Cure e rimedi naturali

giovedì 29 dicembre 2011

Maschera al miele e al limone

spremi il succo di mezzo limone e mescolalo con un cucchiaio di miele liquido; applica questa crema sul viso precedentemente lavato con un sapone delicato e lascia agire. Se vuoi, puoi rimuovere questa crema anche con l'acqua di rose, oppure con un infuso di rosmarino.
A seconda che la vostra pelle sia più tendente ad una consistenza grassa oppure, al contrario, secca, potrete variare le dosi degli ingredienti, oppure sostituirli con altri altrettanto efficaci. Le maschere di bellezza vanno applicate sul viso una volta a settimana, ma non di più, per non esasperare l'epidermide; la pulizia quotidiana del volto invece deve essere effettuata tutti i giorni utilizzando un detergente adatto al vostro tipo di pelle, seguito da un tonico e da una crema idratante.

http://donna.libero.it/bella_fuori/37320780/maschere-illuminanti

Maschera illuminante allo yoghurt e all'argilla

Mescola un cucchiaio di yoghurt con uno di argilla bianca, aggiungendo due gocce di tea tree oil, due di olio essenziale di lavanda e mezzo cucchiaino di olio di jojoba, oppure di olio di argan. Il composto deve essere omogeneo, e deve essere spalmato su tutto il viso. Per una sensazione di freschezza maggiore, puoi lasciare la crema in frigo per una decina di minuti, prima di applicarla. L'azione purificante del tea tree oil unita all'azione detergente, idratante e lenitiva degli altri ingredienti ti regalerà una pelle subito più tesa, in forma!http://donna.libero.it/bella_fuori/37320780/maschere-illuminanti

I cibi che ‘ringiovaniscono’

Correggi e integra la dieta con i cibi che ti ringiovaniscono

- Mangia più fibre: servono a drenare le scorie.

- Ogni giorno, prendi i fermenti lattici (yogurt e kefir): reintegrano la flora batterica intestinale.

- Assumi cibi antiossidanti (succo d’uva, mirtilli e succo di pompelmo): sono utili per contrastare l’invecchiamento dei tessuti.

- Tre volte a settimana, ci vuole il pesce azzurro: ricco di Omega 3, rigenera la pelle.

- Bevi più acqua e tisane drenanti: reidratano e aiutano i reni a eliminare le tossine.

Elimina le cattive abitudini: stress e fumo intaccano il collagene

- Riduci o elimina fumo e alcol: ingialliscono e fanno invecchiare precocemente la pelle.

- Sii meno sedentaria: fai almeno mezzora al giorno di attività fisica, come una passeggiata di buon passo lontano dallo smog (impoverisce la barriera idrolipidica che protegge la pelle, in particolare quella più sottile della bocca).

- Combatti lo stress: essere sempre sotto pressione e dormire poco stanca la pelle. Ritagliati almeno un’ora al giorno per un’attività rilassante e dormi 6-7 ore a notte.

In più, fai attenzione come funzione il tuo stomaco

Organo fondamentale della digestione, in stretta relazione con la bocca (attraverso la quale il cibo viene introdotto nel corpo), lo stomaco è una “centralina” di elaborazione energetica. Se non svolge al meglio le sue funzioni, le tossine alimentari e le secrezioni acide tendono a migrare in tutti i tessuti, favorendo disidratazione e invecchiamento.

 

http://www.riza.it/benessere/bellezza/3031/combatti-il-gelo-vedrai-che-labbra.html

martedì 20 dicembre 2011

Propoli come antibiotico naturale

Il ruolo della propoli nell’alveare è principalmente quello di proteggere dal freddo e dai possibili predatori: si rivela un ottimo collante per rinforzare e otturare eventuali fessure presenti nell’arnia, inoltre è un utile isolante per bloccare il fenomeno della putrefazione di corpi estranei rimasti imprigionati all’interno dell’alveare. Già gli Egiziani, osservando questi fenomeni, usavano la propoli nella pratica della mummificazione; in seguito l’utilizzo si è diffuso in medicina come antisettico.

La propoli è costituita essenzialmente da una miscela di composti di natura aromatica e fenolica presenti nelle piante, in particolare è la grande ricchezza di flavonoidi che assicura la funzione più preziosa: quella antimicrobica. Si riscontrano inoltre numerose sostanze benefiche, tra cui acidi grassi, aminoacidi, vitamine, sali minerali, la cui distribuzione percentuale è molto variabile in funzione delle stagioni e del tipo di vegetazione presente nel luogo.

L’utilizzo è indicato principalmente per combattere le infezioni dell'apparato respiratorio come raffreddore, mal di gola, influenza, ma la sua peculiarità è l’ampia versatilità: dalla cura dell'igiene orale, contro alito cattivo, gengiviti, infiammazioni della bocca in genere, alle cicatrizzazioni lente e difficili; da dermatiti, screpolature, foruncoli, eczemi, a problemi ginecologici fino alla cura di gastriti, coliti e ulcere.
Come per tutti i prodotti naturali, anche la propoli può provocare, seppure molto raramente, allergie che si manifestano generalmente con reazioni cutanee. Si consiglia di iniziare con piccole dosi.

Oggi la propoli viene estratta con moderne tecniche che ne assicurano la purezza, rendendola disponibile in farmacia in varie forme: soluzione idroalcolica, soluzione glicolica, capsule, collutorio, sciroppi, spray orale e nasale, unguento, utilizzata da sola o associata ad altri componenti che ne completano l'azione.
Non esiste una quantità standard definibile per l’assunzione della propoli. In genere si consiglia per la soluzione alcolica, la più usata, dalle otto alle dieci gocce al dì disciolte a piacere in poca acqua o in cucchiaino di miele, per i più piccoli nella classica zolletta di zucchero.

http://www.lifegate.it/it/eco/

domenica 18 dicembre 2011

Leggere gli occhi: Iridologia

Da millenni l'uomo ha compreso che l'occhio è una parte molto importante del corpo.
Da sempre considerato lo "specchio dell'anima” oggi lo studio dell’occhio permette anche di valutare l'energia vitale, lo stato di salute e le emozioni della persona.
Questo metodo di analisi basato sullo studio dell’occhio, è noto come iridologia e consente di studiare le predisposizioni dell’organismo a manifestare disturbi psichici e fisici, mediante un'attenta osservazione della struttura dell'iride che viene confrontata con delle particolari mappe dette topografie dell'iride.
Esaminando i segni, i colori e le macchie dell'iride gli studiosi hanno infatti determinato e localizzato gli organi ai quali i segni, colori, macchie, fanno riferimento. Ma esiste anche un secondo livello di lettura: questi segni connessi agli organi diventano portatori d'informazioni sull'organo stesso, soprattutto in caso di malattie croniche o ereditarie.
Attraverso lo studio del colore di fondo, delle colorazioni sovrapposte e di altri segni, diventa possibile fare un quadro preciso delle predisposizioni patologiche dei soggetti. Dagli occhi un aiuto alla salute Esiste un rapporto stretto tra l'occhio, il sistema cerebrale e quello nervoso: il cervello infatti invia costantemente all’occhio le sensazioni ricevute dalle cellule e, in caso di problemi, appaiono sull’iride macchie, fessure e anelli di varie densità e colorazione Inoltre nella pupilla si possono leggere messaggi relativi ad un forte malessere affettivo.
Ad esempio una grave e dolorosa delusione d'amore è chiaramente visibile sul bordo della pupilla. Questa deformazione rimarrà visibile finchè il dolore non sarà passato e il contorno della pupilla tornerà rotondo.
L'abc dell'iridologia L'iridologo per leggere l’iride deve conoscere un particolare alfabeto che è composto principalmente da:
COLORI sono quelli fondamentali: azzurro, grigioverde, castano, marroni, bruno scuro.
SEGNI quelle particolari deformazioni della struttura dell’iride come punti, anelli e fessure.
PIGMENTI e SCOLORITURE sono segni importanti, la cui variazioni cromatica ha una connessione ai vari organi interessati: grigio, nero, rosso, marrone, giallo, con tutte le varie sfumature.
L'iridologia psicologica L'iridologia permette anche di evidenziare gli stati psicologici normali e quelli patologici della personalità del soggetto, analizzando la pupilla a riposo e in movimento.del soggetto: si parla in questo caso di iridologia psicologica.
I movimenti pupillari, infatti, generano un complesso linguaggio, tramite il quale gli occhi si scambiano messaggi, spesso inconsapevolmente. Le pupille si espandono per esprimere interesse e attrazione, le pupille dilatate comunicano disponibilità e tendono a suscitare interesse nell'interlocutore. Ulteriori letture sono poi possibili analizzando l'orlo pupillare.
L'iridologia non è comunque riconosciuta dalla medicina ufficiale. Il nostro consiglio è di prestare la massima attenzione e rivolgersi solo a personale qualificato (naturopati, omeopati), verificando la presenza di eventuali patologie presso il medico specialista.
http://www.bellezza.it/

Naturopatia

La naturopatia è l'utilizzo di molteplici metodi naturali volti al mantenimento ed alla tutela della salute dell'essere vivente posto in relazione con le caratteristiche costituzionali individuali e le influenze ambientali, in equilibrio con le leggi biologiche che ne regolano l'esistenza.
Ogni sistema biologico o medico possiede un linguaggio che è proprio del sistema.
La Naturopatia è una tecnica prioritaria tra le medicine dolci, ci insegna in che modo possiamo gestire il nostro capitale salute nella vita di tutti i giorni, e come possiamo farci carico di noi stessi, come alimentarci in modo corretto ed avere un modo di vita sano, cercando di avere il massimo dalle ricchezze che sono già presenti in noi ma anche intorno a noi.
La Naturopatia, e le cure naturopatiche che ne derivano, si basano sui concetti di Ippocrate, padre della medicina.
Esiste una visione di medicina biopsicosociale, poiché la Naturopatia deriva proprio dai fondamenti Ippocratici possiamo basarci proprio su un dittongo di Ippocrate che dice: "L'alimento sia la tua prima prescrizione".
Ed è proprio su questo concetto che è nato il movimento igienista. Possiamo affermare che oggi la Naturopatia è senz'altro di attualità e si può definirla come un arte globale del vivere tenendo presente che: "Per comandare la natura bisogna obbedirle". La Naturopatia è un regime di vita che permette di mantenere e conservare la salute oppure di riottenerla. Se non c'è il rispetto di un corretto regime di vita potranno nascere diversi problemi alla salute conducendoci poi a delle Patologie, alle affezioni mediche. La parola Naturopatia dal punto di vista etimologico vuol dire Natura = Natura e da Pathos = Sofferenza La prima volta a parlare di Naturopatia è stato un Inglese Benedict Lost che utilizzò il termine Nature's Path cioè "Il sentiero della natura".
Una terza definizione Hygia, Hygea cioè Salute e Hygiainein 'starbene' 'colui che si prende cura della propria salute che la mantiene intatta, 'intera'. La Naturopatia è contemporaneamente una Filosofia, una Scienza ed un Arte della Vita. In linea generale un Naturopata è prima di tutto un'igienista. Per vocazione il naturopata si interessa a tutti i problemi sociologici ma andando più oltre si interessa anche a tutti i problemi politici che possono toccare la salute, agirà di fronte alla situazione attuale in cui ci troviamo, una società basata su di una tecnologica ad oltranza, un inquinamento cavalcante ed un allontanamento dai ritmi naturali dell'essere umano che è sottoposto a dure leggi non consone a lui. Tutti questi problemi creano in un primo tempo una incrostazione dell'Organismo, a livello Emuntoriale (Polmoni, Fegato, Pelle, Reni, Intestino). In Naturopatia vediamo gli Emuntori come Organi deputati a scaricare le tossine fuori dall'Organismo. In un primo tempo avremo le incrostazioni Umurali, in un secondo tempo l'Organismo tenderà a reagire cercando di evacuare le tossine con dei processi fisiologici, con una febbre, tosse, bronchite, dermatosi, diarree ed ulteriori sviluppi.
La Naturopatia non considera ciò che vede come una malattia, ad es. un eczema sudativo è un Sintomo mentre in Allopatia un eczema sudativo è una Patologia, quindi non possiamo considerare le cose allo stesso modo con l'Allopatia e di conseguenza non le cureremo allo stesso modo.
Il comportamento Naturopatico è diverso da quello Allopatico, se si sopprime il Sintomo la malattia diventerà cronica e si installerà e creerà una eversione della malattia su un altro organo Emuntoriale. In questo caso le malattie croniche saranno delle vere malattie. Secondo la Naturopatia dovremmo considerare da una parte le difese naturali dell'Organismo, che sono delle reazioni naturali, quindi la manifestazione del problema e queste manifestazioni rappresentano l'espulsione delle tossine che si innestano prima della malattia cronica e poi evolvono in sclerosi. Per capire la prassi Naturopatica bisogna conoscere i tre fondamentali concetti della Naturopatia: Vitalismo, Casualismo, Umorismo.

