Cure e rimedi naturali

venerdì 26 novembre 2010

10 consigli per difendersi dal freddo

Il grande freddo, come quello che registriamo in questo periodo che tra l’altro proseguirà secondo gli esperti anche nelle prossime settimane, rappresenta una minaccia soprattutto per la salute degli anziani, dei bambini molto piccoli, delle persone affette da malattie croniche e dei poveri senza tetto.

Anche le persone giovani in apparente benessere possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi. Per questo il Ministero della Salute ha diffuso il decalogo “Difendiamoci dal freddo”. Alcuni consigli sembrano quasi ’scontati’, a volta banali, ma a volte vale la pena ricordare anche le cose ovvie.

1) Regolate la temperatura degli ambienti interni. In assenza di irraggiamento, con un abbigliamento idoneo e svolgendo un’attività sedentaria, si consigliano, per il microclima dell’abitazione, i seguenti valori ottimali: - temperatura 19-22 gradi - umidità relativa 40-50% - velocità dell’aria 0,10-0,15 m/s;

2) Curate l’umidificazione degli ambienti di casa riempiendo le apposite vaschette dei radiatori: una casa troppo fredda e un’aria troppo secca possono costituire un’insidia per la salute;

3) Curate l’isolamento di porte e finestre, riducete gli spifferi con appositi nastri o altro materiale isolante;

4) Se usate stufe elettriche o altre fonti di calore (come la borsa di acqua calda) evitate il contatto ravvicinato con le mani o altre parti del corpo;

5) Prestate particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, controllando anche la loro temperatura corporea;

6) Assumete pasti e bevande calde (almeno 1 litro e mezzo di liquidi), evitate gli alcolici perchè non aiutano contro il freddo, al contrario, favoriscono la dispersione del calore prodotto dal corpo;

7) Uscite nelle ore meno fredde ella giornata: evitate, se possibile, la mattina presto e la sera soprattutto se si soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie;

8) Indossate vestiti idonei: sciarpa, guanti, cappello, ed un caldo soprabito, sono ottimi ausili contro il freddo; 9) Passando da un ambiente freddo ad uno caldo abbiate cura di spogliarvi, per evitare di sudare e di raffreddarvi quando uscirete di nuovo;

10) Se viaggiate in automobile non dimenticate di portare con voi coperte e bevande calde.

E’ molto importante una corretta alimentazione. E’ bene scegliere verdure fresche, arance, mandorle, yogurt e semi di sesamo.

Tra i rimedi della natura utili per contrastare i geloni, ci sono alcuni fiori di Bach (Willow, Gorse e Honeysuckle), alcuni oligoelementi (manganese, zolfo, rame e zinco), oli essenziali (cipresso, zenzero e limone), estratti di piante (rusco, centella, cimifuga), diversi gemmoderivati e molte erbe.

Gli esperti di naturopatia consigliano bagni e automassaggi con oli riscaldanti, per i piedi ma anche per gambe, braccia e mani. http://valeriapini.blog.kataweb.it

