Cure e rimedi naturali

domenica 30 gennaio 2011

2 rimedi per risvegliare i sensi dopo il freddo invernale

Scopriremo come realizzare un bevanda tutta naturale, un integratore senza controindicazioni, a base di vari tipi di farine e agrumi… impareremo inoltre a confezionare delle maschere di bellezza, a base di yogurt e amido, aromatizzandole con frutta di stagione, utilizzando quindi prodotti facilmente reperibili in casa, come arance, pompelmi, mele…

Per realizzare un integratore tutto naturale possiamo usare: farina di semi di lino; farina di psylium; la scorza grattugiata di un limone o di un pompelmo, il tutto miscelato in parti uguali (1 cucchiaio per ogni parte); questo composto dovrà poi essere sciolto in un bicchiere contenente acqua e succo di limone (o pompelmo) in parti uguali, ed essere assunto quotidianamente almeno mezz’ora prima dei 2 pasti principali. Le fibre contenute in questo integratore inibiscono l’assorbimento delle calorie e dei grassi

Pensiamo poi alla pelle del nostro viso, bisognosa di rigenerarsi e ritrovare luce dopo il freddo dell’inverno. Prepariamo quindi una maschera utilizzando una base di: Yogurt bianco e amido di riso o di mais (in alternativa si può usare anche la fecola di patate). A questo composto possiamo aggiungere la polpa di una mela verde ed un cucchiaio di aceto, per ottenere così un effetto esfoliante e rigenerante per la pelle di viso e collo. La maschera dovrà avere una consistenza abbastanza soda da tenere in posa per circa 15 minuti, evitando la zona contorno occhi. Abbiamo scoperto due modi interessanti per prenderci cura del nostro corpo in maniera completamente naturale, ecologica ed economica….
da 'La Prova del cuoco'

sabato 29 gennaio 2011

Curiamo il mal di gola col melograno

  Il melograno è una pianta antichissima che proviene dalle regioni del sud-ovest asiatico, è diffusa e coltivata sia in Italia che in Spagna, nelle zone dove il clima è più caldo. Simbolo di amore ardente, di ricchezza e fertilità, di giustizia ed equilibrio, il melograno sin dall'antichità è stato considerato una vera e propria miniera!

I semi contenuti in questa grande bacca sono polposi, dal gusto delicato e gradevole, ricchi di pregiati componenti bioattivi; il succo è un vero toccasana per prevenire e curare diversi disturbi patologici e affezioni comuni, come mal di gola, tosse, tonsille infiammate… Un tempo la corteccia della radice del melograno era usata per combattere la tenia, le infiammazioni parassitarie, la dissenteria e come antiinfiammatorio. Oggi è nota l’efficacia del melograno come antiossidante - addirittura più potente del the Verde e del vino rosso - e come elemento importante per prevenire l’arteriosclerosi. Il succo di melograno è un vero elisir di lunga vita… È proprio il caso di dire: un bicchiere di succo di melograno al giorno, toglie il medico di torno!

 Ci sono molte preparazioni, realizzabili in casa, che sfruttano al meglio le proprietà del melograno:
1. Succo di melograno, utilissimo per fortificare il sistema immunitario. Estrarre il succo di melograno è un procedimento molto semplice: possiamo usare un comune spremiagrumi, oppure uno schiacciapatate, se siamo particolarmente forzuti, ricavando così più nettare possibile da questo frutto… Il succo di melograno contiene una gran quantità di antiossidanti, potenti alleati del sistema immunitario. Il succo di melograno quindi è particolarmente indicato in questo periodo, con l’arrivo dei primi freddi e dei primi virus influenzali!
2. Tisana alla buccia di melograno, dalle proprietà astringenti e disinfettanti delle vie respiratorie. Preparare una tisana con la buccia consente di sfruttare al meglio i tannini presenti proprio in questa parte non commestibile (che di 1. solito buttiamo), che costituisce un rimedio infallibile contro tosse, mal di gola e tonsille infiammate. Possiamo aggiungere alla tisana dei prodotti facilmente reperibili in casa, come il timo, la camomilla ed il miele, oppure delle erbe come malva ed eucalipto, (che si trovano in erboristeria o passeggiando nei campi)… Il melograno è davvero una miniera di benessere e lunga vita: è dimostrato infatti che contribuisce a: prevenire l’artrosi; protegge le arterie; contribuisce ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue…
da 'La Prova del Cuoco'

