora, Basilico, Eucalipto, Maggiorana, Origano, Santoreggia, Finocchio, Issopo, Menta, Sandalo) e stimolante degli atti respiratori (Canfora).
Azione sull'apparato urinario: gli oli essenziali sono eliminati attraverso la pelle, i polmoni e, soprattutto, la via renale. Molti costituenti degli oli essenziali in fase di eliminazione esercitano un'azione diuretica (Aglio, Anice verde, Betulla, Camomilla, Cipolla, Cipresso, Ginepro, Eucalipto, Geranio, Issopo, Lavanda, Limone, Rosmarino, Sandalo, Timo), antilitiasica (Camomilla, Geranio, Ginepro, lssopo, Finocchio) e antisettica. L'azione diuretica degli oli essenziali può essere l'effetto di un'influenza sul processo di ultrafiltrazione che avviene nel glomerulo oppure la conseguenza di una modesta irritazione dell'epitelio renale indotta dai costituenti dell'essenza.
Azione antitossica: secondo Valnet, l'alta resistività degli oli essenziali (da 2000 a 4000 ohm/cm/cm2) rispetto a quella del sangue (200 ohm/cm/cm2) è in grado di ostacolare la diffusione delle tossine. Appare più verosimile, però, che l'azione antitossica si esprima attraverso un potenziamento della "leucocitosi terapeutica" oppure mediante la captazione delle tossine circolanti da parte delle molecole aromatiche e la formazione di complessi atossici ed inattivi.
Azione citofilattica: gli oli essenziali, comportandosi come dei fito-ormoni, stimolano i tessuti senescenti eccitandone i processi anabolici cellulari.
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giovedì 8 settembre 2011

Affrontiamo l'autunno con succo d'uva e miele

È  in arrivo l'autunno, la stagione in cui si dovrebbero mettere in campo "grandi pulizie" a favore della nostra salute. Proprio un prodotto tipico della natura settembrina - pimo mese d'autunno - è l'ingrediente principale dell'integratore che vi proponiamo, dotato di specifiche proprietà disintossicanti, drenanti e antinfiammatorie: il succo d'uva, infatti, è una miniera di resveratrolo, un potente antiossidante naturale contenuto nella buccia degli acini (come nel vino rosso) che riduce la formazione di radicali liberi e impedisce l'ossidazione del colesterolo cattivo. Recenti ricerche ne confermerebbero anche la capacità di frenare la proliferazione delle cellule cancerose, in particolare nei casi di tumore al seno, grazie alle sue proprietà immunostimolanti e antinfiammatorie.
Potenzialo con il miele
Perché l'integratore sia sommamente efficace, il succo d'uva va mescolato al miele, che amplifica le virtù curative del resveratrolo e svolge un'attività antibatterica, antianemica e ricostituente. Inoltre il miele (soprattutto quello di acacia) depura i tessuti del fegato, organo che proprio in questa stagione di passaggio è messo a dura prova dal cambio di clima e dallo stress del rientro: due fattori che, agendo congiuntamente, possono non solo compromettere la digestione ma anche peggiorare la risposta immunitaria.
I benefici di questo integratore
- Drena il fegato: gli enzimi e le vitamine del miele depurano e rinnovano i tessuti epatici
- Riduce il colesterolo: il resveratrolo presente nell'uva libera il sangue dall'eccesso di grassi
- È antinfiammatorio: il mix di antiossidanti di miele e uva combatte virus e infezioni
Come scegliere il miele più adatto alle tue esigenze
Il miele possiede specifiche virtù terapeutiche in base al tipo di polline dei fiori da cui deriva. Per questo, il nostro integratore potrà curare disturbi diversi a seconda del miele che si aggiunge al succo d'uva.
-  Se aggiungi il miele di castagno: disinfetti le vie urinarie
-  Se usi il miele di girasole: elimini il colesterolo dal sangue
-  Grazie al miele d'arancio: previeni insonnia e stress da rientro
-  Con il miele di millefiori: tonifichi fegato e stomaco.          
Come preparare l'integratore di uva e miele
Procurati del succo di uva nera, preferibilmente d'origine biologica certificata, o centrifuga in casa l'uva (con la buccia e senza i semi) fino a ottenere un bicchiere di succo. Aggiungi al succo d'uva un cucchiaino di miele e mescola il composto finché il miele non si sarà sciolto. Bevi il drink a digiuno, 10 minuti prima di colazione e - per una cura depurativa d'urto - gustalo anche al posto della merenda, per almeno un mese.
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Sette fiori australiani per i piccoli traumi