lunedì 22 novembre 2010

Cibi integrali per ridurre la pressione

Sappiamo che i cereali integrali possono aiutare a controllare il peso perché danno un maggior senso di sazietà, che possono essere sono utili nella prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari e perfino per proteggerci da alcuni tumori, ma ora uno studio clinico controllato ci dice che i cereali integrali possono anche ridurre la pressione. Nello studio, pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition, alcuni ricercatori inglesi, dell'Università di Aberdeen, sono andati a verificare gli effetti sulla pressione arteriosa dell'aggiunta di cereali integrali alla dieta. Lo studio ha coinvolto più di 200 uomini e donne sani, di mezza età, i quali, dopo un periodo iniziale di dieta "raffinata", sono stati divisi in tre gruppi: uno ha continuato con questo tipo di alimentazione, gli altri due hanno sostituito tre porzioni di cereali raffinati con pari quantità di cereali integrali (di solo frumento, in un gruppo; di frumento e avena, nell'altro).
Per intenderci: due porzioni di cereali al giorno equivalgono, per esempio, a 70-80 grammi di pane, mentre 30-40 grammi di cereali da prima colazione equivalgono a una porzione). Dopo tre mesi si è osservato che nei gruppi a dieta "integrale" la pressione sistolica (la "massima") era diminuita di 5-6 mmHg rispetto a un solo mmHg in meno registrato nell'altro gruppo. Se confermati, questi risultati si potrebbero tradurre, a livello di popolazione generale, in una riduzione dell'incidenza di malattie coronariche e di ictus rispettivamente del 15 e del 25%. Allora, i cereali integrali diventeranno il nuovo caposaldo della dieta anti-ipertensiva? Risponde Vincenzo Savica, professore di nefrologia all'Università - Azienda ospedaliera Papardo di Messina, coautore di un recente articolo su "Dieta ed ipertensione", pubblicato dall'Annual Review of Nutrition. «Premesso che l'ipertensione arteriosa è anche un pesante fattore di rischio per malattie renali, che possono poi condurre al trattamento dialitico - dice Savica -, è assai probabile che la risposta alla domanda sia affermativa. Se altri studi confermeranno quanto si è ora visto, i cereali integrali potrebbero diventare uno "strumento" particolarmente vantaggioso per la salute di cuore e arterie, in grado, da un lato, di ridurre o stabilizzare i valori pressori e, dall'altro, di diminuire i livelli di colesterolo (come hanno già chiarito altre ricerche). Si ipotizza che l'effetto anti-ipertensivo dei cereali integrali sia da attribuire all'insieme delle sostanze che contengono, più che a singoli componenti, anche se restano da chiarire i meccanismi d'azione e rimane da capire se alcuni prodotti siano migliori di altri. Non bisogna dimenticare, però, che i derivati dei cereali sono fra le principali fonti di sodio, la cui riduzione resta uno dei pilastri della dieta antiipertensiva».

Cereali integrali a riduzione del sodio a parte, che cosa può servire per abbassare la pressione? «Senz'altro, ridurre il peso quando è in eccesso - chiarisce Savica - e va anche assicurata la presenza di adeguate quantità di potassio (buone fonti sono soprattutto frutta e verdura), che potrebbe contribuire a ridurre i valori pressori con l'aumento dell'eliminazione del sodio. Attenzione, però: chi decide di testa propria di sostituire il sale da cucina con quello "della farmacia" più povero di sodio, forse non sa che la notevole ricchezza di potassio di questo prodotto può essere dannosa per le persone che soffrono di malattie renali (magari senza saperlo) e tanto più per le persone in dialisi perché le espone ad aritmie cardiache anche gravi. «Anche il calcio, come quello del latte e dei derivati a basso contenuto di grassi, - prosegue Savica - e gli acidi grassi omega-3, di cui è ricco il pesce azzurro, potrebbero servire. Come pure un moderato consumo di tè, per il suo contenuto di flavonoidi che influenzerebbero positivamente il funzionamento delle cellule endoteliali (che rivestono la superficie interna delle arterie), migliorando il controllo dei valori pressori». E il cioccolato può aiutare come si dice? «Probabilmente sì, almeno nel caso del cioccolato fondente, ricco di flavonoidi. Questi effetti positivi si manifesterebbero già con piccole quantità: circa 6 grammi al giorno». «Riguardo all'alcol, mentre modeste quantità di vino rosso potrebbero avere un effetto positivo grazie all'azione vasodilatante dei fenoli - conclude Savica -, va evitato l'abuso, che aumenta il rischio d'ipertensione oltre che di ictus».

Carla Favaro http://www.corriere.it/

domenica 21 novembre 2010

I rimedi naturali contro il mal di gola

Ai primi accenni di mal di gola o bruciore, ricorriamo a un rimedio naturale di grande efficacia.
La ricetta è molto antica e ampiamente sperimentata: la usavano i contadini siciliani, per avere sollievo immediato. Gli ingredienti necessari per comporre la "pozione" sono di facile reperibilità: due arance ben mature e tre cucchiai di miele.

