Cure e rimedi naturali

venerdì 26 novembre 2010

10 consigli per difendersi dal freddo

Il grande freddo, come quello che registriamo in questo periodo che tra l’altro proseguirà secondo gli esperti anche nelle prossime settimane, rappresenta una minaccia soprattutto per la salute degli anziani, dei bambini molto piccoli, delle persone affette da malattie croniche e dei poveri senza tetto.

Anche le persone giovani in apparente benessere possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi. Per questo il Ministero della Salute ha diffuso il decalogo “Difendiamoci dal freddo”. Alcuni consigli sembrano quasi ’scontati’, a volta banali, ma a volte vale la pena ricordare anche le cose ovvie.

1) Regolate la temperatura degli ambienti interni. In assenza di irraggiamento, con un abbigliamento idoneo e svolgendo un’attività sedentaria, si consigliano, per il microclima dell’abitazione, i seguenti valori ottimali: - temperatura 19-22 gradi - umidità relativa 40-50% - velocità dell’aria 0,10-0,15 m/s;

2) Curate l’umidificazione degli ambienti di casa riempiendo le apposite vaschette dei radiatori: una casa troppo fredda e un’aria troppo secca possono costituire un’insidia per la salute;

3) Curate l’isolamento di porte e finestre, riducete gli spifferi con appositi nastri o altro materiale isolante;

4) Se usate stufe elettriche o altre fonti di calore (come la borsa di acqua calda) evitate il contatto ravvicinato con le mani o altre parti del corpo;

5) Prestate particolare attenzione ai bambini molto piccoli e alle persone anziane non autosufficienti, controllando anche la loro temperatura corporea;

6) Assumete pasti e bevande calde (almeno 1 litro e mezzo di liquidi), evitate gli alcolici perchè non aiutano contro il freddo, al contrario, favoriscono la dispersione del calore prodotto dal corpo;

7) Uscite nelle ore meno fredde ella giornata: evitate, se possibile, la mattina presto e la sera soprattutto se si soffre di malattie cardiovascolari o respiratorie;

8) Indossate vestiti idonei: sciarpa, guanti, cappello, ed un caldo soprabito, sono ottimi ausili contro il freddo; 9) Passando da un ambiente freddo ad uno caldo abbiate cura di spogliarvi, per evitare di sudare e di raffreddarvi quando uscirete di nuovo;

10) Se viaggiate in automobile non dimenticate di portare con voi coperte e bevande calde.

E’ molto importante una corretta alimentazione. E’ bene scegliere verdure fresche, arance, mandorle, yogurt e semi di sesamo.

Tra i rimedi della natura utili per contrastare i geloni, ci sono alcuni fiori di Bach (Willow, Gorse e Honeysuckle), alcuni oligoelementi (manganese, zolfo, rame e zinco), oli essenziali (cipresso, zenzero e limone), estratti di piante (rusco, centella, cimifuga), diversi gemmoderivati e molte erbe.

Gli esperti di naturopatia consigliano bagni e automassaggi con oli riscaldanti, per i piedi ma anche per gambe, braccia e mani. http://valeriapini.blog.kataweb.it

lunedì 22 novembre 2010

Cibi integrali per ridurre la pressione

Sappiamo che i cereali integrali possono aiutare a controllare il peso perché danno un maggior senso di sazietà, che possono essere sono utili nella prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari e perfino per proteggerci da alcuni tumori, ma ora uno studio clinico controllato ci dice che i cereali integrali possono anche ridurre la pressione. Nello studio, pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition, alcuni ricercatori inglesi, dell'Università di Aberdeen, sono andati a verificare gli effetti sulla pressione arteriosa dell'aggiunta di cereali integrali alla dieta. Lo studio ha coinvolto più di 200 uomini e donne sani, di mezza età, i quali, dopo un periodo iniziale di dieta "raffinata", sono stati divisi in tre gruppi: uno ha continuato con questo tipo di alimentazione, gli altri due hanno sostituito tre porzioni di cereali raffinati con pari quantità di cereali integrali (di solo frumento, in un gruppo; di frumento e avena, nell'altro).
Per intenderci: due porzioni di cereali al giorno equivalgono, per esempio, a 70-80 grammi di pane, mentre 30-40 grammi di cereali da prima colazione equivalgono a una porzione). Dopo tre mesi si è osservato che nei gruppi a dieta "integrale" la pressione sistolica (la "massima") era diminuita di 5-6 mmHg rispetto a un solo mmHg in meno registrato nell'altro gruppo. Se confermati, questi risultati si potrebbero tradurre, a livello di popolazione generale, in una riduzione dell'incidenza di malattie coronariche e di ictus rispettivamente del 15 e del 25%. Allora, i cereali integrali diventeranno il nuovo caposaldo della dieta anti-ipertensiva? Risponde Vincenzo Savica, professore di nefrologia all'Università - Azienda ospedaliera Papardo di Messina, coautore di un recente articolo su "Dieta ed ipertensione", pubblicato dall'Annual Review of Nutrition. «Premesso che l'ipertensione arteriosa è anche un pesante fattore di rischio per malattie renali, che possono poi condurre al trattamento dialitico - dice Savica -, è assai probabile che la risposta alla domanda sia affermativa. Se altri studi confermeranno quanto si è ora visto, i cereali integrali potrebbero diventare uno "strumento" particolarmente vantaggioso per la salute di cuore e arterie, in grado, da un lato, di ridurre o stabilizzare i valori pressori e, dall'altro, di diminuire i livelli di colesterolo (come hanno già chiarito altre ricerche). Si ipotizza che l'effetto anti-ipertensivo dei cereali integrali sia da attribuire all'insieme delle sostanze che contengono, più che a singoli componenti, anche se restano da chiarire i meccanismi d'azione e rimane da capire se alcuni prodotti siano migliori di altri. Non bisogna dimenticare, però, che i derivati dei cereali sono fra le principali fonti di sodio, la cui riduzione resta uno dei pilastri della dieta antiipertensiva».

Cereali integrali a riduzione del sodio a parte, che cosa può servire per abbassare la pressione? «Senz'altro, ridurre il peso quando è in eccesso - chiarisce Savica - e va anche assicurata la presenza di adeguate quantità di potassio (buone fonti sono soprattutto frutta e verdura), che potrebbe contribuire a ridurre i valori pressori con l'aumento dell'eliminazione del sodio. Attenzione, però: chi decide di testa propria di sostituire il sale da cucina con quello "della farmacia" più povero di sodio, forse non sa che la notevole ricchezza di potassio di questo prodotto può essere dannosa per le persone che soffrono di malattie renali (magari senza saperlo) e tanto più per le persone in dialisi perché le espone ad aritmie cardiache anche gravi. «Anche il calcio, come quello del latte e dei derivati a basso contenuto di grassi, - prosegue Savica - e gli acidi grassi omega-3, di cui è ricco il pesce azzurro, potrebbero servire. Come pure un moderato consumo di tè, per il suo contenuto di flavonoidi che influenzerebbero positivamente il funzionamento delle cellule endoteliali (che rivestono la superficie interna delle arterie), migliorando il controllo dei valori pressori». E il cioccolato può aiutare come si dice? «Probabilmente sì, almeno nel caso del cioccolato fondente, ricco di flavonoidi. Questi effetti positivi si manifesterebbero già con piccole quantità: circa 6 grammi al giorno». «Riguardo all'alcol, mentre modeste quantità di vino rosso potrebbero avere un effetto positivo grazie all'azione vasodilatante dei fenoli - conclude Savica -, va evitato l'abuso, che aumenta il rischio d'ipertensione oltre che di ictus».

Carla Favaro http://www.corriere.it/

domenica 21 novembre 2010

I rimedi naturali contro il mal di gola

Ai primi accenni di mal di gola o bruciore, ricorriamo a un rimedio naturale di grande efficacia.
La ricetta è molto antica e ampiamente sperimentata: la usavano i contadini siciliani, per avere sollievo immediato. Gli ingredienti necessari per comporre la "pozione" sono di facile reperibilità: due arance ben mature e tre cucchiai di miele.

Il procedimento è semplicissimo: spremiamo bene le arance, raccogliendo il succo in un pentolino. Mettiamo sul fuoco e lasciamo riscaldare per due o tre minuti. Togliamo dal fuoco e aggiungiamo il miele. Amalgamiamo bene e beviamo subito, a piccoli sorsi, facendo qualche piccolo gargarismo.

Da assumere ai primi accenni di mal di gola, due o tre volte al giorno. La bevanda è ottima in qualsiasi momento della giornata, ad eccezione della sera, quando l'arancia può essere più difficile da digerire. Nel caso, ricordiamoci di prenderla almeno due ore prima di coricarci.

Mal di gola e tonsilliti addio con 4 noci al giorno

La noce è un ottimo rimedio naturale per il mal di gola, può essere consumata da sola o aggiunta a insalate e a dolci. È ricca di vitamine A, PP e soprattutto B ma anche di minerali come calcio, magnesio e zinco. La presenza dello zinco fa della noce un buon preventivo nei casi d'infezioni, soprattutto delle vie aeree superiori, poiché è un ottimo attivatore enzimatico delle difese immunitarie. Vanno preferite le noci "novelle" riconoscibili dal gheriglio sodo e chiaro.

Mangiare qualche noce al giorno (non più di 4, meglio se lontano dai pasti) può essere molto utile nel caso di carenze vitaminiche specifiche, nei ridotti apporti di calcio e nei momenti di stress, quando è importante un'integrazione del magnesio, il minerale che protegge oltre che dal mal di gola, anche da riniti, tonsilliti e faringiti.

Mal di gola e tonsillite: curiamole con le gemme in gocce

La gemmoterapia consiglia il macerato glicerico di Juglans Regia nella prevenzione e nel trattamento di mal di gola, tracheobronchiti, otiti e tonsilliti: evidenze scientifiche hanno mostrato una sua notevole attività contro stafilococco, streptococco e germi che si sviluppano a livello delle mucose, in particolare di trachea e bronchi.

Posologia. Assumere 50 gocce 2 volte al giorno o 70 gocce in un'unica somministrazione, se associato ad altri gemmoterapici. Per potenziare l'efficacia antinfiammatoria si suggerisce l'associazione col macerato di Ribes nigrum I DH (50 gocce).http://www.riza.it/

Olio essenziale di lavanda: proprietà e utilizzo

L’olio essenziale di lavanda ha diverse proprietà terapeutiche, tra le più note ricordiamo quelle rilassante, antidepressiva e cicatrizzante

Il nome botanico della Lavanda è Lavandula angustifolia, L. officinalis, L. vera, L. spica. Appartiene alla famiglia delle Labiate e ha origine in Europa meridionale e occidentale. Si tratta di un arbusto sempreverde a fusti eretti, con foglie lineari e fiori raggruppati in sottili spighe blu violette. Le parti utilizzate per ottenere l'olio essenziale sono le sommità fiorite. Sono diverse le proprietà terapeutiche che possiede questa essenza, che si presenta come un liquido viscoso di colore verde scuro, con un odore erbaceo molto dolce, leggermente floreale. Tra le principali ricordiamo: antidepressiva, antispasmodica, antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica, antireumatica, analgesica, decongestionante, sudorifera, insettifuga e rilassante.

