Cure e rimedi naturali

giovedì 26 agosto 2010

Metodi naturali contro il mal di testa

Ribes nero (Ribes nigrum).
Questo è il rimedio fitoterapico che fa al caso nostro per “sciogliere” gli attacchi di cefalea “a grappolo”, quando, cioè, il mal di testa si concentra in un punto frontale per poi irradiarsi. È una cefalea che colpisce prevalentemente gli uomini e insorge durante il giorno. La personalità del soggetto è apparentemente forte e impenetrabile, il dolore viene vissuto con vergogna.
Uso e dosi: in tintura madre, 30 gocce in poca acqua. Tre volte al giorno. Fino a miglioramento.

Perthenium (Tanacetum parthenium).
È il rimedio adatto per quel mal di testa che compare regolarmente; spesso riusciamo a prevedere quando l’attacco si farà sentire. Il dolore è intenso e spesso ci paralizza nei momenti meno opportuni. È una cefalea legata al fatto che perché ci controlliamo troppo o che non manifestiamo certi aspetti di noi per timidezza. Così l’energia “bloccata” trova via di espressione attraverso il mal di testa.
Uso e dosi: da assumere in TM, 30 gocce, due volte al giorno. Per tre mesi consecutivi.

Verga aurea (Solidago virga aurea).
Oltre a essere utile a reni e fegato, è adatta a contrastare tutte le forme di cefalea connesse ai periodi mestruali. Ma non solo: Verga interverrà anche in quei mal di testa che hanno origine per troppo sensibilità del soggetto. Piccoli contrattempi quotidiani vengono amplificati e rimuginati continuamente provocando a lungo andare dei mal di testa improvvisi e dolorosi.
Uso e dosi: da assumere in tintura madre, 25 gocce per due volte al dì fino a miglioramento.

Lavanda (Lavandula spica).
Adatto a quelle persone che soffrono perché non riescono a mettersi in luce, che si sentono sempre in lotta tra ciò che vorrebbero essere e l’impossibilità di diventarlo. Questa resistenza si ripercuote sulla testa attraverso una cefalea che nasce al risveglio e pulsa per tutto il giorno. Lavanda è il rimedio per affrontarla portando la persona a esprimere la propria natura, liberandosi da quel non-detto e non-fatto che si accumula giorno dopo giorno.
Uso e dosi: in tintura madre 25 gocce, due volte al dì, per un mese.

Iperico (Hypericum perforatum).
Adatto a coloro che sono sempre “su di giri” e faticano a fermarsi. Chi beneficerà di Iperico ha una personalità che sconta questi ritmi accelerati ogni volta che si ferma o rallenta: il mal di testa diventa quindi la spia di questo modo di essere sbagliato. Il disturbo compare soprattutto nel momento in cui cambiano i ritmi a cui si è abituati, ecco che cefalee da week-end o “da vacanza” sono i simboli più rappresentativi. Il male al capo si presenta con fitte e calore sul viso, accompagnato da tempie che “battono”. Da evitare in caso di assunzione di farmaci anticoncezionali, ipertensivi, psicofarmaci.
Uso e dosi: in tintura madre, 20 gocce, 3 volte al giorno per tre mesi.

Medicago sativa.
Quando il nostro mal di testa nasce da stress e tensioni accumulate, Medicago Sativa è la risposta giusta. Efficienti sul lavoro e in famiglia, perfetti nella vita sociale, ci si concede raramente una parentesi per rilassarsi per davvero. Ecco che la cefalea muscolo-tensiva è la prima conseguenza di questa rigidità.
Le dosi: 30 gocce di TM, tre volte al dì prima dei pasti. Fino a miglioramento.

http://obiettivobenessere.tgcom.it/wpmu/

Intestino pigro...cosa fare?

Un tris di erbe dolci salva intestino

Liquirizia, malva e carvi contrastano la stitichezza in maniera dolce e naturale
•La liquirizia: la sua radice è digestiva e antinfiammatoria a livello gastrico grazie alla presenza dell’acido glicirretico e dei flavonoidi che contiene. È indicata quindi in caso di gastrite. Inoltre, questo rimedio dolce ha proprietà leggermente lassative che ben si combinano a quelle di malva e carvi.
•La malva: largamente utilizzata per le sue proprietà lassative, disinfiammanti ed emollienti, questa pianta stimola la peristalsi senza irritare le mucose intestinali.
•Il carvi: usato anche nelle coliti e nei gonfiori addominali, questa pianta (di cui si impiegano i semi) è utile per combattere la stipsi e le fermentazioni intestinali che possono aggravare la situazione.

Come utilizzare il mix di erbe

Metti in un sacchetto di tela 20 g per ogni erba indicata e mescola bene; metti due cucchiaini di questa miscela in una tazza di acqua ben calda ma non bollente; lascia riposare per 10-15 minuti, quindi filtra e bevi subito. Puoi prenderne una tazza la mattina a digiuno e una la sera, prima di andare a dormire. Da usare soprattutto quando la stipsi è un sintomo della colite.

L’integratore per regolarizzare la peristalsi

È la fibra d’avena: non infiamma le mucose e facilita l’evacuazione
La ricerca scientifica dimostra che l’introduzione regolare di fibra d’avena nella dieta aiuta a mantenere costanti i livelli dell’insulina e degli zuccheri nel sangue. La fibra d’avena aumenta la massa fecale arrecando diversi benefici al colon. Una maggiore efficienza del tratto intestinale consente una migliore eliminazione di scorie e tossine e una conseguente riduzione del peso corporeo.

Come si usa

Prendi 2-4 tavolette da 3 g ognuna al dì, con abbondante acqua, ai pasti.

Come potenziarne l’efficacia

Anziché assumere le tavolette con acqua, prendile con un infuso di avena: versa un quarto di litro d’acqua bollente su un cucchiaio d’avena, lascia raffreddare, poi filtra. Al momento dell’assunzione delle tavolette bevine una tazza, preferibilmente senza dolcificare.

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