Il procedimento è semplicissimo: spremiamo bene le arance, raccogliendo il succo in un pentolino. Mettiamo sul fuoco e lasciamo riscaldare per due o tre minuti. Togliamo dal fuoco e aggiungiamo il miele. Amalgamiamo bene e beviamo subito, a piccoli sorsi, facendo qualche piccolo gargarismo.

Da assumere ai primi accenni di mal di gola, due o tre volte al giorno. La bevanda è ottima in qualsiasi momento della giornata, ad eccezione della sera, quando l'arancia può essere più difficile da digerire. Nel caso, ricordiamoci di prenderla almeno due ore prima di coricarci.

Mal di gola e tonsilliti addio con 4 noci al giorno

La noce è un ottimo rimedio naturale per il mal di gola, può essere consumata da sola o aggiunta a insalate e a dolci. È ricca di vitamine A, PP e soprattutto B ma anche di minerali come calcio, magnesio e zinco. La presenza dello zinco fa della noce un buon preventivo nei casi d'infezioni, soprattutto delle vie aeree superiori, poiché è un ottimo attivatore enzimatico delle difese immunitarie. Vanno preferite le noci "novelle" riconoscibili dal gheriglio sodo e chiaro.

Mangiare qualche noce al giorno (non più di 4, meglio se lontano dai pasti) può essere molto utile nel caso di carenze vitaminiche specifiche, nei ridotti apporti di calcio e nei momenti di stress, quando è importante un'integrazione del magnesio, il minerale che protegge oltre che dal mal di gola, anche da riniti, tonsilliti e faringiti.

Mal di gola e tonsillite: curiamole con le gemme in gocce

La gemmoterapia consiglia il macerato glicerico di Juglans Regia nella prevenzione e nel trattamento di mal di gola, tracheobronchiti, otiti e tonsilliti: evidenze scientifiche hanno mostrato una sua notevole attività contro stafilococco, streptococco e germi che si sviluppano a livello delle mucose, in particolare di trachea e bronchi.

Posologia. Assumere 50 gocce 2 volte al giorno o 70 gocce in un'unica somministrazione, se associato ad altri gemmoterapici. Per potenziare l'efficacia antinfiammatoria si suggerisce l'associazione col macerato di Ribes nigrum I DH (50 gocce).http://www.riza.it/

Olio essenziale di lavanda: proprietà e utilizzo

L’olio essenziale di lavanda ha diverse proprietà terapeutiche, tra le più note ricordiamo quelle rilassante, antidepressiva e cicatrizzante

Il nome botanico della Lavanda è Lavandula angustifolia, L. officinalis, L. vera, L. spica. Appartiene alla famiglia delle Labiate e ha origine in Europa meridionale e occidentale. Si tratta di un arbusto sempreverde a fusti eretti, con foglie lineari e fiori raggruppati in sottili spighe blu violette. Le parti utilizzate per ottenere l'olio essenziale sono le sommità fiorite. Sono diverse le proprietà terapeutiche che possiede questa essenza, che si presenta come un liquido viscoso di colore verde scuro, con un odore erbaceo molto dolce, leggermente floreale. Tra le principali ricordiamo: antidepressiva, antispasmodica, antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, antireumatica, analgesica, decongestionante, sudorifera, insettifuga e rilassante.

L'olio essenziale di Lavanda: i principali impieghi

- L'olio essenziale di lavanda è un ottimo sedativo del sistema nervoso centrale: calma l'ansia, l'insonnia, l'agitazione e il nervosismo. Esercita un'azione riequilibratrice, essendo contemporaneamente tonica e sedativa.

- È utile in caso di incidenti, mediante inalazione dell'aroma o compresse da applicare sulla parte lesa, oppure una goccia da frizionare sul plesso solare.