Vitalismo Ogni essere vivente e dotato di potere di riproduzione, di auto costruzione e il potere di auto guarigione, si chiama Forza Vitale, una forza intelligente che è parte intrinseca dell'Organismo e qualsiasi siano i rischi e le situazioni in cui l'individuo si trova cercherà di porlo nello stato più vicino possibile a quello di salute.
Es. Se una persona mangia molto durante un banchetto esagerando nel bere e nel cibo, la digestione sarà difficoltosa, il soggetto tenderà a mantenere tutto all'interno del suo organismo ingombrandolo, le credenze popolari diranno che ha una buona digestione, noi diremo che la sua Forza Vitale è di cattiva qualità.
L'individuo che possiede una buona Forza Vitale non manterrà il tutto nel suo organismo, l'intervento della sua Forza Vitale lo farà rimettere o gli farà avere una manifestazione diarroica.
Causalismo, si cerca la causa del problema che può essere: ambientale, sociale, etc. Per la naturopatia non sempre guarigione significa sparizione del sintomo, ma nel riequilibrio dell'individuo. Il comportamento causalista significa essere in grado di sopprimere o diminuire tutto ciò che può sovraccaricare l'Organismo; gli inibitori di digestione, gli alimenti iper indigesti e la sovralimentazione globale e questo è già un comportamento causalista.
Nella ricerca delle cause ci sono i fattori psicoemotivi, sia i sentimenti che le emozioni possono creare delle Patologie.
Ci sono anche dei fattori fisici, la stanchezza, il freddo, il caldo, l'inquinamento, ci sono anche fattori biologici per i Naturopati sono soprattutto alimentari.
Umorismo Gli Umori sono i mezzi di comunicazione esistenti tra le varie Cellule, i tessuti e gli organi. La Cellula in modo metodico si organizza con altre Cellule, con i tessuti e con gli organi. La qualità del nostro Terreno organico dipende dalla qualità degli Umori. Che cosa sono gli Umori? Sono i liquidi organici, il Sangue, la Linfa, il Liquido IntraCellulare (Citoplasma) ed il Liquido ExtraCellulare.
Gli Umori rappresentano circa il 70-75% del nostro Organismo.


L'organismo riuscirà a sopportare una certa soglia di intossicazione oltrepassata la quale l'Energia Vitale scatenerà la reazione, quindi la salute dipenderà dall'equilibrio che esiste tra la produzione e l'eliminazione degli scarti. La malattia sopravviene quando la produzione di scarti è maggiore rispetto all'eliminazione. In Naturopatia la malattia è considerata una Forza Positiva, il tentativo è ristabilire un equilibrio che si è interrotto. Il naturopata è un professionista che opera in modo del tutto autonoma rispetto alle altre figure professionali sanitarie (medici, psicologi, etc.).
Il compito del naturopata professionista consiste, attraverso specifiche cure naturopatiche, nel favorire le condizioni propizie affinché venga ripristinato l'equilibrio sistematico mente - corpo e, nel contempo, vengano stimolate le capacità di auto guarigione proprie di ogni individuo.
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venerdì 16 dicembre 2011

“Vaccini” naturali contro l’influenza

L'influenza, virale, di dicembre è arrivata. Proprio adesso. Con mille cose da fare. E colpisce «basso». Nel senso che, appena abbassiamo le difese, zac. Tutti a letto.
Dai dati forniti dal sistema di Rilevazione Nazionale si evince che ogni anno in Italia i soggetti colpiti dall’influenza e/o da sindromi simili influenzali siano in media 5 milioni (circa 8 milioni negli anni di picco).
La campagna di prevenzione messa a punto dal Ministero della Salute per la stagione 2011/2012 suggerisce, oltre al vaccino, di non trascurare alcuni piccoli gesti al fine di proteggersi dal contagio.
Lavarsi le mani e salvaguardare una buona igiene respiratoria possono davvero fare la differenza per contenere la diffusione del virus.
Ma c’è di più. Migliorare lo stato del nostro sistema immunitario. Anche attraverso il cibo. Il più potente farmaco che abbiamo a disposizione.
Ce lo suggerisce Barry Sears, biochimico americano esperto in nutrizione, membro del MIT Massachusetts Institute of Technology di Boston. Secondo gli studi condotti dall’Inflammation Research Foundation di cui Sears è il presidente, per salvaguardare la salute e scongiurare il rischio di malattie, sulla tavola non dovrebbero mai mancare:
- il pesce (soprattutto salmone, acciughe, sgombri e sardine) ricco di Omega 3
- la frutta secca, in particolare noci, mandorle e arachidi che sono un’ottima fonte di arginina, un aminoacido molto importante,soprattutto per i bambini, proprio per la sua azione positiva di difesa immunitaria
- la frutta di stagione (difficile da distinguere poiché sugli scaffali del supermercato troviamo qualsiasi cosa: pesche, ciliegie e albicocche anche a dicembre!) che fornisce al nostro organismo ciò che davvero necessita: via libera dunque ad agrumi, kiwi ricchissimi di vitamina C e in generale a tutta la frutta invernale, fonte di esperidina e resveratrolo, polifenoli con alta capacità antinfiammatoria
- l’olio d’oliva, quello extra, anch’esso ricco di Omega 3, i grassi buoni
- la verdura di stagione e quindi, tra gli altri, broccoli, cavoli e cavolfiori utili a contrastare lo stress ossidativo e ricchi di isotiocianati, vitamina C, e minerali quali calcio, fosforo, ferro e potassio.
Utilizzando questo mix di vitamine, grassi buoni, minerali e antiossidanti naturali per preparare 5 piccoli pasti bilanciati da consumare nell’arco della giornata, non solo ci si potrà proteggere dall’influenza, ma anche da grasso, infiammazione e depressione. http://www.sanihelp.it/

Regole per regolarizzare l’intestino

Uno degli organi più sensibili e delicati in questa fase dell’anno è l’intestino. Per mantenere l’equilibrio dei fenomeni fermentativi è importante mantenerlo pulito, essendo a contatto con le scorie del metabolismo. Nell’addome infatti avvengono fondamentali fenomeni di trasformazione del cibo in energia: da loro dipende l’efficacia della risposta immunitaria. Inoltre l’intestino è uno degli organi fondamentali per dare al corpo la giusta energia e il corretto ritmo vitale. Una sua disfunzione causa effetti immediati sulla pelle. Vediamo prima di tutto quali sono le cause che in particolare a dicembre mandano in tilt il nostro intestino…

- vita molto frenetica e stressante: uno stile di vita non corretto fa infatti ingurgitare aria mentre si mangia irrigidendo le pareti intestinali
- alimentazione poco equilibrata: una dieta ricca di cibi raffinati, zuccheri, pasta e pizza alterano il livello della flora batterica
- assunzione di farmaci: antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi depositano nell’intestino sostante pesanti e dannose
- intossicazione da metalli pesanti

Per regolarizzare l’attività dell’intestino bisogna prima liberare le mucose da tossine e poi riattivare la flora batterica.

Cosa fare
Gli alimenti che creano fermentazione addominale e quindi da evitare sono i seguenti:
- pane, focaccia, pizza, formaggi stagionati, birra, vino, legumi, cavolfiori, cetrioli.

Inoltre il gonfiore e la stipsi possono dipendere anche dall’eccessiva assunzione di cibi proteici quali:
- carne e pesce

Alla mattina è importante assumere probiotici che hanno la capacità di nutrire e modulare la risposta del sistema immunitario e aiutano e diminuire la tendenza a sviluppare infiammazioni. Per attenuare invece fenomeni di stitichezza utilizzate i prebiotici, come l’inulina o l’oligofruttosio. Per ripristinare la normale flora batterica è importante riadattare i movimenti intestinali, usando comunque molta delicatezza. E’ sconsigliato l’uso di lassativi che possono essere deleteri per la nostra salute e un uso eccessivo rende ancora più pigro l’intestino.

Le vitamine, soprattutto la E, nutrono i tessuti, migliorano le attività metaboliche e aiutano l’intestino nell’eliminazione delle tossine. Per ripulire l’intestino è ottimo anche l’olio di Argan che idrata le cellule, attenua le rughe e nutre la pelle e disintossica i tessuti. Uno degli abbinamenti di erbe che ci possono aiutare a risvegliare l’intestino è quello costituito dai gemmoderivati di quercia e mirtillo rosso. Devono essere assunti per almeno 1-3 mesi. Non hanno un effetto lassativo, ma di regolazione della mobilità intestinale. Un altro integratore adatto ai mesi freddi con un alto potere disintossicante può essere quello ottenuto dalla miscela di Aloe arborescens e mirtillo nero. Dell’aloe sono noti i poteri lassativi e depurativi. E’ ricca in sali minerali ed è importante per prevenire le patologie degenerative e i fenomeni infiammatori. Il mirtillo contiene invece flavonoidi antiossidanti e soprattutto la vitamina P, che protegge il microcircolo.

Questi succhi si possono trovare nelle erboristerie. Per il dosaggio adatto alla vostra costituzione chiedete consiglio alla vostra erborista di fiducia. Io consiglio un misurino di ogni succo con mezzo bicchiere d’acqua naturale al giorno.

Ora che il vostro intestino è ben ripulito vedrete che anche la vostra pelle avrà un aspetto migliore. Per ridare tonicità alla pelle potete utilizzare l’olio di Rosa Mosqueta, una miniera di vitamina E e di carotenoidi essenziali per la sintesi della vitamina A. Usatelo puro o diluito in creme idratanti ogni giorno sul viso e su tutto il corpo.

http://obiettivobenessere.tgcom24.it

Rimedi per digerire bene

Dopo esserci alzati da tavola, può accadere di essere pervasi da una sensazione di gonfiore e pesantezza, ed avere difficoltà a digerire; nel peggiore dei casi, si può essere assaliti da fastidiosi bruciori di stomaco. Certo, il problema è dell'alimentazione: bisognerebbe evitare i cibi fritti e troppo elaborati, ma in vista delle feste vi proponiamo le tisane da sorbire dopo i pasti per digerire gli inevitabili manicaretti culinari che vi saranno sottoposti e a cui sarà difficile resistere.
Le tisane a base di arancia amara, anice stellato, menta piperita e alloro favoriscono la digestione: potete chiedere al vostro erborista una miscela che contenga uno o più di questi ingredienti, oppure prepararvela voi stesse, seccando le foglie e le bucce di questi frutti della natura.
Se soffrite di aerofagia e volete evitare spiacevoli flatulenze, il finocchio e il carbone vegetale fanno al caso vostro; il finocchio è ottimo anche consumato in insalata con le arance e qualche oliva nera: vi regalerà una sensazione di freschezza.La liquirizia e la calendula invece sono indicate in caso di acidità di stomaco e reflusso gastrico: i bastoncini di liquirizia possono essere consumati così come sono, anche per profumare l'alito, oppure sminuzzati e usati per l'infuso.
Per combattere i dolori di stomaco, provate questa tisana:
unite 5 gr di foglie di camomilla ad altrettanti di fiori di tiglio secchi; lasciateli in infusione in 100 ml di acqua bollente per cinque minuti, filtrate con un colino e bevete l'infuso. E' preferibile non zuccherare eccessivamente le tisane, oltretutto per non rovinarne il sapore.
Come alternativa, sperimentate questa miscela: lasciate in infusione per dieci minuti 5 foglie di salvia, un cucchiaio di malva secca, 10 gr di biancospino e 5 gr di semi di finocchio.

