Cure e rimedi naturali

sabato 30 ottobre 2010

Arancio amaro


Caratteristiche:
L’arancio amaro cresce spontaneamente in India, ma è coltivato anche nel sud Italia e nella Spagna; è più robusto dell’arancio dolce per questo si usa come portainnesto per tutte le nuove varietà di agrumi e spesso anche per l'ibridazione delle varietà già note. Il frutto è difficile da reperire in commercio, ma si utilizza per la preparazione della marmellata, della frutta candita e la buccia si usa per la preparazione di alcuni liquori.

Scienza:
Il principale alcaloide di interesse scientifico contenuto nell’arancio amaro è la sinefrina, un acceleratore del metabolismo che dovrebbe aiutare l’organismo a bruciare i grassi. Dalla buccia dell’arancio amaro si ricava l’olio essenziale utilizzato come antiinfiammatorio e disinfettante; può essere utile in caso di digestione difficile e si usa per stimolare l’appetito perché è un tonico dell’apparato digerente. È un tonico anche per il sistema nervoso centrale infatti trova indicazione anche nell’insonnia e nell’esaurimento nervoso. Per uso topico l’olio essenziale si usa nella forfora, nella cura dell’acne, per la riattivazione del microcircolo. La pianta riesce anche a favorire il senso di appetito e di sazietà, per questo è usato a scopo dietetico insieme ad altre piante, come ad esempio il Guaranà, la Cola, l’erba mate.

Assunzione:
L’arancio amaro si assume sotto forma di tisana o capsule per bocca; l’olio essenziale è utilizzato soprattutto per uso topico.
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Uso:
L'estratto secco di arancio amaro viene utilizzato nei prodotti per perdere peso o come tonico. L'olio essenziale si usa per contrastare la diarrea, nella digestione difficile, nell’insonnia dovuta a nervosismo e stress e nel raffreddore.

Storia:
Il Citrus aurantium è una pianta già utilizzata nella medicina tradizionale cinese come stimolante delle funzioni vitali dell’organismo, sotto il nome di Zhi-Shi. Gli arabi lo hanno coltivato sin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo hanno importato in Sicilia.

Effetti:
I prodotti a base di arancio amaro non andrebbero usati nelle persone ipertese o con problemi cardiaci perché l’arancio amaro è un acceleratore del metabolismo. Tali prodotti non andrebbero assunti neppure dai pazienti in cura con gli inibitori delle MAO, una classe di antidepressivi; non andrebbero assunti neppure da pazienti con problemi di ulcera, acidità e bruciore di stomaco; il loro uso, infine, è sconsigliato in gravidanza e allattamento
http://www.sanihelp.it/

La Lavanda


Caratteristiche:
La lavanda è una pianta tipica dei paesi del Mediterraneo; cresce bene nei terreni aridi e sassosi ed è diffusa soprattutto nell’Italia meridionale. I fiori di lavanda per uso erboristico vengono raccolti non appena inizia la fioritura mentre per l’industria cosmetica e la profumeria la raccolta viene effettuata nel pieno della fioritura.

Scienza:
Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che la lavanda può avere valenza curativa. In particolare sembra che la lavanda possa essere utile per calmare l’ansia. Sembra anche che l’olio di lavanda sapientemente miscelato con altri oli essenziali può favorire la ricrescita dei capelli in caso di alopecia.

Assunzione:
L’olio essenziale di lavanda può essere assunto per inalazione; gli oli essenziali però possono anche avere un esclusivo uso topico; esistono formulazioni a base di lavanda da assumere anche per os.
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Uso:
L’olio essenziale di lavanda viene utilizzato per le sue proprietà antisettiche, disinfettanti, vasodilatatrici, antidolorifiche, diuretiche ed è anche un leggero sedativo. Le inalazioni dell’olio di lavanda possono calmare il raffreddore e la tosse. L’olio essenziale di lavanda si può usare anche come colluttorio; la lavanda si può usare anche come tonico astringente per i pori dilatati della pelle.