- Ha proprietà analgesiche, antisettiche e antibiotiche che lo rendono molto valido nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: raffreddamento: influenza, tosse, raffreddamento, sinusite, catarro. In tutti questi casi è consigliabile usare l'olio essenziale di lavanda per via inalatoria o in frizione locale.

- Agisce sullo stomaco e sull'intestino: stimola l'attività di fegato e bile, le secrezioni gastriche e la peristalsi intestinale.

- Calma dolori e spasmi addominali e può dare beneficio in caso di dolori mestruali (è però da evitare in caso di mestruazioni abbondanti).

- Ha un'azione diuretica ed è un ottimo antisettico, che contrasta le affezioni del sistema genito-urinario, come le cistiti.

- Allevia i dolori muscolari.

- Ha anche proprietà cicatrizzanti e qualche goccia di lavanda apporta sollievo in caso di tagli, ferite, piaghe, punture d'insetti, eritemi da medusa.

- È un'ottima essenza per i bambini: tanti piccoli disturbi infantili (coliche, irritabilità, raffreddori, agitazione notturna, ecc.) possono essere alleviati da un massaggio sulla nuca o sul petto con olio essenziale di lavanda o con qualche goccia dell'essenza messa sul cuscino o nell'erogatore di aromi.

L'olio essenziale di Lavanda: alcune modalità di utilizzo

- Per alleviare mal di testa, tensione nervosa, stress, insonnia: 2 gocce di olio essenziale di lavanda massaggiate alle tempie, ai polsi e alla nuca, inspirando l'aroma lentamente e profondamente, alleviano il dolore e la tensione.

- Per favorire la pulizia della pelle impura e acneica: miscelare un po' di argilla verde (oppure polvere finissima di mandorle) con un po' d'acqua, 2 gocce di olio essenziale di lavanda, qualche goccia di succo di limone e un cucchiaino di miele. Applicare sul viso e rimuovere con acqua tiepida prima che secchi del tutto.

In caso di coliche: massaggiare 1 o 2 gocce di olio essenziale di lavanda sull'addome http://www.riza.it/

Crab Apple: l'antibiotico naturale

Il nome botanico di Crab Apple è Malus pumilia.


Questo fiore di Bach aiuta a guardarsi dentro e ad accogliere anche le parti di noi che non ci piacciono e che riteniamo dei difetti. Favorisce l’accettazione del proprio corpo, allontana la paura di sbagliare dando un senso di pulizia e di ordine interiori.
Questo rimedio naturale è particolarmente adatto per curare le infezioni del cavo orale, come per esempio le infiammazioni alle tasche gengivali, che sono molto dolorose e procurano gonfiore. Gli ascessi gengivali richiedono sempre l’intervento del dentista, ma questo rimedio naturale può svolgere una funzione preventiva e coadiuvante, favorendo l’eliminazione delle tossine. Crab Apple può essere utilizzato come ottimo sostituto degli antibiotici, che fiaccano e rendono inappetenti. Considerato infatti come una sorta di “antibiotico floreale” del sistema di Bach, aiuta ad attivare un processo di depurazione generale e favorisce, a livello locale, l’eliminazione dei batteri.

Crab Apple: come preparare il colluttorio naturale

Crab Apple va assunto oralmente nel dosaggio “classico” di 4 gocce 4 volte al giorno. Per rafforzarne l’effetto prepariamo il nostro colluttorio casalingo aggiungendo 10 gocce del rimedio puro in mezzo bicchiere d’acqua, da utilizzare per sciacqui locali 2 o 3 volte al giorno.

Scopri se sei un tipo Crab Apple

Se ti riconosci in almeno quattro delle seguenti caratteristiche, Crab Apple è il fiore di Bach che fa per te e ti aiuta a riequilibrare le tue emozioni e gli stati d’animo, anche miscelato ad altri fiori.