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L’olio essenziale di garofano: ottimo antidolorifico

Tutti avranno usato almeno una volta in cucina i chiodi di garofano per insaporire sughi o arrosti. Probabilmente pochi invece ne conoscono le virtù medicamentose note fin dall’antichità: in India questi piccoli bastoncini e che sono poi i boccioli dei fiori di garofano essiccati, venivano masticati per ottenere un immediato effetto antidolorifico, antibatterico e cicatrizzante. E ancora oggi l’ olio essenziale di garofano rientra nelle preparazioni farmacologiche utilizzate negli studi dentistici, proprio grazie al suo potere antimicrobico ad ampio spettro e alla sua azione analgesica pressoché immediata: proprietà che lo rende utile anche per massaggi antidolorifici. Essendo il garofano una tra le spezie più diffuse e di uso comune, potete sfruttarne i potenti benefici, oltre che con l’ olio essenziale (da reperire in erboristeria), anche utilizzando direttamente i “chiodi”. Ecco qui accanto qualche ricetta.
Un toccasana per guarire tutte le infiammazioni della bocca
Gengiviti, afte e stomatiti
Che siano di origine infiammatoria, batterica o virale, queste patologie trovano immediato sollievo con l’ olio essenziale di garofano: è l’eugenolo, una sostanza in esso contenuta, che ne determina il potere disinfettante.
Come fare - Fate bollire e raffreddare un po’ d’acqua (mezzo bicchiere) e aggiungetevi poi un cucchiaino di aceto di mele e due gocce di olio essenziale di garofano. Con questa soluzione fate degli sciacqui mattina e sera fino a miglioramento.
Mal di denti
Per tamponare un mal di denti improvviso, posizionate un chiodo di garofano sul dente sofferente: la saliva ed il calore della bocca ne estrarranno naturalmente le proprietà curative che agiranno localmente.
Alitosi
Questo problema si può risolvere aggiungendo al classico collutorio due gocce di olio essenziale di garofano che ne potenzia l’azione profumante e combatte i microrganismi che sono causa del disturbo
L’olio essenziale calma nervi e muscoli
Le proprietà analgesiche che l’ olio essenziale di garofano esercita sul sistema nervoso, risultano efficaci anche per massaggi antireumatici riscaldanti e analgesici.
Si utilizzano non più di 2 gocce per cucchiaio di olio vettore (per esempio: olio di germe di grano), da massaggiare sulla parte dolente, con movimenti ampi e regolari.
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Olio di arancio per il pancreas

Esistono due varietà di arancio: “dolce” e “amaro” ed entrambe sono utilizzate nella medicina naturale per le loro molteplici attività sia a livello fisico che mentale, ma solo l’ arancio dolce viene consumato anche come alimento. A livello mentale l’ olio essenziale di arancio tende a calmare e a rilassare, dissolvendo quegli stati di ansia che spesso si riflettono sulla digestione e, soprattutto, sulla metabolizzazione degli zuccheri, di cui si fa carico in particolare il pancreas. L’ olio essenziale di arancio può essere massaggiato direttamente sul corpo o diffondere negli ambienti in cui si soggiorna, specialmente nelle stanze in cui si consumano i pasti: contribuiscono a migliorare stati di iperacidità, gonfiori, dispepsie, stipsi.

Un essenza ottima per massaggi e suffumigi

L’ olio essenziale di arancio dolce va sciolto (2-3 gocce) in un cucchiaino di olio di germe di grano e massaggiato sull’addome, insistendo nella zona di fegato e pancreas. Oppure va versato in una bacinella d’acqua calda e annusato per suffumigi digestivi. Anche la polpa del frutto dell’ arancio del resto favorisce le secrezioni gastriche, ha proprietà ipoglicemizzanti, esplica un’azione protettiva sul pancreas e riduce la presenza di grassi nel fegato.

Perché in questo periodo il pancreas è più debole

Essendo un organo per natura delicato, il pancreas detesta gli eccessi: alimentari (alcolici, cibi grassi e pasti abbondanti), fisici (troppa attività sportiva, surmenage lavorativo) ed emotivi. Al contempo, essendo la sede della regolazione degli zuccheri nel sangue, la vita affettiva gioca un ruolo importante nel suo funzionamento. Situazioni sentimentali sofferte e un’affettività scadente sono condizioni che predispongono a uno “stress pancreatico”. Da ciò si deduce che la prima prevenzione dei problemi al pancreas risiede in un’armonizzazione dello stile di vita.

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L’acqua è un elemento indispensabile per la nostra salute

Il nostro organismo necessita quotidianamente di acqua, elemento indispensabile per la sopravvivenza. Senza acqua, infatti, non si possono svolgere tutte quelle reazioni che consentono al corpo di vivere. Questo è logico se pensiamo che la percentuale di cui siamo composti è del 60%, un valore che spiega quanto l’organismo ne abbia bisogno. L’importanza dell’acqua per la nostra salute è risaputo, ecco perché i medici avvisano che è necessario berne almeno 2 litri al giorno.

La quantità varia a seconda della stagione e se si fa attività fisica. L’importante è bere l’acqua a qualsiasi età, e senza dover aspettare la sensazione della sete, anche perché significa che il corpo si sta disidratando. Quali sono i motivi specifici della sua importanza? L’acqua è composta da ossigeno e idrogeno, ecco perché tra le sue funzioni all’interno dell’organismo vi è proprio quella di aiutare il trasporto di questi due elementi; inoltre facilita l’eliminazione delle scorie, delle tossine, regola la temperatura, ed aiuta la digestione.

Seguendo delle semplici regole si può assumere, quotidianamente, una quantità di acqua corretta: quando si esce portare con se, in borsa o in macchina, sempre una bottiglietta d’acqua; durante il giorno cercare di bere anche altre bevande come succhi di frutta o il ; preferire, soprattutto in base al periodo, cibi contenenti acqua, come frutta e verdura; e per motivi anche di prevenzione controllare il colore delle urine, in modo tale da potersi accorgere se quello che si beve è troppo poco. Con queste semplici regole si introduce una quantità d’acqua che aiuta l’organismo a stare in forma ed in salute.

http://www.tantasalute.it

sabato 19 novembre 2011

L'alimentazione giusta contro raffreddori e influenze

Se si parla d’influenza e di vitamine, viene subito in mente la C. Da qualche tempo, però, è la D, la cosiddetta "vitamina del sole", ad attirare l’attenzione dei ricercatori. Che il sole abbia un effetto benefico nei confronti delle patologie respiratorie si era intuito già in passato: non a caso, prima della scoperta degli antibiotici, la terapia elettiva per la tubercolosi era "la cura del sole". E poiché l’esposizione alla luce solare stimola la formazione di vitamina D nella cute, viene naturale pensare al coinvolgimento di questa sostanza.
Proprio di recente, in uno studio pubblicato dai Proceedings of the National Academy of Sciences e condotto su 300 persone a Città del Capo, in Sudafrica (Paese in cui l’incidenza di tubercolosi è elevata), si è osservato che bassi livelli di vitamina D erano associati a un’aumentata suscettibilità alla tubercolosi. Quanto all’influenza e alle malattie di stagione, in un altro studio pubblicato dal British Journal of Nutrition, condotto nel Regno Unito su più di 6700 adulti, si è visto che più erano elevati i livelli di vitamina D, più basso era il rischio d’infezione.

«Che la vitamina D abbia un ruolo nel prevenire le infezioni virali — commenta Lucia Malaguarnera, professore di patologia generale e immunologia all’Università di Catania e coautore di una rassegna sulla vitamina D, pubblicata da Immunology — lo suggerisce già l’osservazione che le sindromi influenzali hanno un picco in inverno, quando la sintesi di vitamina D cutanea è debole. Un’altra conferma viene dal fatto che nei bambini con grave carenza di vitamina D la suscettibilità alle infezioni, soprattutto virali, si manifesta prima dei segni di rachitismo. Insomma, la vitamina D non è solo un regolatore della formazione ossea, ma è anche un immuno-modulatore. Per esempio, induce nei monociti, nei neutrofili e in altre cellule immunitarie la produzione di proteine antimicrobiche. Il consiglio è dunque quello di non trascurare la vitamina D, che tra l’altro sembrerebbe proteggere anche da malattie cardiovascolari, diabete, molti tipi di cancro e numerose patologie autoimmuni».

E il dosaggio? «In molti casi — risponde Malaguarnera — basta l'esposizione alla luce solare. Se è insufficiente, come è facile accada in inverno, e sempre sotto i 4 anni, per le donne in gravidanza o allattamento e per gli anziani si consiglia di introdurre con la dieta o con integratori (chiedendo consiglio al medico o al nutrizionista) 5 mcg al giorno di vitamina D (che salgono a 10 mcg per anziani e lattanti).http://www.corriere.it/

ALIMENTI CON VITAMINA D

Olio di fegato di merluzzo 24.000
Anguilla 4.400
Sardina 1.440
Tonno 1.000
Salmone 650
Sgombro 600
Tuorlo d'uovo 350
Bianco d'uovo 200
Funghi 150-300
Cacao 100
Burro 80
Crema 40
Halibut 40
Formaggio a pasta morbida 40
Formaggio a pasta dura 40
Germe di grano 28

Senza dimenticare la naturale esposizione al sole!!

mercoledì 16 novembre 2011

3 Kiwi contro l'ipertensione

Una mela al giorno toglie il medico di torno, ma tre kiwi abbassano la pressione sanguigna. E' il risultato di uno studio presentato in occasione della riunione scientifica dell'American Heart Association a Orlando, in Florida. La ricerca condotta dalla Mette Svendsen University Hospital di Oslo in Norvegia ha rivelato che mangiare tre volte al giorno un kiwi provoca un calo repentino della pressione sanguigna. Una scoperta importante, considerando che la pressione alta e' considerata il primo 'fattore killer' al mondo tra le malattie cardiache. L'indagine e' stata condotta in otto settimane e ha coinvolto 118 soggetti con un'eta' media di 55 anni con la pressione sanguigna lievemente alta. Meta' del gruppo ha aggiunto tre kiwi alla propria dieta giornaliera, mentre l'altra meta' ha associato anche la proverbiale mela al regime alimentare quotidiano. Ebbene il kiwi si e' rivelato piu' efficace. Il segreto? La luteina dalle proprieta' antiossidanti contenuta nel kiwi. Dopo il tempo stabilito, infatti, i ricercatori hanno scoperto che il gruppo che ha seguito la 'kiwi terapia' ha visto la pressione sanguigna sistolica mantenersi in una media di 3,6 millimetri di mercurio al giorno in meno a quella dei consumatori di mele. Anche la pressione diastolica appariva inferiore nel gruppo che assumeva kiwi, ma, in questo caso, l'associazione al frutto non e' stata confermata dagli studiosi.
http://www.agi.it/

sabato 12 novembre 2011

Mandorle per prevenire il diabete

Mangiare regolarmente mandorle aiuta a ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e può contribuire a proteggere dalle malattie cardiovascolari chi è già affetto da prediabete. Secondo i risultati di uno studio condotto dall’Università di Medicina e Odontoiatria del New Jersey, bastano 16 settimane di consumo abituale di mandorle per migliorare il livello di sensibilità all’insulina, che quando è troppo basso può determinare l’insorgenza del diabete di tipo 2. Non solo: mangiare mandorle con regolarità se si è già affetti da prediabete riduce i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, fattore di rischio per le malattie cardiache.