Quando ci si trova in una situazione di stress improvviso o si deve far fronte a un evento traumatico, a un forte spavento o a un malessere fisico, la reazione più comune è quella di cadere in uno stato di ansia, angoscia, agitazione nervosa, di lasciarsi prendere dal panico o dalla disperazione, o di perdere la testa, incapaci di reagire.
Uno straordinario rimedio calmante in qualunque situazione difficile della vita (comprese quelle che possono capitare in ferie) è costituito da Emergency, una miscela di fiori australiani dal potente effetto rilassante e dalla rapida azione riequilibrante sulla mente e sul corpo. Si tratta di una composizione di sette essenze floreali che agiscono in reciproca sinergia, "coprendo" tutti i possibili sintomi presenti nelle situazioni traumatiche. In particolare: Crowea per l'ansia e l'angoscia; Dog Rose of the Wild Forces per la tendenza a perdere il controllo nei momenti di forte emotività; Grey Spider Flower per il terrore e il panico; Fringed Violet per "sbloccare" il trauma e attenuarne il dolore; Angelsword e Sundew per prevenire la perdita di coscienza e gli svenimenti; Waratah per la disperazione e le sofferenze acute. Miscelati insieme nella combinazione di Emergency, questi fiori danno vita a una sorta di "super-rimedio" in grado di attivare forza d'animo e di stimolare il coraggio e la reattività personale di fronte a qualunque emergenza.
Quando serve:
- Come "pronto soccorso" per qualunque tipo di trauma e choc
- In caso di incidenti
- Per fronteggiare brutte notizie, eventi dolorosi e malesseri improvvisi
- Nei casi di ansia e attacchi di panico
- Episodi di forte stress mentale e fisico Provalo in crema Emergency è disponibile anche nella preparazione in crema, da massaggiare sulla pelle in caso di traumi fisici (senza ferite aperte), contusioni, ematomi, dolori crampi, irritazioni cutanee, eritemi, scottature, punture d'insetti.

 Acquistare una boccetta di Emergency in farmacia o in erboristeria e assumere 7 gocce del composto al momento del bisogno. L'assunzione può essere ripetuta più volte (anche ogni 5-10 minuti), finché ci si sente meglio e i sintomi si sono attenuati o scomparsi. Anche per gli animali Emergency è un rimedio che si rivela utile anche quando ad andare sotto choc sono i nostri cuccioli: per cani e gatti, somministrare 4 gocce in un po' d'acqua da far bere con un cucchiaio o direttamente nella ciotola. Aiuta anche i bambini a superare le emergenze
Nella vita quotidiana di una famiglia con bambini le occasioni per far fronte a piccole e grandi "emergenze" domestiche sono infinite: un improvviso spavento, un litigio furioso tra fratelli o amichetti, un doloroso capitombolo, il dispiacere di un brutto voto a scuola, il panico prima di una visita medica o dentistica, un sogno spaventoso o un incubo, ma anche un forte mal di testa o la colica gassosa dei più piccini... In tutte queste situazioni, Emergency (in gocce o in crema) può rivelarsi un rimedio provvidenziale, da tenere sempre a portata di mano per "stroncare" i sintomi al loro primo apparire.

Come fare
Le modalità di assunzione di Emergency sono le stesse che valgono per gli adulti: 7 gocce al bisogno, da ripetere finché il trauma è passato. Per i bambini può essere più comodo diluire le gocce in un bicchiere d'acqua o nella loro bevanda preferita.
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Equiseto: la pianta che fa dimagrire

L'equiseto è una pianta che non produce fiore e che si riproduce per mezzo di spore (come i funghi). Già nell'antichità si trovano numerose testimonianze del suo impiego come diuretico e antiemorragico.