- Hai l’abitudine di lavarti spesso, soprattutto le mani.
- Provi un intenso disagio di fronte alle tue manifestazioni fisiche, per esempio piedi sudati, foruncoli, eruzioni cutanee.
- Hai paura di batteri e virus.
- Al ristorante pulisci ogni oggetto con il tovagliolo.
- Temi che il cibo possa essere contaminato.
- La tua è una famiglia rigida, con molti tabù legati alla sessualità.
- Vorresti seguire i tuoi istinti, ma ne hai paura.
- Ti senti sempre invaso dagli altri.
- Hai un senso di repulsione per gli animali.

I rimedi californiani complementari

- Manzanita e Pretty Face, per le persone che non accettano il proprio corpo.
- Self-Heal, per favorire la purificazione.

http://obiettivobenessere.tgcom.it/

sabato 20 novembre 2010

I funghi fanno bene al nostro organismo

I funghi sono ottimi per la dieta perché non fanno ingrassare, sono ricchi di minerali e molto digeribili.
Alcuni, come lo shitake, aiutano a combattere il cancro, stimolando il sistema immunitario, fanno abbassare il colesterolo cattivo e tengono sotto controllo la pressione arteriosa; contengono molta vitamina B, e fibre solubili utilissime per spazzare via dal nostro intestino le sostanze tossiche, i grassi e gli zuccheri in eccesso. Sono inoltre presenti vitamina E, betacaroteni, acido folico e sali minerali (potassio, fosforo, calcio, ferro, rame, zolfo). Le proteine sono l’1,6% circa nei funghi freschi e il 40,6% circa in quelli secchi; i carboidrati e i grassi sono scarsi. Il potere calorico è di circa 11 kcal/100 g per i funghi freschi e di 296 kcal/100 g per i funghi essiccati. Seguici e scopri tante altre informazioni utili…

Sistema immunitario più forte con i funghi

Alcuni funghi commestibili hanno proprietà terapeutiche. I funghi shitake, per esempio, contengono germanio, un elemento che rafforza il sistema immunitario, e lentinano, un polisaccaride scoperto nell’Università del Michigan (USA), dalle proprietà antivirali. Secondo alcune ricerche giapponesi e cinesi, il lentinano è in grado di contrastare la leucemia e il cancro al seno, sembra infatti che induca l’organismo a produrre più interferone, un agente di difesa contro i virus e i tumori. Questi funghi sono stati sperimentati con successo anche contro il colesterolo. I funghi neri o moer hanno invece proprietà anticoagulanti, come dimostrato da un ricercatore dell’Università del Minnesota (USA), e sono quindi particolarmente indicati nella prevenzione di ictus e infarto.http://obiettivobenessere.tgcom.it

sabato 13 novembre 2010

Il disintossicante carciofo

Il Carciofo è con tutta probabilità una pianta ottenuta dalla coltivazione e selezione dei carciofi selvatici, che alcuni botanici attribuiscono all'abilità dei giardinieri italiani. Il nome di questa pianta deriva dall'arabo "kerschouff". Mentre nella normale alimentazione siamo abituati a consumare il frutto del Carciofo, in fitoterapia si utilizzano invece le foglie, peraltro presenti anche in Farmacopea.

Attività principali e impiego terapeutico

I preparati a base di foglie e/o capolini di carciofi hanno un'attività epatoprotettrice, coleretica, ipocolesterolemizzante, ipolipemizzante, ipoglicemizzante, diuretica e depurativa. Essi sono utilizzati nei disturbi del fegato e della colecisti, nei disturbi metabolici quali colesterolo e/o trigliceridi alti, nell'iperuricemia e nel diabete dell'anziano. Il carciofo è anche molto utile per la prevenzione e la cura di danni al fegato dovuti a sostanze tossiche di varia natura, e può rappresentare un valido aiuto nelle digestioni lente e difficili, nella sonnolenza postprandiale ed in tutti i casi di diete squilibrate, soprattutto eccedenti in grassi animali. La pianta viene generalmente considerata un buon "disintossicante" e digestivo, oltretutto sfruttato anche dall'industria liquoristica. Le preparazioni tradizionali tuttavia (tisane, ecc.) sono molto amare, tanto che non dovrebbero essere usate neppure durante l'allattamento.