I ricercatori dell’ateneo americano hanno monitorato per quattro mesi due gruppi di persone: quello che aveva integrato con mandorle la propria dieta quotidiana a base di carboidrati ha mostrato, al termine dello studio, un miglioramento dei livelli di insulina. La ricerca è stata effettuata in conformità con le linee guida dell’American Diabetes Association.

Non si tratta della prima indagine che evidenzia gli effetti positivi del consumo di frutta secca nella prevenzione del diabete di tipo 2: precedenti studi avevano già messo in evidenza il potere degli anacardi di aiutare le cellule dei muscoli ad assorbire gli zuccheri presenti nel sangue. E, secondo una nuova ricerca condotta da Cristina Andrés-Lacueva e colleghi dell’Università di Barcellona e dai ricercatori dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona, oltre a mandorle e anacardi anche noci e nocciole avrebbero la capacità di migliorare la salute di chi soffre di sindrome metabolica, diminuendo il rischio di diabete di tipo 2, di ipertensione e di patologie cardiovascolari.

I benefici deriverebbero – hanno spiegato i ricercatori spagnoli – dall’alto contenuto di grassi sani (acidi grassi insaturi) e antiossidanti (polifenoli) presente nella frutta secca. Noci, nocciole e pistacchi avrebbero inoltre la capacità di stimolare la serotonina, un neurotrasmettitore conosciuto come l’ormone del buonumore, che aiuterebbe a ridurre la sensazione di fame e, di conseguenza, la ricerca di cibo. Confrontando il quadro clinico di 22 pazienti sottoposti per dodici settimane a dieta integrata con noci e quello di altri 20 pazienti che, nello stesso periodo, non avevano assunto frutta secca, gli esperti hanno riscontrato nel primo gruppo significativi segnali di miglioramento della sindrome metabolica. Per ottenere benefici basterebbe un consumo di 30 grammi di frutta secca al giorno.

http://www.tantasalute.it/

giovedì 3 novembre 2011

Prevenire infezioni urinarie con il succo di mirtillo

Il mirtillo contro le infezioni urinarie? Meglio un succo puro al 100% che gli estratti in pillole. Lo sostiene uno studio pubblicato su "Food Science and Biotechnology". I ricercatori del Worcester Polytechnic Institute (Stati Uniti) hanno confrontato una "spremuta" del super-frutto con alcuni dei suoi componenti, le proantocianidine, antiossidanti naturali. Il team della ricercatrice Terri Camesano ha dovuto certificare la superiorità del mirtillo in succo, più efficace nel ridurre le infezioni del tratto urinario rispetto ai suoi singoli estratti.
Mirtillo efficace contro il batterio E.Coli - In particolare, gli studiosi hanno descritto l'azione del mirtillo contro E.Coli, un batterio dotato di uncini con i quali si "aggrappa" ai tessuti che rivestono le vie urinarie formando delle colonie batteriche difficili da sradicare se non con l'uso di potenti antibiotici.
Mistero sulla sostanza responsabile dell'azione antibatterica - Le sostanze presenti nel succo di mirtillo sarebbero capaci di accorciare questi artigli, impedendo a E.Coli di fermarsi sulle cellule epiteliali. Impossibile, invece, per ora identificare quale tra le numerose sostanze benefiche contenute nel frutto di bosco sarebbero l'elemento chiave per l'azione antibatterica.
http://notizie.tiscali.it

martedì 1 novembre 2011

Piante per combattere le allergie

E' il più diffuso disturbo legato alla primavera, con inconvenienti anche fastidiosi: è la cosiddetta pollinosi, ovvero l'allergia ai pollini di alcuni vegetali. Eppure, per combattere i disagi più frequenti associati alla stagione, proprio le piante si dimostrano in grado di fornire un valido aiuto. Se sono molti infatti i vegetali colpevoli di scatenare sintomi allergici, ce ne sono altri ricchi di proprietà benefiche: tra questi troviamo la pianta dell'incenso, ma anche il rosmarino, il ginseng, la cannella e un'erba aromatica giapponese che ricorda l'insalata.
"In questi giorni si moltiplicano le richieste, specie da parte di giovanissimi e studenti universitari, di rimedi per trovare sollievo all'allergia ai pollini con metodi naturali, che permettano di evitare la sonnolenza e la stanchezza legata all'impiego degli antistaminici", spiega Fabio Firenzuoli, medico fitoterapeuta, direttore del Centro di Medicina Naturale della Usl 11 di Empoli. "Ma anche altri disturbi, come astenia, sonnolenza e irritabilità primaverili, possono essere combattuti con l'aiuto delle piante medicinali", spiega Firenzuoli. Nel caso delle allergie, una delle "armi verdi" più usate è la pianta dell'incenso. "La Boswellia serrata è nota per le sue proprietà antinfiammatorie ed è utile sia per le malattie croniche a base autoimmune sia per le allergie. Diverse evidenze mostrano che agisce inibendo i leucotrieni", sostanze coinvolte nelle reazioni asmatiche, allergiche ed infiammatorie. "Oltretutto è una terapia ben tollerata anche da chi ha problemi allo stomaco".

Se questo è un rimedio noto, tra le piante benefiche più nuove c'è la perilla, "un'erba aromatica giapponese che ricorda una insalata. In Italia già ne esistono coltivazioni a scopo medicinale: da questa pianta si ottengono infatti due preparazioni. L'olio estratto dai semi, che è ricchissimo di Omega 3, come quello di pesce, e l'estratto delle foglie, che invece è una miniera di polifenoli e inibisce le citochine, così da ridurre le secrezioni e i fastidi legati alle riniti allergiche", spiega il fitoterapeuta.
Un altro insospettabile alleato anti-primavera è poi il rosmarino. "Usato in medicina popolare nei decotti per digerire, si è scoperto che questo arbusto contiene un flavonoide, l'acido rosmarinico, attivo contro le allergie stagionali". A chi, invece, in occasione del cambio di stagione sis ente sempre stanco e senza energia, Firenzuoli suggerisce un rimedio verde, ma anche 'da bar': "Il caffè al ginseng: è molto buono. Oltretutto - spiega - il ginseng coreano è una pianta che, in forma di estratto o integratore, è molto efficace e anche rapida per migliorare l'attenzione e la concentrazione e vincere l'astenia primaverile. Attenzione però, perché se si assumono integratori occorre sempre rispettare le dosi e parlarne con il medico: il ginseng può interferire con vari tipi di farmaci".

Anche la cannella può aiutare a ritrovare la carica e la vitalità. In questo caso è particolarmente adatto l'olio essenziale "in dosi infinitesimali". Per superare l'irritabilità che spesso si accompagna al cambio di stagione, si può usare la passiflora. Spiega lo specialista: quando si utilizzano prodotti fitoterapici è tassativo evitare il fai-da-te, ma acquistare i prodotti in farmacia ed erboristeria, dopo aver consultato il medico. http://www.tgcom.mediaset.it/

giovedì 20 ottobre 2011

Il Sedano aiuta a prevenire il mal di gola

Il suo nome botanico è Apium graveolens ma a tutti è noto come sedano: questo ortaggio della famiglia delle Ombrellifere può essere a "costa" (è la varietà più diffusa), giallognolo o verde, oppure si può trattare del sedano rapa, una grande radice bianca e soda, dal sapore leggermente "piccante", che si consuma grattugiata. Esiste poi una varietà di sedano selvatico, diffuso in particolare sulle coste del Mediterraneo, e ci sono anche un sedano nero originario di Trevi, nel Lazio, e un parente violetto, che si coltiva in Piemonte. Il sedano, conosciuto nelle cucine di tutto il mondo, è particolarmente adatto alla dieta di settembre per la sua ricchezza in vitamine (in particolare A, gruppo B e C) e sali minerali (soprattutto calcio, selenio, sodio e potassio) preziosi per ritemprare l'organismo coinvolto dallo stress fisico e psichico della ripresa post vacanziera.

Tonifica il sistema nervoso, le ghiandole endocrine e in particolare le surrenali, e fa sentire meno lo stress

Migliora i processi digestivi, peggiorati dagli ultimi caldi e dall'ansia tipica del periodo di ripresa pre-autunnale.

Grazie all'abbondante contenuto di sodio, potassio e calcio, svolge un'azione rimineralizzante e rinforzante generale.

Per la presenza di nitrati, favorisce la depurazione del sangue ed è consigliato contro i reumatismi, le coliche renali e le affezioni respiratorie.

Il sedano rapa è un tipo di sedano la cui radice si ingrossa sotto terra fino ad arrivare a 15-20 cm di diametro. È una pianta con ciclo biennale che cresce nell'Italia settentrionale (e in particolare in Veneto) e si raccoglie da fine agosto sino alle prime gelate. È povero di calorie (solo 23 per etto) ma è una miniera di sali minerali disinfettanti: contiene infatti, oltre a sodio e potassio, anche zolfo e fosforo, vitamine B, C ed E e lecitina, che favoriscono il drenaggio polmonare ed epatico, con un'azione altamente rinforzante sugli anticorpi. Inoltre il sedano rapa normalizza le funzioni della tiroide e regola il metabolismo. È preferibile consumarlo fresco, grattugiato e condito con yogurt e olio extravergine d'oliva.

Succo di Sedano: il sedano è particolarmente indicato quando si sente che la gola inizia a "pizzicare". In questi casi, si consiglia di bere, mattina e sera, un centrifugato rinforzante preparato con mezzo bicchiere di succo d'uva, mezzo bicchiere di succo di mela trasparente e mezzo bicchiere di succo di sedano. http://www.riza.it/

Kamut: protegge pelle, articolazioni e digestione

Il kamut possiede un patrimonio proteico del 30% superiore rispetto al frumento comune. Il kamut è ricco anche di vitamine (soprattutto la E), di minerali (magnesio, zinco e selenio, fosforo e calcio) e di aminoacidi (il 65% in più rispetto al frumento), che ne fanno un alimento ideale per prevenire le malattie provocate da ossidazione cellulare. Facilmente digeribile, il kamut è consigliato in particolare a coloro che hanno lo "stomaco delicato" o soffrono di gastrite. Ha virtù disintossicanti e aiuta a prevenire l'artrite.

È un grano "bio" e privo di pesticidi

Grazie al suo inalterato patrimonio genetico che possiede da millenni, il kamut resiste molto bene a qualsiasi avversità atmosferica e inquinante: non necessita dunque di trattamenti fertilizzanti o pesticidi e quindi si rivela un alimento perfetto per la coltivazione biologica. Il suo chicco, tre volte più grande di quello del frumento, contiene poca umidità ed è poco "attaccato" dagli insetti. Oggi tutto il kamut in commercio proviene da coltivazioni biologiche e non OGM.

Ora il kamut non si coltiva solo in America

Dal 1990 il kamut è un marchio brevettato da un'azienda americana che lo coltiva tra Canada e Stati Uniti e che attualmente è l'unica che ha il diritto a utilizzare la denominazione "kamut". Tuttavia esistono oggi diverse coltivazioni di questo cereale - chiamato in altro modo -, anche al di fuori del territorio americano.