L'olio essenziale di Lavanda: i principali impieghi

- L'olio essenziale di lavanda è un ottimo sedativo del sistema nervoso centrale: calma l'ansia, l'insonnia, l'agitazione e il nervosismo. Esercita un'azione riequilibratrice, essendo contemporaneamente tonica e sedativa.

- È utile in caso di incidenti, mediante inalazione dell'aroma o compresse da applicare sulla parte lesa, oppure una goccia da frizionare sul plesso solare.

- Ha proprietà analgesiche, antisettiche e antibiotiche che lo rendono molto valido nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: raffreddamento: influenza, tosse, raffreddamento, sinusite, catarro. In tutti questi casi è consigliabile usare l'olio essenziale di lavanda per via inalatoria o in frizione locale.

- Agisce sullo stomaco e sull'intestino: stimola l'attività di fegato e bile, le secrezioni gastriche e la peristalsi intestinale.

- Calma dolori e spasmi addominali e può dare beneficio in caso di dolori mestruali (è però da evitare in caso di mestruazioni abbondanti).

- Ha un'azione diuretica ed è un ottimo antisettico, che contrasta le affezioni del sistema genito-urinario, come le cistiti.

- Allevia i dolori muscolari.

- Ha anche proprietà cicatrizzanti e qualche goccia di lavanda apporta sollievo in caso di tagli, ferite, piaghe, punture d'insetti, eritemi da medusa.

- È un'ottima essenza per i bambini: tanti piccoli disturbi infantili (coliche, irritabilità, raffreddori, agitazione notturna, ecc.) possono essere alleviati da un massaggio sulla nuca o sul petto con olio essenziale di lavanda o con qualche goccia dell'essenza messa sul cuscino o nell'erogatore di aromi.

L'olio essenziale di Lavanda: alcune modalità di utilizzo

- Per alleviare mal di testa, tensione nervosa, stress, insonnia: 2 gocce di olio essenziale di lavanda massaggiate alle tempie, ai polsi e alla nuca, inspirando l'aroma lentamente e profondamente, alleviano il dolore e la tensione.

- Per favorire la pulizia della pelle impura e acneica: miscelare un po' di argilla verde (oppure polvere finissima di mandorle) con un po' d'acqua, 2 gocce di olio essenziale di lavanda, qualche goccia di succo di limone e un cucchiaino di miele. Applicare sul viso e rimuovere con acqua tiepida prima che secchi del tutto.

In caso di coliche: massaggiare 1 o 2 gocce di olio essenziale di lavanda sull'addome http://www.riza.it/

Crab Apple: l'antibiotico naturale

Il nome botanico di Crab Apple è Malus pumilia.


Questo fiore di Bach aiuta a guardarsi dentro e ad accogliere anche le parti di noi che non ci piacciono e che riteniamo dei difetti. Favorisce l’accettazione del proprio corpo, allontana la paura di sbagliare dando un senso di pulizia e di ordine interiori.
Questo rimedio naturale è particolarmente adatto per curare le infezioni del cavo orale, come per esempio le infiammazioni alle tasche gengivali, che sono molto dolorose e procurano gonfiore. Gli ascessi gengivali richiedono sempre l’intervento del dentista, ma questo rimedio naturale può svolgere una funzione preventiva e coadiuvante, favorendo l’eliminazione delle tossine. Crab Apple può essere utilizzato come ottimo sostituto degli antibiotici, che fiaccano e rendono inappetenti. Considerato infatti come una sorta di “antibiotico floreale” del sistema di Bach, aiuta ad attivare un processo di depurazione generale e favorisce, a livello locale, l’eliminazione dei batteri.

Crab Apple: come preparare il colluttorio naturale

Crab Apple va assunto oralmente nel dosaggio “classico” di 4 gocce 4 volte al giorno. Per rafforzarne l’effetto prepariamo il nostro colluttorio casalingo aggiungendo 10 gocce del rimedio puro in mezzo bicchiere d’acqua, da utilizzare per sciacqui locali 2 o 3 volte al giorno.

Scopri se sei un tipo Crab Apple

Se ti riconosci in almeno quattro delle seguenti caratteristiche, Crab Apple è il fiore di Bach che fa per te e ti aiuta a riequilibrare le tue emozioni e gli stati d’animo, anche miscelato ad altri fiori.

- Hai l’abitudine di lavarti spesso, soprattutto le mani.
- Provi un intenso disagio di fronte alle tue manifestazioni fisiche, per esempio piedi sudati, foruncoli, eruzioni cutanee.
- Hai paura di batteri e virus.
- Al ristorante pulisci ogni oggetto con il tovagliolo.
- Temi che il cibo possa essere contaminato.
- La tua è una famiglia rigida, con molti tabù legati alla sessualità.
- Vorresti seguire i tuoi istinti, ma ne hai paura.
- Ti senti sempre invaso dagli altri.
- Hai un senso di repulsione per gli animali.

I rimedi californiani complementari

- Manzanita e Pretty Face, per le persone che non accettano il proprio corpo.
- Self-Heal, per favorire la purificazione.

http://obiettivobenessere.tgcom.it/

sabato 20 novembre 2010

I funghi fanno bene al nostro organismo

I funghi sono ottimi per la dieta perché non fanno ingrassare, sono ricchi di minerali e molto digeribili.
Alcuni, come lo shitake, aiutano a combattere il cancro, stimolando il sistema immunitario, fanno abbassare il colesterolo cattivo e tengono sotto controllo la pressione arteriosa; contengono molta vitamina B, e fibre solubili utilissime per spazzare via dal nostro intestino le sostanze tossiche, i grassi e gli zuccheri in eccesso. Sono inoltre presenti vitamina E, betacaroteni, acido folico e sali minerali (potassio, fosforo, calcio, ferro, rame, zolfo). Le proteine sono l’1,6% circa nei funghi freschi e il 40,6% circa in quelli secchi; i carboidrati e i grassi sono scarsi. Il potere calorico è di circa 11 kcal/100 g per i funghi freschi e di 296 kcal/100 g per i funghi essiccati. Seguici e scopri tante altre informazioni utili…

Sistema immunitario più forte con i funghi

Alcuni funghi commestibili hanno proprietà terapeutiche. I funghi shitake, per esempio, contengono germanio, un elemento che rafforza il sistema immunitario, e lentinano, un polisaccaride scoperto nell’Università del Michigan (USA), dalle proprietà antivirali. Secondo alcune ricerche giapponesi e cinesi, il lentinano è in grado di contrastare la leucemia e il cancro al seno, sembra infatti che induca l’organismo a produrre più interferone, un agente di difesa contro i virus e i tumori. Questi funghi sono stati sperimentati con successo anche contro il colesterolo. I funghi neri o moer hanno invece proprietà anticoagulanti, come dimostrato da un ricercatore dell’Università del Minnesota (USA), e sono quindi particolarmente indicati nella prevenzione di ictus e infarto.http://obiettivobenessere.tgcom.it

sabato 13 novembre 2010

Il disintossicante carciofo

Il Carciofo è con tutta probabilità una pianta ottenuta dalla coltivazione e selezione dei carciofi selvatici, che alcuni botanici attribuiscono all'abilità dei giardinieri italiani. Il nome di questa pianta deriva dall'arabo "kerschouff". Mentre nella normale alimentazione siamo abituati a consumare il frutto del Carciofo, in fitoterapia si utilizzano invece le foglie, peraltro presenti anche in Farmacopea.

Attività principali e impiego terapeutico

I preparati a base di foglie e/o capolini di carciofi hanno un'attività epatoprotettrice, coleretica, ipocolesterolemizzante, ipolipemizzante, ipoglicemizzante, diuretica e depurativa. Essi sono utilizzati nei disturbi del fegato e della colecisti, nei disturbi metabolici quali colesterolo e/o trigliceridi alti, nell'iperuricemia e nel diabete dell'anziano. Il carciofo è anche molto utile per la prevenzione e la cura di danni al fegato dovuti a sostanze tossiche di varia natura, e può rappresentare un valido aiuto nelle digestioni lente e difficili, nella sonnolenza postprandiale ed in tutti i casi di diete squilibrate, soprattutto eccedenti in grassi animali. La pianta viene generalmente considerata un buon "disintossicante" e digestivo, oltretutto sfruttato anche dall'industria liquoristica. Le preparazioni tradizionali tuttavia (tisane, ecc.) sono molto amare, tanto che non dovrebbero essere usate neppure durante l'allattamento.

Conoscenze scientifiche

Sono ben conosciuti alcuni costituenti quali i flavonoidi, i tannini, i derivati dell'acido caffeico. Sotto forma di estratti standardizzati il Carciofo è utilizzabile per favorire la produzione e la fluidità della bile, ma anche per ridurre l'ipercolesterolemia. Il Carciofo entra nella composizione di alcune specialità medicinali quali epatoprotettori e lassativi.

Avvertenze

Normalmente gli estratti di Carciofo sono molto ben tollerati a livello gastrico; si dovrebbe tuttavia evitare l'assunzione insieme a farmaci gastrolesivi ed altri amari, per possibile irritazione della mucosa gastroenterica. I preparati a base di Carciofo sono sconsigliati in presenza di piccoli calcoli della colecisti, perché colecistocinetico.

Livelli di tossicità: non disponibili.

Gravidanza ed allattamento: se ne sconsiglia la somministrazione nelle donne che allattano in quanto sembra che freni la lattazione.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età. http://www.universonline.it/

La liquirizia

La pianta della Liquirizia cresce spontanea anche nelle regioni del bacino mediterraneo, compresa l' Italia, ed è coltivata in particolare per l' industria dolciaria e farmaceutica. Il suo nome botanico significa "radice dolce" in quanto presenta proprio un sapore dolciastro che ne consente l'impiego soprattutto in caramelle o come edulcorante di tisane. Della pianta si usano le radici ed i rizomi, presenti anche in Farmacopea Ufficiale.

Tempo balsamico: le radici si raccolgono in autunno (settembre-novembre) da piante di almeno 3 anni; si lavano, si tagliano in pezzi di 10-20 cm e si essiccano al sole. Si conservano in sacchetti di carta, o in vasi di vetro, perché la droga é igroscopica, ed assorbe facilmente l'umiditá ambientale. Il suo principale principio attivo, la glicirrizina, ha un potere dolcificante 50-70 volte superiore a quello del saccarosio.

Attività principali e impiego terapeutico

La radice di Liquirizia entra nella composizione di preparazioni erboristiche come correttore del sapore, e come antispastico quando usata con piante lassative. Nelle vecchie preparazioni fitoterapiche veniva consigliata come sedativo della tosse e contro i dolori di stomaco.

Conoscenze scientifiche

Oggi sappiamo che i costituenti principali della Liquirizia sono flavonoidi e saponine, tra le quali in particolare la glicirrizina, una saponina triterpenica costituita da sali di calcio e di ammonio dell'acido glicirrizico; completano il quadro cumarine e fitosteroli. Gli estratti di radice di Liquirizia presentano attività citoprotettiva, antinfiammatoria e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale, dovute in particolare alla glicirrizina, sia per contatto diretto con la lesione, sia per stimolo indiretto alla produzione di muco da parte delle cellule della parete gastrica. La Liquirizia trova pertanto indicazione nella prevenzione e nella cura delle ulcere gastriche e duodenali, delle gastriti e ulcere da farmaci (FANS, cortisonici) e alcool, e delle mucositi da chemioterapici. All'effetto antinfiammatorio della glicirrizina si associa l'effetto antispastico sulla muscolatura liscia esercitato dai flavonoidi. La glicirrizina presenta anche potenti effetti immunomodulatori, e riduce il rischio di cancerizzazione dell'epatite da virus C.