Tisane digestive

Si possono preparare diversi tipi di tisane, combinando piante aromatiche, frutta e spezie:

1.Tisana digestiva speziata: è una tisana dal sapore intenso, che si ottiene per infusione in acqua bollente di: zenzero fresco; buccia d’arancia o limone; citronella o verbena odorosa (facilmente rintracciabile in erboristeria); foglie d’alloro. Lo zenzero la fa da padrone in questa bevanda: diventato ormai di uso comune nelle nostre cucine, lo zenzero ha un caratteristico profumo pungente e un gradevole sapore piccantino, ha proprietà aromatizzanti e stimola la digestione.

2.Tisana digestiva profumata: è una tisana molto profumata e invitante, ottenuta per infusione in acqua bollente di: cannella, coriandolo, chiodi di garofano e carcadè. Il carcadè è la base di questa tisana, è una bevanda di per sé molto dissetante, che arricchita con la cannella acquista proprietà digestive, carminative (che aiutano cioè ad eliminare l’aria in eccesso), spasmolitiche. I chiodi di garofano contribuiscono col profumo e le proprietà anestetiche; il coriandolo con la sua nota amara apporta proprietà digestive e calmanti dei crampi addominali.

3.Tisana “liquiriziosa”: è una tisana in cui il profumo della liquirizia è prevalente. Si ottiene per infusione in acqua bollente di: stecche di liquirizia; anice stellato; semi di finocchio. La liquirizia ha notoriamente grandi proprietà antiulcerose, utile quindi per proteggere lo stomaco, fa bene al fegato ed ha un sapore molto gradevole. Anice stellato e finocchio danno un ulteriore apporto di profumo, stimolazione della digestione e della diuresi.

4.Tisana mentosa: quest’ultima tisana, ottenuta per infusione in acqua bollente, sfrutta le proprietà rinfrescanti della menta, le sue facoltà antispastiche della muscolatura liscia muscolare dell’apparato digerente, combinando a questa pianta aromatica: buccia di limone; melissa; citronella e tiglio. La melissa ha proprietà carminative e sedative; il tiglio è un calmante naturale; citronella e limone apportano un gusto acidulo e naturalmente coadiuvante della digestione.

da 'La Prova del Cuoco'

Le proprietà del Ginkgo

Il ginkgo è originario della Cina, qui cresce spontaneamente in valli fresche per altezze non superiori ai 700 m sul livello del mare. Viene coltivato intensivamente in Cina, Francia e in Sud Carolina. La parte più importate per scopi scientifici sono le foglie che vengono raccolte fra giugno e luglio.

Il ginkgo ha una spiccata azione antiossidante, regola il flusso ematico, favorisce la circolazione ematica cerebrale e periferica, funziona come antiaggregante piastrinico e come antiallergico. In particolare è allo studio l’utilità del ginkgo nel declino cognitivo: sembra che il suo utilizzo possa essere d’aiuto nell’Alzheimer e nelle demenze senili. Si studia un suo utilizzo anche per la cura della sclerosi multipla e di alcuni tipi di disfunzioni sessuali. Nella cosmesi l’uso del ginkgo è limitato, ma si può ritrovare nella composizione di prodotti per la regolarizzazione della secrezione sebacea.

Il ginkgo si può trovare sotto forma di tavolette, capsule o come infuso: generalmente non si dovrebbero assumere più di 4-8 g di ginkgo al giorno

Uso:
Il ginkgo viene utilizzato per migliorare le performance cognitive e migliorare la circolazione periferica. Soprattutto in oriente si usa anche per la cura di asma, tosse, bronchite e disturbi vaginali.