È depurativo

Grazie alla sinergia di fibre, crusca, vitamine e sali minerali, il kamut stimola l'intestino e l'espulsione delle scorie.


Tonifica lo stomaco

Leggero e facile da digerire, questo antico cereale viene subito assimilato e non crea fermentazioni.

È un ottimo antiage

L'associazione tra vitamina E e selenio favorisce il rinnovamento cellulare e rallenta i processi di invecchiamento.

Non usarlo se....

Evitalo se sei intollerante al glutine Visto che contiene glutine, il kamut non deve essere mai consumato dai celiaci e dagli intolleranti a questa proteina. Tuttavia il kamut è meno allergizzante perché la percentuale di glutine è più bassa rispetto a quella degli altri cereali.

Come si consuma il kamut

Consigliato ai bambini, agli adolescenti e agli sportivi, il kamut ha un contenuto in lipidi e carboidrati a lunga assimilazione che garantisce un apporto energetico continuativo nell'arco della giornata. Tanti sono i modi per gustarlo.

- A colazione: insieme al latte di soia il kamut in fiocchi forma un'ottima accoppiata ricostituente, oppure si abbina bene con muesli e yogurt.

- A pranzo e a cena: il kamut si gusta sotto forma di pasta e pane o in grani, aggiunti una volta lessati alle zuppe.

- Il kamut si trova anche come ingrediente di cracker, grissini, biscotti, merendine; con la farina di kamut si preparano torte e gnocchi.
http://www.riza.it

lunedì 17 ottobre 2011

Mangiare "verde" protegge il sistema immunitario dell'intestino

Mangiare "verde" protegge il sistema immunitario dell'intestino: secondo uno studio pubblicato su Cell broccoli, rape e altre crucifere contengono un principio attivo da cui dipende la presenza di una particolare classe di cellule del sistema immunitario - i linfociti intraepiteliali - nella parete dell'intestino. Marc Veldhoen del Babraham Institute di Cambridge (Regno Unito), coordinatore della ricerca, spiega che alimentare i topi con una dieta priva di questo principio attivo riduce infatti il numero dei linfociti intraepiteliali del 70-80%. Questo effetto è dovuto, a sua volta, alla riduzione dell'attività di una molecola sulla superficie delle cellule, l'aryl hydrocarbon receptor. E le conseguenze, per gli animaletti, sono piuttosto gravi: oltre a perdere il controllo dei batteri che vivono nell'intestino diventano anche più sensibili alle ferite inferte alla parete intestinale, che viene riparata meno efficientemente. Questi risultati, spiegano i ricercatori, potrebbero essere utili anche per capire cosa succede nei pazienti che soffrono di malattie infiammatorie dell'intestino. http://notizie.tiscali.it/

giovedì 13 ottobre 2011

Aiuto al colesterolo dalle scorze degli agrumi

Gli agrumi ci aiutano a partire con più sprint la mattina, ad affrontare con una marcia in più la giornata. Ma gli effetti benefici delle arance non si esauriscono in un bicchiere di spremuta. La scorza, per esempio, come quella dei mandarini, mandarini contiene sostanze in grado di abbassare i livelli colesterolo “cattivo” (Ldl), che potrebbero essere utilizzate per ridurre il rischio cardiovascolare con risultati anche migliori rispetto ai rimedi tradizionali.

Lo rivela uno studio americano-canadese pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. I primi esperimenti sui criceti dimostrano, infatti, che i composti contenuti nella buccia degli agrumi (flavoni polimetossilati o PMFs) non influenzano le concentrazioni di colesterolo “buono” (Hdl) e non hanno effetti collaterali. Secondo gli autori, sembrano quindi preferibili alle statine e ad altri farmaci anti-colesterolo, che possono danneggiare fegato e muscoli.

Elzbieta Kurowska della società KGK Synergize, in collaborazione con il Citrus and Subtropical Products Laboratory dell'US Department of Agriculture di Winter Haven, ha analizzato gli effetti di due dei principali PMFs presenti in arance e mandarini, la tangeretina e la nobiletina. I dati raccolti suggeriscono ai ricercatori che “questi PMFs hanno un potente effetto anti-colesterolo, forse anche superiore a quello dei farmaci”. Abbassano i livelli del colesterolo del 32-40%, probabilmente inibendo la sintesi di grassi (colesterolo e trigliceridi) nel fegato.
Kurowska spiega che i PMFs sono presenti anche nel succo degli agrumi, ma in concentrazioni molto basse: per riuscire ad assumerne quantità terapeutiche sarebbe necessario berne più di venti bicchieri al giorno. Negli Usa tangeretina e nobiletina sono già in commercio come integratori alimentari.

Ma l’arancia e anche protagonista di trattamenti di bellezza soprattutto per le pelli stanche e devitalizzate. Emulsioni e gel a base di succo di questo frutto si applicano sul viso e si lasciano agire. In questo modo le sostanze a base di vitamina C agiranno sul viso lasciandolo immediatamente liscio e vellutato. Dall’arancia si ricava anche l’olio essenziale che può essere utilizzato per attenuare stati ansiosi, nervosismo, palpitazioni e spasmi cardiaci. http://staibene.libero.it/

domenica 9 ottobre 2011

Pressione sotto controllo con le patate

Le patate sono un vero toccasana per tenere sotto controllo la pressione sanguigna e l’ipertensione, evitandone pericolosi aumenti: a svelare l’effetto benefico del tubero, spesso additato come ipercalorico e poco salutare, è stato uno studio statunitense, che ha evidenziato le potenzialità delle patate, grazie al loro elevato contenuto di vitamine, antiossidanti e sostanze fitochimiche.
Secondo i risultati della sperimentazione a stelle e strisce, presentata a Denver, nel corso del meeting dell’American Chemical Society e condotto da un team di ricercatori dell’Università di Scranton, in Pennsylvania (Usa), le patate, consumate con regolarità, sono in grado di abbassare la pressione sanguigna del 3%-4%. In particolare, molto adatte allo scopo sembrano essere alcune particolari patate, quelle viola, che, se cucinate senza l’aggiunta di sale o condimenti grassi, si rivelerebbero preziosi alleati contro la pressione alta, senza causare aumento di peso.

La ricerca d’oltreoceano ha coinvolto 18 persone obese o in sovrappeso con problemi di ipertensione. Inserendo nel loro regime alimentare quotidiano, per circa quattro settimane, due porzioni di patate viola (6-8 patate di dimensioni ridotte), complete di buccia, gli esperti hanno registrato un effetto inaspettato sulla pressione sanguigna: la pressione diastolica media (la minima) era diminuita, mediamente, del 4,3% e quella sistolica (la massima) del 3,5%.

Patate sì, ma attenzione al metodo di lavorazione e di cottura, perché per non trasformarle da alleate a nemiche della salute, è importante cuocerle senza aggiunta di grassi, evitando le lavorazioni più elaborate e ricche di calorie, come le fritture.

“Le patate sono ritenute serbatoi di grassi e zuccheri, ma in realtà, quando vengono preparate non fritte e servite senza burro o margarina, una patata contiene 110 calorie e decine di sostanze fitochimiche salutari e vitamine. Speriamo che la nostra ricerca aiuti a ricostruire la vera immagine nutrizionale di questo ortaggio” ha osservato uno degli autori della ricerca.http://www.tantasalute.it

Rimedi per la cervicale

In tema di cervicale i sintomi dipendono essenzialmente dalle implicazioni che si vengono a determinare. Infatti bisogna ricordare che nel caso delle cervicali passeggere che sono rapportabili ad un trauma temporaneo i sintomi sono immediati e si manifestano in modo più brusco. Nel caso in cui invece è implicato il sistema nervoso con schiacciamenti vertebrali i sintomi compaiono lentamente.
Vediamo nel dettaglio quali possono essere i sintomi della cervicale:

mal di testa
dolore alla fronte e sopra gli occhi
cerchio alla testa
dolore al collo
scricchiolii nel torcere il collo
crampi
giramenti di testa
tendenza a perdere l’equilibrio
nausea
tachicardia
formicolii alle braccia
debolezza degli arti superiori
disturbi nella deglutizione
acidità di stomaco
rossori in volto
disturbi dell’udito

RIMEDI PER LA CERVICALE

I rimedi per la cervicale sono diversi a seconda anche delle cause che stanno alla base della patologia. Si può dire che non esiste un rimedio unico e valido in maniera generalizzata. Infatti ad ogni causa corrisponde uno specifico rimedio. Tuttavia è possibile mettere in atto alcuni consigli in vista del raggiungimento di un certo benessere.

Sport e tecniche di rilassamento: possono rivelarsi fondamentali per alleviare tutte quelle tensioni che derivano dallo stress e che possono acuire il problema della cervicale, rendendolo acuto. Un rimedio che parte dal corpo, per coinvolgere anche le tensioni mentali.
Massaggi: ideali per rilassare i muscoli.

Interventi sulla postura: anche nella vita quotidiana, a casa o al lavoro, anche quando siamo seduti, possiamo intervenire, cercando di apportare delle modifiche alla nostra postura, pure per ciò che riguarda il nostro modo di camminare, in modo da evitare le conseguenze delle posture scorrette.
Cuscino cervicale: da usare soprattutto durante il riposo notturno, in modo da ridurre il carico sulla cervicale, permettendo che il collo assuma una posizione che eviti lo schiacciamento.
http://www.tantasalute.it/

Rimedi naturali per le contusioni

La prima cosa da fare è utilizzare la terapia del freddo: usando ghiaccio, acqua fresca o acqua corrente per 5-10 minuti.
Possono venire in aiuto: qualche foglia di CAVOLO, un POMODORO schiacciato, una PATATA cruda grattugiata da applicare freddi.
Utilissime le pomate di arnica o iperico e anche sotto forma omeopatica (ARNICA 30 CH o HYPERICUM 30 CH se il dolore è particolarmente intenso) mettendo subito sotto la lingua 2 o 3 granuli e lasciandoli sciogliere.  http://www.bimbonaturale.org/node/445

Rimedi naturali per il raffreddore nei bimbi

L'uomo è un vero e proprio organismo di calore, nel quale la digestione è la “stufa” e i recettori esterni e interni (nel nostro corpo esistono organi caldi – es. fegato – e organi freddi – es. polmoni – perciò, in caso di squilibri che colpiscano determinati organi, possiamo raffreddarci anche internamente) la “spia” che fa decidere di alzare o abbassare la temperatura interna.

Quando intervengono squilibri di svariato tipo (clima, umidità, cambiamento di routine, stress, difficoltà, alimentazione scorretta per questo particolare periodo, etc.) anche il nostro corpo deve “resettarsi” ed effettuare cambiamenti che ci permettano di mantenere l'equilibrio.

Nei bambini, in particolar modo, i raffreddamenti ripetuti possono essere dovuti a tre cause principali:

· scarso movimento

· abbigliamento inadeguato

· alimentazione scarsa di energia vitale e ricca di “collanti”

In questo periodo dell'anno i bambini hanno appena cominciato la scuola e stanno quindi cercando un nuovo equilibrio, i bambini che stanno a casa sentono comunque il cambiamento di clima e di routine (finisce il rilassamento dell'estate, comincia il laborioso autunno).

La congestione colpisce le vie respiratorie che sono proprio un organo di equilibrio, tra espirare e inspirare, tra ricevere e dare.

A questo punto cosa succede: gli organi interni esposti al freddo si riempiono di catarro, ovvero di scorie della digestione.