Avvertenze

Il più importante meccanismo d'azione della Liquirizia consiste nel blocco della reduttasi epatica dei corticosteroidi e in uno stimolo diretto della produzione degli ormoni surrenalici. Recentemente è stata pure dimostrata un'azione a livello dei recettori per i gluco e mineralcorticoidi. Questo può comportare ipopotassiemia, ritenzione di sodio e ipertensione arteriosa. Sono stati descritti anche numerosi casi di rabdomiolisi e miopatie da abuso di Liquirizia. L'uso continuo di Liquirizia è controindicato in caso di ipopotassiemia, ipertensione, ritenzione idrosalina, sindrome premestruale, sovrappeso corporeo, insufficienza renale o epatica. Può interferire con diuretici, lassativi antrachinonici, digitatici, cortisonici, antiaritmici (chinidina, idrochinidina, ajmalina ecc.), insulina: possibile aumento della ipopotassiemia.

Livelli di tossicità: considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: non utilizzare. E' sconsigliata l'assunzione sia nel periodo della maternità che dell'allattamento, i pericoli superano qualunque possibile beneficio.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.http://www.universonline.it/

mercoledì 3 novembre 2010

Rimedi della nonna....funzionano sempre?

Febbre — Vino cotto con un pizzico di zucchero e uno di cannella. Al posto del vino potete usare latte o acqua e lo zucchero si può sostituire con il miele. L'ideale è berlo alla sera, prima di andare a letto, dormendo ben coperti: favorisce la sudorazione e prepara una notte di sonno sereno. Latte bollente con due dita di cognac e due cucchiai di miele da prendere prima di andare a letto. Il latte contiene sostanze saline, energetiche e rilassanti e inoltre reidrata la persona che suda; il cognac favorisce la traspirazione e la dispersione del calore benché all'inizio scaldi; il miele infine contiene sostanze energetiche e antinfettive naturali.

Naso chiuso — Il suffumigio: si respirano a fondo i vapori di una pentola in cui all'acqua bollente avete aggiunto salvia o fiori di camomilla o eucalipto per decongestionare le mucose nasali. I vapori vanno respirati per 5-10 minuti: basta avvicinare il capo (coperto da un asciugamano in modo da non disperdere il vapore) a circa 20 cm dal recipiente, per due massimo tre volte al giorno.

Tosse — Bevete tutte le sere dopo cena una tisana a base di timo, eucalipto e menta, dolcificata con il miele. Le banane alleviano il fastidio della tosse notturna, così come bere il succo di un limone con un cucchiaio di miele. Anche le patate la calmano: avvolgete le patate lesse in un panno di cotone e schiacciatele, ponete il sacchetto sul petto (controllando la temperatura) e ricopritelo con dei panni.

Mal di gola — Fate bollire due bastoncini di liquirizia in poca acqua, assieme a due foglie di alloro e bevete questo infuso tiepido, dopo aver aggiunto un cucchiaio di miele. Utile anche fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d'acqua e sale oppure con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco.

Mal di testa — Tagliate delle fette di patata e mettetele sulla fronte fermate con un foulard possibilmente di seta. In alternativa, passate un po’ di olio di lavanda sulla fronte. Ha una azione rilassante.

Raffreddore — Per farlo passare bevete molta acqua per impedire la disidratazione e mantenere il muco ben fluido. Una o due volte al giorno è ottimo consumare una spremuta di agrumi ricca di vitamina C, addolcita con un cucchiaio di miele.

Raucedine — Bevete durante la giornata un centrifugato di carote fresche ed un cucchiaino di miele.

Mani e labbra screpolate — Tenete le mani a bagno per cinque minuti in acqua dove sono state bollite alcune foglie di lauro, noce, nocciolo e sedano. Massaggiatele poi con una crema idratante. Le labbra screpolate tornano di nuovo belle morbide se le si spalma con abbondante miele.

Dolori alle orecchie — Lessate delle cipolle, quindi avvolgetele in un panno e mettetele sull’orecchio.

Dolori artrofisici — Fate degli impacchi di cavolo bianco: lessate il cavolo, schiacciatelo o frullatelo, quindi riempite degli strofinacci di cotone e poneteli sulla parte dolorante.

Convalescenza — Per recuperare le forze è consigliata un'insalata di cavolo condita con succo di limone, olio, aceto di mele, peperoncino, miele, pinoli, sesamo e mandorle. Mangiate pomodori crudi molto maturi o berne il succo.

Prevenzione — Per prevenire ogni tipo di raffreddamento, è utile il peperoncino: fate bollire a fuoco lento in 250 ml di acqua, per circa 10 minuti, mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere. Dopo avere filtrato, si ottiene una miscela da consumare nella misura di un cucchiaio sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda.

Mabel Bocchi http://www.gazzetta.it/

sabato 30 ottobre 2010

Arancio amaro


Caratteristiche:
L’arancio amaro cresce spontaneamente in India, ma è coltivato anche nel sud Italia e nella Spagna; è più robusto dell’arancio dolce per questo si usa come portainnesto per tutte le nuove varietà di agrumi e spesso anche per l'ibridazione delle varietà già note. Il frutto è difficile da reperire in commercio, ma si utilizza per la preparazione della marmellata, della frutta candita e la buccia si usa per la preparazione di alcuni liquori.

Scienza:
Il principale alcaloide di interesse scientifico contenuto nell’arancio amaro è la sinefrina, un acceleratore del metabolismo che dovrebbe aiutare l’organismo a bruciare i grassi. Dalla buccia dell’arancio amaro si ricava l’olio essenziale utilizzato come antiinfiammatorio e disinfettante; può essere utile in caso di digestione difficile e si usa per stimolare l’appetito perché è un tonico dell’apparato digerente. È un tonico anche per il sistema nervoso centrale infatti trova indicazione anche nell’insonnia e nell’esaurimento nervoso. Per uso topico l’olio essenziale si usa nella forfora, nella cura dell’acne, per la riattivazione del microcircolo. La pianta riesce anche a favorire il senso di appetito e di sazietà, per questo è usato a scopo dietetico insieme ad altre piante, come ad esempio il Guaranà, la Cola, l’erba mate.

Assunzione:
L’arancio amaro si assume sotto forma di tisana o capsule per bocca; l’olio essenziale è utilizzato soprattutto per uso topico.
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Uso:
L'estratto secco di arancio amaro viene utilizzato nei prodotti per perdere peso o come tonico. L'olio essenziale si usa per contrastare la diarrea, nella digestione difficile, nell’insonnia dovuta a nervosismo e stress e nel raffreddore.

Storia:
Il Citrus aurantium è una pianta già utilizzata nella medicina tradizionale cinese come stimolante delle funzioni vitali dell’organismo, sotto il nome di Zhi-Shi. Gli arabi lo hanno coltivato sin dal secolo nono e nei primi anni del secondo millennio lo hanno importato in Sicilia.

Effetti:
I prodotti a base di arancio amaro non andrebbero usati nelle persone ipertese o con problemi cardiaci perché l’arancio amaro è un acceleratore del metabolismo. Tali prodotti non andrebbero assunti neppure dai pazienti in cura con gli inibitori delle MAO, una classe di antidepressivi; non andrebbero assunti neppure da pazienti con problemi di ulcera, acidità e bruciore di stomaco; il loro uso, infine, è sconsigliato in gravidanza e allattamento
http://www.sanihelp.it/

La Lavanda


Caratteristiche:
La lavanda è una pianta tipica dei paesi del Mediterraneo; cresce bene nei terreni aridi e sassosi ed è diffusa soprattutto nell’Italia meridionale. I fiori di lavanda per uso erboristico vengono raccolti non appena inizia la fioritura mentre per l’industria cosmetica e la profumeria la raccolta viene effettuata nel pieno della fioritura.

Scienza:
Alcuni studi scientifici hanno evidenziato che la lavanda può avere valenza curativa. In particolare sembra che la lavanda possa essere utile per calmare l’ansia. Sembra anche che l’olio di lavanda sapientemente miscelato con altri oli essenziali può favorire la ricrescita dei capelli in caso di alopecia.

Assunzione:
L’olio essenziale di lavanda può essere assunto per inalazione; gli oli essenziali però possono anche avere un esclusivo uso topico; esistono formulazioni a base di lavanda da assumere anche per os.
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Uso:
L’olio essenziale di lavanda viene utilizzato per le sue proprietà antisettiche, disinfettanti, vasodilatatrici, antidolorifiche, diuretiche ed è anche un leggero sedativo. Le inalazioni dell’olio di lavanda possono calmare il raffreddore e la tosse. L’olio essenziale di lavanda si può usare anche come colluttorio; la lavanda si può usare anche come tonico astringente per i pori dilatati della pelle.

Storia:
Il termine lavanda deriva dal gerundio latino della parola lavare, alla lettera che deve essere lavato, per indicare come soprattutto nel Medioevo, la pianta si usasse per la detersione del corpo, ma nell’antichità la lavanda si utilizzava anche come disinfettante per la pulizia dei pavimenti. La lavanda a partire dal 1700 è stato il principale costituente dei pot pourri per profumare la casa. a spiga di lavanda è considerata un amuleto contro le disgrazie e i demoni e anche un talismano capace di portare fecondità e prosperità. La lavanda è l’essenza astrale del segno zodiacale dell’ariete.

Effetti:
L’uso della lavanda nell’aromaterapia è del tutto sicuro nell’adulto, anche se a volte l’applicazione dell’olio essenziale sulla pelle può causare reazioni avverse. Se la lavanda viene assunta per bocca possono comparire mal di testa, un cambio nell’appetito e costipazione.
http://www.sanihelp.it/

Auricoloterapia: stimolando precisi punti dell'orecchio si può guarire da piccoli disturbi

Alla scienza medica oggi è noto che, stimolando determinati punti dell’orecchio, analogamente a quanto avviene con l’agopuntura, si può migliorare il proprio stato di salute.
È questo il principio dell’auricoloterapia, una terapia naturale, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, volta alla cura e al benessere della persona attraverso la stimolazione del padiglione auricolare.

Tale scienza sottolinea la stretta relazione tra l’orecchio e il sistema nervoso centrale: ogni punto del corpo possiede una corrispondenza nell’orecchio e ogni punto del padiglione auricolare forma un minuscolo complesso neurovascolare attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello e organi.
L’auricoloterapia consente di trattare diverse affezioni attraverso la stimolazione riflessa dei vari punti auricolari e di diagnosticare lo squilibrio energetico degli organi attraverso la valutazione dei corrispondenti punti dell’orecchio. A seconda del punto soggetto a stimolazione e della tecnica di massaggio utilizzata, viene usata per perdere peso, smettere di fumare, dormire meglio, curare piccoli disturbi della pelle, della respirazione, ma anche disordini alimentari, psicologici e sessuali. Può essere affiancata all’agopuntura o ad altri approcci, sia della medicina tradizionale che non (omeopatia, fitoterapia, eccetera). Viene praticata da professionisti in strutture dedicate. Solitamente si eseguono cicli di 10 sedute, della durata media di circa 15-20 minuti, con una frequenza stabilita in base al disturbo da evidenziare e/o trattare.