L’assunzione di Ginkgo può causare mal di testa, diarrea, problemi gastrointestinali e reazioni allergiche. I preparati a base di Ginkgo possono favorire il sanguinamento, per questo gli integratori a base di ginkgo andrebbero presi con cautela dai pazienti in terapia con anticoagulanti, con problemi di coagulazione o che hanno subito da poco interventi ai denti. http://www.sanihelp.it/

La medicina alternativa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità le definisce «pratiche sanitarie, approcci, conoscenze e credenze che prevedono l’uso di medicamenti a base di piante, animali e/o minerali, terapie spirituali, tecniche manuali e attività, che vengono utilizzati singolarmente o in combinazione al fine di mantenere il benessere, curare, diagnosticare o prevenire malattie».
Il Parlamento Europeo (Risoluzione del 29 maggio 1997) e il Consiglio d’Europa (Risoluzione 1206/19995) fanno riferimento alle terapie non convenzionali come l’insieme dei sistemi medici e delle discipline terapeutiche aventi in comune il fatto che la loro validità non è riconosciuta, o lo è solo parzialmente, e per le quali chiedono un approccio coordinato nei vari Stati.

Le medicine non convenzionali (MNC) hanno diverse origini e presentano grandi differenze tra loro. Non esiste un sistema di classificazione condiviso e per questo di solito vengono distinte in due grandi categorie:

* quelle che usano medicamenti (di origine vegetale, animale o minerale)
* quelle che non usano medicamenti.

Alcune terapie non convenzionali si presentano come sistemi medici autonomi: hanno teorie, procedure e una letteratura scientifica proprie. Spesso possono contare anche su istituzioni, scuole e associazioni professionali. Le più diffuse tra queste sono:

* medicina tradizionale cinese (che include l’agopuntura)
* medicina ayurvedica indiana
* chiropratica
* omeopatia.

Storicamente hanno riscosso grande interesse anche la fitoterapia e le varie diete. Queste terapie hanno proprie teorie, ma si basano su principi biologici che si avvicinano alla scienza dell’alimentazione e alla farmacologia.

Un capitolo a parte è quello dei trattamenti manuali: si tratta di metodi di manipolazione che si avvicinano, per analogia, ai principi della fisioterapia. I più diffusi sono:

* chiropratica
* osteopatia
* medicina manuale (tecniche varie di massaggi)
* riflessologia plantare
* shiatsu.

Infine, per gli amanti dello sport, c’è l’esercizioterapia, che appartiene appunto alle attività di tipo fisico, tra le quali potrebbero rientrare anche il tai ji, il qigong, lo yoga e molte altre. http://www.sanihelp.it/

Rimedi alla dipendenza da zuccheri

Se sei abituata a mangiare dolci industriali, ricchi di zuccheri, grassi e additivi industriali, per eliminare la dipendenza da zuccheri devi prima di tutto liberarti dalle tossine che questi alimenti hanno depositato nel tuo organismo: ti aiutano estratti d’erbe e fiori di bach.

Un altro suggerimento per assorbire messo grassi quando mangi i dolci, se non sai dire di no a un budino al cioccolato o a una morbida fetta di tiramisù, prova a dimezzare la dose e consuma, insieme al tuo dolce, una fetta di pane nero di segale, in questo modo assumi fibre che ti saziano, ripulisci l’ intestino e limiti l’ assorbimento di grassi e zuccheri.

Cosa fare in pratica per la dipendenza da zuccheri
Bevi tinture, i macerati e i fiori che riducono la fame di carboidrati
- Occorre prima di tutto disintossicare l’ organismo dagli alimenti ricchi di grassi e zuccheri a cui si è assuefatti.
- Assumi per un mese 20 gocce di tintura madre di cicoria in un po’ di acqua, 2 volte al giorno e 40 gocce di macerato glicerico di noce (Juglans regia) in un po’ di acqua, una volta al dì.
- I fiori di Bach ti aiutano a depurarti sia sul piano psicologico sia su quello fisico: assumi Crab Apple, Chicory, Honeysuckle, abbinati al californiano St. John’s Worth. Versa 2 gocce di ogni essenza in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiaino di brandy e riempi con acqua minerale naturale. Assumi 4 gocce della miscela ogni giorno lontano dai pasti per almeno 3 settimane. http://www.mondobenessereblog.com

giovedì 13 gennaio 2011

La vitamina C per rafforzare l'organismo nelle stagioni fredde

La vitamina C è contenuta naturalmente in agrumi e frutta, kiwi soprattutto, nei peperoni e nelle verdure a foglia verde. Per poter tranne il massimo della vitamina c da frutta e verdura è necessario manipolarle il meno possibile. Nel caso delle arance ad esempio, la cosa migliore che si puo’ fare è consumarle al naturale o sotto forma di spremuta.