Il primo principio da seguire, quando i bambini si raffreddano spesso, è intervenire a livello di alimentazione, ecco alcuni accorgimenti:


1- evitate tutti i latticini (latte, formaggio di ogni tipo – anche grana – yogurt di ogni tipo, burro e anche alimenti che "nascondono" latticini: molte merendine, qualche tipo di pane, soprattutto confezionato, cioccolato e vari prodotti per bambini)) l'organismo umano non è fatto per assorbire il latte e periodicamente cerca di espellerlo, come può. Se proprio non riuscite, eliminatelo solo per 1 settimana o 2 sostituendolo con latte di soia o riso e formaggio o yogurt di soia. Il latte e il formaggio di capra possono essere una valida alternativa, anche se non eliminano del tutto il problema sono più facili da digerire. Evitate anche tutti gli zuccheri e gli alimenti raffinati – farina 00 – potete facilmente sostituirli con melassa o zucchero integrale (ma sarebbe ancora meglio non abituare i bambini allo zucchero) e con pasta di farro, integrale o di kamut, idem per il pane, evitate i dolciumi. Pensate solo a come un po' di farina raffinata mischiata ad acqua formi una vera e propria colla. Mangiare continuamente alimenti che la contengono significa “incollarci” dentro.

2-fateli muovere molto, uscite spesso di casa, cambiate spesso l'aria in casa. Evitate completamente se possibile la TV, i cartoni animati e qualsiasi occupazione li faccia stare troppo tempo immobili e in stato di trance.

3- vestiteli adeguatamente, che significa sia non coprirli troppo poco come anche non coprirli troppo. E soprattutto usate fibre il più possibile naturali (cotono, lana, seta) le fibre sintetiche (realizzate a partire dal petrolio, per intenderci) non permettono al corpo di regolare adeguatamente la temperatura e sono responsabili di molti raffreddori. Ottima la pelle di pecora o la lana di pecora curativa.

4- se l'aria è secca, umidificate. Usate aerosol solo con soluzione di acqua di mare (non usate farmaci) oppure fate scorrere l'acqua calda della doccia e tenete il bambino per una mezzora in bagno a respirare l'aria umida e calda.

5- per chi ha seguito un corso di massaggio del bambino, esistono delle sequenza apposite per il raffreddore, massaggiando la schiena verso l'alto (per far fuoriuscire il catarro) e il viso dagli occhi alla bocca per aiutare soprattutto quei bimbi che ancora non sanno soffiare il naso.

A volte lo squilibrio è talmente grande che il corpo deve intervenire con la febbre. La malattia è spesso accompagnata da variazioni di temperatura. La temperatura può alzarsi per svariati motivi, ma teniamo presente che porta SEMPRE rafforzamento del fisico laddove è debole.

Dove c'e' qualcosa da trasformare il nostro corpo fa nascere infiammazione. Il bambino dopo la febbre sembra un altro nell'aspetto e nel comportamento perché si è messo in atto un vero laboratorio biochimico nel suo corpo. Per questo motivo lasciamo fare alla febbre il suo corso, se vogliamo davvero aiutare il nostro bambino. So che può essere difficile per un genitore lasciare che la malattia faccia il suo corso senza intervenire, ma è proprio questo che ci viene richiesto, se vogliamo dei bambini sani e forti. In caso siate preoccupati sentite il pediatra, che in genere è il primo a dire di non abbassare mai la temperatura, se sotto ai 38° e mezzo. Anche al di sopra di questa temperatura la febbre non da grandi effetti collaterali se non a bambini predisposti. In caso di febbre che superi i 40° rivolgersi al pediatra o al pronto soccorso. Prossimamente vi elencherò i tipi di febbre, per poter modulare il nostro intervento in base alla temperatura del bambino. http://www.bimbonaturale.org/node/315

venerdì 7 ottobre 2011

Ecco i benefici dell’alga Kombu!

È ricca di iodio che stimola il metabolismo e aiuta a bruciare calorie.
Contiene inoltre molte vitamine ed altri preziosi oligoelementi, in particolare vitamina A, B1, B2, C, calcio, potassio, magnesio e fosforo.
Contiene acido alginico, un alimento non digeribile che però aiuta a depurare l’intestino.
È ricca di acido glutammico, il precursore naturale dei dadi da cucina. È utile quindi per insaporire i piatti in modo sano e naturale.
È un prezioso alleato in una dieta contro il colesterolo.
Favorisce la circolazione sanguigna stimolando il drenaggio dei liquidi e la disintossicazione dell’organismo.

Ma come va consumata? Ecco alcuni consigli per l’uso dell’alga Kombu nelle vostre ricette!

Innanzitutto dovete sapere dove acquistarla: l’alga Kombu si trova facilmente nei negozi di alimentari giapponesi o nei negozi di prodotti biologici. Per usarla in cucina compratela secca e a strisce.
Prima dell’uso lasciatela a bagno in acqua per una decina di minuti.
Utilizzatela per preparare gustosi piatti giapponesi, come il sushi che va tanto di moda, ma anche per insaporire brodi e minestre e per la cottura dei legumi. L’alga Kombu rende infatti i legumi più morbidi e più digeribili.
Attenzione però a non esagerare: l’iperdosaggio dell’alga Kombu ha effetti collaterali: può causare infatti ipertiroidismo, ipertensione, tachicardia, irritabilità e insonnia. Il consumo di alga Kombu è da evitare anche durante la gravidanza, l’allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni.

Articolo scritto da Laura Citterio http://www.donnaclick.it

venerdì 30 settembre 2011

Regolarizzare l'intestino con le tisane

I succhi freschi di frutta e verdure crude sono preziosissime fonti di vitamine, minerali ed enzimi: i loro nutrienti entrano rapidamente nel circolo sanguigno perché non richiedono un lungo processo digestivo. Chi li assume regolarmente, senza aggiunta di zucchero o altri dolcificanti, aumenta l’energia vitale, ha la pelle più luminosa, i capelli più brillanti e una maggiore resistenza alle infezioni. Succhi, frullati e centrifugati, ma anche le tisane d’erbe, preparati con gli ingredienti giusti, possono essere di grande aiuto anche nella disintossicazione dell’organismo.

Per sfruttarne al massimo i benefici, occorre berli appena preparati. Sono indicati come spuntino di metà mattina o di metà pomeriggio in sostituzione o come accompagnamento della frutta fresca di stagione.

Succo di carota al profumo di rosmarino per stimolare le funzioni del fegato
Passare nella centrifuga 3 carote e qualche fogliolina di rosmarino. Condire con una presa di pepe e bere subito. La carota é ricca di vitamine A, del gruppo B e C, di ferro, calcio e potassio, ha effetti antiossidanti e diuretici. Il suo effetto disintossicante è utile nel trattamento dei disturbi della pelle, dell’artrosi e della gotta. Consigliata anche in caso di colite e gastrite. Il pepe contiene piperina, una sostanza che stimola il metabolismo.
Bevanda ai cachi per disintossicare il fegato e regolarizzare le funzioni intestinali
Frullare 2 cachi, un pezzetto di radice di zenzero fresca e 2 cucchiai di succo di limone. Bere subito guarnendo con una scorza di limone.I cachi sono ricchi di carotenoidi antiossidanti, selenio e potassio, hanno un’azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali, depurativa, utile per eliminare le tossine che intasano il fegato.
Tisane su misura
Ecco cinque piacevoli tisane per la tua giornata disintossicante, da ripetere 3 volte a settimana per tutto il mese.

A metà mattina
•Per una scorta di antiossidanti e combattere la cellulite, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: karkadé, bacche di rosa canina, bardana e fiori di sambuco.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
Dopo pranzo
•Per migliorare la diuresi e la digestione, attenuare il senso di gonfiore e ottenere al contempo un effetto rilassante, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: rooibos, anice stellato, finocchio, menta.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 10 minuti.
 A metà pomeriggio
•Per purificare il fegato, stimolare il metabolismo dei grassi e calmare la fame nervosa, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: melissa, camomilla, tiglio, menta, salvia, lavanda.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
Dopo cena
•Per combattere una stitichezza cronica, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: malva e liquirizia.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5-7 minuti.

Prima di andare a dormire

•Per combattere gli effetti negativi dello stress, miscelare 20 g per ognuna di queste erbe: camomilla, tiglio, fiori di sambuco, verbena.
1 cucchiaino della miscela in una tazza di acqua calda, in infusione per 5 minuti.
http://obiettivobenessere.tgcom.it/ 

Via le rughe del collo con massaggi e olii

Le rughe, in particolare quelle che si concentrano sul collo, hanno vari significati: il cedimento di questa delicata zona epidermica rivela prima di tutto l’abitudine a tenere posture errate, con la testa troppo china, che favoriscono la formazione di pliche; l’altra cattiva abitudine è quella di esporsi al sole senza proteggere l’aerea del collo o con il capo flesso in avanti, che provoca l’antiestetica abbronzatura “zebrata”.
Infine, va ricordato che con l’avvicinarsi della menopausa le ghiandole surrenali secernono più cortisolo e la pelle avvizzisce più facilmente nelle aree dove è sollecitata da piegamenti e torsioni.
D’inverno è facile mascherare le rughe del collo con sciarpe, dolcevita e maglioni, ma quando arriva bel tempo come è possibile correre ai ripari? Applicando una buona crema nutriente mattina e sera ma anche intervenendo un paio di volte alla settimana con i trattamenti ristrutturanti naturali specifici.  
Rughe del collo: comincia dall’interno Per ridurre le zone di disidratazione del collo, utilizza l’olio di argan: ottimo cosmetico, può essere anche impiegato come integratore alimentare e come condimento al posto dell’olio di oliva. Spremuto a freddo dai frutti dell’Argania spinosa, che cresce solo in Marocco e in particolare nella regione del Souss, quest’olio è una miniera di acidi insaturi e vitamina E, la cui azione ripara le membrane cellulari dall’azione dannosa dei radicali liberi e ha un ottimo effetto antiage. Per un mese, usa allora l’olio di argan per condire e bevine un cucchiaino da tè alla mattina, prima di colazione. Ricorda di chiedere in erboristeria l’argan per uso alimentare, che non ha la medesima preparazione di quello usato per la cosmesi.  
Rughe del collo: il gommage L’esfoliazione è fondamentale per rimuovere le cellule morte e stimolare il rinnovamento cutaneo del collo. Fai così. Mescola un pugno di semola di grano (nutriente) con un cucchiaio di olio di calendula (ridà tono alla pelle), massaggialo sul collo umido e sciacqua con acqua tiepida. Anche se non fai lo scrub, detergi il collo ogni sera con acqua di rose e due gocce di olio essenziale di lavanda.  
Per rigenerare il collo già “danneggiato” Dopo l’esfoliazione e comunque ogni sera dopo la pulizia è fondamentale nutrire la pelle con un olio rivitalizzante preparato in casa. Ecco le dosi per la miscela veramente efficace contro le rughe. Fai così. Diluisci in un cucchiaio di olio di germe di grano, un cucchiaino di olio di jojoba e 5 gocce di olio essenziale di mirra. Massaggia finché l’unguento non è totalmente assorbito.  
Il massaggio per il collo che attiva il collagene Un ottimo rimedio per rendere meno evidenti le rughe del collo è l’impacco a base di oli riepitelizzanti. Da ripete due volte alla settimana: aumenta elastina e collagene. Fai così. Mescola un cucchiaio di olio di germe di grano e un olio di calendula: applica sul collo con un pennellino o un batuffolo, copri con un panno di cotone caldo e tieni per quindici minuti. Sciacqua con acqua tiepida e applica l’unguento di argan.
http://obiettivobenessere.tgcom.it

giovedì 22 settembre 2011

Il Potassio per controllare la pressione

Uno degli elementi più importanti per il controllo della pressione è il potassio. Come mai?
«Questo minerale interviene nella regolazione dei meccanismi che portano alla contrazione e alla dilatazione delle fibre muscolari, comprese quelle minuscole che si trovano nella parete dei vasi sanguigni e che possono influenzare la pressione», dice Alberto Morganti, presidente della Società italiana per l'ipertensione arteriosa. «Molti studi hanno ormai dimostrato un effetto protettivo delle diete ricche di potassio nei confronti dell'apparato cardiocircolatorio».
Dove si trova questa sostanza? In frutta, verdura, carne, pesce (le acciughe sott'olio, per esempio, ne contengono 700 milligrammi ogni 100 grammi di prodotto). Le linee guida più recenti raccomandano circa 3.000-3.500 milligrammi di potassio al giorno, per prevenire e controllare l'ipertensione