L'equiseto ha un'azione diuretica, grazie alla presenza di flavonoidi (isoquercitina, kaemferolo, ma ne sono stati identificati ben quindici tipi diversi), potenziati nella loro azione dai sali minerali, che rendono la pianta particolarmente indicata in caso di gonfiori dovuti a ritenzione, cellulite e cistite. In particolare, il silicio contribuisce a eliminare le scorie metaboliche (urea, acido urico, nicotina ecc.) con effetto detossificante. I minerali presenti nell'estratto secco stimolano anche  la produzione di collagene, sostanza che rende tonici i tessuti, previene la formazione delle rughe e migliora l'elasticità della pelle.
Equiseto: quando utilizzarlo
Adatto soprattutto quando segui una dieta dimagrante e vuoi ottenere rapidamente dei risultati evitando di perdere tonicità. Utile anche se soffri di ritenzione, cellulite, gonfiori di occhi, gambe e caviglie.
Come assumere l'equiseto
-  Sotto forma di infuso: porre 2-3 cucchiaini di equiseto essiccato in 150 ml di acqua calda per 10-15 minuti; bere più volte al giorno per un mese o due.
-  Oppure si può prendere in tintura madre: 30 gocce 2 volte al giorno per almeno un mese.
-  In polvere: 6 g al giorno, in capsule.
-  In estratto secco: 300 mg 2-3 volte al dì, in capsule
L'equiseto si può usare anche esternamente
-  Conosciuto anche come "argilla vegetale" per la ricchezza di minerali e le sue proprietà, l'equiseto può essere applicato localmente per trattare la cellulite, edemi e mancanza di tonicità dei tessuti.
-  Basta miscelare qualche cucchiaio di equiseto in polvere con poca acqua e applicare sulla zona interessata. Eliminare dopo venti minuti e ripetere una volta al dì fino al miglioramento.
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venerdì 2 settembre 2011

Olii essenziali per le mestruazioni dolorose

In caso di mestruazioni dolorose, fastidiose, scarse o abbondanti, l'aromaterapia può aiutare, sia a livello fisico che emotivo. Usate gli olii essenziali nell'acqua del bagno, nel diffusore per ambienti, nel massaggio o sotto forma di impacchi.
Per la sindrome premestruale sono utili gli olii essenziali di camomilla romana, geranio, lavanda, mandarino, sandalo (sono calmanti, equilibranti, soprattutto a livello ormonale); bergamotto, ginepro, salvia (migliorano l'umore, rallegrano); gli olii essenziali di cipresso o patchouli (riducono la ritenzione idrica). In caso di mestruazioni scarse o abbondanti, olio essenziale di ginepro, rosmarino o salvia. Uno dei rimedi più adatti è una miscela di estratti di olio essenziale di Melissa officinalis con estratto secco di Passiflora incarnata e di Tanacetum parthenium per capsula, ma per il dosaggio è bene rivolgersi al medico fitoterapeuta.
http://www.cure-naturali.it/

Rimedi naturali per l'alitosi

Sfatato mito: il 90% dei casi di alitosi dipende dalla bocca e non, come comunemente si crede, da patologie gastro-intestinali o delle vie aeree. A spiegarlo e' Saverio Giovanni Condo', direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell'Universita' di Roma ''Tor Vergata'': ''Il 90% dei casi di alitosi dipende dalla bocca, e di queste il 50% e' dovuto a patologie del cavo orale e a restauri incongrui. Il rimanente 10% puo' invece dipendere da patologie gastro-intestinali (reflusso gastro-esofageo, stenosi pilorica), tumori, malattie sistemiche (diabete mellito, epatopatie) e patologie delle vie aeree (nasali, paranasali, laringee, polmonari)''. A soffrirne, secondo le stime, ''e' il 50% della popolazione di eta' superiore ai 40 anni. Per quello che riguarda i giovani, invece, l'alitosi sembra essere presente nel 15-20% dei soggetti di eta' compresa tra i 15 e i 30 anni''.

Prevenire e' sempre meglio che curare. ''I principali responsabili dell'alitosi sono i batteri che proliferano nel cavo orale, e in particolare quelli che formano la placca dentale e l'esteso biofilm che ricopre la lingua - spiega Condo' -. Di conseguenza un'accurata igiene orale con spazzolino, dentifricio e specifici collutori e' la base del trattamento contro questo disturbo. Inoltre, l'uso del filo interdentale e degli scovolini permette di ridurre la disponibilita' di nutrienti per i batteri in siti difficili da raggiungere con lo spazzolino. Ancora piu' efficace risulta l'uso quotidiano del puliscilingua che permette di rimuovere la patina di biofilm dal dorso della lingua''. http://www.asca.it/

Alitosi rimedi naturali:
La menta, da prendere in chewing-gum o in caramelle.
Il tè verde, da prendere sotto forma di tisane o in caramelle.
L'anice stellato, da prendere sotto forma di tisane o in caramelle.
Il finocchio, da prendere sotto forma di semi per purificare l’alito.