Storia:
Il termine lavanda deriva dal gerundio latino della parola lavare, alla lettera che deve essere lavato, per indicare come soprattutto nel Medioevo, la pianta si usasse per la detersione del corpo, ma nell’antichità la lavanda si utilizzava anche come disinfettante per la pulizia dei pavimenti. La lavanda a partire dal 1700 è stato il principale costituente dei pot pourri per profumare la casa. a spiga di lavanda è considerata un amuleto contro le disgrazie e i demoni e anche un talismano capace di portare fecondità e prosperità. La lavanda è l’essenza astrale del segno zodiacale dell’ariete.

Effetti:
L’uso della lavanda nell’aromaterapia è del tutto sicuro nell’adulto, anche se a volte l’applicazione dell’olio essenziale sulla pelle può causare reazioni avverse. Se la lavanda viene assunta per bocca possono comparire mal di testa, un cambio nell’appetito e costipazione.
http://www.sanihelp.it/

Auricoloterapia: stimolando precisi punti dell'orecchio si può guarire da piccoli disturbi

Alla scienza medica oggi è noto che, stimolando determinati punti dell’orecchio, analogamente a quanto avviene con l’agopuntura, si può migliorare il proprio stato di salute.
È questo il principio dell’auricoloterapia, una terapia naturale, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, volta alla cura e al benessere della persona attraverso la stimolazione del padiglione auricolare.

Tale scienza sottolinea la stretta relazione tra l’orecchio e il sistema nervoso centrale: ogni punto del corpo possiede una corrispondenza nell’orecchio e ogni punto del padiglione auricolare forma un minuscolo complesso neurovascolare attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello e organi.
L’auricoloterapia consente di trattare diverse affezioni attraverso la stimolazione riflessa dei vari punti auricolari e di diagnosticare lo squilibrio energetico degli organi attraverso la valutazione dei corrispondenti punti dell’orecchio. A seconda del punto soggetto a stimolazione e della tecnica di massaggio utilizzata, viene usata per perdere peso, smettere di fumare, dormire meglio, curare piccoli disturbi della pelle, della respirazione, ma anche disordini alimentari, psicologici e sessuali. Può essere affiancata all’agopuntura o ad altri approcci, sia della medicina tradizionale che non (omeopatia, fitoterapia, eccetera). Viene praticata da professionisti in strutture dedicate. Solitamente si eseguono cicli di 10 sedute, della durata media di circa 15-20 minuti, con una frequenza stabilita in base al disturbo da evidenziare e/o trattare.

In alternativa, oggi esistono dispositivi con tecnologia brevettata, consistenti in due biomagneti in materiale naturale che, applicati all’orecchio senza forarlo, esercitano una pressione programmata su determinati nervi. Non invasiva, semplice e sicura, senza controindicazioni o effetti collaterali, la terapia articolare si può applicare autonomamente in qualsiasi momento della giornata. (prezzo: 49,00 euro).  http://www.sanihelp.it/

mercoledì 27 ottobre 2010

Tanta buona energia dalle castagne

«La virtù principale del frutto avvolto dal riccio è rifornire l'organismo di energia pulita», spiega Eugenio Del Toma, presidente onorario dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «Porta in dote carburante per la macchina uomo, diciamo così, ma senza lasciare in circolo residui tossici che affaticano fegato e reni, perché i suoi componenti vengono tutti trasformati e assimilati».

Una sorta di benzina verde, ideale per combattere la stanchezza e per chi fa molto sport o va spesso in palestra. Il segreto sta nell'alto contenuto di amidi, zuccheri che vengono assorbiti lentamente e che per questo motivo sono in grado di tenere stabile il tasso di glicemia del sangue, allontanando il rischio di cali energetici.
È evidente, per la stessa ragione, che il frutto non giova a chi ha bisogno di dimagrire. Tante le calorie: le castagne fresche ne forniscono poco più di 200 per un etto, 349 le essiccate. A parte l'abbondanza di amido e una buona presenza di potassio (500 milligrammi per 100 grammi), utile in caso di crampi muscolari frequenti e di ipertensione, l'apporto nutrizionale è modesto: le proteine vegetali sono pochissime (6%) e il calcio non è ben assorbibile dall'organismo.
Una raccomandazione, per concludere: mai esagerare con le quantità. Non è molto digeribile l'amido crudo o poco cotto (le caldarroste non si arrostiscono in modo uniforme, in qualche punto il fuoco le brucia, in altre non le cuoce).
E qualche problema lo creano anche gli oligosaccaridi, zuccheri a basso peso molecolare che gli enzimi non sanno scindere e che fermentano nel colon. Perciò, le castagne crude e cotte sono sconsigliate se si soffre di gonfiori addominali, colite o gastrite. Meglio le ballotte, castagne bollite in acqua e sale con l'aggiunta di finocchietto: così sono digeribili anche per i bambini piccoli. http://salute.leiweb.it