STOCCAFISSO
1.500 milligrammi di potassio ogni 100 grammi 

ACCIUGA SOTT'OLIO
700 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


PAGELLO
690 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


ARACHIDI TOSTATE
680 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

SARDA FRESCA
630 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

PATATE ARROSTO
570 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

SPINACI CRUDI
530 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


BRESAOLA
505 milligrammi di potassio ogni 100 grammi


POLLO SALTATO IN PADELLA
497 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

NOCCIOLE
466 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

KIWI
400 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

CASTAGNE
395 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

FINOCCHI CRUDI
394 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

CARCIOFI CRUDI
376 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

RIBES
370 milligrammi di potassio ogni 100 grammi

BANANA
350 milligrammi di potassio ogni 100 grammi
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domenica 18 settembre 2011

Le grandi qualità dell'uva

Un nuovo studio francese afferma che, i composti antiossidanti presenti nell’uva rossa, possono prevenire l’accumulo dei grassi nel tessuto muscolare ed hanno un’ influenza positiva sulla risposta insulinica dell’organismo. L’insulina è l’ormone responsabile del metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
Secondo i risultati dello studio, riportati sul British Journal of Nutrition, i topi che erano stati alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri, ma  con il supplemento di polifenoli dell’uva rossa, mostravano un minore accumulo di grassi nel tessuto muscolare.
I ricercatori dell’ Università di Montpellier, Francia, spiegano che le diete ricche di grassi saturati, provocano un peggioramento della resistenza insulinica, per cui le cellule non rispondono adeguatamente ai normali livelli di insulina prodotti dal corpo: questo dato è un indicatore dell’inizio di diabete. A cura del Dott. Marco Temporin, Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva.http://www.radio24.ilsole24ore.com

domenica 11 settembre 2011

Acqua di Rose

Per acqua di rose s'intende una soluzione acquosa ottenuta dalla distillazione in corrente di vapore dei petali di rosa, durante il processo estrattivo dell'essenza. In genere, si utilizzano i petali di Rosa gallica, talvolta sostituiti da quelli di Rosa canina o Rosa damascena. In cosmesi, l'acqua di rose viene largamente impiegata come rinfrescante, tonificante, lenitivo ed astringente.
Nell'industria profumiera, l'acqua di rose viene utilizzata per la produzione di acque profumate. Spesse volte, l'acqua di rose viene arricchita con altri estratti acquosi, quali ad esempio l'essenza di echinacea (Echinacea purpurea, Echinacea pallida od Echinacea angustifolia) o mirto (Myrtus communis L.).

Acqua di rose: distillazione in corrente di vapore
Come sappiamo, la distillazione in corrente di vapore è una metodologia estrattiva largamente utilizzata per estrarre principi attivi volatili e sensibili, quindi termolabili, delle piante officinali. In questo caso, la matrice ricca di principi attivi è rappresentata dai petali di rosa: al fine di non degradare gli attivi in essi contenuti, l'unico solvente in grado di estrarli è l'acqua, che rompe gli apparati vegetali dei petali di rosa grazie alla temperatura.  
Acqua di rose e peeling naturale Nel mondo della cosmesi naturale, l'acqua di rose è l'ingrediente principale per purificare e detergere la pelle del viso: mescolando zucchero, miele e acqua di rose in parti uguali si ottiene un prodotto naturale particolarmente adatto per il peeling del viso. Il composto, dopo essere stato applicato sulla pelle e massaggiato accuratamente, va sciacquato con acqua tiepida. 
Acqua di rose e dermatite seborroica Com'è noto, la dermatite seborroica è una malattia a decorso cronico-recidivante che interessa principalmente (ma non solo) il cuoio capelluto: la malattia si manifesta con prurito, fastidio, infiammazione/irritazione, comparsa di squame untuose e crosticine gialle. Al fine di alleggerire questa condizione notevolmente antiestetica, oltre che fastidiosa, l'applicazione di un tonico a base di acqua di rose (per purificare la pelle), associato a pomate mirate e specifiche per il disturbo, si rivela molto utile. La corretta pulizia del viso con un sapone delicato è fondamentale per “preparare” la pelle al trattamento contro la dermatite seborroica; dopodiché, è consigliato tamponare la zona con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua di rose, purificante della pelle e tonificante. Da ultimo, si possono utilizzare dei prodotti erboristici mirati, formulati ad esempio con echinacea (Echinacea pallida), droga antibatterica ed antimicrobica, iperico (Hypericum perforatum), dalle proprietà cicatrizzanti-vulnerarie, ed olio di borragine (Borago officinalis), utile a placare il prurito. È bene precisare che, in caso di dermatite seborroica cronica o di media entità, il parere del medico risulta comunque indispensabile. In generale, l'acqua di rose è quindi largamente utilizzata per purificare la pelle prima di un trattamento contro affezioni cutanee; per riportare altri esempi, la cute può essere purificata con tonici a base di acqua di rose anche prima di cure contro l'eczema o la psoriasi.
Acqua di rose, occhiaie e acne Gli impacchi di acqua di rose, applicati direttamente sull'area periorbitale (attorno agli occhi) si rivelano particolarmente utili nel trattamento di occhiaie e couperose. Utilizzata sin dal passato, l'acqua di rose è utile anche contro le rughe. Per le note proprietà astringenti, l'acqua di rose, applicata localmente, sembra riportare ottimi risultati anche nel trattamento contro edemi ed acne. Si consiglia l'applicazione quotidiana di due dischetti di cotone imbevuti di acqua di rose (tempo di applicazione: 15 minuti). 
Acqua di rose: preparazione casalinga Non è difficile preparare l'acqua di rose: sono necessari circa 130-150 petali di rose (non trattate chimicamente) ed un litro d'acqua, preferibilmente distillata. Dopo aver portato ad ebollizione l'acqua, immergervi i petali per 15-30 minuti. Filtrare il tutto e conservare per 20-40 giorni in un recipiente richiudibile, preferibilmente con pareti scure (per impedire alla luce di degradare i componenti), ed in frigorifero. Variante: è consigliato riunire i petali di rosa in garze o sacchetti appositi, prima di immergerli nell'acqua bollente. L'acqua di rose può essere ottenuta anche tramite macerazione dei petali a freddo: dopo aver riunito tutti i petali in una garza sterile, immergerli in un recipiente con acqua demineralizzata (fredda), evitando che la garza tocchi il fondo del contenitore. Dopodiché, il recipiente viene chiuso ed i petali di rosa lasciati macerare un'intera notte. Per impreziosire ancor più il tonico e renderlo più profumato, è consigliabile aggiungere qualche goccia di olio essenziale di rosa, oltre al talco, utile per assorbire l'olio. Dopo aver lasciato trascorrere un'altra notte, il liquido va filtrato e conservato in frigorifero. Questo seconda metodologia estrattiva - la macerazione a freddo - risulta più utile rispetto all'infusione, poiché in tal modo si ottiene un tonico impreziosito da moltissimi principi attivi astringenti. A tal proposito, l'acqua di rose ottenuta tramite la macerazione a freddo dei petali risulta particolarmente idonea alla detersione di pelli impure e grasse. È doveroso puntualizzare che l'acqua di rose è sì indicata per pelli delicate ed impure, ma i soggetti particolarmente sensibili devono prestare molta attenzione poiché il tonico potrebbe contenere composti potenzialmente allergizzanti, dunque poco tollerati, e causare reazioni allergiche inaspettate. 
Aceto e petali di rose Alcuni testi consigliano di sostituire l'acqua di macerazione per i petali di rosa con l'aceto bianco: questo “tonico” sembra essere particolarmente benefico per le pelli molto grasse. In tal caso, la macerazione dei petali di rosa deve protrarsi per un periodo più lungo (anche 15 gg).  
Petali di rose e bevanda Con i petali di rosa si può preparare anche un decotto da bere: in tal caso, le proprietà della rosa sono sfruttate come astringenti e toniche. Per ottenere un effetto disinfettante, si consiglia l'infuso di petali di rose: si ottiene così un'acqua di rosa particolarmente gradevole, aromatica e rinfrescante. L'acqua di rosa, sottoforma di infuso, viene utilizzata anche per diminuire i sintomi legati a mestruazioni abbondanti, gengive sanguinolente, diarrea, iperidrosi (sudorazione abbondante) e faringiti. L'infuso ottenuto con i petali di rosa canina si presenta come un ottimo sostituto del tè; inoltre, è stato osservato che l'utilizzo abituale (1 o 2 volte al giorno) di acqua di rose (infuso) aiuta a sciogliere i calcoli renali in quei pazienti che ne sono affetti [tratto da La medicina dei semplici, di A. Formenti].
Acqua di rose e tradizione In Afghanistan le rose e i loro petali vengono ampliamente sfruttati per la produzione di oli di rose e acqua di rose, grazie al loro elevato valore sul mercato internazionale. Tuttavia, le rose ed i loro prodotti appartengono alla tradizione afgana, oltre che alla vita quotidiana. Secondo alcune fonti, l'acqua di rose è un blando antidepressivo in grado di regalare ottimismo, cacciare l'ansia e liberare il dolore mentale: ad ogni modo, queste proprietà non sono state propriamente dimostrate.
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Come usare gli oli essenziali

L'olio essenziale viene diffuso nell'aria e tramite la respirazione arriva nei polmoni, quindi nel sangue. E' il modo più dolce di assumere gli oli essenziali, non c'è nessuna controindicazione e l'effetto è buono, anche se un po' meno immediato. Contemporaneamente si profuma anche l'ambiente. La quantità di olio essenziale da aggiungere all'acqua del diffusore dipende dalla grandezza dell'ambiente e dalla concentrazione di profumo che vogliamo ottenere, e va dalle 2 alle 10 gocce. Per non bruciare l'olio essenziale, e cosi diminuirne l'effetto, bisogna prestare attenzione che l'acqua nel diffusore non si scaldi troppo (ideali sono circa 60 °C).

Per inalazione

Qualche goccia dell'olio essenziale viene messa in acqua calda ed inalata. Adatto per le malattie delle vie respiratorie ecc. Si ottiene un effetto più forte rispetto all'uso nel diffusore.

Applicazione sulla pelle

Gli oli essenziali vengono facilmente e velocemente assorbiti dalla pelle. Si applicano 1-5 gocce sulla pelle tramite un leggero massaggio. Si ottiene un buon effetto senza i rischi che ci possono essere nell'assunzione per via orale. Se si desidera un assorbimento più lento e duraturo gli oli essenziali possono essere veicolati in un buon olio vegetale (una parte di olio essenziale in 4-5 parti di olio vegetale).

Per via orale

L'assunzione per via orale procura effetti potenti, però va eseguita solo in casi particolari, con molta cautela e sotto la guida di un esperto. Si prendono da 1 a 5 gocce diluite in miele, zucchero od olio vegetale, non prima di aver effettuato una prova di allergia sulla pelle (vedi Precauzioni).