Una tisana efficace contro l'alitosi: mettete a bollire in un litro d'acqua 50 g di menta in foglie, 30 g di salvia in foglie, 20 g di altea (radice), 10 chiodi di garofano. Appena inizia a bollire, spegnere e lasciare in infusione per 20 minuti. Filtrare e berne 3-4 tazze al dì sorseggiando lentamente o anche facendo gargarismi e sciacqui dopo i pasti.
La menta è un dentifricio e collutorio naturale, ha un'azione cioè rinfrescante, deodorante, antisettica in caso di flogosi del cavo orale. La salvia è ricca di oli essenziali ad attività antimicrobica, astringente, leggermente emostatica, coadiuva l'attività della menta. L'altea, per la sua ricchezza in mucillagini, esplica un'attività antinfiammatoria, antiessudativa ed emolliente. I chiodi di garofano conferiscono alla tisana ulteriori proprietà deodoranti e antifermentative.
Altri efficaci colluttori naturali sono le tinture di camomilla o mirra, diluite con acqua.

Medicina tradizionale cinese

L'alitosi in medicina tradizionale cinese può dipendere da due fattori: Fuoco di Stomaco o deficit di qi nella Milza. Per disperdere il Fuoco di Stomaco, si lavora sui punti:

HE GU (sul lato radiale dell'indice, all'altezza del punto medio del II metacarpo) che tonifica il qi;
LIANG QIU ( 2 cun sopra il bordo superiore della rotula) che espelle l'Umidità-Freddo che avvolge lo Yang dello Stomaco;
NEI TING (0,5 cun dietro il bordo della membrana interdigitale, fra il II e il III dito del piede) che regola il qi e blocca il dolore;
WEI SHU (1,5 cun a lato dell'apofisi spinosa della XII vertebra toracica) che tonifica e regola lo Stomaco e dissolve l'Umidità;
Nel caso di alitosi da deficit di qi nella Milza, i punti da utilizzare sono:
FENG LONG (a metà tra il bordo interiore della rotula e il vertice del malleolo esterno), dissolve l’Umidità, mobilizza il qi della Milza;
ZU SAN LI (sotto il bordo inferiore della rotula, a lato della cresta tibiale anteriore), tonifica Milza e Stomaco;
PI SHU (punto Shu del dorso della Milza, localizzato 1,5 cun a lato dell’apofisi spinosa della IX vertebra toracica), mobilizza il qi della Milza;

Olii essenziali

Molto indicati per sconfiggere l'alitosi sono gli olii essenziali di menta e cardamomo.

Omeopatia

I preparati omeopatici per l'alitosi sono: Carbonicum acidum 5 CH (5 granuli, 2 volte al dì), poiché il fenolo viene usato in omeopatia nelle gengivostomatiti con alitosi fetida, spesso associate a ulcerazioni gengivali; Mercurius solubilis 9 CH (5 granuli, 1 volta al dì), adatto anche per le forme di alitosi fetida percepibili a lunga distanza.

Esercizi

L'esercizio migliore per difendersi dall'alitosi è quello di impugnare lo spazzolino e fare pratica con il filo interdentale. Posizionate lo spazzolino a 45° rispetto alla gengiva, muovete lo spazzolino delicatamente avanti e indietro con movimenti brevi in modo da pulire un dente per volta, spazzolando la superficie esterna e interna dei denti. Usate la punta dello spazzolino per pulire la superficie interna dei denti anteriori con un delicato movimento dall'alto al basso per i superiori e dal basso all'alto per gli inferiori. Spazzolate la superficie masticatoria del denti posteriori con un movimento avanti e indietro. Non dimenticate la lingua per rimuovere i batteri e rinfrescare l'alito. Per rimuovere la placca tra dente e dente è invece indispensabile il filo interdentale.http://www.cure-naturali.it/

giovedì 1 settembre 2011

Una colazione contro la stipsi

Prima di tutto, sarebbe buona norma introdurre lo yogurt al posto del latte (è più digeribile e non rischia di restare sullo stomaco), optando per quello naturale e non zuccherato, al quale aggiungere un mix di frutta di stagione tagliata al momento, preziosa per stimolare anche l'intestino più pigro. È importante poi non trascurare i carboidrati, che essendo una fonte di energia permettono di avere un buon rendimento nella prima fase della giornata. Allora, allo yogurt (o al latte di riso o soia) si può abbinare un cucchiaio di fiocchi di riso, muesli o di cereali integrali, facendo attenzione a non esagerare con le dosi e resistendo alla tentazione di prendere le versioni più golose e arricchite con frutta secca o cioccolato. http://www.riza.it/

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