lunedì 25 ottobre 2010

Come curare i dolori articolari col cibo

Spesso, dietro un’infiammazione articolare si nasconde un sovraccarico alimentare, ma anche una carenza di vitamine e minerali oggi molto più comune di quanto si possa pensare (dovuta a fast food, eccesso di prodotti fatti con farine bianche, troppo zucchero e troppi grassi “cattivi” ecc.).

Quali cibi scegliere

Cereali e derivati integrali; frutta e verdure fresche e di stagione in abbondanza; soia e derivati (soprattutto il tofu); carni bianche, pesce di mare, uova; oli vegetali spremuti a freddo, in particolare olio di lino, di noce e di oliva.

E quali evitare

Latte, lieviti e grano (spesso i dolori sono scatenati da intolleranza a questi alimenti); zucchero e cibi ove è presente; alimenti in scatola e/o con additivi; salumi e insaccati; farine private della crusca e prodotti da forno che la contengono; carni rosse.

Le sostanze necessarie

Vincere i dolori delle articolazioni è possibile adottando una dieta che apporti buone quantità di vitamine, minerali e acidi grassi essenziali. In particolare, non devono mancare la vitamina E (utile per rigenerare le articolazioni) e la vitamina B3 (che migliora la motilità articolare, la forza muscolare e diminuisce stanchezza e affaticamento in chi soffre di dolori articolari). Il boro ha, invece, un effetto sul metabolismo del calcio (quindi contrasta l’osteoporosi, anch’essa possibile causa di aggravamento del dolore): una deficienza di boro è stata individuata negli artrosici e uno studio ha evidenziato che supplementi di boro nella dieta miglioravano i sintomi. Infine, sono importanti anche il manganese e gli Omega 3, dalla potente azione antinfiammatoria e rigenerante del sistema nervoso e dei nervi (efficace quindi anche contro nevralgie, sciatalgie ecc.).

I cibi che le contengono

Ma dove trovare tutti questi nutrienti fondamentali per vincere il dolore? Scoprilo con noi!

•Vitamina E: noci, soia, avocado, oli vegetali spremuti a freddo, rosso d’uovo, cereali integrali.

•Vitamina B3: pesce, cereali integrali, soia e legumi in genere, noci, pomodori, avocado.

•Boro: noci, soia, frutta e verdure fresche (broccoli, carote, rape, zucchine, cipolle ecc.), cereali integrali, germogli di alfalfa (erba medica), avocado.

•Omega 3: pesce (soprattutto se grasso), semi di lino e l’olio che se ne ricava, noci, fagioli di soia secchi, avocado.

•Manganese: soia e legumi in genere, riso integrale, mandorle, noci, tè, avocado, alghe.

Aiutati con un rimedio omeopatico privo di effetti collaterali

Il rimedio omeopatico Rhus Toxicodendron è indicato per i dolori che si presentano a seguito di dolori articolari, ma anche di cervicalgia. Tutti i sintomi Rhus Toxicodendron migliorano con il caldo secco, le applicazioni calde e il movimento, peggiorano con l’umidità, l’immobilità, il cambiamento del tempo e di notte. Nel caso in cui il dolore sia acuto si prendono 3 o 4 granuli per 3 o 4 volte durante la giornata, se è cronico si procede con l’assunzione di 5 granuli al mattino a digiuno anche per 2 o 3 mesi consecutivi, aumentando il ritmo delle assunzioni in caso di riacutizzazione del dolore.

http://obiettivobenessere.tgcom.it

Mirto contro tosse e raffreddore

Le virtù del mirto sono note dall'antichità


Il mirto è una pianta celebre sin dall'antichità, sia perché ricca di virtù terapeutiche, sia perché gli eroi della mitologia greca venivano rappresentati con il capo agghindato con le sue foglie: il mirto era una dunque pianta legata alla bellezza, ma anche alla gloria e all'eroismo. Le proprietà curative del mirto sono molteplici, ma in particolare le foglie sono ricche di principi attivi dalla notevole azione antisettica e balsamica. L'olio essenziale di mirto viene eliminato attraverso i polmoni e quindi, attraversandone i tessuti, ne combatte i processi infettivi.