Altre possibilità di utilizzo

Si possono utilizzare gli oli essenziali in tante occasioni, vogliamo citare qui qualche esempio:
  • qualche goccia sulla pelle come profumo personale
  • nella cucina per aromatizzare pietanze. Nell'impasto di dolci si possono mettere gli oli di limone, arancio, anice o cannella, il bergamotto nel tè, gli oli aromatici a fine cotture.
  • nell'acqua da bagno, nell'idromassaggio o nella sauna qualche goccia per un'effetto rilassante, tonificante ecc.
  • nella vaschetta del termosifone quando non è disponibile un diffusore
  • negli umidificatori
  • mescolati con oli vegetali per creare oli per massaggio
  • contro le malattie delle piante vanno molto bene cipresso e timo
  • per allontanare insetti si usano citronella, lavanda, cedro; anche negli armadi per tenere lontane le tarme
  • nell'acqua di risciacquo per profumare la biancheria sono adatti gli oli forti con buona persistenza come patchouli e vetiver.
Gli oli essenziali si prestano molto bene alla miscelazione e possono creare forti sinergie tra loro.
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Aromaterapia: effetti e proprietà

L'uso degli oli essenziali e la conoscenza delle tecniche di distillazione sono molto antichi perché risalgono, forse, a 4000 anni fa. Oli essenziali: effetti e proprietà degli oli essenzialiMa è solo dal 1700 che un piccolo gruppo di resine e di oli essenziali sono impiegati con sistematicità nella cura delle malattie dell'uomo. Da allora il loro numero è progressivamente aumentato, fino a raggiungere gli oltre cento oli essenziali oggi disponibili, sebbene in terapia se ne utilizzino da 30 a 40. Gli oli essenziali esercitano delle attività terapeutiche polivalenti, i cui meccanismi d'azione, per la loro complessità, ma anche per la scarsità di studiosi che si dedicano a questo ramo della ricerca, non sono sempre chiari ed univocamente individuati. Tuttavia si può dire che i prodotti odorosi delle piante aromatiche influenzano tutti i sistemi organici, con un'azione di potenziamento delle funzioni vitali; ma accanto a questa attività aspecifica di riequilibrio metabolico ve ne sono altre, caratteristiche per un loro tropismo specifico verso un organo, un sistema od un apparato. Se gli oli essenziali agiscono sulle funzioni biologiche non lasciano certamente intatte quelle psichiche. In realtà essi producono degli effetti somatopsichici che saranno meglio illustrati in seguito, perché agiscono sia sul soma che sulle facoltà della mente.
Qui verranno descritte alcune delle più importanti azioni farmacoterapeutiche degli oli essenziali, tuttavia bisogna tener presente che queste sono sempre integrate, mai isolate o limitate ad una funzione o ad un organo, come potrebbe apparire dalla seguente schematizzazione, adottata al solo fine di raggiungere una certa chiarezza espositiva.
I costituenti chimici delle essenze, il loro odore, il loro sapore, agendo singolarmente o in sinergia, determinano sempre un'azione globale che coinvolge l'unità psicosomatica dell'uomo.
Azione sull'apparato digerente: il tubo gastroenterico e le ghiandole annesse sono nettamente influenzati dagli oli essenziali. Le proprietà più appariscenti di questi miscugli aromatici, il loro odore e sapore, stimolano per via riflessa, attraverso la sollecitazione delle terminazioni nervose dei recettori gustativi (palato e lingua) e olfattivi (mucosa nasale), le secrezioni salivare, gastrica ed enterica, migliorando il processo della digestione. Quando sono somministrati per via interna essi agiscono anche con un meccanismo ghiandolare, a seguito di una stimolazione diretta delle ghiandole gastriche secernenti.
Ma altre azioni sono di notevole importanza:
quella antispasmodica sulla muscolatura liscia (Basilico, Bergamotto, Camomilla, Cannella, Cardamomo, Finocchio, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Menta piperita, Rosmarino, Salvia), quella antifermentativa, quella antiacida (Chiodi di Garofano) e quella carminativa.
Alcuni oli essenziali si caratterizzano per un singolare tropismo sul pacreas endocrino (Eucalipto, Geranio, Ginepro) e sul fegato (Rosmarino, Ginepro, Lavanda, Camomilla, Menta, Cipresso). 
Azione sull'apparato cardiocircolatorio: anche il cuore e i vasi sono sensibili alle proprietà degli oli essenziali. La Canfora stimola il muscolo cardiaco mentre Melissa, Arancio fiori, Lavanda, Rosmarino e Ylang-Ylang rallentano la frequenza cardiaca esagerata, come si verifica nelle palpitazioni. Il diametro dei vasi può essere modificato provocando ipotensione (Issopo, Lavanda, Maggiorana, Aglio, Melissa, Salvia, Ylang-Ylang) o ipertensione (Canfora, Rosmarino, Cipresso, Timo) con meccanismi muscolari e/o nervosi.
Azione sul sistema nervoso: molti oli esenziali manifestano un chiaro neurotropismo sia verso il sistema nervoso centrale (S.N.C.), sia verso quello autonomo. L'Origano, il Rosmarino, la Verbena ed il Garofano esercitano un'azione parasimpaticomimetica, il Timo, il Serpillo, l'Issopo, il Cipresso e l'Estragone una attività parasimpaticolitica; la Lavanda, l'Angelica e l'Ylang-Ylang possiedono una azione simpaticolitica, mentre la Santoreggia, il Basilico, il Pino e il Limone hanno un'azione simpaticomimetica. In rapporto al S.N.C., alcuni autori classificano gli oli essenziali in quattro classi fondamentali: oli essenziali convulsivanti (Salvia, Tanaceto, Thuja, Assenzio, Anice), eccito-stupefacenti, stupefacenti (Noce moscata, Menta) e anticonvulsivanti (Calamo, Salvia sclarea, Lavanda). Il gruppo degli oli essenziali eccito-stupefacenti è a sua volta suddiviso in essenze prevalentemente stimolanti (Basilico, Finocchio, Limone, Menta, Salvia, Timo) ed essenze prevalentemente calmanti o sedative (Camomilla, Lavanda, Maggiorana, Melissa, Verbena). Si deve tuttavia ricordare che i confini tra l'azione sedativa e quella stimolante non sono mai netti, tanto che molti oli essenziali mostrano un'attività calmante in piccole dosi ed una eccitante per dosi maggiori. Se gli oli essenziali influenzano il S.N. e lo stato psichico per via umorale, un pari effetto può essere raggiunto mediante l'olfatto, sfruttando l'odore che promanano. La porzione superiore della cavità nasale è tappezzata dalle terminazioni nervose delle cellule olfattive bipolari immerse nella mucosa. L'energia chimica connessa con lo stimolo odoroso viene convertita dai chemiorecettori in un impulso elettrico che, confluendo nel nervo olfattivo, va a stimolare i centri olfattivi del talamo, del bulbo e del telencefalo. In questo modo il semplice odore degli oli essenziali è in grado di condizionare lo stato timico, cioè le oscillazioni dell'umore, e il sistema nervoso. Alcuni autori hanno sottolineato l'influenza delle caratteristiche odorose delle essenze sul sistema nervoso, verificando le loro proprietà neurocalmanti (oli essenziali ansiolitici) e neurostimolanti (oli essenziali antidepressivi) anche quando sono somministrate per inalazione o per aspirazione olfattiva (annusamento). Si tratta, in questo caso, di una vera e propria riflesso-terapia endonasale, fondata sulla stimolazione di chemiorecettori olfattivi da parte delle sostanze odorose contenute negli oli essenziali. azione sul sistema endocrino: gli oli essenziali, a prescindere dal contenuto in sostanze ormono simili, caratteristico di alcuni di essi, si comportano come degli ormoni vegetali (fito-ormoni). Presenti nel torrente circolatorio in concentrazioni sempre molto ridotte (la dose media per bocca è di 2-5 gocce, che diluita in 5 litri di sangue dà una concentrazione ematica di 10-5M), essi giungono ai tessuti specifici regolandone l'attività metabolica e la crescita, quindi comportandosi come fattori importanti di regolazione. La loro azione stimolante o inibente su alcune ghiandole endocrine è chiaramente dimostrata: Basilico, Pino, Santoreggia, Timo, Geranio e Rosmarino stimolano la corteccia surrenale, mentre la Menta e il Gelsomino attivano la secrezione degli ormoni ipofisari. Per altre ghiandole non vi sono evidenze sperimentali, tuttavia l'osservazione clinica porta a dire che tutte le ghiandole endocrine sono influenzate dagli oli essenziali attraverso la loro attività ormono-simile. In definitiva si può affermare che la loro capacità di modulare lo stato funzionale del sistema neuro-endocrino, cardine della regolazione omeostatica, fa degli oli essenziali uno dei più potenti strumenti con i quali è possibile giungere al riequilibrio organico.
Azione sul sistema immunitario: le malattie ad eziologia batterica che colpiscono l'uomo sono divenute assai numerose e cresce sempre più l'elenco dei batteri catalogati dai microbiologi perché ritenuti colpevoli di essere la causa di qualche nuova affezione morbosa. Tuttavia la malattia batterica non è mai l'effetto immediato della patogeneicità di un batterio, quanto la risultante di due termini mutuamente interagenti tra loro: le naturali difese immunologiche proprie di ciascuno di noi e la virulenza del microbo. Quest'affermazione è perfettamente in accordo col fatto che non tutti soccombono di fronte ad un0epidemia.
Per quanto non se ne conosca il meccanismo d'azione, alcuni oli essenziali (Bergamotto, Lavanda, Camomilla, Timo, Pino, Sandalo) hanno la facoltà di stimolare la produzione di linfociti immunitari, rendendo l'organismo più pronto a respingere le aggressioni batteriche.
Azione sull'apparato polmonare: gran parte degli oli essenziali sono eliminati, in quantità maggiore o minore, attraverso l'albero respiratorio a livello del quale esercitano un'azione antisettica, antispastica (Finocchio, Menta piperita, Timo, Salvia, Eucalipto, Lavanda), espettorante (Aglio, Canfora, Basilico, Eucalipto, Maggiorana, Origano, Santoreggia, Finocchio, Issopo, Menta, Sandalo) e stimolante degli atti respiratori (Canfora).
Azione sull'apparato urinario: gli oli essenziali sono eliminati attraverso la pelle, i polmoni e, soprattutto, la via renale. Molti costituenti degli oli essenziali in fase di eliminazione esercitano un'azione diuretica (Aglio, Anice verde, Betulla, Camomilla, Cipolla, Cipresso, Ginepro, Eucalipto, Geranio, Issopo, Lavanda, Limone, Rosmarino, Sandalo, Timo), antilitiasica (Camomilla, Geranio, Ginepro, lssopo, Finocchio) e antisettica. L'azione diuretica degli oli essenziali può essere l'effetto di un'influenza sul processo di ultrafiltrazione che avviene nel glomerulo oppure la conseguenza di una modesta irritazione dell'epitelio renale indotta dai costituenti dell'essenza.
Azione antitossica: secondo Valnet, l'alta resistività degli oli essenziali (da 2000 a 4000 ohm/cm/cm2) rispetto a quella del sangue (200 ohm/cm/cm2) è in grado di ostacolare la diffusione delle tossine. Appare più verosimile, però, che l'azione antitossica si esprima attraverso un potenziamento della "leucocitosi terapeutica" oppure mediante la captazione delle tossine circolanti da parte delle molecole aromatiche e la formazione di complessi atossici ed inattivi.
Azione citofilattica: gli oli essenziali, comportandosi come dei fito-ormoni, stimolano i tessuti senescenti eccitandone i processi anabolici cellulari.
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