In alternativa, oggi esistono dispositivi con tecnologia brevettata, consistenti in due biomagneti in materiale naturale che, applicati all’orecchio senza forarlo, esercitano una pressione programmata su determinati nervi. Non invasiva, semplice e sicura, senza controindicazioni o effetti collaterali, la terapia articolare si può applicare autonomamente in qualsiasi momento della giornata. (prezzo: 49,00 euro).  http://www.sanihelp.it/

mercoledì 27 ottobre 2010

Tanta buona energia dalle castagne

«La virtù principale del frutto avvolto dal riccio è rifornire l'organismo di energia pulita», spiega Eugenio Del Toma, presidente onorario dell'Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica. «Porta in dote carburante per la macchina uomo, diciamo così, ma senza lasciare in circolo residui tossici che affaticano fegato e reni, perché i suoi componenti vengono tutti trasformati e assimilati».

Una sorta di benzina verde, ideale per combattere la stanchezza e per chi fa molto sport o va spesso in palestra. Il segreto sta nell'alto contenuto di amidi, zuccheri che vengono assorbiti lentamente e che per questo motivo sono in grado di tenere stabile il tasso di glicemia del sangue, allontanando il rischio di cali energetici.
È evidente, per la stessa ragione, che il frutto non giova a chi ha bisogno di dimagrire. Tante le calorie: le castagne fresche ne forniscono poco più di 200 per un etto, 349 le essiccate. A parte l'abbondanza di amido e una buona presenza di potassio (500 milligrammi per 100 grammi), utile in caso di crampi muscolari frequenti e di ipertensione, l'apporto nutrizionale è modesto: le proteine vegetali sono pochissime (6%) e il calcio non è ben assorbibile dall'organismo.
Una raccomandazione, per concludere: mai esagerare con le quantità. Non è molto digeribile l'amido crudo o poco cotto (le caldarroste non si arrostiscono in modo uniforme, in qualche punto il fuoco le brucia, in altre non le cuoce).
E qualche problema lo creano anche gli oligosaccaridi, zuccheri a basso peso molecolare che gli enzimi non sanno scindere e che fermentano nel colon. Perciò, le castagne crude e cotte sono sconsigliate se si soffre di gonfiori addominali, colite o gastrite. Meglio le ballotte, castagne bollite in acqua e sale con l'aggiunta di finocchietto: così sono digeribili anche per i bambini piccoli. http://salute.leiweb.it

lunedì 25 ottobre 2010

Come curare i dolori articolari col cibo

Spesso, dietro un’infiammazione articolare si nasconde un sovraccarico alimentare, ma anche una carenza di vitamine e minerali oggi molto più comune di quanto si possa pensare (dovuta a fast food, eccesso di prodotti fatti con farine bianche, troppo zucchero e troppi grassi “cattivi” ecc.).

Quali cibi scegliere

Cereali e derivati integrali; frutta e verdure fresche e di stagione in abbondanza; soia e derivati (soprattutto il tofu); carni bianche, pesce di mare, uova; oli vegetali spremuti a freddo, in particolare olio di lino, di noce e di oliva.

E quali evitare

Latte, lieviti e grano (spesso i dolori sono scatenati da intolleranza a questi alimenti); zucchero e cibi ove è presente; alimenti in scatola e/o con additivi; salumi e insaccati; farine private della crusca e prodotti da forno che la contengono; carni rosse.

Le sostanze necessarie

Vincere i dolori delle articolazioni è possibile adottando una dieta che apporti buone quantità di vitamine, minerali e acidi grassi essenziali. In particolare, non devono mancare la vitamina E (utile per rigenerare le articolazioni) e la vitamina B3 (che migliora la motilità articolare, la forza muscolare e diminuisce stanchezza e affaticamento in chi soffre di dolori articolari). Il boro ha, invece, un effetto sul metabolismo del calcio (quindi contrasta l’osteoporosi, anch’essa possibile causa di aggravamento del dolore): una deficienza di boro è stata individuata negli artrosici e uno studio ha evidenziato che supplementi di boro nella dieta miglioravano i sintomi. Infine, sono importanti anche il manganese e gli Omega 3, dalla potente azione antinfiammatoria e rigenerante del sistema nervoso e dei nervi (efficace quindi anche contro nevralgie, sciatalgie ecc.).

I cibi che le contengono

Ma dove trovare tutti questi nutrienti fondamentali per vincere il dolore? Scoprilo con noi!

•Vitamina E: noci, soia, avocado, oli vegetali spremuti a freddo, rosso d’uovo, cereali integrali.

•Vitamina B3: pesce, cereali integrali, soia e legumi in genere, noci, pomodori, avocado.

•Boro: noci, soia, frutta e verdure fresche (broccoli, carote, rape, zucchine, cipolle ecc.), cereali integrali, germogli di alfalfa (erba medica), avocado.

•Omega 3: pesce (soprattutto se grasso), semi di lino e l’olio che se ne ricava, noci, fagioli di soia secchi, avocado.

•Manganese: soia e legumi in genere, riso integrale, mandorle, noci, tè, avocado, alghe.

Aiutati con un rimedio omeopatico privo di effetti collaterali

Il rimedio omeopatico Rhus Toxicodendron è indicato per i dolori che si presentano a seguito di dolori articolari, ma anche di cervicalgia. Tutti i sintomi Rhus Toxicodendron migliorano con il caldo secco, le applicazioni calde e il movimento, peggiorano con l’umidità, l’immobilità, il cambiamento del tempo e di notte. Nel caso in cui il dolore sia acuto si prendono 3 o 4 granuli per 3 o 4 volte durante la giornata, se è cronico si procede con l’assunzione di 5 granuli al mattino a digiuno anche per 2 o 3 mesi consecutivi, aumentando il ritmo delle assunzioni in caso di riacutizzazione del dolore.

http://obiettivobenessere.tgcom.it

Mirto contro tosse e raffreddore

Le virtù del mirto sono note dall'antichità


Il mirto è una pianta celebre sin dall'antichità, sia perché ricca di virtù terapeutiche, sia perché gli eroi della mitologia greca venivano rappresentati con il capo agghindato con le sue foglie: il mirto era una dunque pianta legata alla bellezza, ma anche alla gloria e all'eroismo. Le proprietà curative del mirto sono molteplici, ma in particolare le foglie sono ricche di principi attivi dalla notevole azione antisettica e balsamica. L'olio essenziale di mirto viene eliminato attraverso i polmoni e quindi, attraversandone i tessuti, ne combatte i processi infettivi.

Il mirto, una barriera per le infezioni da primi freddi

Basta osservare la struttura delle foglie del mirto per notare quanto siano dure e pungenti come artigli: sono foglie "da difesa", capaci di tutelare la pianta e i suoi frutti. Allo stesso modo contengono sostanze adattissime a sostenere l'azione autunnale del sistema immunitario che ha proprio il compito di difendere il nostro organismo dai malanni di stagione, l'influenza, la tosse, le bronchiti... L'olio essenziale di mirto infatti, come suggeriscono i vecchi trattati di erboristeria, è un toccasana per il nostro apparato respiratorio.

Olio essenziale di mirto: modi d'uso

- L'olio essenziale di mirto si può usare in forma preventiva, per tenere disinfettate le vie respiratorie, posizionando un vaporizzatore nella stanza in cui sostiamo abitualmente con 10-15 gocce di olio essenziale. Mantenete in funzione il vaporizzatore anche la notte, nella camera da letto, per proteggervi durante il riposo, e in particolare usate questo sistema con bambini e anziani.

- Se invece siete già vittime di una infreddatura, o avete la bronchite, potete frizionare delicatamente 1-3 gocce d'olio essenziale di mirto (diluite in un cucchiaio di olio di mandorle) sul petto, facendo così in modo che svolgano un'adeguata azione mucolitica ed espettorante. Contemporaneamente preparate un decotto di foglie (mettete in 1/2 litro d'acqua 7 g di foglie secche di mirto: fate bollire e filtrate) e bevetene 4-5 tazze durante la giornata.

- Non dimenticate i suffumigi, vecchio ma sempre utile rimedio della nonna, da utilizzare soprattutto quando a essere interessate sono le vie aeree superiori, quando cioè abbiamo il naso chiuso. Mettete 2-3 gocce di olio essenziale di mirto in un contenitore ricolmo di acqua bollente e dopo esservi coperti il capo, respirate per 4-5 minuti, ripetendo l'operazione un paio di volte al giorno sino a risultato ottenuto.

http://www.riza.it/benessere

domenica 24 ottobre 2010

Bevanda ai cachi per disintossicare il fegato e regolarizzare le funzioni intestinali

Frullare 2 cachi, un pezzetto di radice di zenzero fresca e 2 cucchiai di succo di limone. Bere subito guarnendo con una scorza di limone.I cachi sono ricchi di carotenoidi antiossidanti, selenio e potassio, hanno un’azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali, depurativa, utile per eliminare le tossine che intasano il fegato.

Succo di carota al profumo di rosmarino per stimolare le funzioni del fegato

Passare nella centrifuga 3 carote e qualche fogliolina di rosmarino. Condire con una presa di pepe e bere subito. La carota é ricca di vitamine A, del gruppo B e C, di ferro, calcio e potassio, ha effetti antiossidanti e diuretici. Il suo effetto disintossicante è utile nel trattamento dei disturbi della pelle, dell’artrosi e della gotta. Consigliata anche in caso di colite e gastrite. Il pepe contiene piperina, una sostanza che stimola il metabolismo.

venerdì 15 ottobre 2010

Il Tè verde

L'origine del tè verde è raccontata da una singolare leggenda cinese. Si narra che l'imperatore cinese Shen Nung fosse intento a bollire la sua acqua da bere quotidiana. Riteneva infatti che questa consuetudine mattutina fosse un'efficace garanzia di vita lunga e sana. Mentre l'acqua bolliva, un soffio di vento depositò alcune foglie di Camellia Sinensis nel recipiente in ebollizione. L'imperatore, apprezzandone l'aroma, lo bevve. Da allora, la pratica di consumare tè verde si diffuse in tutta la Cina.
Antica bevanda millenaria, il tè verde per le sue proprietà salutari desta meraviglia proprio perché svolge un'azione molto profonda su tutto l'organismo.

Meglio tre giorni senza cibo che un solo giorno senza tè...

Il tè verde rimane una delle spezie da infuso più pregiate al mondo. Ben noto nella tradizione orientale come apportatore di salute, è oggetto di interessanti studi che ne dimostrano la preziosa azione terapeutica. E' infatti utile per la prevenzione e la cura di alcune delle principali malattie che affliggono la società moderna, come il cancro e le malattie cardiovascolari. Polifenoli, tannini, catechine, flavonoidi, vitamine e sali minerali sono sostanze presenti in questa bevanda. Hanno un'attività antiossidante fino a 100 volte più potente della vitamina E e della vitamina C. Una tazza di tè verde offre una maggiore protezione contro il danno ossidativo da radicali liberi di un piatto di broccoli, di una porzione di frutti di bosco o di un'arancia.
Esistono tre tipi di tè: Nero, Oolong e Verde, tutti ricavati dalle foglie della Camellia Sinensis, sottoposte a diverse fasi di lavorazione. Il tè nero è quello maggiormente consumato nei paesi europei e americani. Ha un gusto deciso e gradevole, frutto della lunga fermentazione subita dalle sue foglie. Il tè verde invece deriva da foglie essiccate e trattate per impedire il processo di fermentazione. Le foglie del tè Oolong vengono lasciate fermentare per un tempo più breve.
Esistono poi alcune varietà di tè verde. Il Gyokuro è un tè giapponese di altissima qualità, dal sapore amabile e corposo. Il Sencha è il più comune tè verde, dal gusto delicato e usato come bevanda da pasto. Il Matcha è il tè impiegato per la cerimonia giapponese del tè, mentre il Bancha è un tè verde a ridotto contenuto di teina dal sapore molto netto e forte, indicato per un consumo quotidiano abbondante.