Il mirto, una barriera per le infezioni da primi freddi

Basta osservare la struttura delle foglie del mirto per notare quanto siano dure e pungenti come artigli: sono foglie "da difesa", capaci di tutelare la pianta e i suoi frutti. Allo stesso modo contengono sostanze adattissime a sostenere l'azione autunnale del sistema immunitario che ha proprio il compito di difendere il nostro organismo dai malanni di stagione, l'influenza, la tosse, le bronchiti... L'olio essenziale di mirto infatti, come suggeriscono i vecchi trattati di erboristeria, è un toccasana per il nostro apparato respiratorio.

Olio essenziale di mirto: modi d'uso

- L'olio essenziale di mirto si può usare in forma preventiva, per tenere disinfettate le vie respiratorie, posizionando un vaporizzatore nella stanza in cui sostiamo abitualmente con 10-15 gocce di olio essenziale. Mantenete in funzione il vaporizzatore anche la notte, nella camera da letto, per proteggervi durante il riposo, e in particolare usate questo sistema con bambini e anziani.

- Se invece siete già vittime di una infreddatura, o avete la bronchite, potete frizionare delicatamente 1-3 gocce d'olio essenziale di mirto (diluite in un cucchiaio di olio di mandorle) sul petto, facendo così in modo che svolgano un'adeguata azione mucolitica ed espettorante. Contemporaneamente preparate un decotto di foglie (mettete in 1/2 litro d'acqua 7 g di foglie secche di mirto: fate bollire e filtrate) e bevetene 4-5 tazze durante la giornata.

- Non dimenticate i suffumigi, vecchio ma sempre utile rimedio della nonna, da utilizzare soprattutto quando a essere interessate sono le vie aeree superiori, quando cioè abbiamo il naso chiuso. Mettete 2-3 gocce di olio essenziale di mirto in un contenitore ricolmo di acqua bollente e dopo esservi coperti il capo, respirate per 4-5 minuti, ripetendo l'operazione un paio di volte al giorno sino a risultato ottenuto.

http://www.riza.it/benessere

domenica 24 ottobre 2010

Bevanda ai cachi per disintossicare il fegato e regolarizzare le funzioni intestinali

Frullare 2 cachi, un pezzetto di radice di zenzero fresca e 2 cucchiai di succo di limone. Bere subito guarnendo con una scorza di limone.I cachi sono ricchi di carotenoidi antiossidanti, selenio e potassio, hanno un’azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali, depurativa, utile per eliminare le tossine che intasano il fegato.

Succo di carota al profumo di rosmarino per stimolare le funzioni del fegato

Passare nella centrifuga 3 carote e qualche fogliolina di rosmarino. Condire con una presa di pepe e bere subito. La carota é ricca di vitamine A, del gruppo B e C, di ferro, calcio e potassio, ha effetti antiossidanti e diuretici. Il suo effetto disintossicante è utile nel trattamento dei disturbi della pelle, dell’artrosi e della gotta. Consigliata anche in caso di colite e gastrite. Il pepe contiene piperina, una sostanza che stimola il metabolismo.

venerdì 15 ottobre 2010

Il Tè verde

L'origine del tè verde è raccontata da una singolare leggenda cinese. Si narra che l'imperatore cinese Shen Nung fosse intento a bollire la sua acqua da bere quotidiana. Riteneva infatti che questa consuetudine mattutina fosse un'efficace garanzia di vita lunga e sana. Mentre l'acqua bolliva, un soffio di vento depositò alcune foglie di Camellia Sinensis nel recipiente in ebollizione. L'imperatore, apprezzandone l'aroma, lo bevve. Da allora, la pratica di consumare tè verde si diffuse in tutta la Cina.
Antica bevanda millenaria, il tè verde per le sue proprietà salutari desta meraviglia proprio perché svolge un'azione molto profonda su tutto l'organismo.