La vitamina c è presente in dosi massicce nella rosa canina: se l´arancia contiene mediamente 50 mg di vitamina C per etto, la rosa canina ne possiede addirittura 2250 mg, più di quaranta volte tanta!. Il consumo di rosa canina è particolarmente consigliato alle persone anziane, i bambini e le donne incinte, poiché oltre a combattere le infezioni alle vie respiratore (orecchie, naso e gola), accresce la possibilità di assorbimento del ferro contenuto in altri alimenti, controlla il livello di colesterolo nel sangue, rende attiva la vitamina B9 (acido folico) e si rivela un ottimo antiossidante…

A differenza degli agrumi e della frutta però, le bacche di rosa canina, non hanno un sapore gradevole, e sono quindi difficili da assumere al naturale. Bisogna quindi lavorarle, sempre cercando di sfruttare al massmo l’assorbibilità della vitamina c in esse contenuta…

Preparazioni:
Ci sono delle preparazioni, realizzabili in casa, che sfruttano al meglio le proprietà delle bacche di rosa canina: 1. Caramelle a base di rosa canina. È un modo invitante di presentare le bacche di rosa canina, che invoglia anche i bambini a consumarle…Basta sciogliere dello zucchero a bagnomaria, formando una sorta di caramello nel quale immergeremo le bacche di rosa canina, che prima avremo lavato e privato del rivestimento esterno. Basterà attendere che lo zucchero cristallizzi intorno alle bacche, aiutandoci con uno stuzzicadenti lungo per staccare la caramella.

2. Tintura madre di rosa canina. Si tratta di un procediemnto un po’ piu’ lungo, ma che consente di estrarre una buona quantità di vitamina c dalle bacche di rosa canina. Per realizzare una tintura casalinga dovremo mettere “sotto spirito”, ovvero immergere in alcool (per uso alimentare) le bacche di rosa canina, (precedentemente lavate, per eliminare il rivestimento esterno)e lasciarle in infusione per qualche giorno in un barattolo a chiusura ermetica. Si potrà poi filtrare il liquido ottenuto e conservarlo in una boccetta con contagocce. È importante assumere quotidianamente vitamina c, poiché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarla!
da 'La Prova del Cuoco'

Rimedi efficaci contro il raffreddore

Facciamo bollire dell’acqua aggiungendo delle foglie, possibilmente fresche, di eucalipto e di timo. Versiamo l’acqua in una bacinella, incorporando un paio di cucchiai di sale grosso, che aiuta a mantenere costante la temperatura, ricordandoci di tenere coperto il tutto con un asciugamano, in modo da non disperdere il vapore...

Gocce nasali a base di erbe e olio di oliva, dalle proprietà astringenti, decongestionanti e anestetizzanti. Quando il raffreddore è nella sua fase più acuta, si ha proprio difficoltà a respirare a causa dell’antipatica sensazione di congestione che quasi ci immobilizza la faccia…Può essere utile in questi casi, utilizzare le gocce nasali che avremmo preparato per tempo…Ecco come: in un vasetto con tappo ermetico mettiamo in infusione vari tipi di foglie e bacche come alloro, origano, eucalipto, menta e gemme di pino mugo, che copriremo poi con dell’olio d’oliva e lasceremo riposare per 15 giorni. La soluzione ottenuta andrà filtrata con un canovaccio bianco o un colino a maglie strette, e conservata in una boccetta con contagocce, pronta all’uso.

Balsamo fluidificante da spalmare sul petto, per dare sollievo anche durante il sonno. Non riuscire a dormire è tipico della sindrome da raffreddamento; tutto ciò aumenta il malessere che spesso si protrae per giorni…, ecco perché un balsamo da spalmare sul petto può dare un notevole sollievo…
Anche in questo caso si tratta di una preparazione tanto semplice quanto efficace: In un pentolino, sciogliamo a bagnomaria del burro di caritè, facilmente reperibile in erboristeria, che misceleremo con dell’olio d’oliva e dell’olio essenziale di pino mugo, fino ad ottenere un composto cremoso e spalmabile.
da 'La Prova del Cuoco'

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Disclaimer

Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge. n. 62 del 2001.