Cure e rimedi naturali

sabato 13 novembre 2010

La liquirizia

La pianta della Liquirizia cresce spontanea anche nelle regioni del bacino mediterraneo, compresa l' Italia, ed è coltivata in particolare per l' industria dolciaria e farmaceutica. Il suo nome botanico significa "radice dolce" in quanto presenta proprio un sapore dolciastro che ne consente l'impiego soprattutto in caramelle o come edulcorante di tisane. Della pianta si usano le radici ed i rizomi, presenti anche in Farmacopea Ufficiale.

Tempo balsamico: le radici si raccolgono in autunno (settembre-novembre) da piante di almeno 3 anni; si lavano, si tagliano in pezzi di 10-20 cm e si essiccano al sole. Si conservano in sacchetti di carta, o in vasi di vetro, perché la droga é igroscopica, ed assorbe facilmente l'umiditá ambientale. Il suo principale principio attivo, la glicirrizina, ha un potere dolcificante 50-70 volte superiore a quello del saccarosio.

Attività principali e impiego terapeutico

La radice di Liquirizia entra nella composizione di preparazioni erboristiche come correttore del sapore, e come antispastico quando usata con piante lassative. Nelle vecchie preparazioni fitoterapiche veniva consigliata come sedativo della tosse e contro i dolori di stomaco.

Conoscenze scientifiche

Oggi sappiamo che i costituenti principali della Liquirizia sono flavonoidi e saponine, tra le quali in particolare la glicirrizina, una saponina triterpenica costituita da sali di calcio e di ammonio dell'acido glicirrizico; completano il quadro cumarine e fitosteroli. Gli estratti di radice di Liquirizia presentano attività citoprotettiva, antinfiammatoria e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale, dovute in particolare alla glicirrizina, sia per contatto diretto con la lesione, sia per stimolo indiretto alla produzione di muco da parte delle cellule della parete gastrica. La Liquirizia trova pertanto indicazione nella prevenzione e nella cura delle ulcere gastriche e duodenali, delle gastriti e ulcere da farmaci (FANS, cortisonici) e alcool, e delle mucositi da chemioterapici. All'effetto antinfiammatorio della glicirrizina si associa l'effetto antispastico sulla muscolatura liscia esercitato dai flavonoidi. La glicirrizina presenta anche potenti effetti immunomodulatori, e riduce il rischio di cancerizzazione dell'epatite da virus C.

Avvertenze

Il più importante meccanismo d'azione della Liquirizia consiste nel blocco della reduttasi epatica dei corticosteroidi e in uno stimolo diretto della produzione degli ormoni surrenalici. Recentemente è stata pure dimostrata un'azione a livello dei recettori per i gluco e mineralcorticoidi. Questo può comportare ipopotassiemia, ritenzione di sodio e ipertensione arteriosa. Sono stati descritti anche numerosi casi di rabdomiolisi e miopatie da abuso di Liquirizia. L'uso continuo di Liquirizia è controindicato in caso di ipopotassiemia, ipertensione, ritenzione idrosalina, sindrome premestruale, sovrappeso corporeo, insufficienza renale o epatica. Può interferire con diuretici, lassativi antrachinonici, digitatici, cortisonici, antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina ecc.), insulina: possibile aumento della ipopotassiemia.

Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: non utilizzare. E' sconsigliata l'assunzione sia nel periodo della maternità che dell'allattamento, i pericoli superano qualunque possibile beneficio.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.http://www.universonline.it/

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