10 preziosi principi per il benessere.
1. Contribuisce a tenere sotto controllo il colesterolo del sangue
2. Rallenta il processo di invecchiamento cutaneo grazie alla potentissima attività antiossidante delle catechine.
3. Riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
4. Aiuta a prevenire il rischio del cancro, inimizzando i danni da radicali liberi.
5. Rinforza il sistema immunitario
6. Riduce il rischio di ictus cerebrale
7. Aiuta a prevenire la carie e la caduta dei denti
8. Abbassa il rischio di arteriosclerosi
9. Aiuta a regolarizzare la concentrazione di zuccheri nel sangue
10. Favorisce il dimagrimento.

Esiste poi un modo giusto per fare il tè verde: con piccole regole si può trarre il meglio delle sue foglie. Per mantenere integro il preziosissimo patrimonio di principi attivi, la preparazione deve rispettare alcune regole. Il tè va lasciato in infusione in acqua calda ma non bollente.
L'acqua bollente denatura e ossida molte sostanze attive del tè verde, rendendolo molto efficace. L'infusione dovrebbe essere compresa tra i due e i quattro minuti.
Chi preferisce può dolcificarlo con poco miele o malto d'orzo e aggiungervi una fetta di limone. Evitate di aggiungere latte: la caseina, una proteina del latte neutralizza i componenti più benefici del te verde.
http://www.bellezza.it/

martedì 5 ottobre 2010

Noci antistress

Una dieta ricca di noci aiuta a combattere gli effetti biologici dello stress. Lo ha scoperto una ricerca pubblicata dal Journal of the American College of Nutrition, secondo cui mangiare 9 noci al giorno diminuisce sia la pressione totale che l'aumento della pressione dovuta alle situazioni stressanti.

I ricercatori hanno studiato 22 adulti sani con il colesterolo alto, fornendo loro tutti i pasti per sei settimane. I soggetti che avevano un'alta quantita' di noci nella dieta, sottoposti a prove stressanti come parlare in pubblico o immergere i piedi nell'acqua fredda, hanno mostrato un minore aumento della pressione, e la migliore condizione circolatoria e' stata confermata anche con degli esami che misuravano la dilatazione delle vene. "E' la prima volta che si trova un beneficio simile da parte di un alimento nei confronti di un effetto dello stress - hanno scritto i ricercatori - questo puo' essere molto utile perche' non possiamo evitare i fattori di stress nella nostra vita".

 http://salute.agi.it/

martedì 14 settembre 2010

Un olio contro le smagliature

Olio elasticizzante antismagliature

Ingredienti:

4 cucchiai di olio di oliva
3 cucchiai di burro di karité
3 cucchiai di olio di germe di grano
3 cucchiai di olio di mandorle dolci
3 cucchiai di olio di jojoba
6 capsule di vitamina
6 gocce di olio essenziale di rosa

Fondere il burro di karité a bagnomaria, toglierlo dal fuoco e lascialo raffreddare leggermente. Aggiungere tutti gli olii, per ultimo l'olio essenziale di rosa, poi aprire le capsule di vitamina e aggiungere anche l'olio contenuto in esse. Versa il composto in una boccetta di vetro scuro. Applicare generosamente sulle zone colpite da smagliature, mattino e sera. Con un uso costante si potranno vedere grandi miglioramenti.
http://www.dietaround.com/

sabato 11 settembre 2010

Piedi e mani fredde? Cosa possiamo fare?

Lo sa bene chi (soprattutto donne) soffre di disturbi della microcircolazione: quando arrivano i primi freddi, piedi e mani sono due delle parti del corpo che più risentono dell’abbassamento delle temperature.

Il sistema circolatorio infatti provvede alla distribuzione delle sostanze vitali alle cellule, ai tessuti e agli organi di tutto il corpo. Quando la circolazione nelle estremità non è efficace, però, si manifesta in particolare un eccessivo raffreddamento di mani e piedi, che nella stagione fredda peggiora e provoca geloni, i quali si manifestano con arrossamenti, screpolature e dolore.

Ai primi accenni di prurito e arrossamento, si possono mettere in atto alcuni accorgimenti tutti naturali, semplici ma molto efficaci, per eliminare con prontezza questo disturbo.

Innanzitutto è bene assumere molte verdure fresche, arance, mandorle, yogurt e semi di sesamo, non fumare, per evitare l’effetto vasocostrittore della nicotina e non tralasciare l’esercizio fisico.

Gli esperti di naturopatia consigliano bagni alternati e automassaggi con oli riscaldanti, per i piedi ma anche per gambe, braccia e mani. Si procede preparando una bacinella d’acqua calda con un cucchiaio di olio di senape e una di acqua fredda con un cucchiaio di olio di calendula. Immergere la parte interessata per tre minuti nell’acqua calda e per altri tre nell’acqua fredda; continuare così per circa 20 minuti.
Dopo aver asciugato, applicare una crema alla calendula (una pianta dalle note proprietà antinfiammatorie, antisettiche e cicatrizzanti) con gocce di estratto di Rhus toxicodendron o Agaricus muscaria e mantenerla per un’ora circa sulle parti colpite.

Tra i rimedi della natura utili per contrastare i geloni, possiamo ricordare alcuni fiori di Bach (in particolare, Willow, Gorse e Honeysuckle), alcuni oligoelementi (manganese, zolfo, rame e zinco), oli essenziali (cipresso, zenzero e limone), estratti di piante (rusco, centella, cimifuga), diversi gemmoderivati e molte erbe.
La cromoterapia consiglia luce gialla e rossa alternate sulle parti colpite.

Infine, una ricetta efficace: preparare una pasta con un cucchiaio di glicerina, un po’ di miele, un albume d’uovo e un cucchiaio di farina.
Utilizzare delle bende per applicarla sulla parte interessata e mantenerla possibilmente per un giorno o una notte intera.

http://www.sanihelp.it/

Un balsamo per le labbra fai-da-te

Sabine Gstöttenmayer nel suo volume Più natura in casa (edizioni Il punto di Incontro)suggerisce:

Basta munirsi di 2 cucchiaini di olio di jojoba (o di mandorle o di ricino, a scelta) , mezzo cucchiaino di cera d’api, mezzo cucchiaino di burro di cacao, mezzo cucchiaino di miele e 3 gocce di olio essenziale a scelta (evitando quelli agrumati, che tendono a seccare le labbra).

Olio, cera e burro di cacao vanno messi in un contenitore di vetro e fatti sciogliere a bagnomaria, quindi vanno tolti dal fuoco e mescolati bene, mentre raffreddano. Quando il composto ha raggiunto la temperatura di circa 45 gradi centigradi, si aggiungono il miele e gli oli essenziali, continuando a mescolare.

Il balsamo così ottenuto va messo in piccoli contenitori: volendo si possono riciclare gli stick vuoti dei lucidalabbra che si acquistano solitamente. L’importante è riempire lo stick prima che il balsamo si solidifichi ed ecco pronto un unguento per le labbra, da applicare mattina e sera.

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Scrub tutto naturale per la nostra pelle

La ricetta, suggerita da Sabine Gstöttenmayer nel suo Più natura in casa (edizioni Il punto d’incontro), richiede:
5 centimetri di alga kombu (si trova nei reparti di cibi etnici dei supermercati ben forniti) tostata e polverizzata in un mortaio, mescolata con una tazza di sale fino, 2 cucchiai di glicerina e olio di mandorle dolci a sufficienza per ottenere una pomata densa. Si aromatizza il tutto con oli essenziali a scelta (arancia, mandarino, bergamotto sono molto rinfrescanti) e si conserva in un vaso di vetro richiudibile.

Il prodotto così ottenuto si utilizza per lo scrub casalingo una volta a settimana, prima della doccia: è sufficiente strofinare delicatamente la pelle asciutta del corpo, sfruttando un guanto esfoliante, massaggiando, dai piedi verso l’alto, con movimenti rotatori. Quindi si può procedere alla doccia come d’abitudine: la pelle risulterà più morbida, setosa e luminosa.

A questo punto, inoltre, l’applicazione di una crema specifica per le proprie esigenze avrà sicuramente un maggiore effetto: grazie all’asportazione di tutte le cellule cornee e ispessite, i principi attivi penetrano più a fondo, rivelandosi così più efficaci.

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venerdì 3 settembre 2010

Le piante della medicina cinese

Ginseng
È adoperato nella medicina tradizionale cinese da oltre 2 mila anni come tonico per aumentare il livello di energie, per ridurre lo stress e incrementare la resistenza (al freddo, al caldo, alla fatica). Il ginseng contiene ginsenosidi, manganese e diverse vitamine: C, A, K, acido folico e vitamine del gruppo B.

Wolfberry
È il nome della bacca, di colore rosso, di due diverse piante appartenenti alla famiglia delle solanacee. Si impiega nella medicina tradizionale cinese sia per rinforzare il sistema immunitario, sia per proteggere il fegato e la vista. Contiene anche alcuni agenti antiossidanti.

Schizandra chinensis
È una delle componenti dello Shenmai San, un formulato adoperato per trattare le patologie coronariche. La Schizandra viene impiegata anche contro l'insonnia, le palpitazioni, la dispnea e più in generale come tonico.


Dang Gui
Angelica sinesis o "ginseng femminile" o "pianta delle donne". È impiegata per i disturbi del ciclo mestruale: contro la dismenorrea e l'amenorrea e per ridurre i sintomi della menopausa. Si adopera soprattutto sotto forma di te o infusioni, o di capsule.


Astragalus membranaceus
È impiegata anche come tonico e per aumentare le capacità mnemoniche, oltre che come antinfiammatorio. La dose di astragalus consigliata, anche dall'Oms, è di 9-30 grammi al giorno.



Rabarbaro
È considerato un buon lassativo e aumenta l'appetito se assunto - in piccole dosi - prima dei pasti. Inoltre è impiegato contro diversi disturbi intestinali.



Liquirizia
La farmacopea cinese adopera la liquirizia da migliaia di anni nel trattamento delle affezioni delle vie respiratorie, per alzare la pressione sanguigna, per il trattamento delle epatiti, come antinfiammatorio.


Bupleurum chinense
Riduce la febbre, la tensione interna, l'ansia e la vertigine. Inoltre sembra avere proprietà epatoprotettrici e di stimolazione della digestione.