Conoscenze scientifiche

Sono ben conosciuti alcuni costituenti quali i flavonoidi, i tannini, i derivati dell'acido caffeico. Sotto forma di estratti standardizzati il Carciofo è utilizzabile per favorire la produzione e la fluidità della bile, ma anche per ridurre l'ipercolesterolemia. Il Carciofo entra nella composizione di alcune specialità medicinali quali epatoprotettori e lassativi.

Avvertenze

Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico; si dovrebbe tuttavia evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per possibile irritazione della mucosa gastroenterica. I preparati a base di Carciofo sono sconsigliati in presenza di piccoli calcoli della colecisti, perché colecistocinetico.

Livelli di tossicità: non disponibili.

Gravidanza ed allattamento: se ne sconsiglia la somministrazione nelle donne che allattano in quanto sembra che freni la lattazione.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età. http://www.universonline.it/

La liquirizia

La pianta della Liquirizia cresce spontanea anche nelle regioni del bacino mediterraneo, compresa l' Italia, ed è coltivata in particolare per l' industria dolciaria e farmaceutica. Il suo nome botanico significa "radice dolce" in quanto presenta proprio un sapore dolciastro che ne consente l'impiego soprattutto in caramelle o come edulcorante di tisane. Della pianta si usano le radici ed i rizomi, presenti anche in Farmacopea Ufficiale.

Tempo balsamico: le radici si raccolgono in autunno (settembre-novembre) da piante di almeno 3 anni; si lavano, si tagliano in pezzi di 10-20 cm e si essiccano al sole. Si conservano in sacchetti di carta, o in vasi di vetro, perché la droga é igroscopica, ed assorbe facilmente l'umiditá ambientale. Il suo principale principio attivo, la glicirrizina, ha un potere dolcificante 50-70 volte superiore a quello del saccarosio.

Attività principali e impiego terapeutico

La radice di Liquirizia entra nella composizione di preparazioni erboristiche come correttore del sapore, e come antispastico quando usata con piante lassative. Nelle vecchie preparazioni fitoterapiche veniva consigliata come sedativo della tosse e contro i dolori di stomaco.

Conoscenze scientifiche

Oggi sappiamo che i costituenti principali della Liquirizia sono flavonoidi e saponine, tra le quali in particolare la glicirrizina, una saponina triterpenica costituita da sali di calcio e di ammonio dell'acido glicirrizico; completano il quadro cumarine e fitosteroli. Gli estratti di radice di Liquirizia presentano attività citoprotettiva, antinfiammatoria e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale, dovute in particolare alla glicirrizina, sia per contatto diretto con la lesione, sia per stimolo indiretto alla produzione di muco da parte delle cellule della parete gastrica. La Liquirizia trova pertanto indicazione nella prevenzione e nella cura delle ulcere gastriche e duodenali, delle gastriti e ulcere da farmaci (FANS, cortisonici) e alcool, e delle mucositi da chemioterapici. All'effetto antinfiammatorio della glicirrizina si associa l'effetto antispastico sulla muscolatura liscia esercitato dai flavonoidi. La glicirrizina presenta anche potenti effetti immunomodulatori, e riduce il rischio di cancerizzazione dell'epatite da virus C.

Avvertenze

Il più importante meccanismo d'azione della Liquirizia consiste nel blocco della reduttasi epatica dei corticosteroidi e in uno stimolo diretto della produzione degli ormoni surrenalici. Recentemente è stata pure dimostrata un'azione a livello dei recettori per i gluco e mineralcorticoidi. Questo può comportare ipopotassiemia, ritenzione di sodio e ipertensione arteriosa. Sono stati descritti anche numerosi casi di rabdomiolisi e miopatie da abuso di Liquirizia. L'uso continuo di Liquirizia è controindicato in caso di ipopotassiemia, ipertensione, ritenzione idrosalina, sindrome premestruale, sovrappeso corporeo, insufficienza renale o epatica. Può interferire con diuretici, lassativi antrachinonici, digitatici, cortisonici, antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina ecc.), insulina: possibile aumento della ipopotassiemia.

Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: non utilizzare. E' sconsigliata l'assunzione sia nel periodo della maternità che dell'allattamento, i pericoli superano qualunque possibile beneficio.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.http://www.universonline.it/

mercoledì 3 novembre 2010

Rimedi della nonna....funzionano sempre?

Febbre — Vino cotto con un pizzico di zucchero e uno di cannella. Al posto del vino potete usare latte o acqua e lo zucchero si può sostituire con il miele. L'ideale è berlo alla sera, prima di andare a letto, dormendo ben coperti: favorisce la sudorazione e prepara una notte di sonno sereno. Latte bollente con due dita di cognac e due cucchiai di miele da prendere prima di andare a letto. Il latte contiene sostanze saline, energetiche e rilassanti e inoltre reidrata la persona che suda; il cognac favorisce la traspirazione e la dispersione del calore benché all'inizio scaldi; il miele infine contiene sostanze energetiche e antinfettive naturali.

Naso chiuso — Il suffumigio: si respirano a fondo i vapori di una pentola in cui all'acqua bollente avete aggiunto salvia o fiori di camomilla o eucalipto per decongestionare le mucose nasali. I vapori vanno respirati per 5-10 minuti: basta avvicinare il capo (coperto da un asciugamano in modo da non disperdere il vapore) a circa 20 cm dal recipiente, per due massimo tre volte al giorno.

Tosse — Bevete tutte le sere dopo cena una tisana a base di timo, eucalipto e menta, dolcificata con il miele. Le banane alleviano il fastidio della tosse notturna, così come bere il succo di un limone con un cucchiaio di miele. Anche le patate la calmano: avvolgete le patate lesse in un panno di cotone e schiacciatele, ponete il sacchetto sul petto (controllando la temperatura) e ricopritelo con dei panni.

Mal di gola — Fate bollire due bastoncini di liquirizia in poca acqua, assieme a due foglie di alloro e bevete questo infuso tiepido, dopo aver aggiunto un cucchiaio di miele. Utile anche fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d'acqua e sale oppure con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco.

Mal di testa — Tagliate delle fette di patata e mettetele sulla fronte fermate con un foulard possibilmente di seta. In alternativa, passate un po’ di olio di lavanda sulla fronte. Ha una azione rilassante.

Raffreddore — Per farlo passare bevete molta acqua per impedire la disidratazione e mantenere il muco ben fluido. Una o due volte al giorno è ottimo consumare una spremuta di agrumi ricca di vitamina C, addolcita con un cucchiaio di miele.

Raucedine — Bevete durante la giornata un centrifugato di carote fresche ed un cucchiaino di miele.

Mani e labbra screpolate — Tenete le mani a bagno per cinque minuti in acqua dove sono state bollite alcune foglie di lauro, noce, nocciolo e sedano. Massaggiatele poi con una crema idratante. Le labbra screpolate tornano di nuovo belle morbide se le si spalma con abbondante miele.

Dolori alle orecchie — Lessate delle cipolle, quindi avvolgetele in un panno e mettetele sull’orecchio.

Dolori artrofisici — Fate degli impacchi di cavolo bianco: lessate il cavolo, schiacciatelo o frullatelo, quindi riempite degli strofinacci di cotone e poneteli sulla parte dolorante.

Convalescenza — Per recuperare le forze è consigliata un'insalata di cavolo condita con succo di limone, olio, aceto di mele, peperoncino, miele, pinoli, sesamo e mandorle. Mangiate pomodori crudi molto maturi o berne il succo.

Prevenzione — Per prevenire ogni tipo di raffreddamento, è utile il peperoncino: fate bollire a fuoco lento in 250 ml di acqua, per circa 10 minuti, mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere. Dopo avere filtrato, si ottiene una miscela da consumare nella misura di un cucchiaio sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda.

Mabel Bocchi http://www.gazzetta.it/

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