Meglio tre giorni senza cibo che un solo giorno senza tè...

Il tè verde rimane una delle spezie da infuso più pregiate al mondo. Ben noto nella tradizione orientale come apportatore di salute, è oggetto di interessanti studi che ne dimostrano la preziosa azione terapeutica. E' infatti utile per la prevenzione e la cura di alcune delle principali malattie che affliggono la società moderna, come il cancro e le malattie cardiovascolari. Polifenoli, tannini, catechine, flavonoidi, vitamine e sali minerali sono sostanze presenti in questa bevanda. Hanno un'attività antiossidante fino a 100 volte più potente della vitamina E e della vitamina C. Una tazza di tè verde offre una maggiore protezione contro il danno ossidativo da radicali liberi di un piatto di broccoli, di una porzione di frutti di bosco o di un'arancia.
Esistono tre tipi di tè: Nero, Oolong e Verde, tutti ricavati dalle foglie della Camellia Sinensis, sottoposte a diverse fasi di lavorazione. Il tè nero è quello maggiormente consumato nei paesi europei e americani. Ha un gusto deciso e gradevole, frutto della lunga fermentazione subita dalle sue foglie. Il tè verde invece deriva da foglie essiccate e trattate per impedire il processo di fermentazione. Le foglie del tè Oolong vengono lasciate fermentare per un tempo più breve.
Esistono poi alcune varietà di tè verde. Il Gyokuro è un tè giapponese di altissima qualità, dal sapore amabile e corposo. Il Sencha è il più comune tè verde, dal gusto delicato e usato come bevanda da pasto. Il Matcha è il tè impiegato per la cerimonia giapponese del tè, mentre il Bancha è un tè verde a ridotto contenuto di teina dal sapore molto netto e forte, indicato per un consumo quotidiano abbondante.

10 preziosi principi per il benessere.
1. Contribuisce a tenere sotto controllo il colesterolo del sangue
2. Rallenta il processo di invecchiamento cutaneo grazie alla potentissima attività antiossidante delle catechine.
3. Riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
4. Aiuta a prevenire il rischio del cancro, inimizzando i danni da radicali liberi.
5. Rinforza il sistema immunitario
6. Riduce il rischio di ictus cerebrale
7. Aiuta a prevenire la carie e la caduta dei denti
8. Abbassa il rischio di arteriosclerosi
9. Aiuta a regolarizzare la concentrazione di zuccheri nel sangue
10. Favorisce il dimagrimento.

Esiste poi un modo giusto per fare il tè verde: con piccole regole si può trarre il meglio delle sue foglie. Per mantenere integro il preziosissimo patrimonio di principi attivi, la preparazione deve rispettare alcune regole. Il tè va lasciato in infusione in acqua calda ma non bollente.
L'acqua bollente denatura e ossida molte sostanze attive del tè verde, rendendolo molto efficace. L'infusione dovrebbe essere compresa tra i due e i quattro minuti.
Chi preferisce può dolcificarlo con poco miele o malto d'orzo e aggiungervi una fetta di limone. Evitate di aggiungere latte: la caseina, una proteina del latte neutralizza i componenti più benefici del te verde.
http://www.bellezza.it/

martedì 5 ottobre 2010

Noci antistress

Una dieta ricca di noci aiuta a combattere gli effetti biologici dello stress. Lo ha scoperto una ricerca pubblicata dal Journal of the American College of Nutrition, secondo cui mangiare 9 noci al giorno diminuisce sia la pressione totale che l'aumento della pressione dovuta alle situazioni stressanti.

I ricercatori hanno studiato 22 adulti sani con il colesterolo alto, fornendo loro tutti i pasti per sei settimane. I soggetti che avevano un'alta quantita' di noci nella dieta, sottoposti a prove stressanti come parlare in pubblico o immergere i piedi nell'acqua fredda, hanno mostrato un minore aumento della pressione, e la migliore condizione circolatoria e' stata confermata anche con degli esami che misuravano la dilatazione delle vene. "E' la prima volta che si trova un beneficio simile da parte di un alimento nei confronti di un effetto dello stress - hanno scritto i ricercatori - questo puo' essere molto utile perche' non possiamo evitare i fattori di stress nella nostra vita".

 http://salute.agi.it/

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