Coptis chinensis
Se ne adopera la radice, nonostante il sapore amaro. La coptis
è ricca di alcaloide e sembra inibire le infezioni, ed è adoperata contro
la diarrea, contro l'ipertensione e come anti-emetico.

giovedì 26 agosto 2010

Metodi naturali contro il mal di testa

Ribes nero (Ribes nigrum).
Questo è il rimedio fitoterapico che fa al caso nostro per “sciogliere” gli attacchi di cefalea “a grappolo”, quando, cioè, il mal di testa si concentra in un punto frontale per poi irradiarsi. È una cefalea che colpisce prevalentemente gli uomini e insorge durante il giorno. La personalità del soggetto è apparentemente forte e impenetrabile, il dolore viene vissuto con vergogna.
Uso e dosi: in tintura madre, 30 gocce in poca acqua. Tre volte al giorno. Fino a miglioramento.

Perthenium (Tanacetum parthenium).
È il rimedio adatto per quel mal di testa che compare regolarmente; spesso riusciamo a prevedere quando l’attacco si farà sentire. Il dolore è intenso e spesso ci paralizza nei momenti meno opportuni. È una cefalea legata al fatto che perché ci controlliamo troppo o che non manifestiamo certi aspetti di noi per timidezza. Così l’energia “bloccata” trova via di espressione attraverso il mal di testa.
Uso e dosi: da assumere in TM, 30 gocce, due volte al giorno. Per tre mesi consecutivi.

Verga aurea (Solidago virga aurea).
Oltre a essere utile a reni e fegato, è adatta a contrastare tutte le forme di cefalea connesse ai periodi mestruali. Ma non solo: Verga interverrà anche in quei mal di testa che hanno origine per troppo sensibilità del soggetto. Piccoli contrattempi quotidiani vengono amplificati e rimuginati continuamente provocando a lungo andare dei mal di testa improvvisi e dolorosi.
Uso e dosi: da assumere in tintura madre, 25 gocce per due volte al dì fino a miglioramento.

Lavanda (Lavandula spica).
Adatto a quelle persone che soffrono perché non riescono a mettersi in luce, che si sentono sempre in lotta tra ciò che vorrebbero essere e l’impossibilità di diventarlo. Questa resistenza si ripercuote sulla testa attraverso una cefalea che nasce al risveglio e pulsa per tutto il giorno. Lavanda è il rimedio per affrontarla portando la persona a esprimere la propria natura, liberandosi da quel non-detto e non-fatto che si accumula giorno dopo giorno.
Uso e dosi: in tintura madre 25 gocce, due volte al dì, per un mese.

Iperico (Hypericum perforatum).
Adatto a coloro che sono sempre “su di giri” e faticano a fermarsi. Chi beneficerà di Iperico ha una personalità che sconta questi ritmi accelerati ogni volta che si ferma o rallenta: il mal di testa diventa quindi la spia di questo modo di essere sbagliato. Il disturbo compare soprattutto nel momento in cui cambiano i ritmi a cui si è abituati, ecco che cefalee da week-end o “da vacanza” sono i simboli più rappresentativi. Il male al capo si presenta con fitte e calore sul viso, accompagnato da tempie che “battono”. Da evitare in caso di assunzione di farmaci anticoncezionali, ipertensivi, psicofarmaci.
Uso e dosi: in tintura madre, 20 gocce, 3 volte al giorno per tre mesi.

Medicago sativa.
Quando il nostro mal di testa nasce da stress e tensioni accumulate, Medicago Sativa è la risposta giusta. Efficienti sul lavoro e in famiglia, perfetti nella vita sociale, ci si concede raramente una parentesi per rilassarsi per davvero. Ecco che la cefalea muscolo-tensiva è la prima conseguenza di questa rigidità.
Le dosi: 30 gocce di TM, tre volte al dì prima dei pasti. Fino a miglioramento.

http://obiettivobenessere.tgcom.it/wpmu/

Intestino pigro...cosa fare?

Un tris di erbe dolci salva intestino

Liquirizia, malva e carvi contrastano la stitichezza in maniera dolce e naturale
•La liquirizia: la sua radice è digestiva e antinfiammatoria a livello gastrico grazie alla presenza dell’acido glicirretico e dei flavonoidi che contiene. È indicata quindi in caso di gastrite. Inoltre, questo rimedio dolce ha proprietà leggermente lassative che ben si combinano a quelle di malva e carvi.
•La malva: largamente utilizzata per le sue proprietà lassative, disinfiammanti ed emollienti, questa pianta stimola la peristalsi senza irritare le mucose intestinali.
•Il carvi: usato anche nelle coliti e nei gonfiori addominali, questa pianta (di cui si impiegano i semi) è utile per combattere la stipsi e le fermentazioni intestinali che possono aggravare la situazione.

Come utilizzare il mix di erbe

Metti in un sacchetto di tela 20 g per ogni erba indicata e mescola bene; metti due cucchiaini di questa miscela in una tazza di acqua ben calda ma non bollente; lascia riposare per 10-15 minuti, quindi filtra e bevi subito. Puoi prenderne una tazza la mattina a digiuno e una la sera, prima di andare a dormire. Da usare soprattutto quando la stipsi è un sintomo della colite.

L’integratore per regolarizzare la peristalsi

È la fibra d’avena: non infiamma le mucose e facilita l’evacuazione
La ricerca scientifica dimostra che l’introduzione regolare di fibra d’avena nella dieta aiuta a mantenere costanti i livelli dell’insulina e degli zuccheri nel sangue. La fibra d’avena aumenta la massa fecale arrecando diversi benefici al colon. Una maggiore efficienza del tratto intestinale consente una migliore eliminazione di scorie e tossine e una conseguente riduzione del peso corporeo.

Come si usa

Prendi 2-4 tavolette da 3 g ognuna al dì, con abbondante acqua, ai pasti.

Come potenziarne l’efficacia

Anziché assumere le tavolette con acqua, prendile con un infuso di avena: versa un quarto di litro d’acqua bollente su un cucchiaio d’avena, lascia raffreddare, poi filtra. Al momento dell’assunzione delle tavolette bevine una tazza, preferibilmente senza dolcificare.

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lunedì 5 luglio 2010

Rimedi naturali per le gambe e i piedi gonfi.

Un toccasana per la circolazione sono i bioflavonoidi sostanze preziose per il benessere dei vasi sanguigni e per la circolazione. Ne troviamo in buona quantità in tutti i frutti di bosco da inserire nell’ alimentazione: mirtillo, ribes, mora ma anche nell’ uva e nel tè verde.
Ma si può anche passare in erboristeria e acquistare estratti per infusi da fare a casa per migliorare la circolazione delle gambe e limitare il gonfiore e la ritenzione idrica. Eccone alcune:
- Tè Aromatico: si ottiene da un infuso di foglie di rovo mescolate con foglie di lampone
- Infuso di mirtillo: in un litro di acqua bollente mettete in infusione per 15 minuti 20 grammi di foglie di mirtillo. Filtrare e bere due tazze al giorno per 15 giorni.

Oltre a questi infusi, sono molte le piante che possono essere utili per combattere la ritenzione idrica, la cattiva circolazione, da sole o in associazione fra loro: Betulla, Orthosiphon (detto anche The di Giava), Pilosella, Ortica, Equiseto, Edera, Tarassaco, Ippocastano, Amamelide, Centella asiatica e Rusco.
Si trovano in erboristeria sotto forma di tintura madre, compresse, o essiccate per la preparazione di infusi e tisane.

Pediluvio alle erbe contro la stanchezza delle gambe:
preparare una miscela di erbe composta da camomilla romana, foglie di amamelide, fiori di lavanda, foglie di rosmarino. Portare ad ebollizione circa 2 litri d’acqua, versare una manciata di erbe, lasciar riposare coperte per circa cinque minuti. Filtrare e unirla alla bacinella dove si intende fare il pediluvio.

Impacchi per combattere il gonfiore delle gambe:
Far bollire per 15 minuti, 100 grammi di foglie d’edera in un litro d’acqua. Con il decotto ottenuto fare impacchi caldi.

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sabato 26 giugno 2010

Tisana disintossicante

Tisana disintossicante

Ingredienti:
8 gr di asparagi
8 gr di radici di rabarbaro
8 gr di carciofo
8 gr di radice di tarassaco
8 gr di liquirizia
8 gr di rosmarino

Versare 10 gr del mix di erbe nella tisaniera, immergerla in 200 ml di acqua bollente e lasciare in infusione per 10'.
Berne 3 o 4 tazze al giorno.

Come si prepara un decotto

Il decotto serve a ricavare le proprietà dalle parti più resistenti delle piante, come le radici, le bacche, le cortecce ed i semi.
Si devono mettere prima l'erba o le erbe in acqua fredda e solo in seguito si deve accendere il fuoco.
Quando bollono, abbassare il fuoco e continuare la 'cottura' per 10-15'.
Filtrare con un colino ed è pronto.

mercoledì 23 giugno 2010

Calendula per le scottature solari

L'ustione o l'eritema solare e' il problema piu' comune in questa stagione. L'esposizione al sole prolungata e non adeguatamente protetta e' la causa di questa patologia.



Non si ripete mai abbastanza come debba essere dosata quotidianamente questa esposizione in base anche alle caratteristiche individuali della pelle, che soprattutto nei bambini e' molto delicata e quindi particolarmente sensibile allíazione dei raggi UV-A e UV-B.
Per rimediare a questo danno tissutale basta attingere a quello che e' la riserva di medicine piu' preziosa: la natura. Infatti esiste una pianta che fa miracoli contro le ustioni: la Calendula, comunemente chiamata fiorrancio. Tutti conoscono la Calendula soprattutto per i suoi bei fiori di un giallo arancio molto luminoso. Il nome deriva da Calendae: il primo giorno del mese e ne indica l'abbondante fioritura in ogni mese dell'anno. In passato e' stata spesso confusa con il Tarassaco e con la Cicoria, piante con le quali condivide l'eliotropismo (caratteristica comune di molte Compositae): i suoi fiori infatti seguono il corso del sole. I Latini la chiamarono solsequium = che segue il sole, perche' i fiori sbocciano quando splende e sono sempre rivolti verso di esso fino a chiudersi al tramonto. Dal termine latino deriva la forma contratta sosli-soulsi ed infine souci, nome francese della Calendula. Originaria dell'Africa del nord e in particolare dal Marocco, dove cresce spontaneamente su grandi distese, e' stata importata da noi come pianta ornamentale nei giardini e come pianta medicinale.
Grazie alla loro azione antibatterica, alla buona tollerabilita' per la pelle, alla loro conservabilita' e all'aroma, gli estratti di Calendula vengono ampiamente utilizzati per la produzione di prodotti cosmetici e di medicinali omeopatici. Tale impiego e' giustificato anche dall'attivita' di stimolazione del metabolismo cellulare della cute.E' sperimentalmente e clinicamente dimostrabile che le preparazioni con estratto di Calendula: aumentano granulazione ed epitelizzazione, stimolano la produzione di nuove cellule cutanee, esercitano un effetto antiflogistico sulla cute sensibile ed infiammata, migliorano circolazione sanguigna e tono cutaneo. Le proprieta' antiflogistiche sono attribuibili agli alcooli triterpenici e alla contemporanea presenza di quantita' elevate di manganese e di carotene mentre olii eterici e flavonoidi svolgono un'azione antisettica. La presenza delle mucillagini garantisce attivita' emollienti, lenitive e rinfrescanti. L'uso esterno, soprattutto come pomata, risulta essere l'impiego piu' comune della Calendula. E' stato dimostrato che la pomata di Calendula accelera la cicatrizzazione, stimola la granulazione tissutale, inibisce i processi flogistici e manifesta attivita' batteriostatica; ottimizza, inoltre, l'irrorazione sanguigna della cute, migliorandone pertanto il trofismo. Localmente e' molto valida come antiinfiammatorio, antisettico e cicatrizzante. Le sono riconosciute funzionalita' emolliente, lenitiva, rinfrescante e riepitelizzante grazie alla sua azione di normalizzazione del microcircolo. Risulta quindi particolarmente adatta per pelli secche, screpolate, delicate e facilmente arrossabili. Le mucillagini della Calendula svolgono una specifica azione emolliente, filmogena, protettiva e contemporaneamente isolano e proteggono le parti irritate e ne condizionano il grado di umidita'. La calendula quindi e' particolarmente efficace nel trattamento di tutte le forme infiammatorie della pelle: scottature, ustioni, eritemi. Utili come rimedio da applicare esternamente dopo l'esposizione possono risultare pomate o gel a base di Calendula. Sul mercato si trovano varie forme di pomate e gel a base di Calendula, soprattutto come medicinali omeopatici. Questi ultimi, se prodotti secondo i metodi della Farmacopea tedesca, presentano un contenuto di principio attivo elevato (10% di tintura madre) e "sfruttano" in pieno le proprieta' terapeutiche della Calendula.

http://www.lapelle.it/

Rimedi naturali per le scottature solari



ALOE VERA
L’aloe vera è usata fin dall’antichità per le sue molteplici proprietà tra cui anche quella cicatrizzante. E’ quindi perfetta in caso di scottature, irritazioni della pelle, ustioni ed eritemi solari e nei trattamenti doposole. Le foglie di aloe vera spezzate producono un gel lenitivo di colore chiaro che, applicato sulla pelle, dona immediatamente un sensazione generale di benessere e favorisce la guarigione.

PARIETARIA
Contro le scottature lievi le applicazioni di un unguento alla parietaria sono miracolose. La Parietaria, è un’erba dalle proprietà antinfiammatorie, lenitive e cicatrizzanti. Per ottenere un olio contro le ustioni solari si devono mettere 15 gr. di acqua di malva, 20 gr. di foglie tritate di parietaria e 20 gr. di farina di fave in un recipiente di terracotta dove erano stati precedentemente versati un bicchiere di olio di oliva e l’albume di un uovo. Questo composto deve essere messo a scaldare su una fiamma bassa, mescolando in modo continuativo, fino a che non si ottiene un impasto omogeneo da applicare in modo locale (quando si è raffreddato).

AMIDO DI RISO

Un ottimo rimedio per alleviare le ustioni della pelle causati da un’eccessiva o sbagliata esposizione solare, è quello di fare un bagno tiepido dove è stato sciolto un bicchiere di amido di riso.

Se la zona colpita dalla scottatura è circoscritta si può bagnare un asciugamano con dell’acqua ed amido oppure fare un impasto con acqua ed amido ed applicarlo direttamente sulla zona ustionata.

PATATE

La patata è un ottimo rimedio contro le scottature, siano esse dovute al fuoco o al sole. E’ sufficiente applicare una fetta di patata cruda sulla scottatura per avere un’immediata sensazione di freschezza. Si deve tenere almeno 15 o 20 minuti. Questo eviterà anche l’insorgere di vesciche.

Sul viso e le palpebre è possibile anche applicare un succo di patata ottenuto con patate crude grattugiate, per avere un immediato sollievo.

Con le patate o le bucce di Patata bollite in poca acqua salta si può ricavare un decotto da applicare con un bendaggio.

ACQUA

Uno dei migliori rimedi per una scottatura è quello di mantenere l’organismo adeguatamente idratato. Il consiglio è quello di bere molta acqua sia quando si è all’aperto sotto il sole sia successivamente.

Fare una bella doccia tiepida e cospargere il corpo con una crema idratante può essere un rimedio molto semplice ed intuitivo ma ugualmente efficiente.

OLIO DI SEMI DI BAOBAB
L’olio di semi di Baobab è ricavato per estrazione di tutto il seme del frutto di Baobab a basse temperature ed è un ottimo rimedio naturale per calmare i rossori della pelle e donarle nuovamente benessere ed idratazione. Può essere spalmato sia sul viso che sul corpo

FRUTTA E VERDURA
Mangiare frutta e verdura contenente bioflavonoidi come gli agrumi, le carote ed i peperoni, aiuta il processo di guarigione della pelle.

TEA TREE OIL
Il Tea Tree Oil è un olio essenziale che si estrae dalla Melaleuca Alternifolia (fam. Myrtaceae, come l’eucalipto) ed è originario dell’Australia. Tra le altre cose, l’olio essenziale di Tea Tree Oil è usato anche per le scottature e le irritazioni cutanee

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domenica 13 giugno 2010

Echinacea

L'echinacea è una pianta erbacea originaria del Nord America, le cui proprietà fitoterapiche si trovano nelle radici.

- Proprietà: l'echinacea è uno stimolante del sistema immunitario e un antinfiammatorio. I costituenti attivi attualmente ritenuti responsabili delle proprietà antivirali e immunostimolanti dell'echinacea sono molteplici, in particolare il gruppo dei polisaccaridi. L’olio essenziale di echinacea è altresì ricco di proprietà antibatteriche.
- Impieghi: l'echinacea è utile come prevenzione e cura delle malattie da raffreddamento, ferite, scottature, afte, ulcere, dermatiti in genere.
- Effetti collaterali: possibili reazioni allergiche.
- Controindicazioni: ipersensibilità accertata verso uno o più componenti; eritema nodoso. Evitare l’uso nei soggetti con patologie autoimmuni.
-Interazioni: l’echinacea potenzia l’efficacia dell’econazolo in crema contro le candidosi vaginali.

Quando e come utilizzare l'echinacea
- Malattie da raffreddamento, come prevenzione: 1-2 capsule al giorno di estratto secco di echinacea per 2 mesi.
- Malattie da raffreddamento, come trattamento: 30-50 gocce di tintura madre di echinacea in un po’ di acqua, 3 volte al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi.
- Dermatiti: 30 gocce di estratto fluido di echinacea, 2 volte al giorno, per 2-3 mesi.
- Afte, mal di gola: aggiungere 40 gocce di tintura madre di echinacea a un bicchiere d’acqua e utilizzare la miscela per gargarismi.
- Ulcere, ferite: lavare la zona interessata con l’infuso di echinacea preparato, versando una tazza di acqua calda su un cucchiaino di erba essiccata. Lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare e usare freddo.

La curiosità: echinacea, cent’anni di salute
Da più di cento anni, l’echinacea è nota come rimedio per accrescere la resistenza alle infezioni. Tuttavia altre culture ne conoscevano l'efficacia da molto più tempo: ad esempio gli indiani nordamericani e i primi coloni la usavano per curare le ferite, contro le malattie infettive e persino per il morso dei serpenti. In California, oggi, si stanno studiando le possibili applicazioni dell’echinacea contro l’AIDS.

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giovedì 27 maggio 2010

Stipsi e meteorismo: le cure naturali

Ortaggi e frutta ricchi di fibre sono utili per prevenire la stipsi, la quale può causare, oltre il gonfiore, disturbi seri all'intestino.
Hanno un effetto regolatore la lattuga (sedativa, emolliente ed antiinfiammatoria), i carciofi, il topinabur e la catalogna.
I legumi, i cereali integrali e la frutta seccas migliorano la flora batterica intestinale e le difese dell'intestino, però favoriscono il meteorismo.

Ecco alcuni piatti utili al nostro problema:

Composta di prugne secche

Lasciate a bagno per una notte, in un bicchier d'acqua, 250g di prugne secche denocciolate. Mettetele in una casseruola, insieme all'acqua di ammollo, con un pò di scorza di limone e di arancia ed un pezzettino di cannella. Coprite e fate cuocere per 10'. Stemperate 1 cucchiaio di agar agar ( alga reperibile in polvere usata come addensante, ha un'azione lenitiva, depurativa e lassativa) in un goccio d'acqua; unitelo alle prugne e fate cuocere per 5'.
Lasciate intiepidire. Eliminate le scorze, la cannellla. Frullate il resto e mettete la composta in un vasetto ben pulito. Conservate in frigorifero.
Si può spalmare la mattina per colazione sulle fette biscottate o sul pane tostato.

Vellutata di lattuga

Lavate con cura un piccolo cespo di lattuga e tagliatelo a striscioline. Mettetelo in una casseruola, unite una patata ed uno scalogno sbucciati e tagliati fini, un cucchiaio di olio e.v., una presa di sale, un rametto di timo, un bicchiere di acqua ed un pixzzico di sale.
Coprite e fate cuocere, a fiamma bassa, per 20'. Togliete il timo, frullate e servite la vellutata calda.

sabato 15 maggio 2010

Propoli: un principio attivo antibruciore

Il nome “propoli” indica qualcosa posto davanti alla città per la sua difesa. La propoli, infatti, è un prodotto dell’alveare utilizzato dalle api per difendere le pareti delle arnie e dei favi dai parassiti.

Perché fa bene

Numerosi studi hanno dimostrato che la propoli, in soluzioni idroalcoliche concentrate al 10-20%, inibisce l’helicobacter. Inoltre, i flavonoidi antiossidanti che contiene abbassano i livelli di acido cloridrico nello stomaco con un’azione antibruciore e antireflusso.

Come si usa

Prendi 20-30 gocce di estratto puro non alcolico, diluite in acqua.
Per i bambini in età scolare, dimezzare le dosi.

http://obiettivobenessere.tgcom.it/wpmu/

Cumino: digestivo e antigastrite

Il cumino è una pianta originaria dell’Egitto e dell’Asia centrale, che si è poi diffusa in tutta l’area del Mediterraneo. A scopo terapeutico se ne usano i frutti essiccati. Si usa in cucina per aromatizzare carni, cereali, verdure, pane e dolci.

Perché ti fa bene

È noto per la sua azione digestiva e antimeteorismo. Studi recenti ne hanno messo in evidenza le proprietà antibatteriche, anche nei confronti dell’Helicobacter pylori, e una notevole azione antiossidante e rigeneratrice delle mucose, anche di quelle dello stomaco.

Come si usa

Prendi 100-200 mg al giorno di estratto secco, con acqua o succo di frutta, preferibilmente lontano dai pasti.

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sabato 8 maggio 2010

Rimedi naturali contro le zanzare

Già dai tempi più remoti l’uomo è riuscito a tenere lontano gli insetti bruciando alcune piante aromatiche o dal forte odore.
Nell’antico Egitto venivano applicate sulla pelle sostanze dal forte odore, proprio come protezione contro i pizzichi di insetti.
I Romani usavano canfora, cipressi, buccia di melograno e cannella.
Nel XVII secolo si faceva uso di rimedi efficaci quali la canapa e, più tardi, estratti vegetali quali aglio, olio di oliva e succo di pomodoro.
All’inizio del XX secolo queste sostanze naturali formavano la base per l’identificazione e l’utilizzo di olii essenziali come repellenti naturali.

Sostanze naturali con qualità di agente repellente: olio di anice, olio di lavanda, olio di bergamotto, olio di noce moscata, catrame di betulla, olio di garofano, canfora, olio di fiori di arancio, olio di citronella, olio di menta piperita, olio di eucaliptus, olio di geranio, olio di pino, olio di timo, olio di noce di cocco, vitamina B1, olio di aglio, olio di cannella.
Tutte queste sostanze svolgono una leggera azione repellente, prevalentemente solo contro le zanzare.

- Mettere dell’aceto e qualche fetta di limone in un recipiente a fondo piatto, le zanzare non si avvicineranno.

- Montare alle finestre le zanzariere che ormai si trovano preconfezionate, a metraggio, presso i negozi di ferramenta.

- Piantare dove possibile, Gerani odorosi e piante di Citronella e di Lavanda, efficaci repellenti naturali dei quali le zanzare non sopportano il profumo.

- La sera, mettere qualche goccia di olio di Neem o di Citronella su candele a base
larga.

- Accendere zampironi o incensi al Neem (pianta insetticida indiana).

- Mangiare aglio o peperoncino, danno al sudore un odore sgradito agli insetti.

- Anche l’uso del Lievito di birra in scaglie (un pizzico, come il parmigiano, una volta al giorno, sugli alimenti) pare sia efficace, per il suddetto motivo.

- Altrettanto si ottiene con la vitamina C.

- Esiste una lampadina di colore giallo (il meno amato dalle zanzare) che le tiene alla larga (www.philips.it) per circa un metro intorno.

- C’è un’intera linea di abiti antizanzara realizzati con un tessuto contenente una resina acrilica repellente che resiste ai lavaggi www.coroneltapiocca.com

- Anche il rumore allontana gli insetti, la Telecom ne ha trovato uno che si può scaricare sul cellulare e tiene lontane le zanzare per circa un metro.

- On line, è in vendita per 9,90 euro, un piccolo strumento, da tenere al collo, che promette di tenere lontane le zanzare emettendo ultrasuoni ad una frequenza compresa tra i 5.000 e i 9.000 HZ e si ricarica con i raggi del sole.

- On line si possono acquistare anche scacciazanzare elettronici a rete o a batteria. www.promogreen.com

- Si dice che ottimo repellente sia l’estratto di bergamotto: http://universo.initalia.biz/bergamot.htm

- Come repellente e lenitivo, vale la pena di provare anche l’olio di Andiroba. Viene estratto dai semi del frutto a forma di castagna, della Carapa guaianensis, mediante spremitura a freddo. E’utilizzato dalle popolazioni dell’Amazzonia, per difendersi dagli attacchi degli insetti. http://www.compronatura.it/online/ ( cliccare su "Reparti" e poi su "Zanzare").

- Anche la cipolla tiene lontane le zanzare, perciò è utile tenere nella stanza in cui si soggiorna, mezza cipolla in un piattino, con applicati sulla superficie dei chiodi di garofano.

- Un ottimo repellente per le zanzare è rappresentato anche dal decotto di menta e qualche foglia di basilico che va filtrato e spruzzato sulle parti scoperte del corpo. E’ opportuno tenerlo in frigorifero. www.forumfree.net

http://www.infozanzare.info

mercoledì 31 marzo 2010

Chiodi di Garofano

I chiodi di Garofano sono: antisettici, digestivi, tonificanti.
Si usano soprattutto nei casi di stanchezze fisiche e/o psichiche con difficoltà nella memoria.
Durante gli ultimi mesi di gravidanza è utile aggiungerlo anche nelle minestre, perchè rinforza e dà tono alle fibre muscolari uterine.

Una tisana per il Singhiozzo

5 Cucchiai di semi di Anice
Acqua

Lasciare in infusione per 30' in una tazza da tè e poi filtrare.
Berne una tazzina dopo ogni pasto principale.

Tisana per il mal di testa da cattiva digestione

1 Cucchiaio di fiori di Camomilla
1 Cucchiaio di fiori di Sambuco
1 Cucchiaio e 1/2 di fiori di Alchemilla
1 Cucchiaio di scorza di Arancio amaro
1/2 L di Acqua

Aggiungere a 1/2 L di acqua bollente tutta la miscela e lasciare in infusione per 30'.
Filtrare. Prenderne 2 o 3 tazze al giorno prima dei pasti.

domenica 7 marzo 2010

Mirtillo, carciofo o liquirizia

Depurative, calmanti, linfodrenanti, balsamiche, rinfrescanti ma soprattutto buone. Sono le tisane, bevande sane e naturali che sempre di più stanno conquistando il favore popolare.
L'infuso infatti non è più antico rimedio della nonna da sorseggiare in solitudine contro malanni di stagione, ma sempre più simbolo di uno stile di vita, segno distintivo di chi ha scelto la via del benessere consapevole.

La tisana si sorseggia dopo un bagno turco all'Hammam, si beve con gli amici al posto del tè, si gusta in compagnia in locali specializzati. Nello Stivale si vanno affermando sempre più infatti le 'Tisanerie', ambienti informali che offrono una vastissima scelta di erbe, radici, fiori e cortecce combinate insieme da esperti erboristi, da sorseggiare con gli amici magari assaggiando anche torte e biscotti fatti rigorosamente in casa.

E con l'arrivo della primavera il consumo di tisane non diminuisce, anzi. E' proprio nel cambio di stagione che le richieste aumentano. Carciofo, cardi, curcuma longa per depurare il fegato e aiutare l'organismo ad affrontare la rinascita primaverile. Mirtillo, centella asiatica, vite rossa e ammamelide per tonificare la circolazione ed eliminare la pesantezza delle gambe. Liquirizia contro l'acidità gastrica e i disturbi dell'apparato digerentefiori d'arancio, tiglio, melissa, verbena e camomilla contro gli stati d'ansia e lo stress. Valeriana per un buon sonno.

Sono queste alcune delle varietà di erbe officinali che finiscono sempre con maggiore frequenza nelle tazze degli italiani. ''Tutto ciò che depura il fegato va bene per il cambio di stagione - spiega Riccardo Ospici, dell'Antica erboristeria romana - perché il fegato è il principale responsabile delle funzioni metaboliche. Ma attenzione - sottolinea - i prodotti erboristici non sono farmaci, pertanto quella delle tisane non può essere una strada per curarsi ma solo per coadiuvare le fisiologiche funzioni del corpo. Insomma per i disturbi seri - raccomanda Ospici - bisogna rivolgersi al medico''.

Quanto al rischio di abuso di tisane, Ospici rassicura: ''C'è lo stesso rischio che si può avere abusando di altri alimenti. Se si prendono dei farmaci comunque è buona norma domandare al medico se c'è rischio di interazione. Tenendo presente però - spiega ancora l'erborista - che molte interazioni tra erbe e farmaci, ma anche tra farmaci e alcuni alimenti, sono ancora del tutto sconosciute''.

Le tisane vanno forte anche su Facebook dove sono decine i gruppi dedicati agli infusi con centinaia di appassionati che si scambiano suggerimenti o lasciano testimonianze. ''Io mi ci curo la gastrite con una tisana miracolosa!!!w le tisane!!!'' scrive Fabrizio mentre Fabio suggerisce ''chiodi di garofano e cannella, provare per credere''. Monica sponsorizza ''il mix tris: menta - ortica - liquirizia, la vendono al Penny market''.

http://www.adnkronos.com/IGN/

mercoledì 24 febbraio 2010

Origano

L’origano è una delle erbe aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea in virtù del suo intenso e stimolante profumo.

origano

L'origano non è importante solo per il suo utilizzo in cucina ma anche per le sue numerose proprietà terapeutiche: antalgico, tonico, analgesico, antispasmodico, espettorante, stomachico e antisettico!

Il suo olio essenziale è molto utilizzato nell'aromaterapia.

I suoi infusi sono consigliati contro la tosse, il mal di gola e le infiammazioni delle vie respiratorie…e infatti oggi vedremo come si può preparare uno spray per il mal di gola tutto naturale!

Preparazioni: Scopriremo come sfruttare al meglio le proprietà antibatteriche e disinfettanti dell’origano, anche in combinazione con altre sostanze naturali come il propoli o l’erisimo…

Iniziamo col preparare uno spray ad azione antibatterica e disinfettante delle vie respiratorie, da portare sempre con noi in borsa soprattutto in questi periodi di freddo. Lo spray a base d’origano si prepara miscelando un infuso di origano con propoli per ottenere un effetto rafforzativo; erisimo per combattere l’afonia (l’erisimo è anche detto “erba dei cantanti”).

 

Da ‘La Prova del Cuoco’

sabato 6 febbraio 2010

Tisana contro l'ipertensione

Tisana contro l'ipertensione

Ingredienti
- Leonurus c. erba (sommità), 4 g
- Viscum (foglie), 3 g
- Biancospino (fiori), 20 g
- Arancio (foglie), 10 g
Preparazione: fatevi miscelare le erbe dall'erborista, poi mettete in infusione un cucchiaio della miscela in una tazza da tè d'acqua bollente. Filtrate dopo 10 minuti e bevete. La dose complessiva è pari a 2/3 tazze di infuso al giorno. Bevetelo lontano dai pasti.

Il Vischio contro l'ipertensione, l'arterosclerosi e.....

Il vischio è un ottimo rimedio fitoterapico per ipertensione, aterosclerosi, artrite e reumatismiI

Il vischio: rimedio fitoterapico contro l'ipertensione

Il vischio è un arbusto semiparassita molto comuni nelle regioni boscose di Europa e America, che vive aggrappato ad alcuni alberi ospiti, come la quercia, il pioppo, il melo, il biancospino. Ha la forma di un grosso cespuglio rotondeggiante con rami sempreverdi. I fiori sono riuniti in fascetti e le bacche sono globose e contengono un liquido vischioso (da cui prende il suo nome) e biancastro. La parte medicamentosa del vischio è rappresentata dalla pianta intera e dai rametti fogliati. Le bacche invece non sono utilizzate.

Il vischio nell'antichità era considerato una pianta sacra. All'epoca dei Celti, i sacerdoti, detti druidi, usavano il vischio per ottenere infusi e pozioni contro qualsiasi malattia. Il vischio viene ufficialmente menzionato nelle farmacopee verso la fine del secolo scorso, tempo in cui furono scoperti e sperimentati per la prima volta i suoi principi attivi: proteine (viscotossina e lectina), flavonoidi, polifenoli e polisaccaridi, dall'azione anti-ipertensiva.

Il vischio: tutte le virtù fitoterapiche

In fitoterapia si usano soprattutto i rami giovani e le foglie per preparare tisane ed estratti liquidi con attività ipotensive, diuretiche e antispasmodiche.

Il vischio è una delle piante più efficaci contro l'ipertensione, utilizzato anche come regolatore del sistema cardio-circolatorio: le sostanze contenute nel vischio sembrano infatti essere di stimolo al sistema parasimpatico e diminuire le resistenze periferiche dei vasi causando vasodilatazione.

Per queste sue proprietà il vischio è utilizzato anche come coadiuvante in caso di aterosclerosi, angina e per migliorare la circolazione cerebrale. Inoltre il vischio è importante anche in caso di artrite, perché aumenta la diuresi e favorisce così l'escrezione di urea. Applicato localmente ha anche azione antinfiammatoria alleviando i dolori reumatici e gli attacchi acuti di sciatica.

http://www.riza.it/

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